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Discussione: Sul dio degli Ebrei

  1. #11
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Originally posted by PanzerJäger88
    Bellarmino, è un po' che non ci scriviamo. Senti un po': quando sarò morto e sarò davanti a Dio gli chiederò di spiegarmi come mai c'è gente sulla sedia a rotelle per qualche malattia degenerativa e magari senza soldi e invece ci sono puttane come la nuova miss Italia del cazzo in buona salute e ricoperte di denaro. Se non mi darà una risposta sufficente gli risponderò... male!

    È più che evidente che gli gnostici e gli atei partono dalle stesse osservazioni: l'ingiustizia e il male nel mondo. Gli atei, come sto diventando io, dicono "non c'è Dio, nel mondo regna il caos". Gli gnostici, invece, voglio ancora credere, ma in modo tale da scagionare Dio da questo schifo, allora dicono: "Dio c'è, ma è in un luogo inaccessibile ed estraneo al mondo. Quest'ultimo è governato da entità malvage che si spacciano per Dio".

    Le teorie gnostiche mi bastano appena appena, mentre le vostre non mi bastano per niente.
    Caro PanzerJäger88, mi fa piacere risentirti dopo tanto tempo.
    Per rispondere ai tuoi legittimi interrogativi bisogna indagare necessariamente la teologia.
    Perciò permettimi di servirmi, in alcune parti, della voce dei teologi e dei mistici.
    Spero che non ti scandalizzerai se ti dirò che la sofferenza è necessaria!
    Essa ha un valore non comune sia per riparare il peccato che per conseguire la santità.
    Il peccato, si sa, è sempre la conseguenza di una smodata ricerca del piacere. E’ quasi naturale, perciò, che debba venir riparato mediante l’accettazione di una sofferenza.
    La principale riparazione, non dimentichiamolo mai, è stata operata da Gesù Cristo con la sua dolorosissima passione e morte (pienamente accettata da Cristo come un calice imprescindibile attraverso il quale salvare l’umanità) il cui prezzo infinito ci viene comunicato nei sacramenti;
    anche il cristiano, come membro di Cristo, di conseguenza non può ignorare la riparazione offerta dal suo Capo.
    San Paolo afferma che: manca qualcosa che deve essere posto dalle sue membra cooperando con Cristo alla propria redenzione. (Col. I,24).
    Infatti, l’assoluzione sacramentale – a meno che non si verifichi una contrizione molto intensa (ahimè, assai rara se non si è santi) – non ci rimette tutta la pena dovuta per il peccato che in qualche modo deve essere espiata in questa vita o nell’altra (leggere Matteo 5,26).
    A questo punto dobbiamo chiederci: come meritare il regno di Dio?
    La risposta è semplice: attraverso la santificazione.
    La santificazione consiste in un processo ogni volta più intenso di incorporazione a Cristo.
    Si tratta perciò di operare una vera (passami il termine) “cristificazione”, alla quale devono pervenire tutti quelli che vogliono conseguire la santità.
    Il santo, in ultima analisi, non è che una fedele riproduzione di Cristo, un “altro Cristo”.
    Ne consegue che per seguire perfettamente Cristo si dovrà percorrere il medesimo cammino che ci è stato indicato da Cristo stesso in una forma che non ammette equivoci: “Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (Matt. 16,24).
    Non ci sono pertanto altre alternative: dobbiamo andare incontro al dolore caricandoci sulle spalle la croce e seguire Cristo fino alla sommità del Calvario; non per contemplare come lo crocifiggono, si badi bene, ma per lasciarci crocifiggere con Lui.
    San Giovanni della Croce (mistico eccelso e grandissimo conoscitore dei gradi di perfezione cristiana) ha stabilito la seguente similitudine: santificazione=cristificazione; cristificazione=crocifissione.
    Da questo si evince la necessità della sofferenza, perché senza di essa non si ottiene la santificazione o l’immolazione con Cristo.
    Come dimenticare poi che i mistici e i santi (tutti) anelassero la sofferenza.
    Un’altra considerazione giustissima è che il dolore dovrebbe avere più attrattive per il cristiano che il piacere per il pagano.
    La sofferenza espia i nostri peccati. Ogni peccato commesso sarà espiato o in questa o nell’altra vita; con la differenza che in questa vita anche un semplice mal di denti, accettato per espiazione, può cancellare colpe immense, mentre nel purgatorio, ogni peccato, anche il più piccolo, avrà una misura di condanna, o pena, ben maggiore che in questa vita.
    San Paolo scriveva ai Corinti: “castigo il mio corpo e lo riduco in servitù” (ICor.9,27).
    La carne tende a dominare lo spirito e solo attraverso la sofferenza, la mortificazione e la privazione, è possibile ridurla all’ordine e farle lasciare in libertà l’anima.
    Potrei continuare parlando dei gradi di amore per la sofferenza e della rassegnazione cristiana con la quale il fedele di Cristo, per santificarsi, deve accettare da Dio e semmai la discussione continuerà ci tornerò molto volentieri.
    Solo mi permetto, da amico, di consigliarti di affidarti alla preghiera.
    Prega, carissimo, Dio conosce tutte le nostre miserie, ma se lo cerchiamo e lo invochiamo con amore filiale Egli non ci farà cadere nella trappola dello sconforto, orchestrata dal maligno per farci cadere nella disperazione fino a dannarci.
    Un saluto con tanta amicizia a te e a tuo fratello.
    Bellarmino

