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  1. #11
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    Predefinito Re: tratto da IL GAZZETTINO Online 4 luglio 2004

    Originally posted by nuvolarossa -
    ...«Se un pezzo della maggioranza della ex Casa delle libertà, e ve ne sono i segni, decidesse di riunirsi agli spezzoni dei democratici cristiani della Margherita e quindi dell'Ulivo, si potrebbe certo, secondo l'opinion dei più che non è la mia, forti anche del precedente Scalfaro, dar luogo a un nuovo governo, perché il ribaltone in regime parlamentare è sempre perfettamente legittimo».
    Lungimirante e saggio "Picconatore", ma tali pezzi faticano a muoversi. La ricomposizione del vecchio centro non può realmente verificarsi senza risolvere le vecchie cause che ne avevano prodotto la sparizione - tangentopoli è una...

    Se i "pezzi" congeniali non si muovono per la grande affezione d'interessi con la CDL, allora forse l'altro polo incasserà tutti i vantaggi di nuova maggioranza.

    Io non canterei - come sembra fare Vittorio Foa -
    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=35746
    - la fine di Berlusconi, perché l'arrivo del CS al governo in assenza di sufficienti movimenti centristi non risolvono definitivamente quelle tentazioni totalitaristiche ed internazionali di quei nuovi poteri plutocratici ormai alla vigilia di regimi pseudodemocratici.

    Se il "proporzionale" invocato da Follini non ritorna col nuovo centro, allora il CS al governo dovrà scontrarsi con entità ostili ad accordi tra nuovo governo e Confindustria...

    Il permanere della polarizzazione non è di buon auspicio a prescindere di chi è al governo.

    Il "Picconatore" ne è al corrente, così come sapeva in anticipo della fumata nera di Sgarbi-PRI per preannunziata ostilità alla rifondazione del Centro.

    La nuova fumata nera annunzia la fondazione di uno pseudocentro che ha lo scopo di raccogliere consensi da convogliare contro il CS.

    Se il Centro non rinasce allora Vittorio Foa è chiunque essendo contrario alla micropolitica logorroica dell'educazione all'egoismo non può che scegliere in base alla coscienza politica degli uomini schierati in campo: tra cui gli Scalfaro ed i Cossiga che in assenza del centro non potranno che schierarsi in favore della Costituzione Repubblicana nel polo più congeniale.

  2. #12
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    Predefinito tratto da IL TEMPO 2 novembre 2004

    Cossiga al vetriolo «Una scelta infelice la delega a Gianfranco»

    IN una lettera aperta a Silvio Berlusconi, pubblicata sul «Riformista» di oggi, il senatore Francesco Cossiga invita il premier a non affidare il ministero degli Esteri a Gianfranco Fini, perché il vicepremier appartiene «ad una tradizione e ad una famiglia politica che, più a torto che a ragione, non è ancora pienamente accettata né in America né in Europa» e questo varrebbe ancor di più se dovesse essere Kerry a vincere le elezioni americane. Cossiga definisce l'ipotesi di Fini alla Farnesina «infelice, anzi assolutamente disastrosa». Innanzitutto, perché il leader di An «è certamente un gran bravo ragazzo, ma palesemente del tutto digiuno di politica estera, perché per intendersi di politica estera non basta viaggiare spesso all'estero». Inoltre «per vastissimi ambienti politici e culturali americani ed europei, per molti governi dei due continenti Gianfranco Fini è il leader di un partito, anche se ingiustamente, erede della tradizione fascista del ventennio e del partito nazionale repubblicano della Repubblica Sociale Italiana, alleata politica e militare della Germania nazista. Le conseguenze di una simile nomina anche sul piano pratico delle relazioni politiche e diplomatiche, e perfino del cerimoniale, sarebbero semplicemente disastrose». Infine, Cossiga suggerisce al premier anche di non affidare l'Istruzione a Buttiglione, per le conseguenze e le proteste che ne potrebbero derivare.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/LABAMBA.mid[/mid]

