....Berlusconi
Pubblichiamo il discorso pronunciato da Rupert Murdoch nella serata del 23 settembre a New York – prima della consegna del premio Adl al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – e apparso ieri sul quotidiano MF.
Conosco il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da diversi decenni e sono stati anni di mutuo rispetto, vivace competizione e preziosa amicizia. Mentre qualcuno di noi aspira a raggiungere l’eccellenza creativa nell’industria dei media, un uomo che riesce a raggiungere contemporaneamente questo obiettivo e quello di diventare un creativo leader del suo paese è sicuramente degno di lode. A mano a mano che la passione di Silvio per la sua vita di pubblico servizio cresce con il passare degli anni, ho un motivo speciale per ringraziarlo. Adesso che siamo concorrenti sul mercato televisivo italiano, incoraggio e applaudo la sua esclusiva devozione alla politica. A dire il vero ero con Silvio quando cominciò la sua dinamica carriera politica. E quando dico questo, intendo dire che stavo insieme a lui proprio nel momento in cui decise di incamminarsi con coraggio su questa strada. Un decennio fa ero con Silvio a casa sua in Sardegna, a cena insieme da alcuni suoi ospiti italiani e stranieri quando Silvio si alzò dal tavolo e, scusandosi, ci comunicò che doveva lasciarci prima del previsto. Aveva deciso di volare a Milano per costituire un nuovo partito politico e presentarsi alle elezioni nel ruolo di primo ministro con l’obiettivo i salvare il suo paese dai comunisti in un momento di enorme crisi politica.
Posso aggiungere che la maggioranza di noi ospiti di Silvio quella sera pensò che avesse perso il lume della ragione.
Egli credeva di essere il solo uomo che potesse difendere l’Italia contro l’estrema sinistra; noi pensavamo che nessun uomo potesse fare ciò e che sarebbe stato meglio si fosse fatto una doccia fredda e avesse dimenticato tutto. Ciò nonostante, egli era determinato, e andòavanti secondo i suoi piani e ottenne una clamorosa vittoria conquistando l’immaginazione degli italiani e un’incredibile messe di voti tra la sua gente nonostante tutti gli sforzi della stampa che da allora gli è sempre stata ostile.
I molti anni della leadership di Silvio inazienda e in politica si basano su principi fermi che sono familiari a noi tutti che lo conosciamo. Questi sono i principi che lo hanno sempre guidato
nei suoi successi, sia quand’era studente quando si pagò l’università a Milano vendendo aspirapolveri, sia come laureato quando rifiutò un lavoro nell’azienda di suo padre per potersi
far strada da solo come un pioniere del mercato immobiliare, e fino a oggi quando è diventato uno dei più coraggiosi ed efficace leader europei, in un momento, aggiungerei, in cui l’Europa ha bisogno di leader illuminati.
La sua alleanza con gli Stati Uniti nella loro guerra contro l’Iraq è un omaggio non solo alla sua personale lealtà ma anche al suo fermo rifiuto di condonare le cattiverie e la crudeltà della dittatura. E’ anche una testimonianza al suo coraggio mentre si opponeva alle tattiche da bullo dimostrate dai maggiori paesi europei, affiancandosi a Tony Blair e José María Aznar con l’obiettivo di conservare l’Alleanza atlantica, una unione che è stata così importante sia per l’Europa sia per gli Stati Uniti negli ultimi 50 anni.
Credo che il mondo abbia bisogno di più gente che assomigli a questi tre uomini di Stato. Il perdurante supporto che Silvio ha dato al processo di pace in Israele ne ha fatto una voce impareggiabile contro il terrorismo e l’antisemitismo e, insieme, un incrollabile campione della democrazia. Sotto la sua guida i contributi culturali dell’Italia al resto del mondo sono diventati più vibranti e più vitali da sempre. E sulla forza della sua presidenza l’Unione europea sta affrontando alcuni dei temi più critici da quando è nata. Come collega e concorrente, come leader italiano, dell’Europa e del mondo, Silvio Berlusconi costituisce un esempio di coraggio e decenza che mi fa un immenso piacere conoscere e celebrare insieme a voi stasera.
Rupert Murdoch
The money, please
Dicono gli anglosassoni: put the money where your mouth is. Sii coerente con le cose che dici.
Rupert Murdoch ha tenuto un discorso sincero, brillante e di grande e affezionata stima per l’imprenditore che ha effettivamente, senza scherzi, salvato questo paese dall’alleanza di ex comunisti non pentiti e giudici codini e intransigenti vari vogliosi di rifilarci una libertà condizionata.
Se contribuisse anche a salvare la televisione italiana dal piattume conformista “de sinistra”, più Fox e meno Santorow, sarebbe più credibile, più brillante.
Il Foglio
saluti




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