Dove sta l’Wi-fi?

A New York è un gioco

Si chiama Node Runner ed è una caccia al tesoro metropolitana. Obiettivo: trovare le zone della città da cui ci si può connettere senza fili senza pagare

Evviva il Wi-Fi gratuito e democratico. A New York, un’associazione che promuove il diritto a un accesso libero e popolare all’Internet senza fili, ha lanciato una nuova moda: il Node Runner (www.noderunner.com), una sorta di caccia al tesoro dove l’obbiettivo è quello di reperire e segnalare le zone Wi-Fi sparse per la città per approfittarne senza spendere un dollaro.
Il gioco prevede la partecipazione di due squadre composte da quattro persone. Ogni équipe dispone di un computer portatile con carta Wi-Fi, di una macchina fotografica digitale e di un’automobile. Fissato il punto di partenza e quello d’arrivo, vince chi, nel limite massimo di due ore, scova il maggior numero di zone a alta connessione wireless celate nelle street e nelle avenue newyorkese. Ogni nodo, o “hot spot”, reperito viene fotografato e inviato al sito dell’organizzazione. Durante l’ultima partita disputata il 20 settembre, la squadra vincente è riuscita a trovare una cinquantina di nuovi punti d’accesso gratuiti. Niente, in confronto ai cinquemila disponibili, e ancora ben nascosti, a Manhattan.

“L’internet senza fili deve diventare un benefit a disposizione di tutti, un po’ come l’aria condizionata negli spazi pubblici o l’ombra degli alberi nei parchi” arringa Dana Spiegel, uno dei vertici della NYC Wireless Association (www.nycwireless.net/ ) che ha elaborato il Node Runner in collaborazione con due artisti newyorkesi, Carlos Gomez de Llarena e Yury Gitman.

Nella Grande Mela, connettersi alla Rete in wireless è piuttosto facile: basta entrare in un McDonald’s o in uno dei celebri Starbucks cafè. Ma l’optional tecnologico fa parte della strategia di marketing , e si paga: in genere, la prima ora è offerta con la consumazione (obbligatoria), ma quelle successive sono fatturate tra i 5 e i 7 dollari.

Per il fronte di liberazione del Wi-Fi, di cui fa parte la NYC Wireless, il pubblico ha il diritto di godere dell’Internet senza fili senza necessariamente alzare il proprio tasso di colesterolo a forza di patatine fritte o di burrosi brownies. Node Runner fa dunque parte della strategia che mira a sottrarre al monopolio delle grandi società la libertà di connessione.

Il gioco è stato premiato in occasione dell’ultimo festival di arte digitale Ars Electronica che si è tenuto in settembre a Linz, in Austria e, da allora, le associazioni per il Wi-Fi libero di altre tre città – San Diego, Seattle e Dublino – si stanno dando da fare per organizzare nuove sessioni di Noderunner.

In realtà, ancora prima della diffusione del gioco concepito come un progetto artistico “che esplora i benefici del Wi-Fi gratuito e libero”, la pratica della caccia ai punti d’accesso all’Internet senza fili si era imposta nelle comunità di internauti sensibili alla democratizzazione del sistema: da almeno due anni, negli Stati Uniti, i sostenitori del “warchalking” battono le strade delle città, computer portatile al collo, per segnalare con il gesso o la vernice le zone coperte. La tendenza si è diffusa anche in altri continenti: in Australia , per esempio, dove le distanze non sono risibili, il principio di applica con il warflying, ovvero a bordo di piccoli aerei.

L’attività di associazioni come la NYCWireless ha già ottenuto qualche successo: a Manhattan sono una dozzina i nuovi “nodi liberi” ufficiali , e altrettanti quelli ufficiosi messi in piedi dagli attivisti. L’iniziativa più singolare si chiama Magic Bike (www.magicbike.net/), ovvero un punto d’accesso wi-fi mobile istallato su… una bicicletta.