  3. #13
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    Predefinito Re: tratto da IL TEMPO 2 novembre 2004

    Originally posted by nuvolarossa
    Cossiga al vetriolo «Una scelta infelice la delega a Gianfranco»

    IN una lettera aperta a Silvio Berlusconi, pubblicata sul «Riformista» di oggi, il senatore Francesco Cossiga invita il premier a non affidare il ministero degli Esteri a Gianfranco Fini, perché il vicepremier appartiene «ad una tradizione e ad una famiglia politica che, più a torto che a ragione, non è ancora pienamente accettata né in America né in Europa» e questo varrebbe ancor di più se dovesse essere Kerry a vincere le elezioni americane. Cossiga definisce l'ipotesi di Fini alla Farnesina «infelice, anzi assolutamente disastrosa». Innanzitutto, perché il leader di An «è certamente un gran bravo ragazzo, ma palesemente del tutto digiuno di politica estera, perché per intendersi di politica estera non basta viaggiare spesso all'estero». Inoltre «per vastissimi ambienti politici e culturali americani ed europei, per molti governi dei due continenti Gianfranco Fini è il leader di un partito, anche se ingiustamente, erede della tradizione fascista del ventennio e del partito nazionale repubblicano della Repubblica Sociale Italiana, alleata politica e militare della Germania nazista. Le conseguenze di una simile nomina anche sul piano pratico delle relazioni politiche e diplomatiche, e perfino del cerimoniale, sarebbero semplicemente disastrose». Infine, Cossiga suggerisce al premier anche di non affidare l'Istruzione a Buttiglione, per le conseguenze e le proteste che ne potrebbero derivare.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/LABAMBA.mid[/mid]
    Anche per questo Gianfranco è andato a Gerusalemme dietro consiglio del Premier che di queste cose se ne intende e sà come si ricostruisce l'impero senza allarmare George Washington.

  4. #14
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    Predefinito tratto da LYCOS News 1 dicembre 2004

    01-12-2004 Ore:14:00

    GAD: COSSIGA, VERGOGNA E SCORRETTEZZA PRODI AL QUIRINALE

    Roma, 1 dic. (Adnkronos) - ''Con preoccupazione e meraviglia, da cittadino, da repubblicano, da membro del Parlamento fin dal 1958, da ex-capo dello Stato'', Francesco Cossiga giudica ''inammissibile in una Repubblica parlamentare, una vergogna ed una grave scorrettezza'', che Romano Prodi ieri sia stato ricevuto dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

  5. #15
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    Predefinito tratto da ADN Kronos 1 dicembre 2004

    GAD: COSSIGA, VERGOGNA E SCORRETTEZZA PRODI AL QUIRINALE

    Roma, 1 dic. (Adnkronos) - ''Con preoccupazione e meraviglia, da cittadino, da repubblicano, da membro del Parlamento fin dal 1958, da ex-capo dello Stato'', Francesco Cossiga giudica ''inammissibile in una Repubblica parlamentare, una vergogna ed una grave scorrettezza'', che Romano Prodi ieri sia stato ricevuto dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
    (Pol-Sam/Col/Adnkronos)
    01-DIC-0414:00

  6. #16
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 7 dicembre 2004

    Un’opera di patriottismo

    di Francesco Cossiga

    Pubblichiamo il messaggio che il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ha inviato sabato scorso ai congressisti riuniti a Roma per il congresso dei rifondazione del Pli.

    Nel giorno in cui il vostro partito riprende il glorioso nome di Partito Liberale Italiano, il partito di Giovanni Giolitti, di Benedetto Croce e di Luigi Einaudi, da cristiano-democratico e da cattolico liberale, vi invio un fervido saluto, con l’augurio che voi possiate contribuire a riportare nella vita delle istituzioni il primato e la centralità di una politica, che abbia le sue radici in una delle grandi culture democratiche che hanno edificato, difeso e riedificato in Europa libere istituzioni, contro l’autoritarismo ed il totalitarismo di ogni colore.

