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  1. #1
    Affus
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    Predefinito Gli altri ce lo invidiano .

    Berlusconi premiato dall'Anti Defamation League
    Mandato da Pauler Mercoledì, 24 Settembre 2003, 23:00 uur.
    Berlusconi chiude le polemiche che hanno infiammato l'Italia: "Il mio impegno contro l'antisemitismo è totale. Sono grato agli Usa per averci salvato da fascismo e nazismo".


    Gli ebrei americani lo premiano per il "coraggio e la leadership dimostrati nello sforzo per sradicare l'antisemitismo e il razzismo dall'Europa" e per "l'appoggio dato all'America nella guerra contro il terrorismo". Lui replica dicendo, con una certa solennità, che "come presidente del Consiglio e anche come presidente di turno dell'Unione europea ho sempre avuto un impegno totale contro l'antisemitismo". All'Hotel Plaza di New York, davanti ad oltre 400 invitati dalla influente associazione ebraica, Anti Defamation League, Silvio Berlusconi ha ricevuto il premio di "Statista dell'anno" per il suo impegno indiscutibile nella lotta contro il terrorismo e nella lealtà verso lo Stato di Israele.

  2. #2
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    Predefinito Re: Gli altri ce lo invidiano .

    In Origine Postato da Affus
    Silvio Berlusconi ha ricevuto il premio di "Statista dell'anno" per il suo impegno indiscutibile nella lotta contro il terrorismo e nella lealtà verso lo Stato di Israele.
    Avevo sentito distrattamente questa notizia stamattina ma non ero certo di aver capito bene. La ringrazio.

    Adesso mi divertirò a leggere i commenti piccati dei sinistrati e di come riusciranno a far diventare questo indubbio risultato un'ulteriore vergogna per il nostro Paese.

    GO, Prodi...go!

  3. #3
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    Predefinito Gli altri ce lo invidiano.....

    invidiano?


    .....eccome no




    http://www.rai.it/RAInet/news/RNw/pu...E41%5E,00.html


    [i]Gli economisti Modigliani, Solow e Samuelson in una lettera al New York Times
    Usa, tre premi Nobel agli ebrei: un errore il premio a Berlusconi
    Dito puntato contro le recenti dichiarazioni del premier su Mussolini. Questa onorificenza, scrivono, "è semplicemente scioccante per chiunque conosca la controversa storia di Berlusconi"




    Il premio che l'associazione ebraica Anti-defamation League ha deciso di conferire al premier italiano Silvio Berlusconi ha suscitato oggi la reazione allarmata di tre premi Nobel.
    E con una lettera al New York Times, gli economisti Franco Modigliani, Paul A. Samuelson e Robert M. Solow (i piu' altri quattro professori del MIT e di Harvard) ricordano le recenti esternazioni sul fascismo del premier italiano e scrivono: la scelta della Anti-Defamation League di incontrare oggi il primo ministro italiano per conferirgli la sua onoreficienza (il Distinguished Statesman Award) e' semplicemente "scioccante per chiunque conosca la controversia storia di Berlusconi".


    Modigliani e gli altri premi Nobel citano l'ormai famosa intervista di Berlusconi alla Voce di Rimini e ribadiscono la verita' storica: che Mussolini non abbia mai ucciso nessuno e che il fascismo fosse una dittatura benevola "non e' vero. Mussolini e' stato responsabile della morte di molti oppositori politici, partigiani ed ebrei. Ha perseguitato gli ebrei con le leggi razziali... ed e' stato responsabile della deportazione di almeno 7.000 ebrei destinati a morire nei campi nazisti".


    Ora, scrivono i tre premi Nobel, "Berlusconi ha chiesto scusa agli ebrei italiani per queste affermazioni. Ma non e' abbastanza: non ha chiesto scusa a tutti gli italiani".

    Quindi la secca conclusione: "In apparenza, il premio della Anti Defamation League viene dato a Berlusconi per il suo sostegno a Israele e al primo ministro Sharon. Ma sostenere Israele non dovrebbe essere sufficiente. In questo caso, il premio e' cattivo per gli ebrei, per l'Italia, per gli Usa e persino per Israele".



