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    Predefinito Rif: contro thread sull'immigrazione

    Osservatorio migrante

    di Andrea Billau

    Cominciamo questa cronaca, della settimana migrante appena passata, da uno sbarco di migranti a Portopalo in Sicilia il 9 ottobre, che evidenzia bene l'assurdità del trattamento che devono subire persone che tanto hanno sofferto per arrivare nel nostro paese: un gommone con 53 immigrati, tra cui 5 donne e 9 minorenni, è stato soccorso dalla Guardia di finanza. Una delle donne era in stato di gravidanza da 8 mesi, uno dei migranti è stato identificato come scafista ed è stato ed è stato fermato con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina; tutti gli altri sono stati denunciati per il reato di clandestinità. Con una battuta: “soccorsi e mazziati!” Il giorno dopo di fronte a Porto Empedocle la Guardia di finanza ha soccorso un barcone con a bordo 22 migranti somali(2 donne e 8 minori). Informavamo la scorsa settimana di uno sbarco tragico a Gela con due morti e 4 dispersi; uno dei dispersi è stato trovato tre giorni dopo, il 10 ottobre, lungo una spiaggia ed è stato scoperto da un pescatore.



    Sempre il 9 ottobre il ministro dell'interno Maroni in una conferenza stampa riprendeva una decisione del giorno prima della Commissione europea di chiusura di una procedura di infrazione verso il nostro paese, della direttiva sulla discriminazione razziale del 2000 che solo nel 2008 è stata recepita , per affermare che era stata riconosciuta la legittimità delle politiche in materia di immigrazione clandestina e in particolare dei respingimenti; gli rispondeva a stretto giro di posta il deputato del Pd Sandro Gozi ricordando al ministro che: “quella procedura riguardava solamente la direttiva antidiscriminazione e non il nodo dei respingimenti, sul quale vorremmo sapere quali sono state le risposte del governo italiano ai quesiti posti dalla Ue”.



    È tra i più bravi d'Italia ma non è italiano è l'efficace titolo di un articolo dell'Unità del 10 ottobre che racconta la vicenda di un ragazzo albanese giunto in Italia nel 2001 e che iscritto alla quinta elementare ha avuto una carriera scolastica d'eccellenza fino a meritarsi la medaglia d'oro di “Alfiere del lavoro” che viene data ai migliori venticinque studenti del nostro paese che gli verrà consegnata il 5 novembre dal presidente della Repubblica, ma ovviamente, per il permanere nel nostro ordinamento dello “jus sanguinis”, Henri Ibi, questo il nome del ragazzo ormai diciottenne, ancora non ha la cittadinanza italiana. E proprio per passare allo “jus soli” continua l'iniziativa bipartisan sulla riforma della cittadinanza del parlamentare finiano Fabio Granata e di quello democratico Sarubbi: i due hanno chiesto l'adozione della loro proposta di legge( firmata da 50 deputati, tra cui i radicali, democratici, pdl, Udc e Italia dei Valori)come testo base per arrivare ad una soluzione condivisa. “Dall'inizio della legislatura-hanno spiegato i due parlamentari-si è avviato un confronto in Commissione Affari Costituzionali, ma finora è prevalsa la logica dei blocchi contrapposti: lo testimoniano i resoconti dei dibattiti svoltisi, che ogni cittadino può consultare sul sito della Camera, e lo conferma la difficoltà fino a questo momento di adottare un testo base su cui avviare la discussione parlamentare. Ecco perché invitiamo le forze politiche di buona volontà a ripartire dalla nostra proposta: un testo certamente perfettibile, ma frutto di una seria e onesta ricerca di condivisione; una prova di dialogo, insomma, in un momento in cui i toni della politica italiana appaiono particolarmente accesi. Secondo i canoni vigenti il nostro testo ha l'imperdonabile difetto di non essere automaticamente riconducibile, in via esclusiva, a nessuna forza politica: nessuno, insomma, può dire che si tratti della proposta del Pd, del Pdl, dell'Udc,o dell'Idv. ma è proprio questa, a nostro parere, la sua forza più grande: un testo condiviso(magari non perfetto, ripetiamo, ma già sottoscritto da decine di parlamentari di diverse provenienze)ci appare infatti un ingrediente essenziale per la creazione di un clima costruttivo e per l'avvio di una discussione proficua su un tema così importante per il futuro del paese”.



