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Discussione: Sulla Castità.

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    Predefinito Sulla Castità.

    L'ho appena trovato in rete. Sembra roba buona:


    ADOLFO TANQUEREY
    Compendio di Teologia Ascetica e Mistica
    da http://www.freaknet.org/martin/libri...io/P2L1C4.html

    § II. La Lussuria.

    873. 1° Natura. Dio, come volle che un sensibile diletto fosse annesso al nutrimento per aiutar l'uomo a conservare la vita, così associò pure speciale diletto agli atti con cui l'umana specie si propaga.
    Lecito quindi è questo diletto alle persone coniugate, a patto che ne usino pel nobilissimo fine per cui il matrimonio fu istituito, la trasmissione della vita; fuori del matrimonio è rigorosamente proibito. Non ostante questa proibizione, vi è sciaguratamente in noi, soprattutto a cominciare dall'età della pubertà o della adolescenza, una tendenza più o meno violenta a gustar questo diletto anche fuori del legittimo matrimonio. È quella disordinata tendenza che si chiama lussuria e che vien condannata nel sesto e nel nono precetto del Decalogo: "Non commettere atti impuri; non desiderar la donna d'altri" 873-2.
    Non dunque i soli atti esterni vengono proibiti ma anche gli atti interni acconsentiti, immaginazioni, pensieri, desideri. E a ragione: perchè se uno si ferma deliberatamente su fantasie o pensieri disonesti e su desideri cattivi, i sensi si turbano, e sorgono moti organici che non sono bene spesso se non preludio d'atti contrari alla purità. Chi dunque vuole schivare questi atti, deve pur combattere i pericolosi pensieri e le pericolose immaginazioni.
    874. 2° Gravità di queste colpe. A) Quando si cerca e si vuole direttamente il piacere cattivo, il voluttuoso diletto, si commette peccato mortale. È infatti gravissimo disordine compromettere la conservazione e la propagazione dell'umana stirpe. Ora, posto come principio che si possano cercare i diletti della voluttà in pensieri, in parole o in atti, fuori del legittimo uso del matrimonio, sarebbe impossibile porre un freno al furore di questa passione, le cui esigenze aumentano con le soddisfazioni che le si concedono, e presto il fine del Creatore verrebbe frustrato. Il che si fa pur manifesto dall'esperienza: quanti giovani si rendono incapaci di trasmettere la vita per aver abusato del loro corpo! Quindi nel piacere cattivo direttamente voluto non si dà parvità di materia.
    B) Ma vi sono casi in cui questo piacere, senza che sia direttamente cercato, sorge per effetto di certe azioni peraltro buone o almeno indifferenti. Se non vi si consente e se d'altra parte si ha ragione sufficiente per far l'azione che vi da occasione, non c'è peccato e non bisogna quindi impensierirsene. Ma se gli atti che causano queste sensazioni non sono nè necessari nè utili, come le letture pericolose, le rappresentazioni teatrali, le conversazioni leggiere, i balli lascivi, è chiaro che l'abbandonarvisi è peccato d'imprudenza più o meno grave secondo la gravità del disordine così prodotto e del pericolo di acconsentirvi.
    875. C) Rispetto alla perfezione, non v'è, dopo la superbia, ostacolo più grande al progresso spirituale, del vizio impuro. a) O si tratta di peccati solitari o di peccati commessi con altri, non tardano a produrre tiranniche abitudini che spengono ogni slancio alla perfezione e inclinano la volontà ai grossolani diletti. Non più gusto per la preghiera; non più gusto per le austere virtù; non più nobili e generose aspirazioni. b) L'anima è invasa dall'egoismo: l'amore che si aveva per i genitori o per gli amici intristisce e scompare quasi intieramente; non resta più che l'avidità di godere a ogni costo dei cattivi diletti: è una vera ossessione. c) Rotto è allora l'equilibrio delle facoltà: il corpo e la voluttà hanno l'impero; la volontà diviene schiava di questa vergognosa passione e presto si rivolta contro Dio che interdice e castiga questi cattivi piaceri.