    In questa Italia, in cui allontanarsi da queste culture e inventarsi fumose pseudoculture, incapaci perfino di darsi un nome di qualche durata, è stato ed è gabellato per progresso culturale e politico, è opera di vero patriottismo ricostruire la centralità della politica classica, con il primato della libertà, nella vita delle istituzioni nazionali. E per questo io, da cittadino e da patriota repubblicano, vi ringrazio!

    Un grazie ed un fraterno, particolare saluto invio all’amico e mio “giovane” ministro Renato Altissimo, che ha trovato il coraggio di “ritornare alla politica”, da cui lo aveva allontanato in profonda amarezza un dissennato imperversare di presuntuose istituzioni diventate “corpi separati”, contro lo spirito della sovranità popolare e del retto costituzionalismo, per i quali nello Stato democratico, di cui al liberalismo della Vecchia e della Nuova Europa, siamo tutti debitori, uno è il sovrano reale: il Popolo ed uno è, per suo libero mandato, il sovrano legale: il Parlamento. Lavoriamo per riedificare nel nostro Paese una politica al servizio del Popolo ed uno Stato di diritto e delle libertà per la giustizia!
    Con amicizia

    Francesco Cossiga

  7. #17
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    [color=dark blue]Regioni: nei due poli contrasti e polemiche sulle candidature dei Presidenti/Le opinioni di Francesco Cossiga e Storace sul veto di Berlusconi nei confronti dei Governatori

    I partiti non vogliono più essere comitati elettorali
    [/color]
    di Pino Vita

    Entrambi gli schieramenti politici, sia quello di centrodestra che di centro sinistra, sono solcati da contrasti e polemiche sui criteri da applicare nelle candidature dei presidenti con cui affrontare le prossime elezioni regionali. Le valutazioni negative di Berlusconi sull’opportunità che i presidenti uscenti, appartenenti alla Casa delle Libertà, possano costituire una "lista del Presidente" con la quale guidare gli schieramenti di centrodestra hanno aperto una discussione tra gli stessi alleati e rimesso in discussione candidature che sembravano definite come quelle di Formigoni per la Lombardia, Fitto per la Puglia, Biasotti per la Liguria, e Storace per il Lazio, mentre è rientrata quella di Ghigo per il Piemonte. Un incontro tra Berlusconi e Formigoni per avviare un chiarimento per la Lombardia si è svolto domenica, addirittura in occasione della partita di calcio allo stadio di S. Siro, ma è rimasto senza esito. Il problema in discussione va al di là dei singoli candidati e investe i rapporti tra la coalizione, il presidente ed i partiti che negli ultimi tempi non hanno perso occasione per contestare il peso eccessivo dei presidenti e l’indipendenza delle loro scelte. Un fenomeno, quello dei cosiddetti "governatori", che avviatosi con la nuova legge elettorale e con la crisi dei partiti tradizionali viene ora rimesso in discussione, dagli stessi partiti che, riorganizzatisi sotto diverse sigle, non vogliono essere considerati semplici "comitati elettorali".

    Sull’argomento è intervenuto l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che ha detto: "Credo che l’amico Silvio Berlusconi commetta proprio, a danno suo e del centro-destra, un errore ad opporsi alla presentazione delle cosi’ dette ‘liste dei governatori. Il clima in cui si svolgeranno le elezioni regionali sarà un clima complesso, nel quale -spiega il senatore a vita- il prestigio personale dei presidenti delle regioni potrà giocare un grande ruolo. L’ex presidente della Repubblica ritiene che "le liste dei governatori’ potrebbero costituire una novità che darebbe al centro-destra quel ‘trattino’ che mancando al centrosinistra, è una delle cause della sua mancanza di reale identità, e potrebbe convogliare sul centro-destra il consenso di delusi del centrosinistra, che, altrimenti, si rifugerebbero nell’astensione, e di delusi del centrodestra che si rivolgerebbero o all’astensione od al centro sinistra".

