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Discussione: Cancun!

  1. #1
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    Predefinito Cancun!

    WTO: fallito il vertice di Cancun, un trionfo per i paesi poveri e le reti dei movimenti e organizzazioni
    lunedì, 15 settembre, 2003

    Festeggiamenti per il fallimento WTO (da Focus on the Global South)
    "L'agenda dello sviluppo è molto complessa, per cui a Cancun ci sono stati solo alcuni progressi". Con le parole del direttore della WTO Supachai Panitchpakdi e del ministro degli esteri messicano Luis Ernesto Derbez si è ufficialmente conclusa la Conferenza ministeriale della WTO di Cancun. Di parere diverso è la Campagna "Questo mondo non è in vendita" promossa da organizzazioni come Public Citizen, Third World Network, Rete Lilliput, Focus on the Global South, Campagna per la riforma della banca mondiale, Cipsi, Roba dell'altro mondo, Mani Tese, Attac e tantissime altre. "A Seattle abbiamo vinto ed il movimento era in strada. Oggi questa vittoria conta ancora più perché il movimento era dentro ed ha sostenuto i più poveri nella rivolta. Oggi è finita la democrazia del terrore del Wto in cui il consenso era estorto con ricatti" dichiara la Campagna Questo mondo non è in vendita.

    "Noi paesi in via sviluppo siamo sempre impegnati per un'agenda commerciale multilaterale, ma dobbiamo difendere gli interessi dei paesi in via di sviluppo" con questa dichiarazione si è aperta la conferenza stampa dei paesi ACP, LDC (i più poveri) ed Unione Africana dove il ministro delle Mauritius ha chiarito che "il cotone è il caso emblematico di quello che non ha funzionato qui - non è un questione di modello che ci viene imposto, ma di nostro interesse a plasmare il modello. Quando abbiamo lasciato oggi la green room, non avevamo altra possibilità perché un compromesso non era possibile". Celso Amorim, ministro del commercio brasiliano, ha ribadito che "il G22 ha guadagnato qualcosa anche se il vertice e' fallito: l'unita' del G21, diventato G22 per l'adesione dell'Indonesia, ha retto e continuera' ad essere un gruppo politico, non ideologico che vuole risolvere i problemi. Il Brasile e' disposto a parlare di agricoltura a Ginevra perche'
    comunque "i negoziati non si fermano mai".

    Intanto il commissario europeo al commercio Pascal Lamy ha dovuto ammettere che il Wto è un'istituzione medievale e che gli investimenti ed il Mai devono stare fuori dalle trattative del Wto. Nei giorni scorsi Friends of the Earth Europe aveva accusato Lamy, di aver messo una pressione inaccettabile sui paesi in via di sviluppo durante i meeting chiusi. Inquietanti le parole di Zoellick, ministro al commercio statunitense: "Ho preso nota dei paesi che hanno giocato un ruolo costruttivo a Cancun e delle nazioni che non lo hanno giocato." Per il prossimo 15 dicembre è previsto a Ginevra l'incontro del General Council della WTO per capire cosa fare. Sembra impossibile a questo punto che l'agenda di Doha si chiuda in tempo, come previsto entro il 1 gennaio 2005.

    I movimenti sociali e le reti delle organizzazioni hanno celebrato una storica vittoria. "Un trionfo della ragione, un trionfo dei paesi poveri e della società civile" ha dichiarato Alberto Villareal degli Amici della Terra. Secondo Alberto Zoratti "le organizzazioni del Commercio Equo vivono un passaggio necessario, che non può prescindere dalla forte interazione anche con altre realtà di base". Per Banca Etica "se non si avra' il coraggio di ripensare le regole economiche in modo da dare maggior attenzione al sud del mondo utilizzando le "filiere produttive responsabili" tipiche del commercio equo e della finanza etica, un altro mondo non sara'". possibile. Per Mani Teste " il movimento che a Seattle era fuori dai palazzi vi e' entrato dentro ed a contribuito a questa vittoria. Ora anche per i famigerati GATS la strada e' piu' in salita: il testo bocciato prevedeva infatti la loro accelerazione con la possibilita' di liberalizzazione in tutti i settori dei servizi".