  2. #12
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    Originally posted by PanzerJäger88
    Persino Bellarmino, che conosco da tempo ed è molto ferrato su queste cose, ignorava un'espressione del Vangelo e ha commesso la gaffe di ironizzarci su... si, a proposito del Dio delle luci.
    Mi pare di aver risposto e fatto "luce"
    saluti
    Bellarmino

  3. #13
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    Originally posted by Bellarmino
    Vabbè, non si può neppure scherzare nonostante la mia battuta su Wojtyla fosse seguita da un'evidente emoticon sorridente.
    Veniamo al dunque: il testo di S. Giacomo, secondo la vulgata di S. Gerolamo, non parla di luci bensì di lumi (lumi dell'intelletto, per la precisione) di seguito riporto il passo:
    17 Ogni ottima cosa data e ogni dono perfetto vien dal cielo e scende dal Padre de' lumi, nel quale non vi è mutamento nè ombra di variazione.
    Tra luci e lumi, permetterai, c'è una lieve differenza di significato.
    Il Dio che dà Lumi si interpreta come Colui che concede la grazia all'uomo, imperfetto dopo la caduta originale, del lume dell'intelletto e dell'anima.
    Il termine è da leggersi come: lumi della scienza e della fede; lumi del consiglio e del chiarimento.
    ...
    Allora, sui concetti di illuminazione in linea di principo siamo d'accordo. Però ora, parlando del passo specifico, non mi dire che dobbiamo discutere della differenza tra "luci" e "lumi" di cui non ignoro la differenza. Non dobbiamo discutere di un termine tradotto, ma del termine utilizzato nelle scritture greche: phos. Il termine indica la luce fisica o la luce divina. Nella letteratura greca non è attestato altro significato se non, al massimo, "luce della verità", "verità", "giustizia". Ora, la lingua greca ha un lessico ricchissimo e non ha bisogno, come il latino e le lingue romanze, di ricorrere continuamente a significati metaforici. Di termini che indicano la luce dell'intelletto ve ne sono molti. Se l'autore della Lettera di Giacomo avesse voluto indicare inequivocabilmente quello che dici tu, pensi davvero che, pur avendo tanti termini a disposizione, si sarebbe messo a scrivere altro rischiando di falsare il significato nelle interpretazioni?

    A questo aggiungo che i membri della Chiesa Cattolica non sono nemmeno d'accordo sulle interpretazioni. Tu hai cercato di dimostrarmi che il passo si riferiva alla luce dell'intelletto, mentre, ad esempio, la Bibbia Cattolica edita a cura dei Gesuiti di "La Civiltà Cattolica" nella spiegazione parla di "luminari celesti, stelle, etc." e aggiunge "Le immagini che seguono sono suggerite dal movimento degli astri". In altre Bibbie canoniche, invece, si spiega con "luci spirituali".

    Per quanto riguarda il Genesi...
    Gesù chiama a testimonianza lo stesso Mosè (checchè ne dicano gli gnostici) e parlando ai giudei (Giovanni cap. 5), li giudica e li ammonisce di essere in errore perché distaccatisi dagli insegnamenti di Mosè:
    [i]45 Non pensate che io debba accusarvi davanti al Padre; vostro accusatore è lo stesso Mosè, nel quale riponete ogni speranza.
    46 Poichè, se aveste creduto a Mosè, avreste creduto anche a me, poichè egli ha scritto di me.
    Se invece di racchiudere lo gnosticismo nei soliti luoghi comuni ne esponessimo con precisione la dottrina relativa al Vecchio Testamento non faremmo questa osservazione. Gli gnostici considerano il Vecchio Testamento un libro falso e pieno di menzogne e falsi insegnamenti (come quello del sacrificio di animali a Dio). Come nell'uomo v'è una scintilla di luce immersa nella materia immonda del suo corpo, allo stesso modo nel Vecchio Testamento v'è una scintilla di Verità immersa in un mare di menzogne e questo spiega il perché Gesù recupera questo e abolisce quell'altro. Si tratta di un libro ispirato da entità maligne nel quale Dio ha tentato di far penetrare una scintilla di Verità per scardinarne il sistema, analogamente a quando ha inviato suo figlio Gesù Cristo nel mondo per scardinarne il sistema.
    Ma Mosè non ha visto il vero Dio che era sotto forma di fiamme, ne gli ha parlato, la Verità si è introdotta a sua insaputa. "Nessuno ha mai visto Dio" (I Giovanni, 1,18) "e nessuno tra gli uomini lo ha veduto, ne può vederlo" (I Timoteo, 6,16); [Gesù:] "tutti quelli che vennero prima di me furono dei ladri e dei briganti" (Giovanni, 10,8).

