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Discussione: Questione di stile...

  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Thumbs down Questione di stile...



    cari amici
    se di Silvio Berlusconi certamente è consentito dire tutto il male che si vuole, una cosa bisogna riconoscergli: egli ha lo stile dello statista di razza. Certo anche lo 'stile' del professore di Bologna è eccellente... per le campagne di promozione delle specialità gastronomiche emiliane ...

    Ecco a voi da Il Piccolo... al solito... etc...


    Roma, 15:28

    Ue, sulla Russia scontro Berlusconi-commissione

    L'inattesa pubblica difesa di Vladimir Putin da parte di Silvio Berlusconi, nel suo ruolo di presidente di turno della Ue, ha portato oggi a una inedita e clamorosa polemica pubblica tra il portavoce di Berlusconi e quello del presidente della commissione europea Romano Prodi, anch'egli presente al vertice russo-europeo di giovedì. Nella conferenza stampa finale alla presenza di Prodi e di Putin, Berlusconi - non richiesto - aveva difeso a spada tratta la politica del presidente russo in Cecenia e nella recente vicenda delle indagini sul gigante petrolifero Yukos. Quest'oggi, nel consueto briefing alla stampa, il portavoce della Commissione Reijo Kempinnen ha detto esplicitamente che l'esecutivo europeo ‘non condivide le opinioni del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, né sul caso Yukos né sulla Cecenia’.
    Gli ha subito e polemicamente risposto il sottosegretario Paolo Bonaiuti: ‘Chi non era d'accordo doveva parlare subito’, ha detto il portavoce di Berlusconi. ‘Se la commissione e il presidente Prodi avevano qualcosa da dire in contrasto con il presidente Berlusconi sulla vicenda Yukos e su quella cecena potevano farlo liberamente sia nel corso del'intera riunione con il presidente Putin, sia nella lunga e animata conferenza stampa successiva’. ‘Notiamo che il silenzio è stato rotto da una dichiarazione del presidente Prodi - ha proseguito Boniauti - soltanto a conferenza stampa conclusa e che la presa di distanza del portavoce Kemppinen arriva addirittura dopo 24 ore. Troppo comodo. Chi non era d' accordo poteva parlare subito, accettando un eventuale confronto con Putin. Notiamo ancora che lo stesso presidente Putin, nella conferenza stampa congiunta di ieri, ha riconosciuto che il presidente Berlusconi, nel corso della riunione precedente, gli aveva posto - conclude Bonaiuti- domande puntuali e stringenti sulla situazione in Cecenia’.
    Immediata la contreplica della Commissione tramite il portavoce di Prodi in Italia: 'Il problema in questione è stato sollevato durante il vertice di ieri sia da Prodi, sia dal commissario alle relazioni esterne Patten, come confermato durante la conferenza stampa dalle dichiarazioni del presidente Prodi’.



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    Predefinito

    FORSE PRODI HA BISOGNO DI PIù TEMPO PER RIFLETTERE... MA FA MENO GAFFES..
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
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    Predefinito Re: Questione di stile...

    In origine postato da Fecia di Cossato

    cari amici
    se di Silvio Berlusconi certamente è consentito dire tutto il male che si vuole, una cosa bisogna riconoscergli: egli ha lo stile dello statista di razza.
    E come no...



