Il Cavaliere rischia grosso.
Mandato da antonio Sabato, 11 Ottobre 2003, 07:02 uur.
Ieri ne ha parlato su Libero l'Emerito Presidente Francesco Cossiga.Oggi sono i legali del Cavaliere a dichiarare(a Libero) che rischia grosso.Nicolò Ghedini."Il Lodo Schifani è corretto, ma la Consulta potrebbe bocciarlo per motivi politici".Se la Corte Costituzionale, riunita in udienza (con inusuale tempestività) il 9 dicembre prenderà atto (previsione condivisa da molti) che il lodo Maccanico-Schifani è incostituzionale,Berlusconi ritorna davanti ai suoi giudici.I quali, secondo Cossiga pare ,"...abbiano già bella e scritta la sentenza di condanna di Berlusconi.E si crede di sapere che essa contemplerà una pena più grave di quella richiesta per i suoi "supposti complici", e che viene addirittura quantificata in tredici anni e sei mesi di reclusione con la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici nonché l'obbligo del risarcimento in sede penale o successivamente civile, di centinaia di miliardi di vecchie lire a Carlo De Benedetti, parte civile nel processo.Ma non solo.



La Corte Costituzionale ha a tradimento inserito nell'udienza del 9 dicembre"-prosegue L'Emerito Presidente-"...anche un'altra decisione.E cioè l'applicabilità al processo Iri-Sme di quelle norme dell'ordinamento giudiziario che fanno decadere un giudice impegnato in un processo che è stato destinato ad altro incarico (in questo caso il giudice Brambilla)"."...Se la Corte Costituzionale darà un'interpretazione delle norme dell'ordinamento giudiziario e del codice di procedura penale che prescriva al giudice Brambilla di continuare a far parte del collegio verso la metà di gennaio Silvio Berlusconi si dovrebbe trovare ad essere condannato per un crimine di Stato ad una lunga pena detentiva con una sentenza che prevede anche la sua decadenza dalla carica.E' vero che si tratta di una sentenza di primo grado,ma chi va a spiegare agli anglosassoni e specie a quelli conservatori, chi va a spiegare in Europa, che può rimanere in carica un Presidente del Consiglio così duramente colpito dai giudici del suo paese?".
Cossiga indica come si potrebbe uscire da questa pesante situazione.Scrive Feltri nell'editoriale di Libero di ieri: "Quali contromosse sono alla portata del Cavaliere?Secondo Cossiga, queste:
1) Ammorbidire la legge Gasparri che favorisce la tivù, specialmente Mediaset (televendite a Gogò).
2)Offrire mezza Rai all'opposizione che sbava perché ha perso il controllo di numerosi programmi e fette di potere.
3)Chiudere la commissione Telekom-Serbia i cui effetti sono urticanti non solo per l'Ulivo ma anche per Ciampi (ministro del Tesor o dell'epoca dello sciagurato affare col dittatore comunista Milosevic).Insomma combinare un inciucio.
E conclude, in modo divertente Feltri:"Berlusconi offre tale bella "mercanzia" agli avversari e a Ciampi, e in cambio ottiene il sì della Consulta al lodo oppure la rimozione del giudice Brambilla, cioè quanto basta per porre una pietra tombale sul processo. Do ut des.Succed de spess.Non è tutto latino, ma l'è istess.
Due considerazioni. La prima: è amaro constatare che, forse, ancora una volta, la giustizia condizionerà(pesantemente) l'andamento politico di questo Paese.Perchè non vale mai il contrario con tali(devastanti) effetti?
La seconda: a pensar male si fa peccato dice il saggio Andreotti, ma tutto questo movimento di colonnelli (del Polo) che sgomitano per conquistare la leader-ship del dopo Cav. non nasce anche da tali notizie, a loro note certamente prima che all'opinione pubblica?