    La stessa candidatura di Storace impegnato a guidare con una "lista Storace" lo schieramento della Casa della libertà nel Lazio rischia di su-bire, se la vicenda si allarga, contraccolpi negativi per cui Storace si è affrettato a replicare a Berlusconi, che nel vertice della Casa delle Libertà aveva ribadito la sua contrarietà alle liste personali, "Berlusconi. - ha detto l’esponente di An - sa che da due mesi è in corso una grande propaganda con manifesti della Lista Storace affissi in tutto il Lazio con sette simboli, tra cui quello di Fi. Non riesco a comprendere motivazioni di contrarietà. E poi c’e’ un piccolo particolare: io non sono iscritto a FI".

    Sul fronte opposto le tensioni nascono dalle difficoltà nella ripartizione tra i partiti che compongono l’alleanza di centro sinistra dei candidati alla presidenza. Anche in questo caso i problemi vanno al di là dei casi personali e toccano i rapporti, gli equilibri e il potere decisionale all’interno della coalizione, sino a mettere in discussione le caratteristiche della stessa alleanza.

    Mastella ha addirittura minacciato di abbandonare l’alleanza nel caso non gli venisse riconosciuta "la pari dignità" di poter affidare ad un uomo del suo partito o a sé stesso la guida dello schieramento di centrosinistra in una regione del centro-sud. Dalla riunione convocata da Prodi non è venuta ancora una risposta definitiva, per cui sfumata l’ipotesa della Campania, dove ha deciso di ripresentarsi Antonio Bassolino, per l’Udeur rimarrebbe sul tavolo soltanto la possibilità della Basilicata. Nello stesso schieramento anche Bertinotti ha posto con forza la richiesta di affidare a Nichi Vendola di Rifondazione comunista la guida della coalizione di centro-sinistra alla regione Puglia e per rendere più credibile la sua richiesta ha disertato il vertice della Gad, al quale ha partecipato il capogruppo alla Camera Franco Giordano che al termine ha detto:"abbiamo trovato notevoli riscontri e sostegno dei partiti, a questo punto la situazione e’ apertissima ed un ostracismo nei confronti del nostro candidato sarebbe incomprensibile". Il responsabile della Margherita Franco Marini prima del vertice aveva dichiarato "Abbiamo tempo fino a Natale... Non si chiude oggi". Ed infatti così è stato dopo mesi di ‘tira e molla’ sarà Romano Prodi a dover sciogliere, venerdì, i nodi delle candidature.

    Sarà una partita lunga e complessa su entrambi i fronti perché ai risultati delle regionali sono collegati gli equilibri delle coalizioni per le elezioni politiche del 2006, ma anche molte delle ambizioni e prospettive personali dei diversi leaders.

    *Responsabile nazionale Pri Enti locali

  8. #18
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    Predefinito Re: tratto da L'OPINIONE 7 dicembre 2004

    Originally posted by nuvolarossa
    Un’opera di patriottismo


    ... Nel giorno in cui il vostro partito riprende il glorioso nome di Partito Liberale Italiano, il partito di Giovanni Giolitti, di Benedetto Croce e di Luigi Einaudi, da cristiano-democratico e da cattolico liberale, vi invio un fervido saluto, con l’augurio che voi possiate contribuire a riportare nella vita delle istituzioni il primato e la centralità di una politica, che abbia le sue radici in una delle grandi culture democratiche che hanno edificato, difeso e riedificato in Europa libere istituzioni, contro l’autoritarismo ed il totalitarismo di ogni colore.