    Fonte: Campagna , Friends of the Earth, IPS News, Rete di Lilliput, Cancun Medios Indipendientes
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  2. #2
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    E' un ben misero contributo rispetto all'altruismo sfegatato di Amati che riesce a dare lavoro anche a chi non se lo merita, ma che ci volete fare se mi emoziono con poco.

    Agli ironici.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  3. #3
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    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    E' un ben misero contributo rispetto all'altruismo sfegatato di Amati che riesce a dare lavoro anche a chi non se lo merita, ma che ci volete fare se mi emoziono con poco.

    Agli ironici.
    Ma che cazzo di discorsi fai povero illuso?

    Primo, ho detto che nel mentre tu parli io pur guadagnando,creo lavoro ed aiuto piu' concretamente che mille tue pagine, se ti piace o no, a me non interessa. I Miei lavoratori alla fine del giorno vanno a casa e mangiano, le tue pagine che fanno? Sfamano qualucno? Fanno si che un bambino possa andare a scuola? L amia ricerca di "profitto" parola che in molti odiano letteralmente, fa si , che le persone che collaborano con noi, non vivono nello spettro della poverta', i figli vanno a scuola invece di vendere cicche ai semafori. Ch eti piaccia o no quesot lo si fa attraverso il commercio (CHE TU AD ESEMPIO NON VUOI IN MOLTI ASPETTI). Questo lo si fa abbattendo il protezionismo, ovvero creando le basi per avere possibilita' di commerciare, investire, fare profitti e di conseguenza creare lavoro. Alla fien della storia e a livello pratico, e l' intercambio di merci e di capitali che aiuta la gente, non la retorica.

    Secondo in nessun momento ho detto che ho do lavoro anche a chi non se lo merita, questa l'hai inventata tu per fare piu' efetto e far intendere qualcosa che non ho neanche lontanamente accennato, quindi le stronzate tientile pure per te.
    terzo t'ho sempre detto che per me le barriere tali come i sussidi di UE ed USA dovrebbero essere tolte, e a Cancun i negoziati si sono fermati soratutto per questo, ma al contrario di quello che gente miope pensa, non sono fallti, si son fermati (coem del resto lo stesso Lula ha fatto ben capire), ma che credete che sia nell'interesse dei paesi poveri non commerciare? Lo so che gente come te preferisce non far commerciare, cosi facendo lasciando nella merda milioni di persone, perfortuna che Lula la pensa differentemente, e ben contento ha accettato i milioni investiti dalla Pirelli in Brasile.

  4. #4
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    In Origine Postato da Amati75
    Ma che cazzo di discorsi fai povero illuso?

    Primo, ho detto che nel mentre tu parli io pur guadagnando,creo lavoro ed aiuto piu' concretamente che mille tue pagine, se ti piace o no, a me non interessa. I Miei lavoratori alla fine del giorno vanno a casa e mangiano, le tue pagine che fanno? Sfamano qualucno? Fanno si che un bambino possa andare a scuola? L amia ricerca di "profitto" parola che in molti odiano letteralmente, fa si , che le persone che collaborano con noi, non vivono nello spettro della poverta', i figli vanno a scuola invece di vendere cicche ai semafori. Ch eti piaccia o no quesot lo si fa attraverso il commercio (CHE TU AD ESEMPIO NON VUOI IN MOLTI ASPETTI). Questo lo si fa abbattendo il protezionismo, ovvero creando le basi per avere possibilita' di commerciare, investire, fare profitti e di conseguenza creare lavoro. Alla fien della storia e a livello pratico, e l' intercambio di merci e di capitali che aiuta la gente, non la retorica.

    Secondo in nessun momento ho detto che ho do lavoro anche a chi non se lo merita, questa l'hai inventata tu per fare piu' efetto e far intendere qualcosa che non ho neanche lontanamente accennato, quindi le stronzate tientile pure per te.
    terzo t'ho sempre detto che per me le barriere tali come i sussidi di UE ed USA dovrebbero essere tolte, e a Cancun i negoziati si sono fermati soratutto per questo, ma al contrario di quello che gente miope pensa, non sono fallti, si son fermati (coem del resto lo stesso Lula ha fatto ben capire), ma che credete che sia nell'interesse dei paesi poveri non commerciare? Lo so che gente come te preferisce non far commerciare, cosi facendo lasciando nella merda milioni di persone, perfortuna che Lula la pensa differentemente, e ben contento ha accettato i milioni investiti dalla Pirelli in Brasile.
    Ti manca il senso dell'ironia?
    (Per la cronaca ciò che io faccio non sarebbe solo scrivere in rete )

    Agli ottusi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  5. #5
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    Amati tu NON vuoi capire una cosa semplicissima.