    Abramo, i patriarchi, fino a Giovanni Battista, sono i servi inconsapevoli di questo essere. Giovanni dubitò che Gesù fosse il Messia (Matteo, 11,2-3), però poi ha ammesso "Egli deve crescere, io invece diminuire".

    Saluti
    2010:

  4. #14
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    Originally posted by Ichthys
    Allora, sui concetti di illuminazione in linea di principio siamo d'accordo. Però ora, parlando del passo specifico, non mi dire che dobbiamo discutere della differenza tra "luci" e "lumi" di cui non ignoro la differenza. Non dobbiamo discutere di un termine tradotto, ma del termine utilizzato nelle scritture greche: phos. Il termine indica la luce fisica o la luce divina. Nella letteratura greca non è attestato altro significato se non, al massimo, "luce della verità", "verità", "giustizia". Ora, la lingua greca ha un lessico ricchissimo e non ha bisogno, come il latino e le lingue romanze, di ricorrere continuamente a significati metaforici. Di termini che indicano la luce dell'intelletto ve ne sono molti. Se l'autore della Lettera di Giacomo avesse voluto indicare inequivocabilmente quello che dici tu, pensi davvero che, pur avendo tanti termini a disposizione, si sarebbe messo a scrivere altro rischiando di falsare il significato nelle interpretazioni?
    So che sei un esperto di linguistica e non voglio certo insegnarti nulla, anzi ho tutto da imparare. Tuttavia non ho fatto altro che riportarti il passo tratto dalla Vulgata di San Gerolamo, con la relativa spiegazione dal punto di vista teologico e teleologico riferito al significato intrinseco ed evidentemente metaforico del termine Lumi vs Luci.
    Tutto il Vangelo, dai sinottici al giovanneo, è fatto di metafore. Per questo, lo saprai certamente, la Chiesa insegna che il fedele non deve azzardare la propria interpretazione ai sacri testi (a guisa protestante) perché potrebbe risultare fallace ed inesatta.
    Soltanto la Chiesa, nel suo corpo docente, può insegnare ed interpretare correttamente il senso delle sacre scritture per trasmetterne infallibilmente il reale significato ai fedeli.
    Questo io credo, da umile ed ultimo dei fedeli della Santa ed indefettibile Chiesa Cattolica.

    A questo aggiungo che i membri della Chiesa Cattolica non sono nemmeno d'accordo sulle interpretazioni. Tu hai cercato di dimostrarmi che il passo si riferiva alla luce dell'intelletto, mentre, ad esempio, la Bibbia Cattolica edita a cura dei Gesuiti di "La Civiltà Cattolica" nella spiegazione parla di "luminari celesti, stelle, etc." e aggiunge "Le immagini che seguono sono suggerite dal movimento degli astri". In altre Bibbie canoniche, invece, si spiega con "luci spirituali".
    L’hai scritto tu stesso: “In altre Bibbie canoniche, invece, si spiega con "luci spirituali".
    Questa è la corretta interpretazione, ogni altro tentativo non è della Chiesa, o almeno della Chiesa pre-conciliare alla quale, come sai, faccio riferimento.

    Se invece di racchiudere lo gnosticismo nei soliti luoghi comuni ne avessi letto con precisione la dottrina relativa al Vecchio Testamento non faresti questa osservazione. Gli gnostici considerano il Vecchio Testamento un libro falso e pieno di menzogne e falsi insegnamenti (come quello del sacrificio di animali a Dio).
    Non è la prima volta che ne parliamo e non penso di aver riportato luoghi comuni.
    So bene quale valore (nullo o addirittura malefico) dà lo gnosticismo all’antico testamento.
    L’antico testamento ha valore per un cattolico perché testimonia e preannuncia l’avvento di Cristo. Non a caso il cattolico prende in fallo il giudeo rammentandogli i passi (numerosissimi) biblici che alludono a Gesù come si manifestò più di 2000 anni fa.