    Ancora per chiedere lo jus soli ma non solo, l'interessante iniziativa della Cisl del 10 ottobre a Roma a Piazza Navona dal titolo “Una risorsa per l'Italia. Legalità,sicurezza, accoglienza, integrazione”, che ha visto uniti in piazza poliziotti e immigrati(hanno copromosso il sindacato di polizia Siulp e l'Associazione nazionale lavoratori oltre le frontiere e hanno aderito le associazioni dei vigili del fuoco, della polizia penitenziaria e della guardia forestale). Dieci i punti posti all'attenzione del governo: 1) il rispetto dei diritti umani e di accoglienza sanciti dalla Convenzione di Ginevra del 1951; 2) il riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia; 3) il no alle ronde, al razzismo e alla xenofobia; 4) la richiesta di un coordinamento unico delle forze dell'ordine; 5) nuovi investimenti e misure alternative alla pena per evitare il sovraffollamento delle carceri; la regolarizzazione di tutti gli immigrati che lavorano nel sommerso; 6) il trasferimento ai comuni della possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno; 7) il riconoscimento del diritto di voto agli immigrati alle elezioni amministrative; 8) la valorizzazione del lavoro dei poliziotti, dei vigili del fuoco, della polizia penitenziaria e del corpo forestale; 9) il potenziamento di uomini e mezzi di tutte le forze dell'ordine con la garanzia di un salario dignitoso 10) l'affermazione del diritto e del dovere di ognuno a vivere nella legalità e nel rispetto della legge dello stato. Erano presenti secondo gli organizzatori in 30000, 10000 secondo la questura; un numero considerevole comunque che ha reso quest'originale manifestazione ancor più signi9ficativa. Adesso aspettiamo di vedere la più tradizionale manifestazione nazionale sull'immigrazione di sabato 17 a Roma, a cui ha anche aderito il Partito radicale nonviolento, che nell'intenzione dei promotori vuole essere di rilancio del movimento antirazzista nel nostro paese.



    A dispetto delle tragicità del momento che il nostro paese sta vivendo, in particolare per quanto riguarda le politiche migratorie, le cose si muovono e ne è testimonianza la relazione che il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha inviato al ministro dell'Interno Maroni e per conoscenza al capo dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione dello stesso ministero Mario Morcone(che in una puntata precedente dell'Osservatorio ricordavamo aver avuto il coraggio di opporsi pubblicamente, durante la Conferenza nazionale sull'immigrazione a Milano, alle politiche proibizioniste del suo stesso ministero), per chiedere la chiusura immediata del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, dopo aver valutato la situazione disastrosa in cui versa la struttura e il disagio estremo vissuto dai migranti reclusi!

    E veniamo al nostro rapporto con l'Islam; la settimana ha visto l'attentato del cittadino libico alla caserma a Milano e naturalmente s'è aperto il vaso di pandora contro le moschee come centro della propaganda fondamentalista (si è distinta come al solito la Lega e la solita Santanché), mentre in tutt'Italia e specialmente al nord i fedeli mussulmani hanno un'estrema difficoltà a far valere i loro diritti di edificare i loro edifici di culto; parole ragionevoli sono quelle in merito pronunciate dal capo della polizia Manganelli: “Non c'è solo fanatismo dietro l'attentato di ieri a Milano, ma anche rabbia e mancata integrazione”. Contemporaneamente a Osimo, in provincia di Ancona, una giovane donna è stata accoltellata dal padre perché aveva un fidanzato albanese(chissà se islamico?!)e però, a differenza di quanto successo per il padre islamico che ha ucciso la figlia che aveva un fidanzato italiano, non si è alzata la canea della condanna di un'intera comunità, in questo caso quella italiana che potrebbe essere definita, secondo i superficiali canoni del pregiudizio, cattolica!



    Il 13 ottobre alla Conferenza dei Prefetti, il Presidente Napolitano è ritornato a criticare, di fronte al ministro Maroni, le politiche sull'immigrazione del governo; ha detto: “La delicatezza di aspetti spesso controversi dell'azione da condurre, ad esempio per contrastare l'immigrazione clandestina nel rispetto, sempre dei diritti umani e in particolare del diritto all'asilo e per favorire nel modo più conseguente l'integrazione degli immigrati regolari, o nell'azione per colpire la criminalità diffusa oltre che quella organizzata e per coinvolgere nei modi giusti, entro limiti chiari, i cittadini nell'impegno della sicurezza comune, la delicatezza e la complessità di questi problemi e dei contrasti politici che vi si legano non debbono impedire uno sforzo di discussione oggettiva e di serena concreta ricerca delle risposte da dare”.