    (Pubblicato il 23 settembre 2003 10:07 )

  4. #4
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    «Questo premio ricevuto a New York mi riempie di tristezza perché è solo un gesto politico e Berlusconi non se lo merita. La situazione creata in Italia dall’attuale governo è tragica. Non mi spinge certo al rimpatrio».
    George Pavia, avvocato. Vive negli Usa dal tempo delle leggi razziali.

    Corriere della Sera, 24 settembre

    A fare il conto delle notizie che Le "sfuggono" non basterebbe un esercito di ragionieri.

  5. #5
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    Tre Nobel dicono No a Berlusconi
    di Franco Modigliani - Paul Samuelson - Robert Solow

    Questo è il testo della lettera pubblicata ieri sul New York Times, prima della consegna del premio a Berlusconi.

    Oggi 23 settembre la «Anti-Defamation League» (Lega contro la discriminazione) ha programmato una cena in onore del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi cui sarà consegnato il premio per lo «Statista più eminente» («Berlusconi chiede scusa agli ebrei italiani», New York Times del 17 Settembre, «Un’associazione ebraica intende premiare Berlusconi, un amico “imperfetto”», New York Times del 19 settembre). Questa notizia è sconvolgente per chiunque conosca le controverse vicende di Berlusconi.
    Di recente Berlusconi è salito agli onori della cronaca per le sue lodi a Benito Mussolini, definito un «dittatore benevolo». Berlusconi ha anche dichiarato che «Mussolini non ha mai ucciso nessuno» e che «mandava gli oppositori in esilio in località di vacanza». Non è vero. Mussolini è stato responsabile della morte di molti oppositori politici, di molti partigiani, di molti ebrei. Il dittatore perseguitò il popolo ebraico con le Leggi Razziali e fu responsabile, durante il secondo conflitto mondiale, della deportazione di almeno 7000 ebrei. Di questi, secondo New York Times, 5910 furono uccisi.
    Non c'è dubbio, Berlusconi ammira veramente Mussolini. Berlusconi possedeva già i principali canali televisivi privati italiani. Adesso controlla anche la televisione di Stato. Deve rispondere di accuse di corruzione, ma dimostra solo disprezzo per i giudici, da lui recentemente definiti «pazzi».
    Berlusconi ha chiesto scusa agli ebrei italiani per le sue affermazioni, ma non a tutti gli altri italiani. E quindi le sue scuse non sono sufficienti.
    Sembra che la ADL voglia consegnare il suo premio al premier italiano per il suo appoggio ad Israele e ad Ariel Sharon, capo di un governo che di recente ha espresso la sua intenzione di mandare in esilio il suo principale oppositore Yasser Arafat, ritirando il proposito di ucciderlo. L'appoggio a Israele, non importa se sia una condizione necessaria o meno per ottenere un premio dalla Anti-Defamation League, non dovrebbe essere un criterio sufficiente. Premiare gli ammiratori di dittatori sanguinari non può essere un gesto positivo per gli ebrei. In questo caso, è qualcosa di negativo per gli ebrei, per l'Italia e per gli Stati Uniti. E anche per Israele. La ADL dovrebbe vergognarsi e cancellare l'evento. È proprio vero, Berlusconi è un amico “imperfetto”.

    Franco Modigliani - Professore Emerito al Massachussets Institute of Technology
    Paul A. Samuelson - Professore Emerito al Massachussets Institute of Technology
    Robert L.Solow - Professore Emerito al Massachussets Institute of Technology
    Henry Rosovsky - Professore Emerito ad Harvard
    Joshua Cohen - Professore di Scienze Umane al Massachussets Institute of Technology
    Franklin M. Fisher - Professore di Microeconomia al Massachussets Institute of Technology

    I primi tre firmatari sono premi Nobel per l’economia
    Traduzione di Gabriele Dini


    Il link per FreeFlag

  6. #6
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    In Origine Postato da MrBojangles
    A fare il conto delle notizie che Le "sfuggono" non basterebbe un esercito di ragionieri.
    Purtroppo io non ho la possibilità di spendere 60 euri (spero annui) per essere costantemente informato come fa Lei. Al Suo posto li spenderei più utilmente in MALOX...

    Sa, per via della Sua gastrite destinata ad aumentare...