    d) I tristi effetti di questa abdicazione della volontà si fanno presto sentire: l'intelligenza infiacchisce e s'ottunde perchè la vita è discesa dalla testa nei sensi: non si ha più gusto per gli studi seri; l'immaginazione non si volge più che a cose basse; il cuore a poco a poco sfiorisce, si fa arido e duro, non sentendo più allettative che per i grossolani diletti. e) Spesso anche il corpo ne rimane profondamente colpito: il sistema nervoso, sovraeccitato da questi abusi, s'irrita, si svigorisce e "diviene inetto all'ufficio di regolazione e di difesa" 875-1; i vari organi non funzionano più che imperfettamente; la nutrizione si fa male, cadono le forze e si è minacciati di consunzione.
    È chiaro che un'anima così sconvolta, avvivante un corpo debole, non pensa più alla perfezione; se ne allontana anzi ogni giorno più; fortunata se potrà ravvedersi a tempo e assicurarsi almeno l'eterna salvezza!
    Conviene quindi indicare alcuni rimedi contro questo grossolano vizio.
    876. 3° Rimedi. Per resistere a passione così pericolosa, occorrono: convinzioni profonde, fuga delle occasioni pericolose, mortificazione e preghiera.
    A) Convinzioni profonde e sulla necessità di combattere questo vizio e sulla possibilità di riuscirvi.
    a) Quanto dicemmo sulla gravità del peccato della lussuria mostra quanto sia necessaria fuggirlo per non esporsi alle pene eterne. Vi si possono aggiungere due altri motivi tratti da S. Paolo: 1) Siamo tempii vivi della SS. Trinità, tempii santificati dalla presenza del Dio d'ogni santità e da una partecipazione della vita divina (97, 106). Ora nulla insozza maggiormente questo tempio quanto il vizio impuro che profana nello stesso tempo il corpo e l'anima del battezzato. 2) Siamo membra di Gesù Cristo, a cui fummo incorporati col battesimo; dobbiamo quindi rispettare il nostro corpo come il corpo stesso di Cristo. E vorremo profanarlo con atti contrari alla purità? Non sarebbe questo una specie di obbrobrioso sacrilegio? e tutto per procurarci un grossolano diletto che ci abbassa al livello dei bruti?
    877. b Ci sono molti che dicono che è impossibile praticar la continenza. Così la pensava pure Agostino prima di convertirsi. Ma ritornato a Dio e sorretto dagli esempi dei Santi e dalla grazia dei Sacramenti, capì che non c'è nulla d'impossibile quando si sa pregare e lottare. E questa è la pura verità: da noi siamo così deboli e il piacere cattivo è talora così lusinghiero che finiremmo per soccombere: ma quando ci appoggiamo sulla grazia divina e facciamo sforzi energici, usciamo vittoriosi dalle più rudi tentazioni. Nè si dica che la continenza nei giovani è contraria alla sanità; i medici onesti rispondono col Congresso internazionale di Bruxelles 877-1: "Bisogna soprattutto insegnare alla gioventù maschile che la castità e la continenza non solo non sono nocive, ma che anzi queste virtù sono raccomandabili anche sotto l'aspetto puramente medico ed igienico". Non si conosce infatti nessuna malattia prodotta dalla continenza, mentre ve ne sono molte che hanno origine nella lussuria.
    878. B) La fuga delle occasioni. È assioma spirituale che la castità si conserva principalmente con la fuga delle occasioni pericolose; quando uno è convinto della propria debolezza non si espone inutilmente al pericolo. Quando si tratta di occasioni non necessarie, bisogna diligentemente fuggirle sotto pena di soccombervi: chi si espone al pericolo vi perisce: "qui amat periculum in illo peribit" 878-1. Quando dunque si tratti di letture, di visite, d'incontri, di rappresentazioni pericolose, a cui uno può senza notevole inconveniente sottrarsi, non si deve esitare; in cambio di cercarle si fuggono come si fugge un pericoloso serpente. Se poi queste occasioni non possono essere evitate, bisogna rafforzar la volontà con disposizioni interne che rendano i pericolo meno prossimo. Così S. Francesco di Sales dichiara che se le danze non si possono evitare, devono almeno essere accompagnate da modestia, dignità e retta intenzione; onde poi queste pericolose ricreazioni non abbiano a destare cattivi affetti, è bene riflettere che, durante quel ballo, molte anime ardono nell'inferno per i peccati commessi nel ballo o per causa del ballo 878-2. Quanto più vero è questo oggi che balli esotici e lascivi hanno invaso tanti saloni!
