A Fiuggi sarebbe "partita la rinascita di AN" secondo il ministro Alemanno. In sostanza il messaggio giunto dal seminario in questione è stato: "Cacciamo la Lega dal governo per accaparrarci i suoi ministeri". Ovviamente, grande consenso sia da parte di Nuova Alleanza che di Destra Sociale. Oggi dinanzi al primo problema, cioè quello del black-out, già sorgono i dissensi. Alemanno tratta il problema del nucleare come un Pecoraro Scanio qualunque: "Chi ha bocciato il nucleare forse ha salvato il paese", mentre il viceministro Urso offre un approccio più ragionato e meno emotivo: "Occorre varare un piano nazionale ultradecennale che preveda la riconversione di parte degli attuali impianti al carbone "pulito" e la costruzione delle grandi e piccole centrali. In questo quadro, accanto alle fonti alternative e rinnovabili, non vedo perché non possa esserci il nucleare". Ora, il nucleare in sè non è la bacchetta magica con cui risolvere i problemi dell'Italia, ma nell'ambito di una rivoluzione che deve portarci a raggiungere un grado sufficiente di indipendenza energetica, non può essere trattato come argomento-tabù. Infatti, da un lato sappiamo che l'incidente di Cernobyl è stato dovuto ad una centrale-rottame ed è tecnicamente impossibile si ripeta nelle centrali attualmente costruite nel mondo occidentale, dall'altro se per assurdo un incidente dovesse avvenire in Francia, Svizzera o Slovenia non sarebbe certo la dogana a salvarci dalla nube tossica. Quindi, non abbiamo risolto il problema della nostra sicurezza, ottenendo in più gravi disastri sul piano economico. Sarà necessario anche incentivare la ricerca e l'utilizzo di forme di energia alternativa e pulita, nonchè sbloccare la situazione delle centrali attualmente in fase di attivazione, ma il nucleare non può essere scartato a priori (a costo dell'impopolarità) da politici che vogliano il bene della propria patria.




Rispondi Citando