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Discussione: La dolce morte

  1. #11
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    Predefinito

    favorevole all'eutanasia.
    Il discorso diventa più complesso, come lascia intuire Dwaine, quando il malato è incoscente e la scelta viene delegata ad altri. Hanno il diritto di decidere al posto del diretto interessato? In questo caso è giusta l'eutanasia considerato che il malato è incosciente ed è quindi presumibile che non soffra?

    Considerazione personale: è stupefacente come nella nostra società sia ancora illegale l'eutanasia (che secondo me è un diritto scontato) e legale l'aborto. Siamo paradossali.

  2. #12
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: La dolce morte

    In Origine Postato da Dwaine
    E' diverso. Il presupposto è che l'eutanasia è una scelta individuale, legata unicamente alla propria persona. Un familiare non può decidere l'eutanasia per un caro, semplicemente perchè questo non è capace di intendere e di volere. Solo il diretto interessato può prendere una scelta del genere, e per farlo deve essere cosciente. D'altra parte l'eutanasia dovrebbe esistere proprio per quelle persone che incurabili e COSCIENTI, quindi sensibili e perfettamente a conoscenza della propria situazione, scelgono deliberatamente di rinunciare alla propria vita.

    Saluti
    Guarda che l'eutanasia riguarda anche i casi da me citati.
    Poi potrà pur essere esclusa dalle possibilità in un eventuale futura legge, ma si chiama anch'essa eutanasia. Tant'è che in Australia, unico (mi pare) Paese che per un pò rese legale il metodo, era prevista l'eutanasia nei casi di "coma depassè".
    Ricordo che anche negli Stati Uniti il Tribunale autorizzò più di una volta lo stop alla sopravvivenza meccanica di ricoverati in rianimazione.

  3. #13
    .:Io stò con i Cattivi:.
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La dolce morte

    In Origine Postato da il buttero
    Guarda che l'eutanasia riguarda anche i casi da me citati.
    Poi potrà pur essere esclusa dalle possibilità in un eventuale futura legge, ma si chiama anch'essa eutanasia. Tant'è che in Australia, unico (mi pare) Paese che per un pò rese legale il metodo, era prevista l'eutanasia nei casi di "coma depassè".
    Ricordo che anche negli Stati Uniti il Tribunale autorizzò più di una volta lo stop alla sopravvivenza meccanica di ricoverati in rianimazione.
    Non lo nego, difatti ho voluto precisare che quando si parla di eutanasia io sono assolutamente favorevole qualora sia l'interessato a prendere consciamente la decisione. (vedi il caso francese). Si potrebbe giustamente discutere della legittimità o meno di quelle situazioni nelle quali sono i parenti a decidere la morte del loro caro, anche se le considererei qualcosa di diverso dall'eutanasia in senso stretto. Queste ultime sono senza dubbio più delicate e non credo di approvarle completamente, a meno che l'individuo coinvolto non abbia preventivamente concesso ai parenti in nulla osta per la propria eutanasia in tali particolari situazioni.

    Saluti

  4. #14
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    Predefinito

    Non sono sicuro di ricordare esattamente, ma credo che l'eutanasia sia diventata legale in Olanda.

    Io comunque sono favorevole, nei casi ovviamente in cui sia il soggetto a scegliere in prima persona di rinunciare alla propria vita. Mi distacco da questioni morali e ancor più religiose, credo che una persona che soffra e che non ha possibilità di uscire dalla propria sofferenza se non con la morte, abbia il diritto di anticipare questo momento (che tanto comunque arriverà per il decorso della malattia) ed abbreviare così il proprio tormento.

    Non ci trovo nulla di immorale nè di illegale, anzi, trovo immorale e terribilmente ingiusto costringere una persona a soffrire le pene dell'inferno perchè la legge gli vieta di suicidarsi.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  5. #15
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    Predefinito

    Avete fatto tutti considerazioni squisitamente umane, cioè che si fermano al lato umano dell'esistenza, e non toccano quello oltre-umano, ultraterreno (visto che lo spegnimento dell'interruttore mondano implica l'entrata in un altro stato dell'essere).
    Mi chiedo: ma siamo proprio sicuri che tutto ciò che non capiamo, che ci sembra assurdo secondo il nostro ragionamento limitato, non abbia in realtà un qualche senso?
    E se quelle sofferenze avessero un fine purificatore?
    Che ne sappiamo noi dei disegni globali che Dio ha per un'esistenza individuale? Possiamo decidere noi quando è ora che questa esistenza abbia fine, solo perché l'individuo in questione non può più espletare la maggior parte delle funzioni normali?
    Se rimane in vita, pur attaccato a un filo, significa che l'anima non l'ha ancora abbandonato. E se essa avesse ancora bisogno di quel corpo, pur ridotto in quello stato miserevole?

  6. #16
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    Predefinito Re: La dolce morte

    Se è espersa e palese volontà del malato, pienamenta capace di intendere e di volere, se si tratta di malatia incurabile e con il parere di una commissione medica che verifichi tutte queste necessità si, sono favorevole al suicidio assistito. Perchè è di questo che si tratta.

    Un uomo che richiede, in quanto fisicamente impossibilitato. di farsi suicidare. Anche nel caso il cui il paziente sopravviva anche senza macchine

    Parlarne astrattamente è poco produttivo.

    Quel razzo aveva ragione.

  7. #17
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    Predefinito

    In Origine Postato da Vahagn
    Avete fatto tutti considerazioni squisitamente umane, cioè che si fermano al lato umano dell'esistenza, e non toccano quello oltre-umano, ultraterreno (visto che lo spegnimento dell'interruttore mondano implica l'entrata in un altro stato dell'essere).
    Mi chiedo: ma siamo proprio sicuri che tutto ciò che non capiamo, che ci sembra assurdo secondo il nostro ragionamento limitato, non abbia in realtà un qualche senso?
    E se quelle sofferenze avessero un fine purificatore?
    Che ne sappiamo noi dei disegni globali che Dio ha per un'esistenza individuale? Possiamo decidere noi quando è ora che questa esistenza abbia fine, solo perché l'individuo in questione non può più espletare la maggior parte delle funzioni normali?
    Se rimane in vita, pur attaccato a un filo, significa che l'anima non l'ha ancora abbandonato. E se essa avesse ancora bisogno di quel corpo, pur ridotto in quello stato miserevole?
    La tua è una posizione comprensibile.

    Io non condivido affatto la tua cncezione di soferenza-urificazione ma ne capisco le ragioni.

    Ora però questa questione che tu poni è sul piano della coscienza del singolo malato e non legislativa.

    Se l'uomo in quiestione la pensa come te è chiaro che (ma chi di noi può anche solo immaginare come ci si trova in tali situazioni!) non chiederà l'eutanasia.

    Se pensa che la sua anima abbia ancora qualcosa da scontare o da sentire su questo mondo per una visione provvidenzialistica nessuno di noi mai oserebbe toccare quel filo.

 

 
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