    Roma, 15:28

    Ue, sulla Russia scontro Berlusconi-commissione

    L'inattesa pubblica difesa di Vladimir Putin da parte di Silvio Berlusconi, nel suo ruolo di presidente di turno della Ue, ha portato oggi a una inedita e clamorosa polemica pubblica tra il portavoce di Berlusconi e quello del presidente della commissione europea Romano Prodi, anch'egli presente al vertice russo-europeo di giovedì. Nella conferenza stampa finale alla presenza di Prodi e di Putin, Berlusconi - non richiesto - aveva difeso a spada tratta la politica del presidente russo in Cecenia e nella recente vicenda delle indagini sul gigante petrolifero Yukos. Quest'oggi, nel consueto briefing alla stampa, il portavoce della Commissione Reijo Kempinnen ha detto esplicitamente che l'esecutivo europeo ‘non condivide le opinioni del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, né sul caso Yukos né sulla Cecenia’.
    Gli ha subito e polemicamente risposto il sottosegretario Paolo Bonaiuti: ‘Chi non era d'accordo doveva parlare subito’, ha detto il portavoce di Berlusconi. ‘Se la commissione e il presidente Prodi avevano qualcosa da dire in contrasto con il presidente Berlusconi sulla vicenda Yukos e su quella cecena potevano farlo liberamente sia nel corso del'intera riunione con il presidente Putin, sia nella lunga e animata conferenza stampa successiva’. ‘Notiamo che il silenzio è stato rotto da una dichiarazione del presidente Prodi - ha proseguito Boniauti - soltanto a conferenza stampa conclusa e che la presa di distanza del portavoce Kemppinen arriva addirittura dopo 24 ore. Troppo comodo. Chi non era d' accordo poteva parlare subito, accettando un eventuale confronto con Putin. Notiamo ancora che lo stesso presidente Putin, nella conferenza stampa congiunta di ieri, ha riconosciuto che il presidente Berlusconi, nel corso della riunione precedente, gli aveva posto - conclude Bonaiuti- domande puntuali e stringenti sulla situazione in Cecenia’.

    Immediata la contreplica della Commissione tramite il portavoce di Prodi in Italia:

    'Il problema in questione è stato sollevato durante il vertice di ieri sia da Prodi, sia dal commissario alle relazioni esterne Patten, come confermato durante la conferenza stampa dalle dichiarazioni del presidente Prodi’.

    [/B]
    Ma che sei masochista o Bondi che posti una sconfitta 4-0 dipingendola come vittoria?

  4. #4
    memoria storica di PoL
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    Talking ... e l'Europa boccia la mortadella 'made in Italy'...

    Da Libero di ieri... buona lettura!...




