GARZON VUOLE PROCESSARE BIN LADEN
MADRID (CNN) -- Garzon, ancora lui. Il giudice spagnolo, che tanto ha fatto parlare di se negli ultimi anni, spara di nuovo alto ed emette un mandato di cattura per Osama bin Laden.
Garzon ha motivato la richiesta di arresto nei confronti di Bin Laden e di altri 17 presunti appartenenti ad Al Qaida con un documento di circa 700 pagine. Sperando che chissà chi possa consegnarglielo.
La risposta a questo interrogativo è arrivata da Bergamo, la dolce cittadina arroccata sulla collina e sede dell’eclettico Brunik, noto alle cronache dal profondo Pol che assieme a Garzon e Di Pietro costituiscono la punta di diamante della capacità propositiva della sinistra in ambito italiano ed europeo. Intervistato mentre prendeva l’aereo per Madrid, Brunik con quel suo simpatico sorriso che ricorda quello altrettanto famoso di Pierluigi Vigna ci ha precisato alcuni aspetti dell’incarico. Ha preteso ed ottenuto da Garzon che il mandato di cattura non venisse fermato con spille o fermagli metallici “E’ noto il carattere poco accomodante di Bin Laden e se mi infila il mandato in bocca o in qualche altro orifizio, preferisco facilitare il compito. Il mio è un incarico delicato (e non solo l’incarico) e non vorrei che l’incontro degenerasse in una rissa, come fa sempre Berlusconi”. Brunik, visibilmente felice dell’incarico ricevuto dall’autorità spagnola, ha avuto parole di apprezzamento per il geniale Garzon, sottolineando il "filo rosso" che lo unisce non solo a Di Pietro ma anche ad altri magistrati geniali come Caselli e Borrelli, che hanno combattuto analoghe battaglie di successo. La conversazione coi rappresentanti della stampa non poteva non riguardare anche gli aspetti della politica italiana, così cari a Brunik. Pensiero, una redattrice del giornale veneto “Un cancaro ai teroni” gli ha ricordato vecchie accuse rivoltegli da Pieffebi, noto oltranzista del Polo, di condurre sempre battaglie sballate come la difesa della sinistra nell’affare Telekom Serbia. “Può darsi che qualche errore io lo abbia commesso – ha ammesso Brunik - ma Pieffebi dovrebbe riconoscermi che sono sempre stato coerente con me stesso. Ho passato tutta la vita a lottare contro la televisione: ebbene, ora lotto contro Berlusconi…!”. Unico momento di imbarazzo è stato quando, sotto il fuoco di fila delle domande dei giornalisti, Alessandra commentatrice giudiziaria del giornale scandalistico “Toscana by Night” gli ha chiesto come avrebbe fatto a rintracciare Bin Laden per consegnargli la citazione. Dopo un lungo silenzio, Brunik ha commentato”Beh, suppongo che Baltasar Garzon mi darà l’indirizzo. Altrimenti perché mi avrebbe chiamato? Mica è scemo…”.
L’intervista si è conclusa con l’immagine sorridente di Brunik che salutava festoso dalla scaletta dell’aereo per volare verso Madrid. Un'altra battaglia prestigiosa per Brunik che porterà indubbio prestigio all’Italia e a Pol. Dopo le sparate di Berlusconi, le sparate di Brunik ci volevano proprio.
E’ tutto per ora dal vostro inviato saltuario con contratto di precariato e non retribuito, in arte Lupo Solitario.
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