



Che c'è di più letterale e percettivo del voler credere in ciò che non esiste?
Io non credo a ciò che non vedo e che non motivazioni razionali per manifestarsi. D'altra parte Tommaso non credeva neanche lui eppure lo hanno fatto santo... per quelche vale!
Comunque fenomeni simili ai miracoli avvebngono anche in altre religioni e non per questo sono meno attrendibili... sempre che si prendano per buoni.
Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)


"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


Il "miracolo" schiude le porte di una dimensione antropologica preziosa e insostituibile.
Potenzia la fede, fortifica la speranza ed è uno strumento aggregativo eccezionale. Letteralmente, poiché nella straordinarietà - nello spezzare ciò che è consueto - sta il suo significato.
In questo senso, qualunque sia la nostra posizione individuale, non si può che studiarlo e rispettarlo.
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)