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  1. #61
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    Con la sentenza di oggi che in pratica assolve Previti sul caso SME si chiude la lunga parentesi giustizialista iniziata dal 94 per cercare di fermare Berlusconi

  2. #62
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    In origine postato da Manuel
    Con la sentenza di oggi che in pratica assolve Previti sul caso SME si chiude la lunga parentesi giustizialista iniziata dal 94 per cercare di fermare Berlusconi
    Ci sarebbe quella "condannuccia" a 5 anni di galera per corruzione (semplice; una bazzecola) che s'è beccato il socio e il Giudice che, anni fa, ha archiviato un procedimento dove il Banana era imputato e il Cesarone era il difensore.

    Bazzecole.

  3. #63
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    In origine postato da Manuel
    Con la sentenza di oggi che in pratica assolve Previti sul caso SME si chiude la lunga parentesi giustizialista iniziata dal 94 per cercare di fermare Berlusconi
    Scommetto che, essendo cinque anni per corruzone, una quasi assoluzione, lei sarebbe disposto a farli al posto di Previti... Che spirito di corpo!!!!

    Oliviero

  4. #64
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    Question ... buchi neri...



    cari amici
    lasciando perdere il commento sulle premature delusioni e immotivate euforie vediamo che cosa si può dire con certezza della ‘pilatesca’ sentenza del tribunale di Milano. Di certo secondo me vi è solamente il destino di due persone, l’ingegner De Benedetti e l’ex-giudice Filippo Verde. Il primo vede sfumare per sempre ogni possibilità di rivalsa verso coloro che gli hanno impedito di mettere le mani sulla Sme pagandola un prezzo irrisorio e il lettore può star sicuro che di ciò il sottoscritto ha provato un autentico e sublime piacere. Il secondo è stato ancora una volta [alcuni mesi fa è stato assolto anche nel processo Imi-Sir…] assolto con formula piena [cioè perché ‘il fatto non sussiste’…] dall’infamante accusa di aver trasformato la giustizia in mercimonio e termina per lui un autentico calvario giudiziario che durava da oltre dieci anni. Resta naturalmente il quesito inevitabile in casi come questi: ci lo risarcirà dell’enorme torto subito?… Senza però sforzarsi a trovare risposte che non è possibile trovare non rimane che prendere atto dell’unica verità certa di questo processo, per altro non ancora concluso: nessun giudice è stato corrotto per ‘aggiustare’ una qualsivoglia sentenza. Condanne sono invece arrivate, e anche pesanti, per l’ex-giudice per le indagini preliminari Renato Squillante [8 anni], Cesare Previti [5 anni] e Attilio Pacifico [4 anni]. Quello di Renato Squillante è di tutti se vogliamo il più ‘tragicomico’. Nei tre processi Sme, Imi-Sir e Lodo Mondatori egli i è beccato in tutto sedici anni e mezzo per ‘corruzione in atti giudiziari’ senza che nessuno però abbia capito quali ‘atti giudiziari’ abbia manipolato o truccato. Per quanto riguarda il Lodo-Mondadori la sua posizione era stata addirittura stralciata nella fase delle indagini preliminari. Nella causa Imi-Sir è stato condannato a 8 anni e mezzo per un singolo episodio del tutto marginale, avere cioè messo in contatto Felice Rovelli con l’avvocato Francesco Berlinguer il quale avrebbe dovuto ‘chiedere lumi’ [cosa che si è rifiutato però di fare…] ad un giudice della Cassazione sull’andamento della causa contro l’Imi. Non risulta che Squillante abbia mai ricevuto denaro dai Rovelli. Nel processo concluso due giorni fà Squillante è invece incappato nel cosiddetto ‘capo supplettivo’ [in sostanza una piccola palla di riserva nel caso la cannonata di grosso calibro vada a vuoto…]. L’accusa a suo carico era quella di essere stato ‘stabilmente sul libro-paga della Fininvest’ e la ‘prova’ di ciò, assai ‘suggestiva’ dal punto di vista dell’accusa’, sarebbe del trasferimento sul suo conto corrente dei famosi 434.407 dollari da parte di Cesare Previti, il quale a sua volta avrebbe ricevuto tempo prima una cifra analoga da Finivest della quale a quel tempo curava gli interessi legali. Ammesso e non concesso che valga l’uguaglianza Fininvest-Previti-Squillante=Finivest-Squillante e che quindi si possa parlare quindi di una ‘mazzetta’ passata dalla Finivest all’ex-Gip romano non è fuori luogo ricordare che la ‘transizione’ in questione è stata fatta nel ’91, allorché la vicenda processuale Sme era finita già tre anni prima con la sentenza definitiva della Cassazione emessa nell’88. A questo punto quindi una domanda talmente ovvia da essere imbarazzati nella formularla: ad ‘aggiustare’ che cosa sarebbe servita la ‘mazzetta’ arrivata allora a Squillante?…