    Che quella che tu chiami "liberalizzazione" NON e' affatto tale.

    Trattasi di metodologie di sviluppo commerciale che prevedono la distruzione sistematica di tutte le realta' medio-piccole.

    Quindi in realta' TI STANNO FACENDO UN FAVORE.

    Perche' il giorno che l'IKEA o chi per loro sbarca in Messico, caro il mio Amatuccio, tu chiudi baracca e burattini.

    Cerca di capirlo una volta tanto.

    Saluti

    Luca Loi
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  6. #6
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    In Origine Postato da Fuori_schema
    Amati tu NON vuoi capire una cosa semplicissima.

    Che quella che tu chiami "liberalizzazione" NON e' affatto tale.

    Trattasi di metodologie di sviluppo commerciale che prevedono la distruzione sistematica di tutte le realta' medio-piccole.

    Quindi in realta' TI STANNO FACENDO UN FAVORE.

    Perche' il giorno che l'IKEA o chi per loro sbarca in Messico, caro il mio Amatuccio, tu chiudi baracca e burattini.

    Cerca di capirlo una volta tanto.

    Saluti

    Luca Loi
    Veramente t'ho gia' spiegato in altro post che stai sbagliando e continui a sbagliare ed ora ti spiego perche':

    PRIMO: IKEA gia c'e' in Messico, e ve ne sono altri, come Calligaris, e non sto chiudendo, anzi pur con la recessione sono aumentati i punti vendita. Quindi gia' con questo il tuo esempio vale poco.

    SECONDO: IKEA ha un mercato completamente diverso dal mio, il suo target e' diverso dal mio, la gente che compra da IKEA difficilmente entrera' nei miei punti vendita, come quella che e' il mio target difficilmente va da IKEA. Semmai la mia cocorrenza piu' efettiva sarebbe Roche Boibois (Che cmq ha un target piu' elevato), che gia' c'e' , ed e' presente nelle citta' dove sono presente anch'io.
    Luca, ripeto, tu ovviamente non conosci tutti gl'aspetti della globalizzazione, e' ovvio., guardi unicamente ad un aspetto senza capire bene, la differenziazione dei mercati, la segmentazione, le nicchie ecc.... La Globalizzazione espande le opportunita' non le diminuisce, sopratutto per coloro che levedono, mi spiace ma io la vivo tutti i giorni, ed e' l'opposto di quello che indichi.

    TERZO: Il Messico ha gia' un trattato di libero commercio con L'Europa, quindi molte realta' molto piu' grandi di me, GIA sono presenti in Messico come indicato.


    Cerca di capirlo tu una volta tanto, e cerca di aprire gl'occhi, che quello che scrivi e' molta ideologia, non basata sui fatti reali.

    Speriamo che questa volta tu mi risponda.

  8. #8
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    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    Ti manca il senso dell'ironia?
    (Per la cronaca ciò che io faccio non sarebbe solo scrivere in rete )

    Agli ottusi.
    Ottuso? Smettero' di apparire ottuso quando smetterete tu ed altri di mettermi parole in bocca.

  9. #9
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    In Origine Postato da Amati75
    Veramente t'ho gia' spiegato in altro post che stai sbagliando e continui a sbagliare ed ora ti spiego perche':

    PRIMO: IKEA gia c'e' in Messico, e ve ne sono altri, come Calligaris, e non sto chiudendo, anzi pur con la recessione sono aumentati i punti vendita. Quindi gia' con questo il tuo esempio vale poco.

    SECONDO: IKEA ha un mercato completamente diverso dal mio, il suo target e' diverso dal mio, la gente che compra da IKEA difficilmente entrera' nei miei punti vendita, come quella che e' il mio target difficilmente va da IKEA. Semmai la mia cocorrenza piu' efettiva sarebbe Roche Boibois (Che cmq ha un target piu' elevato), che gia' c'e' , ed e' presente nelle citta' dove sono presente anch'io.
    Luca, ripeto, tu ovviamente non conosci tutti gl'aspetti della globalizzazione, e' ovvio., guardi unicamente ad un aspetto senza capire bene, la differenziazione dei mercati, la segmentazione, le nicchie ecc.... La Globalizzazione espande le opportunita' non le diminuisce, sopratutto per coloro che levedono, mi spiace ma io la vivo tutti i giorni, ed e' l'opposto di quello che indichi.

