Qualcuno conosce questo autore? Avete mai letto qualcosa? Riporto una scheda che mi sembra interessante.
Saluti.
Victor Segalen
Le isole dei senza memoria
Traduzione di Michela Baldini
Introduzione di Ugo Fabietti
Edizioni Meltemi
pp. 206 L.32.000
L'autore
Victor Segalen, medico, etnografo, archeologo e sinologo, è nato a Brest, nel 1878. Fu inviato come medico a Tahiti, nel 1902, dove giunse tre mesi dopo la morte di Gauguin. Le ultime opere e i taccuini del grande artista lo ispirarono nella stesura de Les Immemoriaux che pubblicò, al suo ritorno in Francia, nel 1907. Dalla metà del 1909 all’inizio del 1910 compie il suo primo viaggio in Cina: sono gli anni di Stèles. Costretto a tornare in Francia a causa della guerra, pubblicherà Peintures (1916). Dopo la sua morte, avvenuta improvvisamente nel 1919, verranno pubblicati Orfée-roi (1921), René Leys (1922) ed Equipée (1929).
Il testo di copertina
I senza memoria sono gli ultimi pagani delle isole della Polinesia, i bei Maori dimentichi dei loro costumi, del loro sapere, delle loro divinità familiari. Dimentichi di se stessi come popolo. In questo memorabile romanzo etnografico (il primo nel suo genere), Segalen rovescia in modo radicale lo stereotipo della scrittura antropologica: a parlare non è più lo studioso ma un vecchio tahitiano, Terii a Paraürai, Capo dall'alto parlare, che mentre racconta come la sua gente abbia perduto la propria storia, si interroga su quale significato può avere la colonizzazione degli europei condotta in nome della religione cattolica, il cui esito è stato la morte di una cultura. Il ricordo di Terii è un grido: “...Quando sono ritornato sulla terra di Tahiti, le ho dedicato Aroha-nui. Ma dove sono gli uomini che la popolano?... Dove sono gli uomini Maori? Non ne conosco più, hanno cambiato pelle.”
L'incipit
Il Recitante
Quella notte, come tante altre, così numerose da confondersi, Terii il Recitante camminava, a passi regolari, lungo sacri cortili inviolabili. Era l’ora propizia per ripetere ininterrottamente, senza correre il rischio di dimenticare nemmeno una parola, la bella lingua che racchiude, come assicurano i Maestri, la nascita dei mondi, l’illuminarsi delle stelle, la forma degli esseri viventi, gli accoppiamenti e le straordinarie fatiche degli dèi Maori.
La recensione
Chiunque abbia avuto tra le mani un testo di etnografia sa che uno dei messaggi lanciati con maggiore fervore e intensità dagli studiosi in questi ultimi decenni è la denuncia dei grandi mali che colonizzazione ed evangelizzazione hanno fatto sui popoli più deboli e vulnerabili. È accaduto in Africa, dove le regole millenarie costruite sulla base di una società stabilmente suddivisa in piccole e grandi tribù sono state cancellate in pochi anni dalla sovrastruttura occidentale, incomprensibile per chi è cresciuto con un’altra moralità e un altro equilibrio di poteri.
(dal Caffè letterario)
Dalla rete
La particolarità della figura di Segalen, questo suo essere al confine fra letteratura e etnologia e filosofia, si riflette nella diversità dei siti che ne parlano. Per un primo approccio possono essere utili le pagine del sito della trasmissione televisiva Un siècle d'écrivains (France 3) che propongono fra l'altro una biografia abbastanza dettagliata e qualche citazione. Una scheda sullo scrittore si trova anche nel sito Lettres de Bretagne, con approfondimenti su Les immémoriaux (Le isole dei senza memoria, appunto) e su Stèles. L''università Paris 3 presenta invece un'ampia bibliografia in francese. L'opera poetica di Segalen viene analizzata in un breve contributo di Maria Labeille, Victor Segalen, poète, médécin et xénophile, e in alcune belle pagine dedicate a Stèles, la raccolta di poesie in prosa (secondo alcuni la sua opera più bella) pubblicata da Segalen nel 1912 a Pechino, in cui l'autore utilizza una tecnica ibrida fra cultura cinese e cultura occidentale. Infine può essere interessante leggere due saggi molto diversi fra loro, Siamo tutti artificiali: estetica cyberpunk (?) di Giovanni Savoini, in cui Segalen viene citato per la sua attenzione al tema del diverso, e The subject of Exoticism: Victor Segalen's Equipé di Andreas Michel dell'università dell'Indiana (dalla rivista elettronica canadese Surfaces) che analizza l'esotismo come concetto filosofico.
In libreria
Victor Segalen, Il doppio Rimbaud, Archinto 1991, pp. 88 L. 16.000
Victor Segalen, Gauguin nel suo ultimo scenario, Bollati Boringhieri 1990, pp. 144 L. 24.000
Victor Segalen, Lettere di Cina, Archinto 1990, pp. 192 L. 24.000
Victor Segalen, Parole perdute, Jaca Book 1982, pp. 208 L. 25.000
Victor Segalen, René Leys o il mistero del palazzo imperiale, Einaudi 1973, pp. 211 L. 20.000
Victor Segalen, Saggio sull'esotismo, Un'estetica del diverso,




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