    Come nell'uomo v'è una scintilla di luce immersa nella materia immonda del suo corpo, allo stesso modo nel Vecchio Testamento v'è una scintilla di Verità immersa in un mare di menzogne e questo spiega il perché Gesù recupera questo e abolisce quell'altro. Si tratta di un libro ispirato da entità maligne nel quale Dio ha tentato di far penetrare una scintilla di Verità per scardinarne il sistema, analogamente a quando ha inviato suo figlio Gesù Cristo nel mondo per scardinarne il sistema.
    Gesù della legge testamentaria (10 comandamenti) non è venuto a cambiare uno “iota”, Egli infatti afferma:
    Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. (Matteo 5; 13-20).
    Per testimonianza di Cristo se ne ricava che nell’antico testamento non vi è nulla di maligno.
    L’AT, tuttavia, dopo la venuta di Cristo decade naturalmente, perché, come detto più sopra, rende testimonianza alla venuta di Cristo.

    Ma Mosè non ha visto il vero Dio che era sotto forma di fiamme, ne gli ha parlato, la Verità si è introdotta a sua insaputa. "Nessuno ha mai visto Dio" (I Giovanni, 1,18) "e nessuno tra gli uomini lo ha veduto, ne può vederlo" (I Timoteo, 6,16); [Gesù:] "tutti quelli che vennero prima di me furono dei ladri e dei briganti" (Giovanni, 10,8).
    Enoc ed Elia furono assunti da vivi in cielo al cospetto di Dio. Dovranno tornare sulla terra per morire come tutti gli uomini. Essi l’hanno visto e lo testimonieranno al mondo prima della Parusia.

    Abramo, i patriarchi, fino a Giovanni Battista, sono i servi inconsapevoli di questo essere. Giovanni dubitò che Gesù fosse il Messia (Matteo, 11,2-3), però poi ha ammesso "Egli deve crescere, io invece diminuire".
    Tutti gli apostoli dubitarono di Cristo (ricordi il discorso “scandaloso” di Gesù sulla montagna?) non solo Giovanni.
    Tuttavia, per ragione dei “lumi” concessi loro dallo Spirito Santo, alla fine credettero. Addirittura Giovanni divenne il discepolo prediletto da Gesù, tanto da meritare il titolo (in rappresentanza di tutta l’umanità) di: “figlio della madre di Cristo Dio”.
    Bellarmino

    P.S.
    Carissimo, sapevo che accettando di discutere con te avrei impegnato molto del mio pochissimo tempo a disposizione.
    Perciò ti chiedo scusa fin d’ora se non sarò molto solerte nel risponderti in seguito.
    B.

  5. #15
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    Originally posted by Bellarmino
    ...
    il cattolico prende in fallo il giudeo rammentandogli i passi (numerosissimi) biblici che alludono a Gesù come si manifestò più di 2000 anni fa.
    Attenzione, il giudeo potrebbe benissimo dire che si tratta del Messia del suo popolo, che ancora deve venire.

    Gesù della legge testamentaria (10 comandamenti) non è venuto a cambiare uno “iota”
    Quando dei principi religiosi non vengono contraddetti nell'ambito delle letteratura delle stessa religione allora l'intepretazione non andrebbe fatta. Se invece v'è conflitto bisogna studiare il caso e rispondere con l'interpretazione.
    Si dice che Gesù non è venuto a cambiare uno "iota". Perché si usa "iota" per indicare una piccola cosa? Perché nell'alfabeto ebraico lo iota, anzi, lo yod, è il più piccolo e minuscolo dei caratteri (tetragrammi). Quindi sarebbe come dire che Gesù non ha modificato nemmeno una minima cosa. Tuttavia nella Lettera ai Galati, 5,2 è scritto: "Se vi lasciate circoncidere, Cristo non vi sarà di alcuna utilità"; dopo si dirà che la vera "circoncisione" è quella dello spirito e non quella della carne. Andare contro o reinterpretare e ripensare una norma, una cerimonia, una tradizione che rappresenta l'alleanza con Dio (cfr. Genesi, 17,14) non è certo uno "iota", cioè una cosa da niente! Com'è possibile, allora, che vi sia una simile pesante contraddizione? E ricordo solo questa e non le altre! Evidentemente l'autore neotestamentario voleva alludere, dandolo per scontato, solo a quella parte di verità contenuta nel V.T.

