Massimo Fini, censurato dalla Rai, racconta, spiega e confessa...

Troppo a destra per piacere alla sinistra, troppo a sinistra per piacere alla destra. Semplicemente un anarchico, non nell'accezione no-global del termine (visto che in base a quella anche la moglie di Emanuele Filiberto era "anarco-comunista"), ma in quella jungeriana dell'anarca, il ribelle che attraversa il bosco, l'uomo che fugge le regole del mondo per vivere secondo le sue regole. Prime fra tutte, quelle morali ed etiche.

Come è andata?

Prima di tutto devo dire che mi spiace per Marano, che mi è sembrato il diavolo meno brutto in tutta questa vicenda ma è stato proprio lui a dire al produttore, Fiorillo e poi a me, che c'era un veto a cui non poteva resistere e che gli dispiaceva enormemente. Mi ha proposto di sparire dal video e restare come autore, chiaramente gli ho detto no. La conversazione con lui l'ho registrata, non è che si possa negare l'evidenza: è stato franco, lo ammetto, ma così è. È schiacciato da poteri più forti di lui.

Fini, ha idea di chi possa essere stato a porre l'altolà?

Lui non mi ha detto il nome di chi ha posto il veto e io non gliel'ho chiesto ma mi ha curiosamente detto che me lo rivelerà il 1 gennaio prossimo: chissà perché? Sicuramente il veto non può venire da sinistra né dalla Lega. So che un collaboratore di Marano ha chiamato il ministro Gasparri chiedendogli se c'erano problemi riguardo la mia presenza e che Gasparri ha risposto che non mi amava molto ma che non sussistevano ostacoli. So che Socci era molto preoccupato e si è mosso al riguardo, chissà. Certamente arriva da area Forza Italia o qualcuno in An. Magari anche Cl...

La trasmissione è saltata ma alla Rai dovranno comunque onorare un contratto...

Certo, loro hanno un contratto firmato e io posso togliergli la pelle di dosso volendo: ma non lo farò. Il problema, per quanto mi riguarda, non sono certo i soldi. È questa pre-censura immotivata su un giornalista a cui non si può rinfacciare nulla se non la propria libertà. È un segnale sinistro: io, che non ho mai lavorato né per Rai né per Mediaset nemmeno come consulente (cosa rara se non unica nel panorama giornalistico nazionale), non posso neanche andare in onda all'1 e 30 di notte in una trasmissione di costume a 58 anni suonati! Allora ditelo, dateci la stella gialla e diteci che c'è gente che non può lavorare: abbiano coraggio di fare delle leggi che ci escludono! Comunque, prima di questa intervista sono andato in merceria a comprare della stoffa gialla con cui confezionerò una stella da attaccarmi agli abiti come gli ebrei nel '38: è un avvertimento, "statemi lontani.

Una gran brutta pagina per la tv di Stato...

Orrenda, ma ripeto che non mi preoccupo più di tanto per me. Mi addolora e mi fa tremendamente indignare la pessima pedagogia che è stata impartita al team con cui lavoravo, ad un gruppo di ragazzi giovani, bravi ed entusiasti a cui si è detto che o si accettano le regole del gioco oppure si resta fuori, esiliati. Ripeto, sono giovani con tanta voglia di fare e una grande dignità: quando Marano ha detto al produttore Fiorillo che la trasmissione poteva farla se avesse eliminato me, lui ha detto no e così facendo si è giocato due mesi di lavoro, di guadagno e il contratto in Rai pur di non scaricarmi. È un dato di infamia, io sono un appestato da sempre ma fino a questo punto non pensavo proprio.

Passano gli anni ma la Rai resta sempre la stessa...

È peggiorato qualcosa in Rai perché mentre prima era occupata da tre bande, Pci-Psi-Dc, ora è occupata dalla maggioranza di governo che attraverso Berlusconi ha anche le altre reti: a chi lo vendiamo questo format adesso? A mia sorella? I casi Santoro e Biagi sono casi solo perché non c'è pluralismo: può un direttore di rete sospendere un programma e cacciare un giornalista? Certo, ma in un'ottica di libero mercato, se sbaglia mandando via un cavallo di razza che fa ascolti paga il prezzo della sua scelta e contestualmente il cacciato può rivolgersi altrove: c'è una mancanza di concorrenza che non dà possibilità di riciclo. Daniele Vimercati faceva un talk show certamente migliore di quello fatto da Vespa ma siccome era su TeleLombardia non c'era paragone né raffronto: se ci fosse stata una rete nazionale libera e svincolata su cui portare Iceberg allora sì che la realtà sarebbe emersa. A mio avviso bisogna fare come in Inghilterra: una rete pubblica e quattro cinque reti a soggetti differenti.

Torniamo al contratto: è stato firmato, quindi la Rai oltre a non mandare in onda la trasmissione ha pure buttato via soldi del contribuente per nulla...

In effetti è vero ma ripeto che il mio caso è un cardine di moralità pubblica e democrazia, dovrebbe servire più in generale. Ma ti rendi conto: prima arriva l'annuncio di veto, poi il veto definitivo. Comunque ripeto, non è questione di soldi. In effetti, poi, per ragioni su cui comincio ad avere qualche perplessità solo ora, il contratto io l'ho fatto con Match Music, non con la Rai: Match Music a sua volta ha il contratto con la Rai per il programma. Bravi, eh? Cosa fanno quei ragazzi ora, fanno causa a viale Mazzini tagliandosi definitivamente ogni lavoro futuro? Io mi sentivo vagamente in colpa per questi ragazzi che, al momento dell'annuncio, erano veramente a terra, demoralizzati.

