......D'Avanzo
Caselli e i suoi processi politici?
I pentiti e il concorso esterno?
“Un fallimento”, ha scritto su Rep.
L’era di Gian Carlo Caselli e dei processi politici? Tutta da dimenticare. I pentiti e il concorso esterno in associazione mafiosa? Strumenti usati male, malissimo: meglio buttarli a mare. L’editoriale pubblicato ieri da Repubblica a firma di Giuseppe D’Avanzo rade al suolo dieci anni di cattiva antimafia. Ma getta alle ortiche anche dieci anni di articoli e commenti scritti da Repubblica per sostenere a ogni passo, perinde ac cadaver, obiettivi e metodi di Caselli e di chiunque lavorasse agli ordini della sua procura.
D’Avanzo – l’articolo si intitola, non a caso “Lasciate in pace la memoria di Falcone” – contesta intanto ai magistrati che, a Palermo si oppongono al procuratore Pietro Grasso, il diritto di definirsi eredi universali del giudice assassinato dalla mafia. E sottolinea che quel richiamo “camuffa soltanto la debolezza di quel manipolo, la sconfitta di un metodo di lavoro, il fallimento di una politica giudiziaria”.
Caselli che si è insediato a Palermo subito dopo le stragi del ’92 - poteva avvalersi, ricorda D’Avanzo, “di una legislazione molto vigorosa perché accompagnata da ampie risorse e protetta da un diffuso consenso popolare e istituzionale”. Ma “quegli strumenti, nel tempo, sono stati utilizzati a Palermo in modo sempre più semplicistico e avventato.
Per dirne una, le dichiarazioni di un pentito diventavano riscontro delle dichiarazioni di un altro pentito in un automatismo che, processo dopo processo, ha mostrato la corda fino a diventare non solo inutilizzabile, ma anche dannoso per la stessa credibilità e legittimità della magistratura.
Le assoluzioni degli imputati in tutti i processi che hanno aggredito l’area della ‘connivenza mafiosa’ (Andreotti, Carnevale, Mannino, Musotto, per fare qualche caso) hanno finito per ‘cannibalizzare’ definitivamente gli strumenti e le tecniche di indagine.
Chi può credere oggi alla parola di un pentito? E che cosa pensate dell’uso fatto del cosiddetto reato di concorso esterno in associazione mafiosa?”.
da il Foglio di oggi




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