    Francesco Cossiga
    Vista la nuova carica di Follini, mi sembra che il Presidente Cossiga abbia visto giusto. Tra i poli, i liberal-socialisti sembrano l'alternativa ed i cattolici si presentano dunque alle prossime elezioni privi di truppa e liberi di spaziare tra poli e liberali.

    Mi associo agli auguri purchè non si tratti di "riesumazioni" - nel qual caso il CS sarebbe inevitabile soluzione.

  9. #19
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    Predefinito tratto da IL GIORNALE 20 dicembre 2004

    di Luca Telese

    Ti ha appena dato un appuntamento antelucano alle dieci di
    domenica, che già si corregge:"Anzi...Venga alle nove e trenta puntuale, tanto il tempo per riposare ce l'ha lo stesso".Arrivi e scopri che lui si è svegliato con i lupi.Sulla schermata del computer c'è una lettera privata per Oscar Luigi Scalfaro che ha scritto (lo annota lui stesso) "alle quattro del mattino"; alle sei, dopo essersi scaldato, ha iniziato a buttare giù gli appunti per questa intervista (sei cartelle!); alle otto, finito il lavoro si è dedicato alle prime telefonate(i nomi dei malcapitati per oggi restano ignoti).Dopo aver svegliato i suoi interlocutori diretti,Francesco Cossiga desta metaforicamente anche quelli (meno vicini) del Palazzo, con una intervista sul rinvio della legge sull'ordinamento giudiziario che sicuramente susciterà echi sul Colle del Quirinale:"Ciampi-dice senza perifrasi Cossiga - condivide le posizioni della magistratura militante":Ma,
    ovviamente, in una casa in cui non mancano mai prefetti e le belle donne, si parte da lontano.

    Presidente, ha visto l'ultimo numero del "Corriere" di Stefano Folli?
    "Già letto.Mi dispiace per lui, perché è un ottimo ragazzo, ma sono convinto che farà benissimo nel suo nuovo ruolo".

    Perché lei sa già dove andrà?
    "Lo vedo benissimo all'Authority delle telecomunicazioni".

    Non mi ha ancora detto cosa pensa di Mieli?
    "Ha presente il film di Gloria Swanson?"

    Come, si riferisce a "Viale del tramonto?
    "Nooooh!Un Grande ritorno!L'unico problema è questo: per i primi quattro mesi i confronti si faranno con l'ultima gestione, e non avrà problemi.Il bello comincia dopo, quando dovrà confrontarsi con il Mieli degli anni Novanta, e allora sì che sarà una bella sfida.Sto a vedere"

    Anche Berlusconi, credo...
    "Povero Silvio!Visto che Previti, a differenza dei Pm non aveva santi in paradiso, a difenderlo ci ha dovuto pensare lui".

    Ed ecco che il picconatore entra a gamba tesa sui magistrati.
    "Perché?Al contrario mi rivolgo al centrodestra.Ringrazino Ciampi per il rinvio e non facciano più niente per tutta la legislatura".

    Ma lei pensa il contrario!Non è un mistero che il rinvio non le sia
    piaciuto...
    (Ride)"Che c'entra?Li voglio solo avvisare che se riapprovano la legge, anche con le modifiche del capo dello Stato, sarà poi la Corte a bocciarla".

    Doppio colpo?
    "Come il rasoio Bic della pubblicità, se lo ricorda?La prima lama alza il pelo...e la seconda - zac!lo taglia".

    Anche perché il rinvio lei lo aveva annunciato da giorni, come le
    sentenze.Stiamo entrando nella fase profetica del cossighismo?
    "Non occorreva alcuna dote divinatoria, mi creda".

    Allora come ha fatto, scusi, a dirlo due settimane fa?
    "Semplice: con la presidenza Ciampi l'istituto del capo dello Stato ha avuto una ulteriore e più marcata caratterizzazione istituzionale in senso politico e presidenzialista.Si è attenuato il carattere della funzione neutrale di garanzia, si sono dilatati i confini dell'azione politica del Colle".