Ho l'impressione che non avrà tutta la solidarietà e la pubblicità che hanno avuto Santoro e Biagi...

Su questo sono d'accordo anch'io, anche perché comunque sia andata a finire Santoro ha potuto occupare un posto in Rai per anni, io no. Non appartengo a nessun partito, area, lobby: sono single ed essendo tale non posso contare sulla tutela di nessuno. Questa che mi è stata perpetrata è una violenza grave: ma come, mi avvicinate, mi fate il contratto, l'ufficio stampa Rai fa l'annuncio del programma in pompa magna e poi? Io non sono un cittadino come gli altri, forse? Il problema è generale, io sono comunque un privilegiato ma quanti devono subire in silenzio senza avere interviste come questa per denunciare le ingiustizie subite? Così si manda un brutto segnale a chi non si chiama Biagi e Santoro: chinate la testa o preparatevi alla ghettizzazione.

Forse in un panorama simile possono giocare un ruolo le tv locali?

Formalmente hai ragione, potrebbero essere una voce libera, un contraltare importante ma ricordati che tutte le tv locali sono ricattabili in ogni momento, perché in un attimo può sparire tutta la loro pubblicità. Possono fare casino, come Funari, ma il loro spazio è garantito e tutelato solo finché non disturbano il manovratore. Il problema è un altro, più complessivo e politico, diciamola tutta...

E cioé?

E cioé che Bossi ha non una ma mille ragioni. La fucilazione è paradossale, anche un bambino l'avrebbe capito, ma come fa l'ex Msi a negare che Dc, Psi e Pci ci hanno portato a questa situazione devastante con il loro malgoverno? Il debito pubblico chi l'ha fatto, Almirante forse? Chi dobbiamo ringraziare per il problema pensioni che oggi si viene a porre in questi termini? Non fecero previsioni demografiche, le uniche attendibili, e noi oggi paghiamo i conti: i conti delle pensioni baby, di quelle fasulle e di quelle di invalidità. La frase di Bossi è ineccepibile, ma siccome sono tornati in auge i Casini e i Pisanu allora guai al mondo, ma sono loro i responsabili di questo. Casini dice che si prende la responsabilità politica della Prima Repubblica: bene, allora se le prenda anche per i due milioni di miliardi di debito pubblico e se ne vada a casa finalmente.

E Berlusconi?

Ho difeso Berlusconi quando ha parlato del fascismo e di Mussolini in quei toni, tutta la storiografia lo dice: durante il fascismo non ci fu nessuna strage di massa come sotto il comunismo, il nazismo o la dittatura irachena. E l'opposizione cosa fa? L'opposizione non fa opposizione sulle cose serie ma sull'antifascismo di maniera, strepita su queste cose. C'è un deficit di democrazia, è vero, ma nel senso che democrazia non significa andare a votare ogni cinque anni e poi togliersi dalle palle, è partecipazione.

Mi sembra che lei sia d'accordo con Bossi moltissime volte in questa intervista.

Lo sono quando ha ragione, come sui reati d'opinione ad esempio.

Anche per lei sono da abolire?

Certo. Ora ti dico una cosa che forse non potrai pubblicare, ma te la dico ugualmente. Un errore grave che ho sempre rinfacciato a Bossi è quello di aver confuso, quasi sommato, la sua posizione con quella di Berlusconi: Bossi è accusato per reati di opinione, la battaglia da farsi era quella di eliminare queste leggi liberticide, non la corruzione o il falso in bilancio che non possono essere cancellati dal codice per la loro gravità. Scrivilo se puoi.

Parliamo di Europa...

Per quello che riguarda la Ue finché è solo una questione economica non mi interessa, mi interessa invece un'Europa unita, armata e neutrale. Trovo ridicolo poi voler inserire i valori cristiani nella Costituzione visto che questi non ci sono più, non esistono più: una società basata unicamente sul mercato non può produrre valori, soprattutto religiosi. La grande intuizione politica di Bossi è stata quella della riscoperta dell'identità, il problema è che l'importanza di questo argomento cozza con l'impossibilità identitaria della globalizzazione.

Crede quindi ad un'altra Europa...

Certo, un'Europa delle regioni, non degli Stati nazionali. Che Europa è questa, che infligge sanzioni all'Austria perché Haider va al governo? Su questo punto, poi, devo muovere un appunto alla Lega. Perché non rivendicate anche l'atteggiamento positivo di Illy nella questione della macroregione oltre che l'ipocrisia della sinistra? È una vostra intuizione quella delle tre macroregioni, siatene fieri, su questo sono sempre stato d'accordo con Bossi. E lo stesso dovreste farlo con il caso Serbia: la Lega aveva capito che c'era un'aggressione in atto e lo denunciò pagandone il costo elettorale. Ebbe coraggio e la storia le ha dato ragione: in effetti cosa siamo andati a fare nei Balcani, solo a facilitare la vita ai musulmani che ora sono visti da tutti - Usa in testa - come l'orco del mondo e i burattini-burattinai del terrorismo. Lasciamo poi stare questioni da nulla come sovranità nazionale e non ingerenza: un domani se a qualcuno non andrà bene che Bossi diventi pr emier arriverà e ci bombarderà preventivamente. Un bel progresso, non c'è che dire.

MAURO BOTTARELLI