Originally posted by Augustinus
Carissimo Bellarmino,
non so se Affus si riferisse al contenuto della pubblicità in sè o meno. Io mi sono limitato a fornire una risposta, da un punto di vista canonistico, alla sua domanda così come l'ho intesa, attraverso il riferimento al can. 1392 ed al fatto che mi chiedeva se i Paolini fossero o meno dei commercianti.
La mia, quindi, è stata una risposta solo giuridica, facendo rilevare come l'attività affaristica e di mercatura - se autorizzata dalla competente autorità - può essere esercitata dalle persone indicate nel can. 286. Nè più e nè meno.
Altre valutazioni esulano dalla mia competenza (mi riferisco a valutazioni morali o teologiche). Per cui non sono in grado di poter dire - da un punto di vista giuridico - se una pubblicità dei Paolini sia o meno blasfema.
Al più ti potrei dare un mio giudizio personale, cioè potrei dirti cosa ne penso io. E non mi pare che siano poi così blasfemi (almeno che io ricordi). D'altro canto, francamente, mi trovi alquanto indifferente ai messaggi pubblicitari, da qualsiasi parte provengano.
Guardo, infatti, la televisione con una certa indifferenza, facendo in modo che certi messaggi mi scivolino via come l'acqua sull'impermeabile. E la pubblicità sui giornali non la degno neppure di un'occhiata ... .
Per cui non ricordo messaggi che mi abbiano colpito negativamente da parte dei Paolini (mi riferisco alle loro iniziative editoriali spesso pubblicizzate).
A parte questo, tornando al punto di vista giuridico, se qualsiasi persona ritenesse che un certo messaggio pubblicitario promosso dai Paolini o da altri sia, come dici tu carissimo amico, "sopra le righe", potrebbe benissimo segnalarlo alla competente autorità, affinchè vengano assunte le opportune misure o vengano fornite le opportune chiarificazioni.
Altro non so dirti.
Cordiali saluti in Cristo
Augustinus
Caro Augustinus i paolini hanno nelle loro costituzioni l'attivita apostolica che si basa anche sulla vendita di libri , dischi , audiocassette che hanno fini apostolici e catechistici , trovado in questo l'adeguato mezzo per il loro sostentamnto alle fatiche apostoliche e san Paolo direbbe giustamente : "non mettere la museruola al bue mentre trebbia ."Originally posted by Augustinus
Carissimo Bellarmino,
non so se Affus si riferisse al contenuto della pubblicità in sè o meno. Io mi sono limitato a fornire una risposta, da un punto di vista canonistico, alla sua domanda così come l'ho intesa, attraverso il riferimento al can. 1392 ed al fatto che mi chiedeva se i Paolini fossero o meno dei commercianti.
La mia, quindi, è stata una risposta solo giuridica, facendo rilevare come l'attività affaristica e di mercatura - se autorizzata dalla competente autorità - può essere esercitata dalle persone indicate nel can. 286. Nè più e nè meno.
Altre valutazioni esulano dalla mia competenza (mi riferisco a valutazioni morali o teologiche). Per cui non sono in grado di poter dire - da un punto di vista giuridico - se una pubblicità dei Paolini sia o meno blasfema.
Al più ti potrei dare un mio giudizio personale, cioè potrei dirti cosa ne penso io. E non mi pare che siano poi così blasfemi (almeno che io ricordi). D'altro canto, francamente, mi trovi alquanto indifferente ai messaggi pubblicitari, da qualsiasi parte provengano.
Guardo, infatti, la televisione con una certa indifferenza, facendo in modo che certi messaggi mi scivolino via come l'acqua sull'impermeabile. E la pubblicità sui giornali non la degno neppure di un'occhiata ... .
Per cui non ricordo messaggi che mi abbiano colpito negativamente da parte dei Paolini (mi riferisco alle loro iniziative editoriali spesso pubblicizzate).
A parte questo, tornando al punto di vista giuridico, se qualsiasi persona ritenesse che un certo messaggio pubblicitario promosso dai Paolini o da altri sia, come dici tu carissimo amico, "sopra le righe", potrebbe benissimo segnalarlo alla competente autorità, affinchè vengano assunte le opportune misure o vengano fornite le opportune chiarificazioni.
Altro non so dirti.
Cordiali saluti in Cristo
Augustinus
Ora se si pubblicizza un testo teologico o religioso , si fa lo stesso aposolato anche se si è pagati ,ma se si approfitta della grossa tiratura del giornale che è tenuto da religiosi e del nome e dei segni cristiani sul settimanale e si incassano centinaia di milioni , magari dicendo al povero parroco che si predica la parola di Dio con prosciutti e mortadelle in mezzo ,allora non è solo questione di contenuti della pubblicita ,ma di attivita commerciale vera e propria
che l'ordinario del luogo dove viene stampato il gionale potrebbe interdire tranquillamente facendo riferimento al canone .
Anzi potrebbe intervenire la stessa congregazione vaticana dei religiosi , che vedendola deviare dai i fini per cui è nata , agirebbe sui diretti superiori .
La scusa che loro porterebbero del business e del prezzo sarebbe del tutto inconsistente ai fini morali e del diritto.
Il diritto condanna non tanto i poveri bottegai davanti ai santurai , quanto questa vera e propria simonia .
Infatti cosa c'entra il messaggio evangelico e la dottrina cattolica col business della cocca cola ?
Allora sarebbe lecito ai missionari comboniani farsi finanziare le loro missioni direttamente dalla fiat o dalla wolkswagen , cioe impegnandosi a mettere sulla missione cartelloni delle fabbriche . Se è vietato a questi deve essere viatato anche a loro .
Ora noi sappiamo che la pubblicita profana è lì'attivita piu ucrosa che ci possa essere insieme ad altre poche .
veda il cavaliere berlusconi come ha fatto i soldi .
Sppiamo poi che la pubblicita è l'anima del commercio , allora dobbiamo dedurre che questi si siano dati corpo e anima al commercio su Familgia Cristiana. Ed ecco perchè poi questi non predicano mai il vangelo . Infatti , hanno la bisaccia piena e i doppi calzari , per paura di restare a scalzi .


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