Stante tutto il parlare di servizi multimediali a valore aggiunto e di 3G, sarà ancora la voce a trainare il mercato delle comunicazioni mobili del prossimo futuro. Ad affermarlo due differenti ricerche delle società specializzate Research and Markets e Jupiter.
Secondo questi studi il 95% degli introiti del mercato della telefonia mobile è ancora proveniente dalla voce. Poco meno del restante 5% è rappresentato dalla messaggistica, dove sono sempre gli SMS a fare la parte del leone e i da poco nati MMS sono ancora una goccia nell'oceano. Un minuscolo 0,5% è rappresentato dagli introiti dei restanti servizi avanzati basati sul GPRS e l'UMTS. Appare chiaro che ancora il mercato debba metabolizzare per diverso tempo l'utilizzo di servizi avanzati e che siano pochi i paesi dove questo è già successo.
Esempio lampante è la Corea del Sud, dove il mercato dei servizi a valore aggiunto ha già raggiunto ragguardevoli livelli. Lo stesso Giappone ha una grande massa di utilizzatori di servizi dati, grazie al successo dell'i-Mode, ma i servizi 3G danno tuttora scarsi introiti e non hanno fatto breccia nei pur ben predisposti nipponici. Per questo motivo i gestori occidentali dovranno prima di tutto educare i propri clienti all'utilizzo di nuovi servizi a valore aggiunto e pensare che anche nei prossimi anni la voce resterà basilare, soprattutto in mercati come quello USA, dove i cellulari multimediali e gli smart phone in particolare troveranno vita difficile. L'utenza mobile continuerà a preferire telefoni dal costo basso e dalle funzioni semplice, voce ed SMS su tutti. Per la multimedialità mobile di massa si preannuncia, quindi, ancora una lunga attesa.