    In attesa di conoscere le ‘motivazioni’ della sentenza [ci vorranno probabilmente mesi…] che non credo francamente serviranno a mettere in chiaro questo punto, proviamo ad esaminare la situazione quasi paradossale che si è venuta a creare… Il processo [di primo grado…] si è concluso, con esito favorevole o sfavorevole, per tutti gli imputati ad eccezione di Silvio Berlusconi. Il prossimo 9 dicembre la Corte Costituzionale si riunisce per decidere se le legge che impedisce di giudicare il primo ministro nel periodo del suo mandato è o no conforme al dettato costituzionale. Nell’ipotesi più che probabile che il verdetto sia ‘no’ il processo dovrebbe riprendere e a questo punto il quadro si presenta un poco come un ‘buco nero’. Essendoci già stata la sentenza [ e a questo proposito mi chiedo ancora il perché si sia avuta tanta fretta di concludere senza aspettare il 9 dicembre…] può essere lo stesso tribunale a processare Silvio Berlusconi o questi può appellarsi alla Cassazione sollevando il ‘legittimo sospetto’?… In altre parole si dovrà far ripartire il processo da zero per il solo Silvio Berlusconi?… Non resta che attendere e vedere cari amici. Per quello che può valere la mia umilissima opinione io non sono affatto ottimista…


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #65
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    Thumbs down ... e Berlusconi dov'è?...

    cari amici
    il nostro beneamato Silvio Berlusconi in questi ultimi quattro giorni, durante i quali ulteriori gravi fratture si sono aperte all'interno della CdL, ha pensato bene di farsi venire un'influenza... che sà tanto dello struzzo che preferisce mettere la testa sappiamo dove...

    Chissà se quanto scrive di lui il suo caro amico Bill Emmot sull'Economist lo farà guarire prima ...



    Berlusconi. Direttore Economist, sentenza Previti conferma timori

    [ASCA] - Roma, 27 nov - 'Questa sentenza per me personalmente e per l'Economist conferma quello che abbiamo sostenuto nelle nostre pagine, Silvio Berlusconi deve rispondere di questioni molto gravi di fronte alla giustizia e al popolo italiano'. Il direttore dell'autorevole periodico inglese Bill Emmott torna con un nuovo affondo che trae spunto dal verdetto di Milano, ad attaccare il premier italiano. 'L'immunita' che si e' garantito grazie a delle leggi che gli permettono di sfuggire all'obbligo di rispondere reca grave danno alla democrazia italiana e all'immagine dell'Italia nel mondo' rincara Emmott in un intervento pubblicato sul prossimo numero dell'Espresso, dopo la pubblicazione del celeberrimo dossier sul Berlusconi unfit, inadatto a governare. 'La condotta di Berlusconi come imprenditore e come premier continua a preoccuparci poiche' minaccia il valore morale delle due idee su cui si basa l'Economist, capitalismo e democrazia' scrive il giornalista anglosassone. 'Lo scorso agosto abbiamo scritto una 'lettera aperta' a Berlusconi. Gli chiedevamo di rispondere a 28 domande, se non in tribunale di fronte al pubblico del mondo. Vi erano anche delle domande precise sul caso Sme. Non ci ha risposto, anche se questa volta non ci ha querelato. Il verdetto su Previti rilancia l'urgenza con la quale dovrebbe rispondere alle accuse, se ha un minimo senso dell'onore o della giustizia o almeno di amore della propria patria. Ma non lo fara?...'.



