Rispondo a Nerone e Ivan...

ah ah ah, Poeta.

Rispondo:
non capisco perché ridi?

Premettiamo un dato di fatto: come fece dire Molière ad un suo personaggio nel " Malato Immaginario ", io sono Ignorantus, Ignoranta, Ignorantum.
Ergo: cum, quare, quia, fuisti ruina mea.
Ergo bis: non ci ho capito nulla.
Se me lo spieghi in parole povere, universalmente comprensibili, semplici ( eccetto i termini tecnici, naturamente ) forse lo capisco.

Rispondo:
C’è da ridere tu scrivi …e non sai che scrivi (dizionario di latino)

Toh ! Che bella cosa, finalmente possiamo dialogare, eh ?
Non chiedo di meglio.

Rispondo:
per dialogare bisogna riflettere…e un po di educazione…


Socrates, fu Maestro proprio per un pensiero: quello che dice che il cervello di tutti è in grado di capire a meno che non ci sia di mezzo un handicap.
L' handicap ai tempi di Socrate non esisteva: li ammazzavano fin da piccoli.
Ma tutti gli altri potevano capire.
Ogni termine ha un suo controvalore in frasi o parafrasi che ne spiegano il significato.

Rispondo:
erano gli Spartani che dalla rupe…i bambini deformati li eliminavano…
Socrate intendeva dire che tutti (salvo eccezioni) possono riflettere e capire se si impegnano…


Pertanto se ci rendiamo universalmante comprensibili faremo un servizio alla comunità.
Una cosa che ho imparato è che quando si ha un linguaggio " ricercato " si hanno applausi privi di credulità da parte di gente che non ha capito un tubo del discorso ma che si nutre di paroloni che possono imparare e ripetere a pappagallo ai loro simili.
Un linguaggio Universale, facile, comprensibile e non per questo meno " dotto " riceve applausi anche silenziosi da parte di quella fascia di persone che amano far funzionare il cervello.

Rispondo:
Sono d’accordo quando parlo in pubblico sciorino un linguaggio più popolare…quando scrivo (non essendo un personaggio “noto”) mi piace passare per il “Carneade” del Manzoni…

Per gli altri il calcio 30 giorni su 30, lo spettacolo televisivo di evasione 30 giorni su 30, le telenovelas 30 giorni su 30... vanno bene.
Non è colpa loro.
E' colpa di saccentissimi pedanti che li hanno fatti fuggire dal pensiero che loro possono essere in grado di capire, di riflettere e di reagire.

Rispondo:
La colpa è della pseudo cultura che si alimenta dal Potere…





< Il Sapere è nella realtà un “indottrinamento”… non “Creatività” non Saggezza non Intuizione>

Forse è solo un questione di terminologia e non di sostanza, ma su ciò che hai sopra affermato non concordo pienamente.
L'indottrinamento, da solo, non sempre porta al sapere, ma a volte solo a ciò che si crede di sapere o al nozionismo.
Il vero sapere non può quindi identificarsi con l'indottrinamento, in quanto esso non può essere infirmato da schemi mentali imposti o comunque acquisiti, ma deriva soprattutto da un'armonizzazione dell'intuizione e della razionalità, in altre parole è ... consapevolezza!
La saggezza è l'esercizio di questa consapevolezza.

Rispondo
Un indottrinamento è con virgolette per cui nel “corpus” c’è il nozionismo, la pseudo cultura, il libresco e chi fa della saccenteria, spavalderia gratuita ha in se questi valori…
Il vero sapere va alimentato con la riflessione da cui nasce l’Intuizione e la Saggezza…

Da: neronenerone
Concordo onn Ivan.

L' indottrinamento è solo nozionismo, composto di frasi ripetute a pappagallo.
Nell' ambito politicoide il nozionismo si traduce in filastrocche monotone e ripetitive: della serie cambiano i musicanti ma la musica è la stessa!
nessuna creatività ma solo adattare la stessa filastrocca a questo o quel personaggio.
Permettimi di aggiungere, Ivan, anche un' altra componente importante.
Il Linguaggio.
Quando il cosiddetto sapiente parla, egli è sicuro di se, non ha paura di svelare quello che sa e lo fa in modo semplice e divulgativo.

Rispondo:
è il comportamento del Poeta …caro Nerone…

Il nozionista no.
Parla per termini ermetici ai più, paroloni che crede esaltino la sua figura, discorsi che diventano complicati ed incomprensibili.
E tutto perchè ? Perchè conosce solo quattro filastrocche e se gli chiedi qual' è la spiegazione e lui non la sa, comincia a farti discorsi talmente complessi che tu lasci perdere.

Rispondo:
I “politici” sono i maestri della demagogia…


Suvvia, quante volte ci è capitato di incontrare questo tipo di di individui ?
Il sapere, il conoscere, è lineare, semplice, elegante.
Un discorso fatto da chi sa il fatto suo è bello esteticamente e funzionalmente. E' elegante.
Non mi sto rivolgendo a nessuno ma sto parlando sulla base delle mie riflessioni... ma non credo di stare a dire cose strampalate.
E' quello l' indizio del commissario che investiga sulle comunicazioni umane: eleganza e trasparenza contro complessità ed ingarbugliamenti.
Il sapere di mostra a viso aperto.
Il far finta di sapere si nasconde dietro artefatti e palizzate: deve nascondere il suo pappagallismo nozionistico.

Rispondo :
caro Nerone non dici cose strampalate…la tua analisi è sensata… …se tu fossi venuto all’incontro di Varese…del Poeta avresti un'altra idea…consone alla tua analisi sensata…

Ciao Nerone e Ivan e chi legge …
Il Poeta