Lo sapevate che …….?
Gente privilegiata
· In Italia c'è gente che gode di privilegi invidiabili. Ad esempio, i due ex-presidenti della Repubblica Scalfaro e Cossiga, oltre a percepire lo stipendio di Senatori a vita e all'appannaggio di 700.000 euro all'anno (circa un miliardo e quattrocentomilioni, di vecchie lire), hanno diritto ad uno staff di 16 persone, tra le quali un addetto militare di alto grado. A tale staff provvede naturalmente lo Stato che non si ferma qui, ma, mentre li considera tra i primi invitati ad ogni manifestazione importante, con onori e trattamento adeguato, riserva agli illustri "ex", uno scompartimento o una carrozza ferroviaria, per gli spostamenti in treno, provvede a che non manchino mai di scorta per qualsiasi spostamento, soprattutto all'estero, li assiste attraverso consolati ed ambasciate e munisce l'auto blu cui hanno diritto, con una bandiera che li qualifica come ex-Presidenti della Repubblica. Un giornale monarchico, da cui abbiamo tratto questa e la notizia successiva ("Italia Reale" Settembre 2002) , osserva che, se alle spese per gli ex, si aggiungono quelle della "Corte quirinalizia, che notoriamente ci costa di più di quella della Regina Elisabetta", non è difficile arrivare alla conclusione che, in realtà, "il re costava meno".
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Un referendum discusso e...imbrogliato
· Al Meeting di Rimini, Massimo Caprara, che era stato per lungo tempo segretario particolare di Togliatti, ha raccontato alcuni episodi relativi al referendum istituzionale Monarchia - Repubblica del 1946. Tra l'altro ha affermato che PalmiroTogliatti voleva che la Repubblica vincesse "a qualunque costo". Perciò impose alla Corte di Cassazione, cui toccava proclamare i risultati, di procrastinare la seduta di qualche giorno, fino al 10 giugno. Il tempo così guadagnato servì a manipolare schede e ad aggiungerne altre di "elettori che non avevano votato". E' interessante a questo punto seguire la successione degli avvenimenti così come risultano documentati.
4 giugno 1946. In base ai risultati fino ad allora pervenuti, il Presidente del Consiglio,
Alcide de Gasperi, scrive al Ministro della Real Casa, Falcone Lucifero: "Il Ministro
Romita ritiene ancora possibile la vittoria repubblicana. Io, personalmente, non credo
che si possa - rebus sic stantibus - giungere a tale conclusione".
5 giugno. Viene improvvisamente annunciata la vittoria della Repubblica con un vantaggio di due milioni di voti.
10 giugno. La Corte di Cassazione tiene una seduta interlocutoria nella quale si limita a leggere i risultati forniti dal Ministero degli Interni.
12 giugno. Il Governo si appropria arbitrariamente di tutti i poteri.
13 giugno. Re Umberto parte per l'esilio.
18 giugno. Riunione finale dellas Corte di Cassazione, che legge di nuovo0 i risultati (praticamente uguali a quelli letti il 10 giugno), ma non proclama la Repubblica.
Il ricorso Selvaggi sul quorum è respinto, con arbitraria interpretazione della legge; le migliaia di ricorsi relativi a innumerevoli brogli locali sono senplicemente ignorati.
In conclusione, non è azzardata l'ipotesi di manipolazione dei dati elettorali, come per altro è stata avanzata anche da studiosi e ricercatori. La compresenza di determinate persone al Governo (ad es. Togliatti e De Gasperi, dichiaratamente fautori della Repubblica) e l'insieme di avvenimenti poco chiari e difficilmente giustificabili sul piano del diritto in relazione allo svolgimento, alla valutazione, alla transizione dei poteri istituzionali, rendono abbastanza plausibile la tesi che nel 1946 il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica fu viziato da gravi irregolarità. In parole semplici, vi fu, forse, un colossale broglio ai danni del popolo italiano.


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