Non era mica un'intervista, si stava ubriacando di champagne con due giornalisti inglesi, gli è scappato di bocca che Mussolini non aveva mai fatto male a una mosca.
Berlusconi ricuce con la Comunità ebraica
Colloquio riparatore alla sinagoga di Roma dopo le frasi su Mussolini. "Il premier ci ha chiesto scusa, siamo soddisfatti", riferiscono dalla Comunità.
ROMA - L’equivoco, come lo chiama il ministro Giovanardi, è stato definitivamente chiarito. E' bastato un breve incontro alla Sinagoga di lungotevere Cenci, col rabbino capo Riccardo Di Segni e il presidente dell'Unione, Amos Luzzatto per ristabilire i rapporti di amicizia che legano la Comunità ebraica e Silvio Berlusconi. Ma per farsi perdonare quelle frasi su "Mussolini che non uccise nessuno" e sul "fascismo che era un regime benevolo" il premier si è dovuto dare da fare. Arrivando a scusarsi, e per ben due volte.
"Berlusconi si è scusato due volte e noi ci riteniamo soddisfatti: ci ha detto che le sue parole sono venute nel corso di una chiacchierata, non di un'intervista, fra una bottiglia di champagne e un'altra", ha spiegato al termine del mini summit della pacificazione Guido Di Veroli, rappresentante della giunta della Comunità ebraica.




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