    La Corte costituzionale ha stoppato i ricorsi riguardanti l'aggravante di clandestinità per i reati commessi da immigrati irregolari, introdotta dal decreto sicurezza del maggio 2008, uno, quello del Tribunale di Livorno, perché incompleto, gli altri due, provenienti da Ferrara e Latina, perché con la recente introduzione del reato di clandestinità potrebbe essere assorbita dal nuovo reato su cui pure alcuni tribunali hanno già eccepito la costituzionalità. La maggioranza di governo riteneva questa decisione della Consulta un banco di prova anticipato per quanto riguarda proprio il suddetto reato ma la corte per ora non è entrata nel merito della valutazione di costituzionalità delle norme sottoposte alla sua attenzione.

  2. #22
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    Predefinito Rif: contro thread sull'immigrazione

    APCom - A Roma corteo contro razzismo "in 200 mila"

    A Roma corteo contro razzismo "in 200 mila"


    Epifani (Cgil): governo cambi politica
    Roma, 18 ott. (Apcom) - Sono "200 mila", secondo gli organizzatori, i manifestanti che hanno invaso le strade della capitale per la manifestazione contro il razzismo. Il lungo corteo colorato che si mosso da piazza della Repubblica alle 140 è stato scandito dalle testimonianze di molti immigrati accompagnate dalle musiche anche tribali eseguite da molti partecipanti. "Come speravamo si tratta di una grande manifestazione: oggi il razzismo è parte della vita quotidiana di molti immigrati vogliamo dargli voce perchè si parla anche dei nostri diritti e del futuro dei nostri figli", ha detto Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci che è tra gli organizzatori della manifestazione. Secondo Miraglia sull'immigrazione "questo Governo va avanti raccontando bugie e ci riporta al passato". Tra gli altri in piazza, ci sono Paolo Ferrero, Nichi Vendola, Giorgio Cremaschi, Franco Grillini, Domenico Pantaleo (Flc-Cgil), Fabrizio Marrazzo (Arcigay Roma), Piero Sansonetti e Moni Ovadia. In testa al corteo, un grosso striscione del comitato 17 ottobre che dice 'No al razzismo, no al reato di clandestinità, no al pacchetto sicurezza'. Alla manifestazione hanno aderito molti sindacati, delegazioni dei partiti di sinistra (hanno partecipato tra gli altri il leader di Rifondazione Paolo Ferrero) e i comitati universitari dell'Onda di Roma. Il segretario della Cigl, Guglielmo Epifani, ha detto che "c'è troppo razzismo nei sotterranei della società: non c'è consapevolezza dei rischi che corre una società che ha paura del diverso e per questo siamo qui per chiedere al governo di cambiare politica". Per Epifani si tratta di una iniziativa "gioiosa e necessaria": commentando poi il fatto che al corteo non vi siano altri rappresentanti degli sindacati confederali, il leader della Cgil ha detto che "questo è uno dei fatti strani della stagione sindacale che stiamo vivendo, che per me è incomprensibile". Per il segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, la manifestazione nazionale contro il razzismo a Roma "è una bella prova di solidarietà e mobilitazione, segno che c'è una coscienza civile in questo Paese che reagisce contro ogni forma di razzismo". Red/Cro
    Ultima modifica di hidetoshi777; 18-10-09 alle 13:01

  3. #23
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    Predefinito Rif: contro thread sull'immigrazione

    ''No al razzismo'', 200mila in piazza per i diritti dei migranti - Adnkronos Cronaca

    ''No al razzismo'', 200mila in piazza per i diritti dei migranti

    Roma, 17 ott. (Adnkronos/Ign) - Una folla di "almeno 200mila persone", secondo gli organizzatori, ha sfilato per le vie del centro di Roma in occasione del corteo organizzato da quasi 500 sigle dell'associazionismo e del sindacato contro il razzismo e le politiche del governo in materia di immigrazione e di sicurezza. Presenti alla manifestazione esponenti e insegne di Cgil, Arci, Emergency, Amnesty International.

    Il lungo corteo si è incamminato da piazza della Repubblica poco prima delle 15 dietro lo striscione di testa 'no al razzismo, al reato di clandestinità, al pacchetto sicurezza'. Tra i manifestanti anche numerosi leader politici e sindacali come Nichi Vendola (Sl), Paolo Ferrero (Prc), Guglielmo Epifani (Cgil). Fra le adesioni, anche quella dei Radicali e dell'Unione degli Studenti (Uds). Preceduto da un cordone di poliziotti e da mezzi della polizia, il corteo, rumoroso e partecipato ma del tutto tranquillo, si è diretto verso piazza Bocca della verità.