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #66
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    Question ... diagnosi esatta?...

    cari amici
    è esatta la diagnosi della situazione fatta dal capogruppo della Lega alla Camera Alessandro Cè?...

    ... forse...




    Alessandro Cè, a destra, con Umberto Bossi

    venerdì 28 novembre 2003, 13:29

    Ce', Fini sta facendo errori a danno della Cdl

    [AGI] - Roma, 28 nov. - Alessandro Cè, capogruppo della Lega a Montecitorio, commenta in un'intervista ad 'Affaritaliani' la situazione interna ad An affermando che ‘Fini sta facendo una serie di grossi errori di valutazione politica che paghera' sicuramente. Fin da quando ha tirato fuori la questione del voto agli immigrati probabilmente per cercare di seguire un disegno piu' ampio: imporre la sua leadership all'interno della Cdl’. Cio' - spiega Ce' - probabilmente perche' si sente nell'angolo o perche' si rende conto di avere un partito assolutamente frammentato e di avere suggeritore un mondo che sicuramente non ama molto Berlusconi e lo vorrebbe sostituire. Ma prendendo queste iniziative Fini ha sottovalutato che, come riferimento di questo mondo, Casini e' assolutamente in posizione piu' favorita rispetto a lui’. ‘Se l'intenzione di Fini e' quella di diventare il delfino di Berlusconi - aggiunge il capogruppo leghista - dovrebbe evitare di insidiare la sua leadership e invece rafforzare il suo partito, tenerlo unito, dialogare con la Lega. Sono tre cose che lui non sta facendo, anzi sta facendo il contrario. In particolare sulla 'svolta' di An, Ce' aggiunge: ‘e' probabile che qualcosa possa cambiare nella CdL, ma non in positivo. Mi sembrava che An, almeno sulla carta, avesse girato pagina sin da Fiuggi, ma a quanto pare non lo e' stato. La frattura che si sta generando e che reputo piu' ampia di quanto non appaia oggi, sicuramente non e' positiva per la CdL’.



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    Nobis ardua

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  7. #67
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    Thumbs down ... diagnosi esatta!...

    Da Il Tempo di oggi... a buon intenditor...


    La crisi della destra è solo un regalo all’Ulivo

    di Giuseppe Sanzotta

    Hanno sicuramente ragione quanti giudicano le parole di Fini in Israele sul fascismo e sull’antisemitismo una logica conseguenza della svolta di Fiuggi. Ma si può anche dire che la prova di forza di Storace rappresenta la logica conclusione di un percorso. An nella trasformazione ha fatto suo parte del patrimonio elettorale della Dc. Ma la nuova formazione politica con il tempo ha ereditato dalla vecchia Democrazia Cristiana anche le correnti, fino ad ora, comunque incapaci di mettere in discussione la guida del partito. Inoltre con un ruolo sempre più governativo, An ha di fatto messo da parte quel patrimonio ideale che aveva consentito al vecchio Msi di resistere in un sistema politico non in grado di assicurare un governo stabile ma pronto a unirsi sotto le bandiere, sempre più scolorite, dell'antifascismo. Quindi il viaggio in Israele di Fini, ha fatto uscire allo scoperto le tensioni che covavano da tempo. Se si trattasse della vecchia Dc potremmo dire che tutto questo non è pericoloso per l’unità del partito. Ma allora a cementare l’alleanza interna dal rischio scissioni c’era il nemico comunista. Oggi se manca un riferimento culturale e ideologico condiviso, se una componente si smarca in maniera così clamorosa e sfida il leader con un altro leader, il rischio è grande. Non solo per An che divisa conterà meno dentro la coalizione. Ma per la stessa Casa delle Libertà che potrebbe pagare un prezzo alto. Un centrodestra indebolito non può che fare il gioco dell’Ulivo che affida le speranze di rivincita più alla crisi del fronte avversario che alla propria forza. Anche per questo nel centrosinistra, dopo aver applaudito Fini, ora sperano in una profonda divaricazione a destra. Sarebbe un regalo insperato per Prodi e compagni.



