Ma questo significa titillare la pigrizia linguistica! (Pessima caratteristica del mediterraneo, o meglio, di certa cultura mediterranea, visto che molti mediterranei, una volta inseritisi in ambito tedesco - p.es. - diventano linguisticamente ligi).In origine postato da shelburn
non ho la zeppola, ma so imitarla
comunque, non mi sembra né arrogante né cafone voler parlare in italiano secondo le regole dell'italiano e non secondo le regole di altre lingue.
L'inverso richiederebbe non poco sforzo, anzi, prendendolo alla lettera, richiederebbe uno sforzo assolutamente fuori delle possibilità umane. Sai quante lingue ci sono al mondo e quante particolarità ?
Quante consonanti che si scrivono e non si pronunciano o si pronunciano in maniera diversa, e quante variazioni ci sono nella pronuncia delle vocali ?
Viceversa mi sembra normale che una persona mediamente colta ed informata possa pronunciare le parole straniere più comuni con una certa approssimazione accettabile, e secondo le regole della grammatica italiana.
La mia critica alla pronuncia di "Koeman", nasce dal fatto che un commentatore sportivo ha la possibilità, e il dovere, secondo me, di informarsi prima sulla pronuncia dei nomi stranieri. Data la difficoltà di alcuni suoni, è accettabile, secondo me, che alcuni nomi vengano adattati leggermente, cercando di rispettare la pronuncia originale "per quanto possibile, rimanendo all'interno del sistema di pronuncia dell'italiano".
Nel caso della "Heineken", la pronuncia alla tedesca potrebbe essere il prodotto di aspettative di mercato, secondo me, in quanto le birre tedesche hanno fama di essere ottime birre.
"Sovrumano", "fuori delle possibilità umane" pronunciare esattamente (o il più esattamente possibile) parole straniere all'interno della nostra lingua? Ma figuriamoci!
Già il parlare una lingua è una specie di miracolo: un bambino che dalla sua condizione bestiale arriva in pochi anni ad assimilare la propria lingua, fatta di migliaia di regole fonetiche, morfologiche, sintattiche, semantiche, e di infinite combinazioni e sfumature a tutti i livelli, è forse cosa facile? E allora quale sarebbe l'ostacolo che impedirebbe al parlante di inserire qualche regola in più al fine di poter immettere parole straniere? Se il mutamento di registro avviene nella classe in lingua straniera, quando uno si sforza di fare un discorso in lingua straniera, non vedo perché non potrebbe avvenire in unità di discorso minori inserite all'interno del discorso nella propria lingua.
Il problema sta nella consapevolezza di cambiare sistema. Se tu in quel momento sei consapevole che stai cambiando sistema linguistico, allora ti viene spontaneo pronunciare la parola straniera come va detta, e non storpiata all'italiana. Fatica sovrumana? Ma va la!
Quindi, secondo me, tutto il problema si riduce ad una questione di pigrizia.





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