    Sulla Cecenia l’Europa boccia Prodi e si schiera con Berlusconi

    di Alessandro Corneli

    Le Monde è uno dei giornali europei che più insistono ad attaccare Silvio Berlusconi. Quando è a corto di armenti suoi ricorre a firme di italiani più o meno illustri per scagliare contro il presidente del consiglio italiano. Non poteva quindi certo trascurare i giudizi espressi da Berlusconi sulle questioni della Russia, sull’affare Yukos e sulle vicende in Cecenia , né trascurare il fatto che la commissione europea ne ha preso le distanze.
    A leggere però con attenzione sia l’articolo di cronaca sia l’editoriale, che hanno dato conto della particolare cordialità con la quale Jacques Chirac ha accolto Vladimir Putin e, gesto straordinario, lo ha accompagnato all’aeroporto di Orly, ne vengono fuori due punti importanti. Il primo è che la linea seguita dal presidente italiano nei confronti della Russia è la stessa di quella delle maggiori potenze dell’Unione europea. Il secondo è che la critica sollevata da Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, alla tardiva presa di distanza della commissione europea era ben fondata.
    Sul primo punto si nota che il silenzio francese sulle vicende interne russe ‘ha dato la sensazione che la posizione della Francia non è per forza di cose lontana dalla realpolitik italiana’. Singolare ammissione che nella sostanza giustifica la condotta di Berlusconi, il quale ha dato un concreto contributo alla politica estera italiana mirando ad un rapporto privilegiato con la Russia e per questo non sottraendosi dal fornire appoggio al suo governo. Né più né meno della Francia. Per inciso poi il Financial Times, allargando lo sguardo alla politica estera italiana, ha osservato che il ruolo di ‘sparigliatore’ attribuito a Berlusconi è quanto meno esagerato. Per quest’altro giornale ‘autorevole’ europeo l’Italia come presidente della Ue ‘stà giocando un ruolo di mediazione costruttiva nell’ambito della conferenza intergovernativa e le posizioni di Berlusconi sono vicine a quelle di Francia, Germania e Gran Bretagna’. Sul secondo punto la posizione del quotidiano francese è forse ancora più conservativa, tanto che riporta le dichiarazioni di Bonaiuti: ‘Se la commissione e il presidente Prodi avevano qualcosa di diverso da dire avrebbero potuto farlo durante la riunione o durante la conferenza stampa che è seguita’. Scrive: ‘Resta il fatto che la risposta di Palazzo Chigi non è infondata. Nel corso delle discussioni con il presidente russo nessun rappresentante dell’Unione ha evocato la situazione dei diritti dell’uomo in Cecenia’. Quella che Berlusvconi ha considerato una ‘scorrettezza’ da parte di Prodi è quindi ‘cassata’, per la sua innegabile evidenza, anche sulla stampa non certo favorevole al premier italiano. Così, di fronte al silenzio dei rappresentanti europei e ‘senza rischio di essere contraddetto’ Berlusconi ha potuto esporre le sue tesi ‘molto lontane dalle poszioni dell Ue’. Solo il ministro degli esteri danese seguito a breve distanza da quello svedese ha criticato apertamente Berlusconi, mentre il presidente del parlamento europeo Pat Cox si è detto dispiaciuto per l’assenza nel comunicato ufficiale di ogni accenno alla Cecenia. ‘Al di là di queste dichiarazioni isolate – conclude il quotidiano francese – il silenzio ha prevalso in tutte le altre capitali europee’. Come ha detto un diplomatico europeo ‘Silvio Berlusconi con i suoi abituali eccessi ha affermato una verità che nessuno stato europeo contesta: la Russia è un partner strategico che merita tutti i riguardi’.
    L’editoriale intitolato ‘Vergogna per l’Europa’ parte diritto sulle affermazioni relative alla Cecenia: ‘Il capo del governo italiano… non rappresenta le posizioni dei quindici. E le posizioni che difende ci fanno onta. Il presidente della commissione romano Prodi però ha purtroppo aspettato di aver lasciato Roma per far conoscere, prudentemente attraverso il suo portavoce, il proprio disaccordo con Silvio Berlusconi sulla Cecenia come sull’affare Yukov’. Pesante… ma c’è di più… ‘Sfortunatamente, a parte danesi, svedesi e Pat Cox, l’assenza di reazioni da parte dei leader europei rende manifesta la loro preoccupazione di non infastidire il padrone del Cremlino. I riguardi a lui riservati da Jacques Chirac e il silenzio sui vari disaccordi non smentiscono le affermazioni di Berlusconi. Al contrario’.
    Anche Liberation, un giornale di sinistra che guarda all’intelligenza e non al potere, ha notato che il tempo di reazione della commissione sembra tradurre un imbarazzo tra i quindici. I grandi restano notevolmente silenziosi. Sembrano apprezzare la forma e non essere lontani dal condividere l’indulgenza di Berlusconi verso Putin in nome di una relazione con la Russia giudicata ormai improcrastinabile’.
    Precisiamo che questi giornali non sono diventati di colpo filo-berlusconiani. Sono e restano giornali, non fogli di parte. E dimostrano di saper guardare ai fatti. Tre in questa circostanza. Primo è che la realpolitik è la guida in politica estera. Non è buona politica estera quella fatta di buone e generiche affermazioni di europeismo balsamico. Il secondo è che l’Europa , come altre volte, nelle scelte di politica estera è divisa e le sue potenze maggiori seguono i loro interessi [e tra queste si è inserita anche l’Italia]. Il terzo è che la commissione ha sbagliato cercando di colpire a freddo e in ritardo, alimentando così il sospetto che essa volesse farsi strumento di una polemica tutta italiana. Del resto Le Monde non ha tralasciato di notare che ‘l’inimicizia di Romano Prodi verso Silvio Berlusconi è divenuta un parametro ineliminabile della vita europea’. Si badi, non l’inimicizia paritetica tra i due, ma l’inimicizia di Prodi verso Berlusconi. Solo sfumature?… Non pare, anzi sembra una conferma dell’intenzionalità dello sfruttamento delle vicenda da parte di Prodi. E non già in difesa dell’Europa, ma in funzione della sua strategia politica italiana. Berlusconi ora come ora è diviso tra impegni a Bruxelles e impegni italiani, mentre il presidente della commissione è stabilmente al di là delle Alpi. Non è quindi infondata la richiesta che Prodi lasci Bruxelles per non perpetuare quella brutta impressione che ha dato agli italiani, cioè di averli assunti considerandoli transitori e funzionali al suo rientro in Italia. Questo è l’europeismo che ci fa male.