    PS: Grazie comunque per il Link. Ma, come vede, qualcuno l'Ha preceduta.

  7. #7
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    Predefinito

    In Origine Postato da FreeFlag
    Purtroppo io non ho la possibilità di spendere 60 euri (spero annui) per essere costantemente informato come fa Lei. Al Suo posto li spenderei più utilmente in MALOX...

    Sa, per via della Sua gastrite destinata ad aumentare...
    Al suo posto proverei, OGNI TANTO, a restare nel merito del topic. Altrimenti si potrebbe pensare che lei stia qui SOLO per provocare...

    Un uomo invisibile a New York
    di Marcella Ciarnelli

    Se non fosse stato per quelle bandiere a stelle e strisce che lo fanno commuovere "ogni volta che ne vedo una" perché "è un simbolo universale di libertà e democrazia" e per la rituale visita al luogo dove c'erano le due torri. Se non fosse stato per la possibilità di ribadire il suo filo americanismo senza condizioni ad un distratto George W.Bush che ha accettato di incontrarlo solo per pochi minuti preso com'era a prepararsi per il vertice con Putin, Chirac e Schroedere. Se non fosse stato per l'applauso caloroso riservatogli dai cinquecento partecipanti al galà dell'Anti-defamation League, sponsorizzato più di un Festival di Sanremo da una quantità di aziende italiane, che lo ha scelto come "statista dell'anno" incurante dell'invito a soprassedere giunto da eminenti esponenti della comunità ebraica, italiana e mondiale, il bilancio del viaggio americano di Silvio Berlusconi sarebbe stato di quelli che l'imprenditore Berlusconi mal volentieri avrebbe siglato. Un bilancio in rosso. Di quelli con il segno meno. A cui bisogna cominciare a mettere mano per evitare il baratro.

    Ma il premier italiano, nonché presidente di turno della Ue, sembra non aver colto l'insuccesso di una trasferta cominciata saltando l'intervento alla tavola rotonda sul terrorismo pur di correre dietro a Jacques Chirac che gli ha concesso pochi minuti di colloquio per le strade di New York, e che è servito al premier italiano a poter dire che i rapporti con il presidente francese sono ottimi e che era la presenza di Jospin a creare tensioni in passato. Ma a dover poi ammettere che "Italia e Francia hanno opinioni diverse sulla riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu". Continuata con un'esibizione modesta davanti alla platea sguarnita della Nazioni Unite dove i pochi che c'erano ad ascoltarlo non sono riusciti a mettere assieme neanche un applauso di circostanza (l’uomo solo anche ieri a fare spese sulla quinta strada), e conclusa con una descrizione sul filo della volgarità nel tempio mondiale del danaro, Wall Street, di quella che è secondo lui l'industria italiana e il suo management fatto di "cinque milioni di imprenditori molti dei quali sfoggiano belle signore sulle copertine dei giornali", poi "non mancano le imprenditrici" ma anche "delle bellissime segretarie".

