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Discussione: Osservazioni

  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Osservazioni

    L'ideologismo è la malattia infantile della destra radicale.

    Questa parafrasi leniniana rende conto, a mio parere, di due fatti

    1) la patetica frammentazione del cosiddetto ''ambiente'', ovvero la mancanza di consenso interno

    2) la evidentissima assenza di consenso esterno

    L'ideologismo [del quale il nostalgismo è solo il lato ''sentimentale''] ''acceca'' la capacità politica.

    Per capacità politica intendo la capacità di individuare temi e proposte in grado di creare consenso soprattutto esterno e la capacità di saper tradurre ''essotericamente'' tali proposte.

    Per ideologismo intendo la fuga in progetti del tutto irrealizzabili [siano essi di segno ''reazionario'' o ''rivoluzionario''] perché totalmente astratti rispetto alla realtà concreta.

  2. #2
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Per evitare di cadere nelle secche dell'ideologismo, credo che sia necessaria, in via preliminare, un'analisi della realtà nella quale s'intende agire politicamente.

    Infatti, le proposte devono essere calibrate sulla realtà, pena la loro assoluta inconsistenza politica.

    E le proposte, una volta individuate, devono essere inoltre facilmente traducibili ''in volgare''

    Ovviamente ipersemplificando:

    La realtà, oggi, presenta almeno 5 nodi problematici

    1) in politica interna crisi del welfare e crisi politico-culturale dello Stato-nazione

    2) in politica estera unione europea e imperialismo yankee

    3) ''società'' multirazziale

    4) questione ecologica

    5) globalizzazione [da ricollegare, seppure con approcci molto differenziati e senza ricorrere a ridicoli monocausalismi, a tutti e 4 i punti precedenti]

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Altro punto:

    le proposte politiche possono nascere solo da una attenta ricognizione analitica dei nodi prima accennati. In altre parole, occorre studiare accuratamente [attraverso categorie non ideologiche, s'intende; ad es. se si legge la globalizzazione come un gigantesco complotto, è chiaro che già questa lettura è ideologica e che la prassi conseguente non potrà che essere essa stessa viziata ideologicamente] i fenomeni su cui poi si pensa d'intervenire politicamente. Solo in tal modo la prassi politica viene salvata dai velletarismi o dagli irrealismi tipici dell'approccio ideologico.

    Una parentesi: solitamente si ritiene che i grandi consensi a partiti ''radicali'', ossia fortemente critici nei confronti dello status quo e portatori di una ''concezione del mondo'' alternativa a quella dominante, avessero possibilità di successo solo in presenza di una crisi sistemica [gli es. classici sono Weimar e l'Italia del primo dopoguerra]

    In realtà, l'esperienza dimostra che negli ultimi anni in Europa sono notevolmente cresciuti in termini di consenso partiti fortemente ''antisistema''. Alcuni si sono rivelati una meteora [ma nel caso olandese, l'uccisione di Fortuyn è stata decisiva], ma ciò che conta è che tali partiti, pur in assenza di di crisi sistemiche, sono comunque riusciti a convogliare un consenso intorno alle loro proposte, a dimostrazione del fatto che lo spazio politico c'è, purché lo si sappia occupare.

  4. #4
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito

    A mio avviso manca la percezione del pericolo, sia internamente sia esternamente (anche se in termini ben diversi). Ci si permette l'ideologismo quando non si avvertono seriamente le minacce concrete.
    Ora, l'individuazione di temi e proposte in grado di creare unità (internamente) e consenso (esternamente) sono un problema sottordinato alla consapevolezza effettiva dei rischi che si corrono non occupandosene.
    Un'analisi perfetta della realtà sociale e politica del nostro presente non ha nessun valore in assenza di una preoccupazione intrinseca a chi la deve sostenere e sviluppare.
    La dominazione della 'filosofia di vita' americana è dovuta alla diffusione di uno stato di spirito tra i popoli colonizzati. E' questo che mette a riposo le coscienze anche quando si assiste (1)alla "crisi politico-culturale dello Stato-nazione e a quella del welfare", (2)alla "politica estera dell'unione europea", (3)alla "società multirazziale" (per non parlare delle indegne guerre scatenate in giro per il mondo).
    A questo punto il problema è semmai come attuare l'inversione dello stato di spirito. Allora la questione degli ideologismi non si porrebbe neanche o comunque in forme profondamente differenti.