    ...nell’antico testamento non vi è nulla di maligno.
    Dire proprio nulla mi sembr azzardato. Non dimentichiamoci che il dio degli ebrei ha istigato Mosè ad uccidere un uomo che raccoglieva legna un giorno di sabato, quando Cristo, poi, disse "È stato fatto il sabato per l'uomo o l'uomo per il sabato?" (altra grave critica a quella legge). Non dimentichiamoci, ancora, che quel dio ha inviato sul popolo d'Israele dei serpenti letali (Numeri, 21), una gragnuola di pietre micidiali (Giosuè, 10,11). Uccide una gran moltitudine di coloro che ha portato dall'Egitto (Numeri, 14). Fomenta l'odio e induce i figli d'Israele a battersi contro i Figli di Beniamino provocando una gran quantità di morti (Giudici, 20). Costui è propri il Re dell'Abisso il cui nome è Sterminatore, non per niente, ancora oggi, gli ebrei fomentano l'odio tra i popoli. Il loro padre è si il Diavolo, ma il loro nonno è quell'entità, alla quale è sottoposto il diavolo stesso (ma anche altri demoni), di cui non voglio dire il nome. Ha l'aspetto di una bestia.

    Tu pensa solo a Cristo e, se avrai fede solo ed esclusivamente in Lui e in nient'altro che riconduca a ciò che è tipico del giudeame, resterai immune dagli attacchi di queste forze maligne e dei suoi servi con la stella a 6 punte, 6 intersezioni e 6 triangoli = 666.
    2010:

  6. #16
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    Originally posted by Ichthys
    Attenzione, il giudeo potrebbe benissimo dire che si tratta del Messia del suo popolo, che ancora deve venire.
    Infatti loro dicono così. Ma tra il dire e il fare, si sa cosa c'è in mezzo...
    Sta di fatto che le prove vetero testamentarie su quel Gesù che nacque 2000 anni fa, sono di di una precisione e aderenza alla storicità evangelica impressionante.
    Da questa ostinazione la Chiesa "noma" i giudei misconoscitori di Cristo: "di dura cervice"; "ostinati e pervicacemente attaccati all'errore".

    Quando dei principi religiosi non vengono contraddetti nell'ambito delle letteratura delle stessa religione allora l'intepretazione non andrebbe fatta. Se invece v'è conflitto bisogna studiare il caso e rispondere con l'interpretazione.
    Si dice che Gesù non è venuto a cambiare uno "iota". Perché si usa "iota" per indicare una piccola cosa? Perché nell'alfabeto ebraico lo iota, anzi, lo yod, è il più piccolo e minuscolo dei caratteri (tetragrammi). Quindi sarebbe come dire che Gesù non ha modificato nemmeno una minima cosa. Tuttavia nella Lettera ai Galati, 5,2 è scritto: "Se vi lasciate circoncidere, Cristo non vi sarà di alcuna utilità"; dopo si dirà che la vera "circoncisione" è quella dello spirito e non quella della carne. Andare contro o reinterpretare e ripensare una norma, una cerimonia, una tradizione che rappresenta l'alleanza con Dio (cfr. Genesi, 17,14) non è certo uno "iota", cioè una cosa da niente! Com'è possibile, allora, che vi sia una simile pesante contraddizione? E ricordo solo questa e non le altre! Evidentemente l'autore neotestamentario voleva alludere, dandolo per scontato, solo a quella parte di verità contenuta nel V.T.
    Guarda che Gesù, come scrissi più sopra, intendeva parlare della legge del Padre data a Mosè: i dieci comandamenti.
    Su questo concorderai che neppure uno iota sia stato cambiato.
    Tutto il resto, leggi umane e disposizioni varie e transitorie, faceva parte del formalismo che ha sempre caratterizzato i semiti, peraltro necessario per inquadrare una razza poco avvezza alla sottomissione e all'ubbidienza.

