Garda, tensione tra new global e polizia
Blocchi stradali, bengala, guerra del rumore. Al via le azioni di disturbo del vertice dei ministri degli Esteri Ue. Tensione con le forze dell'ordine durante il tentativo di avicinarsi alla zona rossa.
RIVA DEL GARDA - Il controvertice dei Disobbedienti comincia di prima mattina. Blocchi stradali e, soprattutto, tentativi di avvicinarsi a quello che in questi giorni è il cuore di Riva del Garda: il Palacongressi dove si tiene la riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Unione europea. Ed è lì, in questa nuova zona rossa, che tra i new global e le forze dell'ordine la tensione è salita.
Una prima avanguardia di manifestanti ha infatti tentato di avvicinarsi all'area transennata a bordo di un camion: giunto alla via che porta alla cittadella il gruppo è stato però bloccato dalla polizia che per far arretrare i manifestanti ha usato anche i manganelli. Durante il tentativo di forzare l'area transennata i disobbedienti hanno cercato di sollevare di peso un'auto della polizia che si era messa di traverso sulla strada.
E se da una parte c'era chi usava il camion come ariete, dall'altra una cinquantina di Disobbedienti ha cercato di "sfondare" la zona rossa a bordo di canoe e gommoni. Il gruppo ha percorso qualche centinaio di metri costeggiando la riva del lago e facendo volare palloncini colorati con slogan contro il vertice prima di essere affiancato e fermato, senza incidenti, dalle forze dell'ordine.
Nel frattempo tutti i gruppi di dimostranti sono confluiti nei pressi del vertice. A più riprese si sono viste scene di tentativi di forzare i posti di blocco, mentre l'ampio dispiegamento di agenti in tenuta antisommossa faceva da sbarramento.
Un faccia a faccia tra forze dell'ordine e manifestanti che si è poi trasformato in una guerra del rumore giocata su azioni di disturbo sonoro dei lavori del vertice con lanci di bengala e musica sparata a tutto volume dagli altoparlanti.
Tuttavia la mattinata, con le prime proteste attuate attraverso i blocchi stradali, era trascorsa in tranquillità. La mobilitazione è cominciata alle 9 quando due gruppi, in tutto un centinaio di ragazzi, hanno lasciato il Palafiera - sede del controvertice - e hanno bloccato la statale gardesiana, impedendo l'arrivo in città delle macchine dirette a prelevare dagli alberghi i delegati del vertice.
Una protesta tranquilla con un solo incidente: un pulmino dell'esercito utilizzato come navetta è stato fermato e messo di traverso sulla strada, poi sono state tagliate tutte e quattro le gomme e con una vernice bianca è stato scritto 'No Wto'. Inevitabili le ripercussioni sul traffico: i blocchi messi in atto dai disobbedienti sulle principali vie di accesso alla città hanno creato una coda di circa 4 chilometri. Alla città si riusciva comunque ad accedere utilizzando le vie secondarie.
"Siamo qui per bloccare una ingiustizia" ha detto il leader dei Disobbedienti, Luca Casarini. "Siamo qui per dire - ha aggiunto - che non possono esistere zone rosse, che non si può occupare militarmente una città e siamo qui per dire no alla violenza del Wto, delle decisioni prese sulla testa di milioni di persone, dello sfruttamento del lavoro: oggi istituiamo un'altra zona, una zona di libertà".
I disobbedienti manifestano in particolare contro la privatizzazione dei diritti all'istruzione e alla sanità, oltre che alle politiche sulla distribuzione dell'acqua, contro quindi le linee approvate dal Gatt.
(5 SETTEMBRE 2003; ORE 10:00. Aggiornato alle ore 13:40)




Rispondi Citando
7"
le sembrano esempi di manifestazioni “civili”?