    TERZO: Il Messico ha gia' un trattato di libero commercio con L'Europa, quindi molte realta' molto piu' grandi di me, GIA sono presenti in Messico come indicato.

    Cerca di capirlo tu una volta tanto, e cerca di aprire gl'occhi, che quello che scrivi e' molta ideologia, non basata sui fatti reali.

    Speriamo che questa volta tu mi risponda.
    Io ti rispondo e sempre e dovresti saperlo.

    Amati, io comprendo quello che dici ma sei in primis "fuori tempo", con una concezione unilaterale della globalizzazione e con bel po' di presunzione, sopratutto quando dici che io "non avrei capito" le logiche della medesima e attribuisci a oscure ideologie quello che scrivo.
    Mi fa piacere che tu riesca a sopravvivere anche con l'IKEA ma non hai focalizzato in realta' il vero punto del problema.
    Ovvero la sostanziale differenza che sussiste tra "sistema produttivo" e "opportunita' di mercato".
    Mi spiego meglio.
    Facciamo un esempio cretino.

    Io non so se tu sia il titolare dell'azienda sotto il profilo della produzione e ANCHE del marchio distribuito, ma cio' che accade attualmente e' che queste entita' risultano SEPARATE.

    Mettiamo il caso che tu produca per il marchio X e che il medesimo marchio ti dica "caro il mio Amati, mi spiace, lei non e' piu' competitivo, abbiamo un concorrente in Cina che produce le stesse cose che fa la sua azienda con gli stessi materiali (o migliori o diversi) ad un prezzo inferiore del 20%"

    Tu hai due possibilita', o muori o affami te e i tuoi dipendenti per rimanere in corsa.

    Seconda possibilita', sei il proprietario del marchio.
    A questo punto dopo esserti molto divertito in Messico ma anche affaticato perche' la gestione della produzione e' difficile e pesante, ti si offre l'opportunita' di poterti "svincolare" dalla produzione e poterti dedicare esclusivamente al marketing ed alla gestione del marchio.
    Finalmente ! Diresti, e magari potresti scegliere tra i fornitori quello che ti garantisce ovviamente un miglior rapporto prezzo/prestazioni tra fornitori cinesi, thailandesi, messicani, brasiliani e chi piu' ne ha ne metta.

    E chiaro che i reali "vantaggi" della globalizzazione chi li ha avuti?
    E "quante" persone li hanno avuti?
    Nel secondo caso i vantaggi per te sono enormi. Ma SOLO per te (per la stragrande maggioranza) e per la tua segretaria, l'addetto al marketing e pochissimi altri collaboratori.

    IN OGNI CASO invece la stragrande maggioranza dei lavoratori viene "spinto verso il basso" se non rimane disoccupato.

    Se non riesci a capire che la logica della produzione e' sostanzialmente svincolata dal sistema commerciale e di marketing, mi spiace ma della globalizzazione hai capito ben poco tu.

    E' la logica di redistribuzione della ricchezza che viene fondamentalmente stravolta e quelle che tu chiami "opportunita'" altre non sono che occasioni di maggiore sfruttamento delle risorse naturali e di forza lavoro.

    Certo che se sei tra i pochissimi che della medesima ci godono (e parecchio) la difenderai contro ogni logica e chiudendo occhi, orecchi e naso, ma non PUOI pretendere di far passare agli altri la medesima come il "grande Eldorado" che fara' diventare tutti piu' ricchi, perche' francamente (nel caso) o non hai capito un emerito cazzo oppure ci ciuli nel manico a manetta.

    Saluti

    Luca Loi
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  10. #10
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    In Origine Postato da Fuori_schema
    Io ti rispondo e sempre e dovresti saperlo.