    Dire proprio nulla mi sembr azzardato. Non dimentichiamoci che il dio degli ebrei ha istigato Mosè ad uccidere un uomo che raccoglieva legna un giorno di sabato, quando Cristo, poi, disse "È stato fatto il sabato per l'uomo o l'uomo per il sabato?" (altra grave critica a quella legge). Non dimentichiamoci, ancora, che quel dio ha inviato sul popolo d'Israele dei serpenti letali (Numeri, 21), una gragnuola di pietre micidiali (Giosuè, 10,11). Uccide una gran moltitudine di coloro che ha portato dall'Egitto (Numeri, 14). Fomenta l'odio e induce i figli d'Israele a battersi contro i Figli di Beniamino provocando una gran quantità di morti (Giudici, 20). Costui è propri il Re dell'Abisso il cui nome è Sterminatore, non per niente, ancora oggi, gli ebrei fomentano l'odio tra i popoli. Il loro padre è si il Diavolo, ma il loro nonno è quell'entità, alla quale è sottoposto il diavolo stesso (ma anche altri demoni), di cui non voglio dire il nome. Ha l'aspetto di una bestia.
    Chi ha detto che ciò fosse male?
    Dio odiava e al tempo stesso amava il genere umano.
    Lo odiava perchè traditore del patto nell'Eden; lo amava perchè creatura a Sua immagine e somiglianza.
    Perciò lo provò in questo modo a tratti truculento prima della venuta del Figlio, il quale con la passione e morte, placò l'ira di Dio e strinse nuovamente e fino alla fine dei tempi la nuova alleanza tra il genere umano e il suo creatore.
    La Chiesa insegna che prima della redenzione del genere umano vuluta da Dio nell'economia della salvezza compiutasi con l'immolazione del suo Figliolo, anche i giusti (leggi le rare persone ante-Cristo, ovvero i profeti e pochissimi altri sottomessi alle sue leggi) alla loro morte scendevano all'inferno.
    Perfino al padre putativo di Gesù, San Giuseppe patriarca e protettore della Chiesa, toccò la stessa sorte.
    Nel Credo, infatti, si ricorda che Gesù dopo la morte discese all'inferno (alcune traduzioni dicono limbo, ma il significato è il medesimo) per liberare le anime dei giusti che colà dimoravano in attesa del riscatto.

    Tu pensa solo a Cristo e, se avrai fede solo ed esclusivamente in Lui e in nient'altro che riconduca a ciò che è tipico del giudeame, resterai immune dagli attacchi di queste forze maligne e dei suoi servi con la stella a 6 punte, 6 intersezioni e 6 triangoli = 666.
    Caro Ichthys, io penso solo a Cristo!
    Per questo sono immune dagli attacchi del giudeame deicida
    Un saluto cordiale.
    Bellarmino

    P.S.
    Una domanda all'esperto linguista.
    Ricordo che una volta mi raccontasti una chicca che trovai interessante. Riguardava il nome greco di Ulisse somigliante foneticamente al termine greco di "nessuno", nome che si diede l'eroe rispondendo a Polifemo.
    Accidenti alla mia memoria, non ricordo più quali fossero i termini in lingua greca.
    Saresti così gentile da rammentarmene?
    Grazie, a presto.
    B.

  7. #17
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    Per concludere su Dio:
    In breve: la concezione cattolica di Lui mi pare troppo antropomorfica perché gli attribuisce sentimenti e debolezze umane.

    Sull'Odissea:
    Ulisse risponde al ciclope dicendo "il mio nome è Nessuno", oudeis in greco. Qui si apprezza quel gioco di parole non visibile nell'italiano "Nessuno/Ulisse", che in greco è Oudeis/Odysseus.

    P.S.
    Che dobbiamo fare col verme comunista Montalbano che si permette vistose licenze nell'insultare i galantuomini nel forum principale? Lo assediamo?

    Saluti
    2010:

  8. #18
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    Originally posted by Ichthys
    Per concludere su Dio:
    In breve: la concezione cattolica di Lui mi pare troppo antropomorfica perché gli attribuisce sentimenti e debolezze umane.

    Sull'Odissea:
    Ulisse risponde al ciclope dicendo "il mio nome è Nessuno", oudeis in greco. Qui si apprezza quel gioco di parole non visibile nell'italiano "Nessuno/Ulisse", che in greco è Oudeis/Odysseus.

    P.S.
    Che dobbiamo fare col verme comunista Montalbano che si permette vistose licenze nell'insultare i galantuomini nel forum principale? Lo assediamo?

    Saluti
    Sulla seconda persona della SS Trinità:
    - Egli è vero Dio e vero Uomo.
    - Partecipò della sofferenza umana fino a morirne.
    - Si caricò di tutti i peccati dell'umanità per riscattarla di fronte al Padre.
    - Quale Dio potrebbe amare di più le Sue creature se per esse fu disposto a morire?
    - Questo è il grande mistero universale della comunione dei santi.
    Extra Ecclesiam nulla salus.