  5. #5
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    Predefinito

    In origine postato da Ludovico
    A mio avviso manca la percezione del pericolo, sia internamente sia esternamente (anche se in termini ben diversi). Ci si permette l'ideologismo quando non si avvertono seriamente le minacce concrete.
    La storia lo insegna... Già qualcuno parlava del sesso degli angeli mentre arrivavano i Turchi...

  6. #6
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Io credo che se qualcuno si mette a fare seriamente delle analisi in modo non ideologico e non per puro accademismo ma in vista di una azione politica, ha chiarissima la ''preoccupazione''. Anzi, è mosso anche [ma non solo] da questa.

    L'individuazione di minacce concrete è già un sintomo evidente di capacità politica


    Addenda

    L'ideologismo, oltre ad avere in molti casi un ruolo consolatorio e di autoaffermazione della propria identità ''politica'' [in realtà pseudo-politica, ovviamente], è sintomatico di chi vuole ricoprire un presunto spazio politico da nessun altro occupato. Se si afferma, ad esempio, che potentissime lobby occulte manovrano il mondo, indubbiamente si occupa una posizione alternativa e poco frequentata. Ma politicamente quanto consenso può ricevere una posizione simile? Da qui, l'evidenza che quello spazio politico che s'intendeva occupare era appunto ''presunto'' ma in effetti inesistente nel reale.

  7. #7
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito

    [QUOTE]In origine postato da Paul Atreides
    Io credo che se qualcuno si mette a fare seriamente delle analisi in modo non ideologico e non per puro accademismo ma in vista di una azione politica, ha chiarissima la ''preoccupazione''. Anzi, è mosso anche [ma non solo] da questa.

    Non ho detto che nessuno possiede questa preoccupazione, soltanto che non è così diffusa all'interno dell'area (mancanza di unità) e e fuori (assenza di rilevante consenso esterno).

    L'individuazione di minacce concrete è già un sintomo evidente di capacità politica


    Addenda

    L'ideologismo, oltre ad avere in molti casi un ruolo consolatorio e di autoaffermazione della propria identità ''politica'' [in realtà pseudo-politica, ovviamente], è sintomatico di chi vuole ricoprire un presunto spazio politico da nessun altro occupato. Se si afferma, ad esempio, che potentissime lobby occulte manovrano il mondo, indubbiamente si occupa una posizione alternativa e poco frequentata. Ma politicamente quanto consenso può ricevere una posizione simile? Da qui, l'evidenza che quello spazio politico che s'intendeva occupare era appunto ''presunto'' ma in effetti inesistente nel reale.


    Basta verificare se tali affermazioni e posizioni corrispondano alla realtà e agire di conseguenza. Il consenso va ricercato in funzione della realtà delle cose e non viceversa.

  8. #8
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    1) Il cosiddetto ''ambiente'' è troppo occupato a masturbarsi con San Sepolcro, il programma di Verona, l'Eurasia, l'islam, le cospirazioni demoplutogiudaicomassoniche, i progetti palingenetici che dovranno in un colpo solo mettere il mondo alla rovescia, per darsi a ''preoccupazioni'' d'infimo ordine.

    2) Vabbene: prova a varare un programma politico su base ''cospirazionista'', poi fammi sapere i risultati.

  9. #9
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito

    [QUOTE]In origine postato da Paul Atreides
    1) Il cosiddetto ''ambiente'' è troppo occupato a masturbarsi con San Sepolcro, il programma di Verona, l'Eurasia, l'islam, le cospirazioni demoplutogiudaicomassoniche, i progetti palingenetici che dovranno in un colpo solo mettere il mondo alla rovescia, per darsi a ''preoccupazioni'' d'infimo ordine.

    Caro Paul, come dicevo, non c'è timore oppure è di infimo ordine.
    E' anche vero, però che questa non è una sezione e noi non facciamo parte di un partito; non si può nemmeno impedire la speculazione o la formazione di ipotesi con altri individui. Serve anche a conoscersi meglio. (ovviamente mi riferisco ad un forum così trasversale)

    2) Vabbene: prova a varare un programma politico su base ''cospirazionista'', poi fammi sapere i risultati.

    Credi davvero che la 'vicinanza' usa-israele sia fondata sul caso o su una inspiegabile simpatia? O che i grandi eventi storici siano progettati e voluti dal popolo?
    Come vedi non è questione di essere cospirazionisti o meno ("negazionisti" o "sterminazionisti").

  10. #10
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito

    Ad ogni modo, apprezzo molto i thread che richiamano all'azione. Peccato che si tirino tutti indietro...

 

 
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