Parallela alla 60. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, si svolge anche quest'anno Open, l'esposizione internazionale di sculture e installazioni lungo l'intero Lido della città lagunare, ormai giunta alla stessa edizione.
Sviluppando ed estendendo all'arte il tema di "visione cinematografica", è stato selezionato un cospicuo numero di scultori in grado di orientare le loro opere verso i diversi atteggiamenti e confini dell'immaginario cinematografico: l'ambiguità tra i confini dell'immagine, l'interscambiabilità dei diversi mezzi, il carattere ambivalente del mondo cinematografico, estraneo ma al tempo stesso coerente e contiguo al mondo dell'enunciato rappresentato, sono i temi dominanti di tutta la mostra.
Fin dalla prima edizione, del 1998, curata allora da Pierre Restany, critico d'Arte di fama internazionale, Open ha sempre attirato scultori di tutte le nazionalità, includendo artisti, riconosciuti a livello internazionale, provenienti dall'Europa, dall'Asia, dagli Stati Uniti d'America e dal Sud America.
Quest'anno in particolare molte frontiere sono crollate: partecipano infatti, per la prima volta, artisti provenienti dall'Iran (Ahmad Nadalian, Mojtaba Mirtahmasb, Meira Yedidsion), dallo Sri Lanka (Anoli Perera), dall'Albania (Artur Gorishti), dall'Indonesia (Made Wianta) e dal Marocco. Quest'ultimo paese è infatti rappresentato da Fathiya Tahri Joutei, artista che trova ispirazione per le sue espressioni artistiche nelle forme architettoniche, nella scultura, nella pittura e nella lavorazione del legno. L'artista marocchina non crea semplicemente le forme, ma scolpisce e foggia la materia.
Anche se molte delle opere esibite in OPEN 2003 sono indirettamente collegate al mondo del cinema, tutte esprimono ugualmente concetti visivi che suggeriscono un momentaneo o sequenziale coinvolgimento con il contenuto o la forma visiva. In alcuni casi, si verifica un profondo interscambio tra gli artisti e quelli (artisti) che sono professionalmente coinvolti con il mondo cinematografico. Ad esempio, scultori, come Nicola L (France) e Made Wianta (Indonesia), realizzano film a basso costo che sono riconosciuti, nell'uso delle diverse tecniche cinematografiche, sia come video documentari che sperimentali. Per contrasto personalità cinematografiche, come ad esempio Gina Lollobrigida (Italia) hanno realizzato importanti sculture di carattere espressivo - figurativo.
Scultura, fotografia, performance e installazioni si affrontano dunque in questa singolare esposizione, protagonisti di una medesima condizione che è appunto quella di essere gioco irriverente: un'apertura di irrealtà che avviene magicamente nel nostro ambito reale.
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