    Grazie per avermi rinovellato dell'Odissea.
    Montalbano è un uomo e come tale sarà giudicato per le sue azioni. In attesa si può anche fargli abbassare la cresta con un assedio in grande stile
    Saluti
    Bellarmino

  9. #19
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    Originally posted by Bellarmino

    Inoltre non è assolutamentye vero che gli ebrei non abbiano conosciuto il vero Dio, prima della venuta di Cristo; essi l'hanno conosciuto per mezzo dei profeti.
    Dopo la venuta di Cristo gli ebrei, rifiutando di riconoscerne la divinità, hanno per "padre il diavolo".
    Io non mi soffermerei soltanto al momento della venuta di Cristo, ma anche prima. Mi pare che, nei duecento anni che precedettero la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, ebraismo sia stato messo sottosopra dalle scuole fariseiche e dai dottori della legge, che ne hanno alto il genuino valore.
    Mi sbaglio?
    "

  10. #20
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Originally posted by cm814
    Io non mi soffermerei soltanto al momento della venuta di Cristo, ma anche prima. Mi pare che, nei duecento anni che precedettero la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, ebraismo sia stato messo sottosopra dalle scuole fariseiche e dai dottori della legge, che ne hanno alto il genuino valore.
    Mi sbaglio?
    Caro CM, se prima della venuta di Cristo gli ebrei, ovviamente, non avevano alcuna responsabilità (tranne alcuni di loro che tentarono a più riprese di tornare al paganesimo) dopo la venuta di Cristo, attestata dalle profezie contenute nell'Antico Testamento, chi di loro non l'ha riconosciuto come il Figlio di Dio è da considerarsi traditore e deicida.
    Le profezie sono troppo chiare e lampanti per essere negate o misconosciute e chi lo fa non può che essere in malafede.
    Pubblico di seguito le profezie bibliche sul Figlio di Dio e sulla Sua venuta, e sfido chiunque, ebrei in testa, a confutarle o darne un significato diverso (ma che abbia un senso logico!), contrario ai riferimenti lampanti che delineano perfettamente la figura del Messia, Gesù Cristo, come si è manifestato all'umanità.

    Profezie bibliche su Gesù Cristo.
    Nato a Betlemme
    Michea 5:1
    «Ma da te, o Betlemme, Efrata,
    sebbene tra le più piccole città principali di Giuda,
    da te mi uscirà
    colui che sarà dominatore in Israele,
    le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.

    Potente e eterno
    Isaia 9 : 5 -6
    5 Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato,
    e il dominio riposerà sulle sue spalle;
    sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente,
    Padre eterno, Principe della pace,
    6 per dare incremento all'impero
    e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno,
    per stabilirlo fermamente e sostenerlo
    mediante il diritto e la giustizia,
    da ora e per sempre:
    questo farà lo zelo del SIGNORE degli eserciti.

    Nato di una vergine
    Isaia 7:14
    Perciò il Signore stesso vi darà un segno:
    Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio,
    e lo chiamerà Emmanuele.

    Della tribù di Giuda
    Genesi 49:10
    Lo scettro non sarà rimosso da Giuda,
    né sarà allontanato il bastone del comando dai suoi piedi,
    finché venga colui al quale esso appartiene
    e a cui ubbidiranno i popoli.

    La strage degli innocenti
    Geremia 31:15
    Così parla il SIGNORE:
    «Si è udita una voce a Rama,
    un lamento, un pianto amaro;
    Rachele piange i suoi figli;
    lei rifiuta di essere consolata dei suoi figli,
    perché non sono più».

    La fuga in Egitto
    Osea 11:1
    «Quando Israele era fanciullo, io lo amai
    e chiamai mio figlio fuori d'Egitto.

    Sgombro del tempio
    Salmi 69:9
    Poiché mi divora lo zelo per la tua casa,
    gli insulti di chi ti oltraggia son caduti su di me.

    Entrata in Gerusalemme
    Zaccaria 9:9
    Esulta grandemente, o figlia di Sion,
    manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme;
    ecco, il tuo re viene a te;
    egli è giusto e vittorioso,
    umile, in groppa a un asino,
    sopra un puledro, il piccolo dell'asina.

    Trenta sicli d'argento
    Zaccaria 11:12-13
    12 Io dissi loro: «Se vi sembra giusto, datemi il mio salario; se no, lasciate stare». Ed essi mi pesarono il mio salario: trenta sicli d'argento. 13 Il SIGNORE mi disse: «Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo con cui mi hanno valutato!» Io presi i trenta sicli d'argento e li gettai nella casa del SIGNORE per il vasaio.

    Silenzioso davanti ad accusatori
    Isaia 53:7
    Maltrattato, si lasciò umiliare
    e non aprì la bocca.
    Come l'agnello condotto al mattatoio,
    come la pecora muta davanti a chi la tosa,
    egli non aprì la bocca.

    Prega per i nemici
    Isaia 53:12
    Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi,
    egli dividerà il bottino con i potenti,
    perché ha dato sé stesso alla morte
    ed è stato contato fra i malfattori;
    perché egli ha portato i peccati di molti
    e ha interceduto per i colpevoli.

    Tirare a sorte per i suoi vestiti
    Salmi 22:18
    spartiscono fra loro le mie vesti
    e tirano a sorte la mia tunica.

