...di Telekom Serbia
Sei giugno 1997. Pagina 18 di Rep. Titolo a tutta pagina:
“I telefoni salvano Milosevic”.
Parliamoci chiaro: Rep. è un grande giornale, fin qui credevamo che lo scoop su Telekom Serbia fosse del 2001 e per la firma di Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo.
Macché. I republicones sono stati molto più bravi. Hanno scoperto i maneggi prima ancora che l’affare si concludesse.
Tre giorni prima.
L’autore dello “scoop dimenticato” (lo “scoop insabbiato” è quello di Bonini&Davanpour) è Guido Rampoldi. Se ne sono accorti il Tempo e Maurizio Belpietro che ha sventolato Rep. durante Excalibur.
L’informatissima pagina di Rampoldi del 1997 smentisce le difese degli Ulivo boys che ora sostengono di non averne saputo niente, che dell’affare di 900 miliardi con il dittatore che due anni dopo i medesimi avrebbero bombardato era pressoché segreto.
L’ultima è stato Enrico Micheli, allora vice di Prodi, che giovedì ha risposto a questa domanda di Bonini: “Quando e come seppe della conclusione dell’accordo?”. In questo modo: “Credo da qualche trafiletto di giornale”.
Trafiletto? L’articolo di Rampoldi occupava un’intera pagina e fu pubblicato prima ancora che l’affare si concludesse.
La parola al Rampoldi d’annata: “Mille miliardi liquidi, pagabili sull’unghia, rappresentano tutto per un regime che non riesce
neppure a versare gli stipendi a fine mese e deve affrontare scioperi e ira popolare alla vigilia di elezioni cruciali”.
Per essere più chiaro: “Milosevic deve sopravvivere alle
presidenziali d’autunno per sfuggire al destino che si spalanca davanti ad ogni duce sconfitto in guerra”.
Secondo Rep. non si trattava di una ovvia operazione industriale,
come sostiene adesso.
Ecco cosa scrisse lo scoopista Rampoldi 1997: “La partecipazione
greca non sorprende… meno scontata è la presenza trainante di una società italiana in un affare che, per quanto dinamica sia la
Stet, non poteva essere avviato senza l’incoraggiamento, o almeno il silenzio-assenso, della Farnesina”.
Secondo Rep. Lamberto Dini, “ribattezzato Slobo-Dini”, sapeva. Rep. cita un diplomatico italiano che definisce l’operazione una “bombola ad ossigeno” che “probabilmente permetterà” a Milosevic “di sopravvivere nei prossimi mesi”. Rampoldi certifica che anche Romano Prodi sapeva: “Cautela seguita anche nell’affare italo-serbo sulla telefonia, con gli uomini della Stet che sbarcavano a Belgrado proprio nel giorno in cui Prodi era in visita a Zagabria con stuolo di imprenditori al seguito”.
E, ancora, commentando la dichiarazione di Prodi su una equidistanza italiana nei Balcani, Rampoldi 1997 spiega che “così Prodi è stato informato che la politica estera del suo governo è tutt’altra”.
W Rep., un grande giornale che nel 1997 fa uno scoop che poi dimentica, che poi riciccia (2001), che poi insabbia (2002) e che infine nega (2003).
saluti




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