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  1. #11
    Hanno assassinato Calipari
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    che branco di buffoni muahahahahahahaha

  2. #12
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    Predefinito Quando le cose vanno....

    ....male. Due anni dopo l'11 settembre

    La coalizione che ha liberato l’Iraq non ha ancora trovato le armi di distruzione di massa e non è riuscita ancora a scovare Saddam Hussein. Una visibile e forte leadership irachena stenta a costruirsi. Il partito terrorista sunnita e wahabita (i resti di Saddam più i resti di bin Laden) è ancora abbastanza forte e
    infligge perdite quotidiane che affliggono l’opinione pubblica americana a due anni dall’11 settembre, oltre a rallentare
    sensibilmente lo sforzo di ricostruzione delle infrastrutture civili e a far salire il prezzo finanziario del dopoguerra diffondendo il morbo dell’insicurezza.
    Per quanto disperati e in un certo senso ciechi, attentati diabolicamente efficienti colpiscono tuttavia nell’Onu e negli sciiti
    due speranze: l’incremento della cooperazione internazionale nelle forme possibili, un patto di integrazione nazionale non scritto ma ratificato dalla nascita del Consiglio di governo rappresentativo con il consenso della maggioranza religiosa
    del paese. La road map per la pace israelo- palestinese è in stallo. In Afghanistan non va così male, ma la situazione è
    estremamente precaria. Il ciclo virtuoso che la vittoria a Baghdad doveva innescare, oltre che in Iraq, in Siria, in Iran, in Arabia Saudita, nel mondo arabo moderato, e perfino nella lontana ma minacciosa Corea del Nord, non è ancora minimamente avviato, tutt’altro.
    Nella diplomazia internazionale e occidentale continua a regnare la diffidenza o, peggio, il disprezzo reciproco e una sorda ostilità (è il caso francese). L’elenco delle tragiche difficoltà è lungo, e si possono aggiungere a piacere altri elementi.
    George W. Bush e Tony Blair sono sotto schiaffo in un ribollire di polemiche retrospettive in cui prendono diritto di cittadinanza
    anche accuse ridicole, fondate su uno sfruttamento cinico delle paure collettive e sulla completa deresponsabilizzazione
    politica (si va dalle balle della Bbc alle disprezzabili ma irrilevanti carognate degli opinionisti di casa nostra).
    Il partito terrorista, che ha sfruttato “la renitenza occidentale a infliggere e subire perdite” per riorganizzarsi con armi e soldi in quantità (come scrive Bernard Lewis), punta alla libanizzazione dell’Iraq e sa che il suo punto di forza sta nella divisione politico-militare occidentale, nella debolezza dell’opinione pubblica di massa in Europa e nella relativa fragilità di quella americana, ma soprattutto nella formidabile asimmetria tra la guerra
    di religione dell’Islam politico, rafforzata dal risentimento dei diseredati e dall’arma assoluta del terrorismo suicida, rispetto a quella strana cosa che è l’imperialismo democratico, ovvero l’ambizione di rispondere alla sfida nichilista dei fondamentalismi senza snaturare le solide basi del modo di vita occidentale e delle sue regole.
    Dobbiamo questa analisi impietosa ai lettori di un giornale che
    non ha mai accettato l’irresponsabilità politica e le facili scappatoie della demagogia mediatica, e che ha fatto e cerca
    di fare la sua parte nel mondo uscito dall’11 settembre.
    Che cosa dunque pensare? Che cosa fare? Ne parliamo lunedì.

    da il Foglio

    saluti

  3. #13
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito



    liberato l'Iraq?

  4. #14
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    Predefinito La diagnosi in voga....

    ....serve l'Onu

    Oggi va per la maggiore questa diagnosi: ci vuolu l'Onu, una copertura maggiore della comunità internazionale, e parte dell'amministrazione americana è di questo avviso, in consonanza con alcuni governi europei che tuttavia danno interpretazioni diverse di questa prospettiva.
    I francesi provano a ottenere una soecie di capitolazione cerimoniale degli Usa, primo passo per il disimpegno.
    Blair, Berlusconi, polacchi, sèagnoli e persino norvegesi vogliono invece una svolta tattica per consolidare l'obiettivo vero della guerra a Saddam: portare un solido embrione di pace e di democrazia o di regime seriamente rappresentativo in medio Oriente e nel mondo delle autocrazie islamiche.
    Possibilmente, ed è probabile, dialogante con Israele, unica attuale democrazia dell'area.

