A VICENZA, LIBERALI, RADICALI E LAICI, RICORDANO
Si è svolta sabato, a Vicenza, la celebrazione del 20 settembre in
ricordo della fine del potere temporale dei papi. Molta curiosità
poca partecipazione. E non poteva essere diversamente. In una Italia
trascinata dal ministro delle riforme in una discussione da bar
sport, se fosse più giusto avere Milano come capitale, piuttosto
che Roma, l'assenza dei cittadini alla celebrazione ne è una
coerente conseguenza. E dire che quella data avrebbe potuto rappresentare l'unità degli italiani come il 14 luglio per i francesi.
<<Con il XX settembre si compie la vittoria della religione
dell'amore, del dialogo, della speranza, contro una religione
vissuta come strumento di potere; - così si legge in un volantino
distribuito nell'occasione - la vittoria della Parola contro tutto
ciò che riduce il magistero religioso e chi lo esercita a poco più o poco meno di una espressione dello Stato a "otto per mille" a
"bestemmia".>>
La celebrazione, per riaffermare la laicità dello stato e le sue
istituzioni, ha avuto il suo momento principale con la posa di una
corona ai piedi della colonna commemorativa sita in piazza XX
settembre, presso il ponte degli angeli.
Toccante il suono della tromba che ha attirato l'attenzione
anche di un po'di curiosi che hanno scoperto che si trattava di
ricordare i 133 anni trascorsi dalla "breccia" di Porta Pia. Era il
ricordo del culmine del Risorgimento liberale.
Alla cerimonia, organizzata dai radicali vicentini con in testa
l'avv. Ferdinando Landi, hanno partecipato Beppi Lamedica,
coordinatore di Liberalitalia, Luca Miotti e Luciano Fabris,
rispettivamente coordinatore e presidente del Consiglio Federativo
della federazione delle associazioni liberali, liberiste e libertarie
riunite in Veneto liberale, oltre a Roberto Granzotto, owner della
mailing list yahoo "liberali veneti".
In fondo, con la loro presenza, si è ribadito quanto riassunto
nella mozione conclusiva, del convegno degli <<Amici del
"Mondo">> dell'aprile 1957, mozione predisposta da Ernesto Rossi, e
cioè <<l'impegno per creare una nuova situazione nel Paese che
consenta l'abrogazione del Concordato e l'instaurazione di un
ordinamento giuridico di netta separazione dello Stato dalla Chiesa.>>




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