Cani, pericolose solo 4 razze Arriva la «prova del postino»
La proposta della «Commissione pitbull»: classificati in base all’altezza
Niente museruola agli animali che superano i test di buona condotta
Roma - I pitbull e i progenitori. E poi tutti quelli che superano 40
centimetri di altezza o 20 chilogrammi di peso. Potrebbe toccare a loro
l’obbligo di indossare musueruola e guinzaglio nei luoghi pubblici e aperti
al pubblico. A meno che i padroni degli uni e degli altri non mostrino una
specie di «lasciapassare» dove si dimostra che il fedele amico ha superato
l’esame di buona condotta e quindi può bighellonare libero sul prato. Oggi
il Consiglio superiore di sanità, sezione quarta coordinata da Giorgio Poli,
si riunisce per completare il panorama di audizioni e, molto probabilmente,
elaborare in via definitiva il parere per il ministro della Salute, Girolamo
Sirchia.
Gli esperti della «Commissione pitbull», così ribattezzata, convergono su
questi due orientamenti.
Una mini classificazione di cani ad alto rischio di morsicature (oltre ai
pitbull, i bull terrier, american bulldog e bull Mastiff) molto più
ristretta rispetto alle circa ottanta razze incluse nell’ordinanza di metà
settembre, dove venivano imposte restrizioni severe. Inoltre, un secondo
gruppo di esemplari a rischio individuati non sulla base della razza, ma
delle dimensioni.
Garrese - «Non neghiamo che anche barboncini e bassotti mordano - previene le osservazioni Poli -. Ma il danno che provocano è sicuramente meno importante di quello di un pastore tedesco o di un rottweiler. Le nostre
indicazioni verranno utilizzate dal ministro per intervenire sull’ordinanza
o, in tempi non immediati, con altri provvedimenti».
Potrebbe passare solo il principio dell’altezza misurata al garrese, visto
che stabilire il peso di un cane colto sul fatto mentre morde risulterebbe
impraticabile per un qualsiasi rappresentante dell’ordine o guardia
municipale.
Prende sempre maggior consistenza l’ipotesi di prevedere «brevetti di buon
cittadino» per i quattrozampe che, sebbene pitbull o di grande stazza,
risultino mansueti e docili.
Patentino - Il patentino si ottiene dopo una serie di test già codificati
dall’Enci, l’ente nazionale cinofilia italiano. I padroni dovrebbero recarsi
in uno dei 600 campi dell’ente, ma non è escluso che un esame
psicocomportamentale di diversa impostazione, ma stesse finalità, possa
essere effettuato nelle Asl. Il brevetto del cane «promosso in buona
condotta» include prove col padrone (Fido deve sapersi mantenere impassibile quando nella scena irrompe un estraneo o quando sente un «botto» improvviso) e in mezzo al traffico (Fido legato a un palo non si innervosisce se tarda il padrone). Prevista anche la classica «prova del postino»: il cane non deve perdere la calma nè rincorrerlo (tantomeno azzannarlo) se un ciclista gli passa vicino o lo sfiora.
Castrazione - C’è chi propone soluzioni più drastiche. Sterilizzazione per
il cane che ha già morsicato in modo che sia reso incapace di trasmettere la
sua aggressività ai cuccioli. Divieto di importazione e di allevamento
mirati all’estinzione delle razze pericolose. Vedremo oggi cosa ne pensano i
veterinari comportamentalisti, rappresentati da Raimondo Colangeli, uno
degli esperti consultati dalla commissione. Si annunciano documenti molto
critici. La Federazione nazionale degli ordini dei veterinari (Fnovi),
l’Associazione nazionale dei veterinari (Anmvi) e la Società di scienze
comportamentali (Sisca) respingono in blocco il contenuto dell’ordinanza.
In particolare, persiste l’atteggiamento contrario alla classificazione
delle razze: «l’eventuale pericolosità dei singoli cani è un fatto
strettamente individuale cui concorrono fattori ambientali e di selezione...
chi possiede un cane deve essere responsabilizzato per prevenire l’eventuale
pericolosità dell’animale».
Tra le proposte, imporre ai morsicatori già segnalati alle Asl un collare
giallo in modo da poter essere identificati dal pubblico. Alla terza
addentatura, inoltre, obbligo di sterilizzazione. Bocciato il principio
della mole, definita «discriminazione» illogica.
Margherita De Bac
Corriere della Sera (17/10/03)
Mainardi: «Bisogna insistere sul controllo degli allevamenti»
Milano - «Queste proposte sono certamente migliori delle precedenti, ma
restano carenze piuttosto importanti. Il principio dell’altezza misurata al
garrese, per esempio, rischia di penalizzare cani di grandi dimensioni e
niente affatto pericolosi. È il caso di levrieri, terranova, alani, pastori
tedeschi. Solo in presenza di patologie, o se addestrati per aggredire,
questi animali diventano a rischio». L’etologo Danilo Mainardi promuove con
riserva le osservazioni che oggi la «commissione pitbull» del Consiglio
superiore di sanità discuterà, prima della presentazione definitiva al
ministro della Salute Girolamo Sirchia. Non pensa che il «patentino» possa
essere una garanzia sui quattrozampe?
«In teoria sì, ma mi pare difficilmente applicabile, soprattutto in tempi
brevi. Il problema principale in Italia sembra la carenza di fondi per fare
qualunque cosa. Non riesco a immaginare con quali finanziamenti si
potrebbero organizzare corsi di buon comportamento canino in grandi
proporzioni».
Però i cani con il certificato di buona condotta non avrebbero l’obbligo di
usare contemporaneamente guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici o aperti al pubblico.
«Da secoli i cani circolano liberamente. A me pare che la soluzione non stia
nella museruola, ma nel far rispettare la legge e nel contrastare la
selezione dei cani per il combattimento. Bisognerebbe intervenire sugli
allevamenti. Il bulldog è l’esempio più confortante: da che si è smesso di
utilizzarlo per affrontare i tori, è diventato un pacioso cane da
compagnia».
El. Ser.
Corriere della Sera (17/10/03)




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