    Amati, io comprendo quello che dici ma sei in primis "fuori tempo", con una concezione unilaterale della globalizzazione e con bel po' di presunzione, sopratutto quando dici che io "non avrei capito" le logiche della medesima e attribuisci a oscure ideologie quello che scrivo.
    Mi fa piacere che tu riesca a sopravvivere anche con l'IKEA ma non hai focalizzato in realta' il vero punto del problema.
    Ovvero la sostanziale differenza che sussiste tra "sistema produttivo" e "opportunita' di mercato".
    Mi spiego meglio.
    Facciamo un esempio cretino.

    Io non so se tu sia il titolare dell'azienda sotto il profilo della produzione e ANCHE del marchio distribuito, ma cio' che accade attualmente e' che queste entita' risultano SEPARATE.

    Mettiamo il caso che tu produca per il marchio X e che il medesimo marchio ti dica "caro il mio Amati, mi spiace, lei non e' piu' competitivo, abbiamo un concorrente in Cina che produce le stesse cose che fa la sua azienda con gli stessi materiali (o migliori o diversi) ad un prezzo inferiore del 20%"

    Tu hai due possibilita', o muori o affami te e i tuoi dipendenti per rimanere in corsa.

    Seconda possibilita', sei il proprietario del marchio.
    A questo punto dopo esserti molto divertito in Messico ma anche affaticato perche' la gestione della produzione e' difficile e pesante, ti si offre l'opportunita' di poterti "svincolare" dalla produzione e poterti dedicare esclusivamente al marketing ed alla gestione del marchio.
    Finalmente ! Diresti, e magari potresti scegliere tra i fornitori quello che ti garantisce ovviamente un miglior rapporto prezzo/prestazioni tra fornitori cinesi, thailandesi, messicani, brasiliani e chi piu' ne ha ne metta.

    E chiaro che i reali "vantaggi" della globalizzazione chi li ha avuti?
    E "quante" persone li hanno avuti?
    Nel secondo caso i vantaggi per te sono enormi. Ma SOLO per te (per la stragrande maggioranza) e per la tua segretaria, l'addetto al marketing e pochissimi altri collaboratori.

    IN OGNI CASO invece la stragrande maggioranza dei lavoratori viene "spinto verso il basso" se non rimane disoccupato.

    Se non riesci a capire che la logica della produzione e' sostanzialmente svincolata dal sistema commerciale e di marketing, mi spiace ma della globalizzazione hai capito ben poco tu.

    E' la logica di redistribuzione della ricchezza che viene fondamentalmente stravolta e quelle che tu chiami "opportunita'" altre non sono che occasioni di maggiore sfruttamento delle risorse naturali e di forza lavoro.

    Certo che se sei tra i pochissimi che della medesima ci godono (e parecchio) la difenderai contro ogni logica e chiudendo occhi, orecchi e naso, ma non PUOI pretendere di far passare agli altri la medesima come il "grande Eldorado" che fara' diventare tutti piu' ricchi, perche' francamente (nel caso) o non hai capito un emerito cazzo oppure ci ciuli nel manico a manetta.

    Saluti

    Luca Loi
    "Io ti rispondo e sempre e dovresti saperlo."

    Lo scritto perche' nell'altro post dove s'e' affrontato tale discorso non ho avuto risposta, forse non l'avrai vista.

    "Amati, io comprendo quello che dici ma sei in primis "fuori tempo", con una concezione unilaterale della globalizzazione e con bel po' di presunzione, sopratutto quando dici che io "non avrei capito" le logiche della medesima e attribuisci a oscure ideologie quello che scrivo.
    Mi fa piacere che tu riesca a sopravvivere anche con l'IKEA ma non hai focalizzato in realta' il vero punto del problema.
    Ovvero la sostanziale differenza che sussiste tra "sistema produttivo" e "opportunita' di mercato".
    Mi spiego meglio."

    Veramente la differenza che esite fra i due concetti l'ho ben chiara. Come ho ben chiaro che con la globalizzazione sara' sempre piu' importante differenziarsi, segmentizzare il propio mercato, se si e' piccoli offrire prodotti di nicchia con un valore aggiunto, o semplicemente offrendo un servizio migliore, attenzione personalizzata ecc...

    "Io non so se tu sia il titolare dell'azienda sotto il profilo della produzione e ANCHE del marchio distribuito, ma cio' che accade attualmente e' che queste entita' risultano SEPARATE."

    Importiamo dall' Italia, ed i salotti li fabbricchiamo qua con materia prima italiana dato che il costo della logistica per il volume di tale prodotto lo rende troppo elevato per il nostro segmento di mercato.
    Quindi si puo' dire che affrontiamo entrambi i concetti.


