...e mazziati
Palermo. Assolti e mazziati. Se un magistrato – nonostante i suoi sforzi e le sue convinzioni – non riesce a incastrare il suo Grande Imputato, si chiami Giulio Andreotti o Silvio Berlusconi, non abbiate paura.
Perché la partita, malgrado il proscioglimento o la sentenza di assoluzione, può anche non chiudersi. Basterà che il magistrato, nelle sue motivazioni, descriva un “contesto” inevitabilmente “
inquietante” e il giochino è fatto.
L’imputato esce sì dall’inchiesta. Ma sulla sua testa piovono tali e tante bastonate (giudiziarie, s’intende) che tornerà a casa più mascariato che mai e con la certezza che prima o poi quel fascicolo sarà riaperto, magari per dare spazio agli improvvisi ricordi di un pentito o al suggerimento – in gergo si chiama spunto investigativo – arrivato da chissà quale carcere.
E’ il metodo Scaduti.
E si chiama così dal giorno in cui il presidente della Corte d’appello di Palermo, Salvatore Scaduti, ha depositato la sentenza con la quale assolveva Giulio Andreotti dall’accusa di mafia ma al tempo stesso lo condannava per i rapporti avuti fino al 1980 (e dunque prescritti) con i picciotti palermitani di Stefano Bontade, meglio conosciuto come il “Principino”.
Il metodo Scaduti –raffinato esempio di cerchiobottismo giudiziario: dare ragione ai giudici di primo grado senza dare torto ai pm di Gian Carlo Caselli – dilaga non solo a Palermo ma anche a Caltanissetta e a Firenze, dove i pubblici ministeri sono da anni alla ricerca dei mandanti occulti delle stragi mafiose del ’92 e degli attentati del 1993.
Ecco alcuni esempi.
Da Scaduti a Scaduto. Il più “mascariato” di tutti gli indagati eccellenti è il Cavaliere. Lo indagano per mafia e riciclaggio a Palermo. In due anni non trovano niente? Nessun problema. Il giudice per le indagini preliminari, Gioacchino Scaduto, nelle due paginette con cui, alla fine liquida il fascicolo 6031/94, dà i suoi consigli alla Procura: “L’incompletezza delle indagini potrebbe essere superata dai risultati degli accertamenti ordinati dai pm, ma non eseguiti per mancanza di tempo”.
E poiché è vietato dalla legge, il Gip indica come risuscitare l’inchiesta appena archiviata. “Sarebbe necessaria – scrive – l’apertura di un altro fascicolo in cui fare confluire i nuovi atti”.
Mascariata a sinistra. Lo stesso Gip, il 12 marzo scorso, accoglie pure la richiesta di archiviazione nei confronti dell’ex deputato regionale diessino Gianni Parisi: “Le dichiarazioni rese dal pentito Siino (sul “contesto”) – si legge a pagina 10 – hanno trovato ampio riscontro… in ordine anche alla sussistenza dei rapporti tra il Parisi e Stefano Potestio (imprenditore sotto processo per mafia, ndr)”. Parisi sarebbe stato “protettore politico di Potestio” e assieme, i due avrebbero partecipato “al sistema illecito di gestione degli appalti pubblici”. Però l’accusa non può essere sostenuta in giudizio. L’indagato Parisi sperava nella completa riabilitazione. Ma le inchieste per mafia, come il carbone, se non tingono, mascarìano. Per tutta la vita. Tempi scaduti. Il signor B. finora si è salvato sempre e solo grazie all’inesorabile scorrere del tempo. Che per i giudici è il vero nemico. Ancora Scaduto (ibidem, 1996): “Sono emersi elementi che sembrano sostenere l’ipotesi accusatoria, ma il termine per lo svolgimento delle indagini è scaduto e non si può concedere altro tempo alla Procura”.
Identica la tesi sostenuta dal gip di Caltanissetta Giovan Battista Tona che nel 2002 scrive: “Per la scadenza dei termini, l’inchiesta (in cui il Cav. era accusato delle stragi del ’92) appare incompleta e incompiuta e meritevole di ulteriori approfondimenti”.
Prima di lui, il gip di Firenze, nel 1998, aveva affermato che “l’ipotesi iniziale (qui il Cav. rispondeva delle stragi del ’93, ndr) ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità”, ma gli inquirenti “non hanno potuto trovare, nel termine massimo di durata delle indagini preliminari, la conferma delle chiamate de relato e delle intuizioni logiche”.
E questo anche se, assieme a Marcello Dell’Utri, il signor B. “avrebbe intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti cui è riferibile il programma stragista realizzato”.
da il Foglio
saluti




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