    Mentre un episodio di vandalismo si è verificato nella stazione della linea A della metropolitana di Cinecittà, con quattro tornelli danneggiati e dipendenti MetRo minacciati e spintonati da un gruppo di oltre 200 persone che pretendevano di recarsi in piazza della Repubblica senza pagare il biglietto.

    In marcia per le vie di Roma ha sfilato anche un 'Cristo', con tanto di corona di spine insanguinata, tunica bianca, una bandiera arcobaleno che pende dal bastone (ma senza barba). Tammaro Iavarone, pensionato di Giugliano (Napoli), ha voluto rappresentare così personalmente "la sofferenza di Gesù che oggi è incarnata dalla sofferenza dei tanti immigrati che giungono sulle nostre coste''. ''Quando respingi un immigrato - rileva - è come se respingessi Cristo. Gli immigrati fuggono dalle guerre e dalla povertà, è gente in cerca di sollievo e di integrazione. Abbiamo il dovere di dare loro una risposta".

    Secondo il segretario del Pd, Dario Franceschini, obiettivo della manifestazione è contrastare "una serie di norme che anziché aiutare l'integrazione e combattere la criminalità mettono sullo stesso piano immigrazione clandestina e criminalità. Ed ha ribadito che "quella per il diritto di voto agli immigrati è una nostra battaglia. Chi nasce in questo Paese deve diventare cittadino italiano. Abbiamo presentato le nostre proposte, è una battaglia che faremo in Parlamento".

    Quella di oggi è "una manifestazione necessaria perché c'è troppa xenofobia nel mondo della nostra società e troppe forze politiche lisciano il pelo a questi sentimenti irrazionali" è stato il duro atto d'accusa del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Un aspetto, questo, sottolineato anche da Moni Ovadia, che ha preso parte al corteo. ''Nella cultura di questo governo ci sono componenti intolleranti e xenofobe. Non è un caso - ha evidenziato - se è stata respinta la proposta di legge contro l'omofobia".

    Mentre è stato Piero Bernocchi, leader dei Cobas, a osservare che "il Paese è ridotto in maniera così ignobile anche per la guerra dichiarata ai migranti, che contribuiscono con salari da fame a mandare avanti l'Italia"

    "Il governo non fa nulla contro la crisi per alimentare la guerra tra i poveri - è stato l'affondo anche di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista - Noi invece vogliano costruire l'unità dei lavoratori, sia italiani che immigrati. Questa destra promuove atti obiettivamente razzisti, per poi dire cose diverse con qualche suo esponente moderato per raccattare i voti per gli altri versanti. Chi a destra non approva questa linea razzista abbia il coraggio di presentare proposte che consentano di sconfiggere queste politiche, altrimenti è solo propaganda e belle intenzioni".

    Per Nichi Vendola, leader di Sinistra e libertà, la manifestazione di oggi a Roma è una "ribellione delle coscienze contro la notte della nostra democrazia, contro il razzismo, l'omofobia, l'intolleranza che sembrano essere stati sdoganati nella società anche per il linguaggio delle elites di dirigenti". "Oggi - ha rilevato il governatore della Puglia - a prendere la parola sono tutte le persone, immigrati e italiani, che vedono con timore questo crescente clima seguito all'ascesa della destra al governo. E' un clima che fa paura, contro il quale tanta gente si è ritrovata qui per ribadire i diritti umani, la cultura dell'accoglienza e dell'ospitalità".

    In piazza anche il Nobel Dario Fo. ''E' una giornata importantissima - ha rimarcato - L'Italia ha perduto qualcosa di straordinario, il suo Dna, quello di saper aiutare la gente che si trova in difficoltà. Siamo stati il popolo più disposto ad accogliere, ad aiutare. Abbiamo nella nostra lingua dei modi di dire straordinari come 'se qualcuno bussa alla porta offriamo subito non solo l'acqua ma spesso anche il vino'". E invece, "di colpo siamo diventati ottusi, grigi. Tutta la questione sicurezza è stata un'operazione culturale per andare a trovare 'il nemico'. C'è un clima, che coinvolge anche gli omosessuali, che vede un pericolo in qualsiasi cosa sia diverso".
    Ultima modifica di hidetoshi777; 18-10-09 alle 13:03

 

 
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