    "Mettiamo il caso che tu produca per il marchio X e che il medesimo marchio ti dica "caro il mio Amati, mi spiace, lei non e' piu' competitivo, abbiamo un concorrente in Cina che produce le stesse cose che fa la sua azienda con gli stessi materiali (o migliori o diversi) ad un prezzo inferiore del 20%" "

    Non sono terzista quindi nel mio caso non succederebbe, ma l'esempio che tu poni non succede esclusivamente a livello internazionale, puo' benissimo succedere a livello locale, basta che una azienda non stia attenta ai costi, o che investa meno in tecnologia piu' efficente o che tardi di piu' nellla produzione ecc...
    Se inoltre un azienda prdouce qualcosa che si puo' produrre con la stessa qualita' in Cina, allora ha gia' di per se dei probblemi visto che non ha capito con anteriorita' che non puo' competere sui costi. Ovviamente non s'e' differenziata (creando cosi un valore aggiunto). Se uno dorme qualcuno che lo sorpassa arriva sempre o dalla Cina o dietro casa.


    "Tu hai due possibilita', o muori o affami te e i tuoi dipendenti per rimanere in corsa."

    Di possibilita' ve ne sono molte di piu'. Puo' investire in una linea d'assmeblaggio in Cina, mantenendo parte dela produzione nel paese d'orgine, differenziare il suo prodotto finale, aumentarne la qualita' facendo lo sforzo di assorbire l'incremento fin dove economicamente possibile, innovare piu' rapidamente (cosa che ancora oggi la si puo' far benissimo, i Cinesi ad esempio, copiano (ed in molti casi molto ma molto male, non innovano). NOn si puo; competer unicamente sui costi, non v'e' storia ne protezionismo che tiene.


    "Seconda possibilita', sei il proprietario del marchio.
    A questo punto dopo esserti molto divertito in Messico ma anche affaticato perche' la gestione della produzione e' difficile e pesante, ti si offre l'opportunita' di poterti "svincolare" dalla produzione e poterti dedicare esclusivamente al marketing ed alla gestione del marchio.
    Finalmente ! Diresti, e magari potresti scegliere tra i fornitori quello che ti garantisce ovviamente un miglior rapporto prezzo/prestazioni tra fornitori cinesi, thailandesi, messicani, brasiliani e chi piu' ne ha ne metta."

    Sotto un aspetto e' cosi, ovvero importiamo dall' Italia e efettuamo la distribuzione dle prodotto. E qeusot e' un esmpio di come ill tuo raigonamento abbia dlle falle. Ovvero, anche qua in Mesico vendono sedie Cinesi, che competono con quelle Italiane ad un 1/4 del costo. In teoria dovrei gia' esser chiuso o cercre un altro mercato. Poi pero' arriva il pero'. Non competo sui costi. Ovverro non competo con i Cinesi. I due prodotti hanno qualita' e rifiniture completamente diverse, per esempio nelle sedie in Aluminio, loro le avvitano, una sedia di qualita' e saldata, ed hauno spessore piu' grosso di quello Cinese, ovvero costa anche 4 volte fdi piu' ma dura anche 4 volte di piu'. Chi compra una sedia Cinese punta al prezzo, chi compra una saldata, punta alla qualita', sono due mercati completamente diversi.
    Ovvero, non si sceglie unicamente in base al costo del prodotto, il costo del prodotto e' l'unico fattore se tutti gl'altri fattori sono uguali, se cosi non e' non e' neanche il fattore determinante.

    "E chiaro che i reali "vantaggi" della globalizzazione chi li ha avuti?
    E "quante" persone li hanno avuti?
    Nel secondo caso i vantaggi per te sono enormi. Ma SOLO per te (per la stragrande maggioranza) e per la tua segretaria, l'addetto al marketing e pochissimi altri collaboratori."

