....Bruxelles
Un nuovo scandalo si sta abbattendo sulla Comunità europea, dopo quello della gestione per fini personali dei fondi fuori bilancio di Eurostat, e quello, emerso lo scorso venerdì, della collusione fra funzionari addetti alla gestione dei fondi agricoli comunitari e alcune grandi imprese francesi di granaglie verso le quali venivano pilotate le sovvenzioni con trattamenti di favore. Non c’è due senza tre.
Ed ecco il terzo groviglio di conti che non quadrano, con rivoletti di denaro che – secondo indagini in corso da parte dell’Ufficio antifrodi dell’Unione – sarebbero usciti, in anni recenti, dal bilancio europeo per entrare illecitamente nelle tasche di funzionari comunitari.
Questa volta si tratta del Cor, il Comitato che rappresenta le autorità regionali e comunali, per i fondi a favore delle Regioni e per altri dossier comunitari di interesse regionale.
Il Cor, che rappresenta 223 regioni, è accusato di due tipi di attività illecite. Erogazioni di indennità e rimborsi spese al proprio personale, sulla base di documentazione non veritiera e procedure manipolate a favore favore di imprese amiche per appalti di lavori esterni.
Sir Albert Bore presidente del Cor ammette entrambi i tipi di irregolarità, ma minimizza la loro entità e sostiene che non si tratta di vere frodi, forse di semplici sbagli.
Pertanto non ritiene di dovere inoltrare alcuna denuncia all’autorità giudiziaria.
Alcuni parlamentari europei che hanno letto gli accertamenti riservati effettuati dall’Ufficio antifrodi definiscono invece
“bizzarre” queste giustificazioni e minacciano una loro denuncia ai giudici, se non riceveranno adeguate spiegazioni.
La storia, dunque, si ripete. Le deviazioni, ammettono le autorità responsabili, nella gestione del bilancio comunitario ci sono, ma non si tratta di frodi, sono sbagli.
Non è perciò il caso di scavare con il bisturi, si tratta di eventi sporadici che si possono far cessare in modo amicale, dopo qualche rabbuffo agli euroburocrati coinvolti.
E il vertice della Commissione tace.
Probabilmente si dichiarerà sorpreso.
Ma tutto ciò è sempre meno convincente.
I rivoli di fango e lo spreco si stanno moltiplicando.
C’è qualcosa di marcio in Danimarca?
No, a Bruxelles.
saluti




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