    Un clintoniano consiglia di essere cattivi
    Ma c'è un'altra diagnosi, quella di Lawrence Eagleburger, un clintoniano che sembra aver capito e che ha detto in tv: dobbiamo imparare a essere più nasry, cattivi.
    Infatti gli americani hanno dichiarato chiusa la guerra in tutta fretta, dopo averla combattuta con la notoria riluttanza politicamente corretta "a infliggere e subire perdite" (Bernard Lewis), e l'imperialismo democratico cosidetto si è trovato in u battibaleno a essere preda e obiettivo del nemico, con il comandante John Abizaid, quello che è lì perchè parla arabo e offre il volto multiculturale dell'America, e che dice di non sapere dove sta Saddam, mentre Hussein e il suo partito sunnitas e wahabita del terrore sa fin troppo bene dove stanno lke truppe americane, i funzionari dell'Onu, i fedeli e gli imam della chiesa Sciita.
    E punta con qualche risultato a fare dell'Iraq un nuovo Libano elevato alla potenza.

    (continua)

    saluti

  5. #15
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    più cattivi?

    Cioè radunare tutti gli uomini e stecchirli?

  6. #16
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    Predefinito Gli americani non sanno....

    ....cos’è un nemico

    Ne parlo ad esempio con il professor Franco Zerlenga, un italiano che vive da trent’anni a N.Y., insegna e studia storia islamica, e ha alcune idee se non altro molto chiare. Secondo lui gli americani hanno avuto nell’ultimo quarto di secolo due problemi con radici profonde, che non variano sostanzialmente da Carter (Iran) a Reagan (Libano) a Bush Sr (i Saud) a Clinton (Somalia) a Bush jr: non intendono il concetto del nemico e hanno una cultura di tolleranza religiosa che gli impedisce di capire fino in fondo l’Islam politico, radicale, fondamentalista, specie nella sua variante wahabita (la riforma religiosa purista che ha introdotto dal Settecento un nuovo concetto di jihad, di guerra santa, come strumento dei fedeli e della comunità islamica).
    Le grandi città americane – continua Zerlenga – nascono come corporation, anche le chiese sono corporation, e per quanto fondata su principi profetici la democrazia americana è business, conosce solo il competitor; che ha con te la misura comune del denaro, e l’adversary, l’antagonista politico al quale si fa la reverenza quando vince e si dà l’onore delle armi quando perde.
    Secondo Zerlenga (e dategli torto) gli islamici ragionano in altri modi: se ha la forza e non la usi, non hai la forza. Il loro puro linguaggio di potere si esprime nel proverbio: quando muore il cane dell’Emiro tutti fanno le condoglianze, ma quando muore l’Emiro nessuno fa le condoglianze.
    Osama l’ha detto: che cosa volete che ci facciano, ci portano in giudizio?
    Aggiungendo: noi amiamo i cavalli forti.
    E Saddam non ha mai creduto che sarebbero arrivati a Baghdad, e ora che ci sono non crede che ci resteranno, dopo la cura.
    Questo i liberal non lo capiscono (Zerlenga è un liberal per appartenenza): sono narcisisti, non arrivano ad infrangere lo specchio, vedono soltanto la loro cultura e le loro regole.
    E perfino questa amministrazione è politicamente corretta, e proclama di voler ristabilire l’ordine a Baghdad dopo una guerra di tre settimane.
    Ma che cosa significa?
    (2 continua)

    saluti

  7. #17
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    jihad non vuol dire guerra santa, gnurant!

  8. #18
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    In linea con lo stile del Foglio (notizie e commenti mescolati insieme), aggiungo che le auto bomba che giorni fa hanno fatto morire oltre 100 sciiti nel sud dell'Iraq hanno riavvicinato gli sciiti agli USA. Peraltro, poco dopo, Saddam Hussein (o chi per esso) ha negato di essere responsabile degli attentati.

    Davvero curioso, non trovate? Un bell'attentato con tanti morti per riavvicinare gli sciiti agli USA, dopo le tensioni e le diffidenze degli ultimi mesi........se a far scoppiare le bombe fosse stata Al Qaeda, beh, allora Bin Laden ha urgente bisogno di nuovi consiglieri politici.........

  9. #19
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    Interessante il tuo modo di postare Mustang: nessuna replica ai post di chi interviene nel tuo thread e continuo inserimento di articoli, commenti, ecc,, fino ad esaurimento (degli articoli e/o della pazienza dei tuoi eventuali interlocutori).

    Interessante ma un poco autolesionista.

  10. #20
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    In origine postato da Curioso
    Interessante il tuo modo di postare Mustang: nessuna replica ai post di chi interviene nel tuo thread e continuo inserimento di articoli, commenti, ecc,, fino ad esaurimento (degli articoli e/o della pazienza dei tuoi eventuali interlocutori).

    Interessante ma un poco autolesionista.

    Le repliche ci sono state, ma vengono cancellate dla moderatore

 

 
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