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    Nobis ardua

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  8. #68
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    Question ... sarà di buon auspicio?...

    Da Il Tempo di oggi... come dicevano i romani...

    ... spes ultima dea...




    'Resto premier. I delfini possono attendere' Il Cavaliere [in assenza del 'professore'] esclude che la sinistra possa vincere la prossima sfida elettorale

    Berlusconi frena le corse di Fini e Casini. E rassicura: 'Questa coalizione sarà salda fino al termine del mandato'

    di Giulia Cerasoli

    Di 'delfini' e successori non vuole nemmeno sentir parlare. Silvio Berlusconi, in gran forma, sbarra la strada a Fini e Casini: 'Chi mi succederà?... Non spetta a me dirlo, saranno gli elettori a scegliere il nuovo leader... Ma non si possono fare previsioni, potremmo aspettare un’eternità. In politica i tempi sono molto lunghi...'. Davanti ad una platea gremita di gente comune, giornalisti, politici e vip [da Maria Angiolillo, Carlo Sartori e Guia Sospisio fino a Gigi Marzullo], in occasione della presentazione del libro di Vespa Il cavaliere e il professore [editori Rai-Eri e Mondadori] il premier lancia il suo messaggio chiaro e forte ai suoi ipotetici 'sfidanti' nella Cdl e spazza via le voci su un’eventuale corsa verso Palazzo Chigi. Sarà di nuovo lui, a ricandidarsi a Palazzo Chigi e 'dato che ci presenteremo con i risultati incontestabili di ciò che abbiamo fatto in questi anni - sottolinea - la nostra nuova vittoria sarà altrettanto incontestabile'. La piccola sala del tempio di Adriano a Piazza di Pietra è stracolma e attenta: 'Ma che ci fate tutti qui alle quattro del pomeriggio?... Non avete altro da fare?... ', ironizza subito il premier per rompere il ghiaccio, che però diventa subito bollente quando si affrontano i vari argomenti sul tappeto, dalle elezioni del 2006 alle riforme, dalle pensioni al rimpasto di governo, dalla Lista Unica alla Gasparri, dalla satira ai giornalisti-'dittatori'. Insomma, Berlusconi per ora al Quirinale non guarda affatto e pensa solo a lavorare sodo da primo ministro, anzi esclude qualsiasi cambiamento nella coalizione che 'è assolutamente compatta'. Certo, ci sono delle differenze e un dibattito interno, ma sui grandi temi no, 'siamo tutti su un piano di parità'. In particolare sulla leadership, il presidente del consiglio esclude 'qualsiasi cambiamento fino alla fine della legislatura'. D’altra parte il lavoro è ancora tanto e ci sono due anni e mezzo, «per completare programma e riforme...'. 'Rimpasto di governo' è un’espressione che gli piace poco. A gennaio 'possiamo verificare che cosa fatto fin qui e prendere in considerazione delle proposte migliorative, adeguando il programma alle mutate situazioni internazionali' ammette Berlusconi che sulla lista unica alle europee si limita a prendere atto del fatto che per ora non è stata possibile. 'Non è sepolta, per me va bene, basta che però piaccia a tutti e tutti ne siano convinti', dice e aggiunge che con la lista unica 'si sottolinea la compattezza della coalizione', mentre con le liste separate 'si evidenzia la singola forza dei partiti'. Insomma se un vero cambiamento ci deve essere dovrà essere con le riforme e in particolare nel sistema elettorale, dove la maggioranza apprezza 'con tutto il cuore' l’apertura dell’opposizione: 'Spero sia possibile raggiungere un accordo fra tutte le forze sulla legge elettorale'. Anche nell’interesse della stessa sinistra, sinistra che però Berlusconi 'categoricamente' esclude possa portare a casa la vittoria nella prossima sfida elettorale. In ogni caso Berlusconi precisa che a sciogliere il parlamento 'sarà il capo dello Stato' ma non ci sarà la possibilità di 'ribaltoni stile ’94'. Poi respinge con una battuta l’ipotesi di Bertinotti ministro del lavoro in un eventuale governo di centrosinistra: 'Sarebbe un incubo... no, non penso sia una buona scelta per il paese, per i lavoratori...'. Sulla devolution e il contrasto con Bossi il premier svela un retroscena raccontando che ieri Fini ha avuto un faccia a faccia con Bossi in cui l’ha rassicurato: a gennaio la riforma approderà in aula. Le ultime ma significative battute il presidente del consiglio le riserva ai media e alla legge Gasparri che difende a spada tratta: 'Apre ai mercati ed è contro ogni monopolio. Ora verrà fuori del conflitto di interesse, ma io dico che il conflitto c’è, ma esiste dall’altra parte... Chi vede la tv sa bene che sulle reti Mediaset il presidente del Consiglio è dileggiato normalmente. Mentre sulle reti Rai vedete tutti quali sono i programmi...'. L’assistente del dg Rai Cattaneo lo fissa dal pubblico. Berlusconi non cita direttamente il caso di Raiot, ma sottolinea l’odio che permea certa finta-satira Tv: 'Oggi si fa passare per censura quello che è il rifiuto dell'odio e del vilipendio alle istituzioni'. Altro che regime insomma, nel nostro paese c’è piena libertà di stampa e anzi aggiunge in una battuta-attacco ai giornalisti: 'In Italia c'è un regime, ma i dittatori siete voi... Infatti spesso - ha proseguito il premier - mi si dipinge come una persona irata, ma io non sono capace di provare questo sentimento...'.



