già Karl Heinzen nel 1846/1847 aveva, in polemica con Marx ed Engels, individuato la struttura intrinsecamente illiberale (oggi si direbbe totalitaria) dell'ideologia comunista e la stretta connessione fra la libertà economica e sociale del cittadino, fondata sul diritto di proprietà, e le libertà politiche, nel prospettare un progetto rivoluzionario per la Germania del suo tempo (rivoluzione di tipo democratico-liberale). Questa natura del comunismo, e queste critiche liberali al comunismo erano quindi possibili, sulla base delle scienze sociali e della critica dell'ideologia, ben 70 anni prima della rivoluzione d'ottobre e della prima tragica esperienza, su scala nazionale, di dittatura terroristica di un partito comunista.
Ma, come ci viene ricordato, il comunismo "è il movimento reale" non un semplice "ideale" al quale la società debba conformarsi.
Dunque risulta mistificante e ridicolo qualsiasi tentativo di distiguere fra "socialismo reale", ossia fra le società concrete(dirette dai partiti comunisti) come il movimento reale ha costruito nella storia, ed un presunto socialismo ideale, che i fondatori medesimi del comunismo moderno, ci si ricorda, negavano nella sua essenza.
Non esiste quindi a priori un buon ideale comunista tradito nei fatti, nella sua realizzazione, da questo o quel cattivo gruppo dirigente. Il socialismo reale è tutto quello che la storia, ossia il movimento reale teso ad abolire lo stato di cose esistente nel 1847, ha saputo produrre in 150 anni. Questo stesso socialismo reale, con i suoi crimini infami, la sua (prevista 150 anni prima) inconciliabilità con la democrazia, la libertà politica e sociale, la stessa società civile modernamente intesa, è colossato ormai quasi ovunque con l'Unione Sovietica.
continua.............




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