    --------------

    Nobis ardua

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  5. #5
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    Per usare una fraseologia cara a quel pazzo furioso di fecia di cossato, bisogna dire che solo un europeo imbecille potrebbe schierarsi contro la politica di Putin in Cecenia.

  6. #6
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    Talking ... dicevamo appunto 'questione di stile'...



    Il presidente della Commissione attaccato in Europa e in Italia

    Fini: 'Non dimentichi che deve rappresentare tutti gli italiani'

    Tremonti: 'Irresponsabileil manifesto di Prodi'



    Roma - 'Ha ragione Pottering, il comportamento di Prodi è irresponsabile'. Giulio Tremonti raccoglie la palla alzata dal capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Hans Gert Pottering e spara una bordata contro il presidente della commissione Ue e futuro avversario del centrodestra nelle competizioni elettorali. Un accerchiamento nei confronti di Prodi che GianFranco Fini completa ricordando al professore bolognese che 'il suo ruolo istituzionale di rappresentanza di tutti gli italiani'. 'E' una questione di stile', chiosa il vicepremier. A scatenare le ire del Ppe, dei conservatori e del centrodestra italiano è il manifesto che Prodi ha stilato per le prossime europee e ha inviato ai partiti dell'Ulivo. Un documento di sessanta pagine, un vero e proprio programma per quella lista unitaria di tutte le forze di opposizione che Prodi propugna da tempo. Titolo del documento Europa: il sogno, le scelte. Il primo attacco è venuto dall'Europa e da quel capo dei popolari europei che ha detto: 'Trovo inaccettabile il comportamento di Prodi. E' il presidente della commissione europea. Non capisco perché debba intervenire nella politica interna italiana, addirittura formulando proposte direttamente ai partiti. No, no. E' davvero inaccettabile'. Un'indignazione che ha trovato buona sponda in Italia con Tremonti cui è bastata una sola frase per affondare il colpo: 'Sono assolutamente d'accordo con Pottering'.

    A dare sostanza all'attacco di Tremonti ci ha pensato GianFranco Fini che intervenendo a un convegno del Gruppo unione per l'europa delle nazioni [Uen] ha affermato: 'Siamo già in campagna elettorale ed è naturale, ma non trovo altrettanto naturale che nella campagna si impegnino figure che hanno responsabilità istituzionali, mi riferisco in particolare a quello che sta accadendo nel mio paese e a Prodi'. 'Prodi - ha continuato Fini - è sceso in campo come un esponente del centrosinistra dimenticando che fin quando è presidente della commissione ha il dovere di rappresentare tutti gli italiani e tutti gli europei, senza perdere di vista il suo ruolo'. La sottolineatura di Fini è stata subito condivisa dal presidente del gruppo, il francese Charles Pasqua: 'Prodi farebbe molto meglio ad occuparsi degli errori e delle manchevolezze della commissione', stigmatizza l'esponente della maggioranza di destra francese che ha proposto l'inserimento nel comunicato stampa finale della riunione odierna una esplicita critica al comportamento del presidente dell'esecutivo Ue.



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  7. #7
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    Uheila, sono diventati tutti patrioti adesso, Prodi è diventato il Presidente degli Italiani.

    E ALLORA PIU' RISPETTO PER IL PRESIDENTE, POLLISTI !!

    E quando salta fuori qualcuno tipo il Marini ad accusarlo o il Taormina che lo vuole arrestare, vediamo di difenderlo come si deve fare con il Nostro Presidente.

    Non se lo ricordava, allora, il Fini, che Prodi rappresenta tutti gli italiani, come e più di Ciampi?

 

 

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