    I vantaggi chi li ha avuti? Chi si sveglia e non rimane a dormire. L'unica cosa che cambia e' che chi dorme ha meno tempo per svegliarsi, dato che vi sono piu' concorrenti.
    Ti faccio un altro esempio da quando il Messico s'e' aperto con l'avvento del Nafta (ed ora ocnil trattato di libero commercio con la UE), i poveri sono diminuiti (pur restandovene moltissimi logico), la percentuale di persone che sono propietarie della propia casa e' aumentata considerevolmente, la gamma dei prodotti esportati e' aumentta radicalmente , le riserve di valuta pregiata sono considerevoli, la sudditanza alle esportazioni del petrolio e' ora minima dato che prima il petrolio ed affini rappresentava piu' del 90% delle esportazioni, ora e' il contrario ovvero piu' del 90% sono prodotti non legati al petrolio.

    "IN OGNI CASO invece la stragrande maggioranza dei lavoratori viene "spinto verso il basso" se non rimane disoccupato."

    Anche in questo non e' propio vero, cosa va in basso sono quei setori del'industria che competeno nello stesso segmento e nelle stesse condizioni. I casi dei paesi Asiatici tipo Singapore, Corea del Sud ecc.. e' un buon esmepio, ovvero quando iniziarono a produre prodotti per poi esportarlil producevano prodotti ad alto contenuto manuale, ovvero basso contenuto tecnologico, quindi il lrto mercaotsi basava unicamente sui costi, tipo l'industria tessile o anchel'industira elettronica dei prodotti di massa, ovvero standarizzati e di basso costo.Ora ad emspeio Singapore non produce nulla, pero il livello di vita e' molto piu' alto, dato che s'e' specializzato nella finanza, e' uno dei centri finanziari piu' importanti dell'Asia. La OCrea del Sud produice ed epsorta prodotti che non competono unicamente sui costi e sono prodotti ceh rihciedono un contenuto tecnologico piu' elevato. Ovvero meno un paese produce prodotti ad altro contenuto manuale piu' aumetano gli stipendi, semplificato ma e' cosi. Questo ad esempio, succedera' anche alla Cina col passare del tempo.
    Qua in Messico si sta cambiando per forza di cose nel tipo di prodotti maufatturati. Le line di assemblaggio ad alto contenuto manule (Tessile principalmente) stanno poco a poco chiudendo per emigrare in Cina, dove il costo orario e 1/4 di quello Messicano. Stanno pero' aumentando le Maquilladoras di prodotti con un contenuto tecnologico piu' elevato come ad esempio la nuova linea di assemblaggio della Samsung in Queretaro.


    "Se non riesci a capire che la logica della produzione e' sostanzialmente svincolata dal sistema commerciale e di marketing, mi spiace ma della globalizzazione hai capito ben poco tu."

    E ti ripeto...io l'ho cpaita molto ma molto bene, come detto prima, e forse t'e' sfuggito, sei tu che o non capisci o non vuoi capire i concetti di differenziazione, segmentazione ecc.. Non si puo' eslcusivamente competere sui costi, tutto dipende da che tipo di prodotto si offre e a chi lo si vuol offrire.


    "E' la logica di redistribuzione della ricchezza che viene fondamentalmente stravolta e quelle che tu chiami "opportunita'" altre non sono che occasioni di maggiore sfruttamento delle risorse naturali e di forza lavoro."

    E qui esce la ideologia...vede che non era cosi oscura tale ideologia...

    La Globalizzazione e' unicamente questo: Chi non si sveglia e apporta cambi reali ed efficenti, scompare. Per questo per me e' di principale importanza far si ad esempio che la Cina rispetti gl'accordi firmati, dato che in tale caso le innovazioni potrebbero esere una reale ed efficace forma di differenziazione dei prodotti dato che ripeto, siamo noi che innoviamo, non loro.

    "Certo che se sei tra i pochissimi che della medesima ci godono (e parecchio) la difenderai contro ogni logica e chiudendo occhi, orecchi e naso, ma non PUOI pretendere di far passare agli altri la medesima come il "grande Eldorado" che fara' diventare tutti piu' ricchi, perche' francamente (nel caso) o non hai capito un emerito cazzo oppure ci ciuli nel manico a manetta."

    Pochissimi? Stando alla FAO, la percentale di persone che soffre di fame cronica sta diminuendo, stando alla WB la percentuale di persone che vivono in estrema poverta' sta diminuendo. Ci vuole piu globalizzazione, non meno e soprattuto ci vuole un organismo realmente forte che serva da bilanciere , non l'attuale WTO che non ha poteri reali per far rispettare ne accordi ne sanzioni.


    Saluti

 

 
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