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    Nobis ardua

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  9. #69
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Perbaccobaccolina, chissà come ci son rimasti male la madonna pellegrina e gianfighetta

  10. #70
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    Unhappy ... ma che scortesia, signor Ciampi!...



    E così il Capo dello Stato nella circostanza ha dimostrato a pieno di essere super partes … Senza stare a tirar fuori mere questioni tecnico-giuridiche [che tanto una qualche pseudomotivazione all’occorrenza la si trova sempre] il contenuto del messaggio lanciato a Silvio Berlusconi è stato sin troppo chiaro. Certo le conseguenze pratiche rischiano di essere pesanti, con Rete4 che chiude dal 1° gennaio lasciando a casa mille persone e Rai3 che perde 150 milioni di euro di proventi pubblicitari il che vorrà dire anche lì tagli occupazionali. Oddio rimedi ce n’è sempre, non foss’anche ripresentare la legge tale e quale alla firma di Ciampi, al quale in tal caso non resterebbe che mandar giù. Senza arrivare a questo una soluzione accettabile la si troverà certamente per non chiudere Rete4 e dare alla sinistra questa soddisfazione. Il problema semmai è un altro, e cioè tutti i messaggi di distensione lanciati negli ultimi tempi [vedi commissione Telekom Serbia che ha messo Igor Marini in ‘naftalina’…] non sono serviti e il clima di fronda rimane tale e quale. Beh, buono a sapersi…


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    Nobis ardua

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