    Descritto così sembra un golpe!
    "E' l'effetto di un pasticcio istituzionale che nasce con l'introduzione della legge elettorale: siamo all'innesto innaturale di proporzionalismo, assemblearismo, con consociativismo di tipo "ciellenistico".

    Nel senso del Cln, il Comitato di liberazione nazionale?
    "Con la presidenza di Ciampi, uomo di cultura laica di sinistra, ed
    azionista nell'origine, l'istituto del capo dello Stato è diventato un pezzo del sistema politico che realizza la sua cosiddetta funzione di garanzia dell'opposizione".

    Lui quanto si arrabbierà per questa rappresentazione?
    "Ma perché? Lo fa coerentemente con il suo pensiero politico istituzionale che Ciampi ha dato una forte accelerazione,anche da vicepresidente del Consiglio superiore, alla politicizzazione del Csm e alla sua evoluzione in terza camera del Parlamento".

    Quella secondo Andreotti è "Porta a Porta"...
    "Non scherziamo.Proprio per quello che sto dicendo era logico che Ciampi rinviasse la legge, non crede?

    Ma nel merito del rinvio?Persino Berlusconi è stato cauto.
    "Ha ragione, e ha fatto bene a definire quella riforma all'acqua di rose.Poi ha reagito in forma minimalista ed educata, mentre avrebbe dovuto dire:"E chi se ne frega!".

    Qui sono io che non la capisco.La riforma era all'acqua di rose o no?
    "Era una riformina...nata dopo che Berlusconi, in un fosco orizzonte giudiziario si è lasciato convincere a buttare nella pattumiera la riforma Gargani-Di-Federico, alla ricerca di una possibile, ma improbabile benevolenza".

    Le chiedo ancora:e il merito?
    "Il fatto che il ministro di Grazia e giustizia renda comunicazione alle Camere...sulle linee di politica giudiziaria, secondo il Quirinale
    colliderebbe con l'articolo 101 della Costituzione secondo cui "i giudici sono soggetti solo alla legge".

    E secondo lei?
    "Ma scusi, cosa c'entra tutto questo con la politica giudiziaria?La politica giudiziaria è un'altra cosa: progettualità, iniziativa legislativa, valutazione della congruità delle leggi...".

    D'accordo, e le osservazioni sul monitoraggio dei procedimenti?
    "Ma era un vecchio progetto dell'amico Giovanni Falcone!Il monitoraggio non è solo lecito, ma direi utile e prezioso per verificare il rendimento delle leggi.Avrei molto da dire sui concorsi, sull'articolo 134, sulla legittimazione del Guardasigilli di ricorrere alla giustizia amministrativa...".

    Mi dia un giudizio sintetico sul messaggio.
    "Le basta una parola?".

    Quale?
    "Improbabile".

  10. #20
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    Predefinito Le Due Costituzioni

    E' più semplice vedere la faccenda per ciò che è senza stare con un piede nella varie scarpe di proporzionalismo, assemblearismo, con consociativismo di tipo "ciellenistico": Ciampi rimanda per non bocciare brutalmente una riforma che collide con la Costituzione Repubblicana.

    Il dissidio è semplicemente dovuto al fatto che il Presidente della Repubblica ed il Primo Ministro si ispirano a costituzioni diverse: l'una repubblicana (i Giudici sono soggetti solo alla Legge), l'altra imperiale - i Giudici sono soggetti solo alla Legge dell'Imperatore.

    La vera occasione mancata ai tempi di Craxi-Andreotti è stata una vera legge antitrust, e siccome la pigrizia aveva una contropartita oggi si vuole fare una riforma "dei giudici" che non garantisce più l'uguaglianza dinanzi alla Legge.

    Le vecchie volpi della politica hanno però fiutato per quale verso andrà la piega del potere, ed allora si fanno analisi accademiche che servono da coperchio per la vera sostanza della pentola.




 

 
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