    Nella tomba di un ricco
    Isaia 53:9
    Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi,
    ma nella sua morte, egli è stato con il ricco,
    perché non aveva commesso violenze
    né c'era stato inganno nella sua bocca.

    Soffre e muore per i nostri peccati
    Isaia 53:4-12
    4 Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava,
    erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;
    ma noi lo ritenevamo colpito,
    percosso da Dio e umiliato!
    5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,
    stroncato a causa delle nostre iniquità;
    il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
    e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti.
    6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore,
    ognuno di noi seguiva la propria via;
    ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
    7 Maltrattato, si lasciò umiliare
    e non aprì la bocca.
    Come l'agnello condotto al mattatoio,
    come la pecora muta davanti a chi la tosa,
    egli non aprì la bocca.
    8 Dopo l'arresto e la condanna fu tolto di mezzo;
    e tra quelli della sua generazione chi rifletté
    che egli era strappato dalla terra dei viventi
    e colpito a causa dei peccati del mio popolo?
    9 Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi,
    ma nella sua morte, egli è stato con il ricco,
    perché non aveva commesso violenze
    né c'era stato inganno nella sua bocca.
    10 Ma piacque al SIGNORE di stroncarlo con i patimenti.
    Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato,
    egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni,
    e l'opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani.
    11 Egli vedrà il frutto del suo tormento interiore, e ne sarà saziato;
    per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti,
    si caricherà egli stesso delle loro iniquità.
    12 Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi,
    egli dividerà il bottino con i potenti,
    perché ha dato sé stesso alla morte
    ed è stato contato fra i malfattori;
    perché egli ha portato i peccati di molti
    e ha interceduto per i colpevoli.

    Deuteronomio 18:15
    Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto!

    Deuteronomio 18:18
    io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò.

    Isaia 11:1-5
    Il Messia e il suo regno
    (Is 42:1-4; Gr 23 : 5 -6) Is 65:17-25
    1 Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai,
    e un rampollo spunterà dalle sue radici.
    2 Lo Spirito del SIGNORE riposerà su di lui:
    Spirito di saggezza e d'intelligenza,
    Spirito di consiglio e di forza,
    Spirito di conoscenza e di timore del SIGNORE.
    3 Respirerà come profumo il timore del SIGNORE,
    non giudicherà dall'apparenza,
    non darà sentenze stando al sentito dire,
    4 ma giudicherà i poveri con giustizia,
    pronuncerà sentenze eque per gli umili del paese.
    Colpirà il paese con la verga della sua bocca,
    e con il soffio delle sue labbra farà morire l'empio.
    5 La giustizia sarà la cintura delle sue reni,
    e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi.

    Isaia 42:1-4
    Il servo del Signore
    Is 49:1-9 (Mt 12:15-21; Ro 15:8-12)
    1 «Ecco il mio servo, io lo sosterrò;
    il mio eletto di cui mi compiaccio;
    io ho messo il mio spirito su di lui,
    egli manifesterà la giustizia alle nazioni.
    2 Egli non griderà, non alzerà la voce,
    non la farà udire per le strade.
    3 Non frantumerà la canna rotta
    e non spegnerà il lucignolo fumante;
    manifesterà la giustizia secondo verità.
    4 Egli non verrà meno e non si abbatterà
    finché abbia stabilito la giustizia sulla terra;
    e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge».

    Isaia 50:6
    Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva,
    e le mie guance a chi mi strappava la barba;
    io non ho nascosto il mio vòlto
    agli insulti e agli sputi.

    Isaia 61:1-2
    La salvezza proclamata
    Lu 4:16-21
    1 Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me,
    perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
    mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato,
    per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi,
    l'apertura del carcere ai prigionieri,
    2 per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE,
    il giorno di vendetta del nostro Dio;
    per consolare tutti quelli che sono afflitti;

    Geremia 23 : 5 -6
    5 «Ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,
    «in cui io farò sorgere a Davide un germoglio giusto,
    il quale regnerà da re e prospererà;
    eserciterà il diritto e la giustizia nel paese.
    6 Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele starà sicuro nella sua dimora;
    questo sarà il nome con il quale sarà chiamato:
    SIGNORE-nostra-giustizia.

    Zaccaria 12:10
    «Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme
    lo spirito di grazia e di supplicazione;
    essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto,
    e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico,
    e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito.

    Daniele 7:13-14
    13 Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figlio d'uomo; egli giunse fino al vegliardo e fu fatto avvicinare a lui; 14 gli furono dati dominio, gloria e regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto.

    Crocifissione
    Salmi 21, 17-18
    Mi hanno trafitto mani e piedi, hanno contato tutte le mie ossa.

 

 
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