    Con lui alla guida, spiega in più occasioni, l'Italia sta cercando di superare la sindrome "dell'invidia sociale" che "colpisce chi si dà da fare" e che negli States è totalmente sconosciuta perché "qui c'è grande apprezzamento per chi fa". Ma gli americani possono stare tranquilli. Possono venire ad investire nel Belpaese "innanzitutto perché l'ho fatto io" e poi perché ci sono notevoli vantaggi per la successione "dato che il mio governo ha abolito l'imposta". Gli abitanti degli Usa, consiglia Berlusconi, possono dunque venire a morire in Italia. Ma possono anche scegliere il nostro Paese per un bel viaggio di nozze, data la gran quantità di opere d'arte e bellezze naturali che rendono unica la penisola. E per chiudere, altro argomento forte del premier, gli americani possono stare tranquilli. In Italia i comunisti sono stati ridimensionati, non contano più. Grazie al fatto che dieci anni fa, lo ha confermato anche Rupert Murdoch suo "amico e rivale" nel corso della consegna del premio nel salone da ballo dell'hotel Plaza, lui ha deciso di scendere in campo. Di prendere in mano la bandiera della politica in un paese in cui i "giudici avevano cancellato almeno cinque partiti"."Eravamo in Sardegna, sotto il patio della villa a prendere il fresco, quando Silvio ci ha comunicato che doveva tornare a Milano per darsi alla politica", ha raccontato il magnate australiano. Corsi e ricorsi storici. Il patio è lo stesso dell'ormai famosa intervista con annesso encomio a Mussolini che anche qui Berlusconi ha cercato di giustificare arrampicandosi sugli specchi. Con la differenza che gli ebrei americani gli hanno creduto (e la cosa è stata fortemente criticata dal professor Solow del Mit che ha definito la motivazione del premio inappropriata), lo hanno lodato, lo hanno definito "un amico che con coraggio si è distinto nell'allearsi con l'America nella guerra in Iraq a fronte di altri paesi europei che facevano i bulli" e gli hanno mollato un menorah, tradizionale candelabro giudeo che però Berlusconi non sistemerà accanto alle coppe che ha vinto il suo Milan. A conti fatti quanto può dar soddisfazione un viaggio in cui, alla fine, resta qualche stretta di mano al volo con i grandi della terra ed un premio, peraltro contestato. I problemi restano tutti. Quelli internazionali dato che ancora una volta Berlusconi è stato escluso dal club dei grandi, dalle riunioni in cui si decide davvero. Quelli nazionali che da oggi si troverà di nuovo sul tavolo. Riforma delle pensioni in testa, che l'Europa chiede ma su cui lui non riesce a mediare né con la Confindustria né con i sindacati che minacciano uno sciopero che è poco elegante liquidare con la battuta che "quello è il loro mestiere". E poi la possibile lista unica alle prossime elezioni con Bossi che fa le bizze, e non basta la sua mano sollevata in aria come a voler scacciare una mosca fastidiosa per calmarlo, e Follini che non vuole sentirne parlare. Dire che "c'è sempre Casini che è aperto" non può essere, anche questa, una voce all'attivo. Del bilancio in rosso di cui sopra.

    Il link per FreeFlag

    I 60 euri sono per semestre.

  8. #8
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Gli altri ce lo invidiano .

    In Origine Postato da Affus
    Berlusconi premiato dall'Anti Defamation League
    Mandato da Pauler Mercoledì, 24 Settembre 2003, 23:00 uur.
    Berlusconi chiude le polemiche che hanno infiammato l'Italia: "Il mio impegno contro l'antisemitismo è totale. Sono grato agli Usa per averci salvato da fascismo e nazismo".


    Gli ebrei americani lo premiano per il "coraggio e la leadership dimostrati nello sforzo per sradicare l'antisemitismo e il razzismo dall'Europa" e per "l'appoggio dato all'America nella guerra contro il terrorismo". Lui replica dicendo, con una certa solennità, che "come presidente del Consiglio e anche come presidente di turno dell'Unione europea ho sempre avuto un impegno totale contro l'antisemitismo". All'Hotel Plaza di New York, davanti ad oltre 400 invitati dalla influente associazione ebraica, Anti Defamation League, Silvio Berlusconi ha ricevuto il premio di "Statista dell'anno" per il suo impegno indiscutibile nella lotta contro il terrorismo e nella lealtà verso lo Stato di Israele.
    Evidentemente erano in cerca di un po' di pubblicità a buon mercato o più semplicemente degli sprovveduti.

  9. #9
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    IL PREMIO LO DANNO A CHIUNQUE AIUTI ISRAELE A CACCIARE I PALESTINESI DALLE LORO CASE ....
    LO HANNO DATO ANCHE AL TERRORISTA KISSINGERE CREDO ANCHE A SHARON..... L'ASSASSINO DI CHABRA E CHATILA
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  10. #10
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da cciappas
    IL PREMIO LO DANNO A CHIUNQUE AIUTI ISRAELE A CACCIARE I PALESTINESI DALLE LORO CASE ....
    LO HANNO DATO ANCHE AL TERRORISTA KISSINGERE CREDO ANCHE A SHARON..... L'ASSASSINO DI CHABRA E CHATILA
    Un premio non si nega a nessuno, ormai...

    Pensi che addirittra c'è stato qualcuno che con una mano innescava le bombe e con l'altra ritirava il Nobel per la pace.

 

 
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