C'è chi lavora per il dopo-Fini



da Linonline.it
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«Qui ci stiamo ficcando in un tunnel... se va bene non ne viene fuori niente, se va male ne usciamo a pezzi».
Uno dei maggiorenti di An descrive così lo stato d'animo che lo tiene lontano dalla sala Tatarella dove negli stessi minuti il coordinatore di An Ignazio La Russa "fa il suo dovere" e rende di tutta An, almeno ufficialmente, la proposta di Gianfranco Fini sul voto agli immigrati. Una conferenza stampa molto ufficiale.
In Transatlantico va invece in onda il dissenso.
«Il problema è che nel momento in cui si passa dai proclami e dalle svolte al merito delle proposte concrete si innesca un gioco diabolico. Se si arriva a dipendere, come Fini ha proclamato, dal voto dell'opposizione ci si ritrova tra l'incudine di Ds e Margherita, che chiederanno di allargare le maglie della legge, e il martello di Forza Italia e Lega che ci renderanno pan per focaccia sull'operato dei franchi tiratori, dalla Gasparri in poi».
Non è un caso che La Russa oggi ha auspicato la possibilità di far senza i voti dell'opposizione. Ma la cosa sembra davvero difficile. «La legge poi è fatta male - prosegue lo sfogo - tecnicamente. Non è possibile mettere in Costituzione anche i minimi particolari. Si scrivono i principi e poi i dettagli tecnici li si mette invece in una legge ordinaria. Per non parlare del riferimento al reddito. Ma che torniamo al voto per censo? Dopo aver fatto la svolta facciamo retromarcia e torniamo al 1919? Come minimo è una proposta che configge con i principi contenuti nella prima parte della Costituzione». Un malcontento che ieri sera alla riunione del gruppo di An ha visto molti interventi critici, «ma poi va a finire sempre che tutti si piegano, ormai lo strappo c'è stato , speriamo bene...».
LA LEGA INTANTO SI FREGA LE MANI
La scommessa personale di Gianfranco Fini potrebbe regalare non pochi voti al Carroccio, almeno questo sperano il senatur e i suoi deputati.
Sia che riesca il trappolone denunciato dal capogruppo Alessandro Ce' e che vedrebbe Carlo Azeglio Ciampi nei panni del regista di Fini, sia che invece tutto rimanga come ora, alle europee ci si conta con il proporzionale e «per la Lega - commentano amari dal gruppo di An - la sortita di Fini è manna dal cielo». Bossi lo ha capito e si comporta di conseguenza aspettando al varco parlamentare gli "amici" di Alleanza nazionale. Come dire, se c'è chi pensa al dopo Berlusconi, c'è anche chi invece lavora per il dopo Fini.