    879. C) Vi sono però occasioni che non si possono evitare, e sono quelle che uno incontra ogni giorno dentro di sè e fuori di sè, e che non si possono vincere che con la mortificazione. Abbiamo già detto che cosa sia questa virtù e quali ne siano le pratiche, n. 754-815. Non possiamo che richiamare alcune delle sue prescrizioni che riguardano più direttamente la castità.
    a) Gli occhi specialmente devono essere custoditi, perchè gli sguardi imprudenti accendono i desideri e questi trascinano la volontà. Ecco perchè Nostro Signore afferma che chi guarda una donna con concupiscenza, ha già commesso adulterio nel suo cuore: "qui viderit mulieren ad ad concupiscendam eam, jam mæchatus est in corde suo" 879-1; e aggiunge che se l'occhio destro ci è occasione di scandalo, bisogna strapparlo 879-2, vale a dire allontanare energicamente lo sguardo dall'oggetto che ci scandalizza. Questa modestia degli occhi è tanto più necessaria oggi che si è esposti ad incontrare quasi dappertutto persone e cose capaci di suscitar tentazioni.
    b) Il senso del tatto è anche più pericoloso, perchè eccita impressioni sensuali che tendono facilmente a cattivi diletti; bisogna quindi astenersi da quei toccamenti o carezze che non possono che eccitar le passioni.
    c) Quanto alla fantasia e alla memoria, si richiamino le regole esposte al n. 781. Riguardo alla volontà, bisogna rinvigorirla con virili educazione, secondo i principi esposti ai n. 811-816.
    880. d) Anche il cuore dev'essere mortificato con la lotta contro le sensibili e pericolose amicizie (n. 600-604). È vero che viene un momenti in cui le persone che si preparano al matrimonio si legano di legittimo amore, ma sia amore casto e soprannaturale; schiveranno quindi quei segni d'affetto che fossero contrari alle leggi della decenza, rammentandosi che la loro unione, per poter essere benedetta da Dio, deve restar pura. Quanto alle persone ancor troppo giovani da pensare al matrimonio, staranno in guardia contro quelle affezioni sensibili che, ammollendo il cuore, lo preparano a pericolose transazioni. Non si può impunemente scherzar col fuoco. E poi se uno esige dalla persona che vuole sposare un cuor puro, non dovrà esser puro anche quello che le offre?
    881. e) Finalmente una delle più utili mortificazioni è l'energica e costante applicazione ai doveri del proprio stato. L'ozio è cattivo consigliere; il lavoro invece, occupando tutta la nostra attività, ci allontana la fantasia, la mente e il cuore dagli oggetti pericolosi; sul che ritorneremo presto, al n. 887.
    882. D) La preghiera. a) Il Concilio di Trento ci avverte che Dio nulla comanda d'impossibile ma ci chiede di fare quello che possiamo e di pregare per ottener quello che da noi non possiamo 882-1. Prescrizione che si applica soprattutto alla castità, la quale presenta per la maggior parte dei cristiani, anche per quelli che sono nel santo stato del matrimonio, speciali difficoltà. A trionfarne, bisogna pregare, pregar spesso, e meditare sulle grandi verità: queste frequenti ascensioni dell'anima a Dio ci distaccano a poco a poco dai sensuali diletti per elevarci a pure e sante delizie.
    b) Alla preghiera bisogna aggiungere la pratica frequente dei sacramenti. 1) Quando uno si confessa spesso, e sinceramente si accusa delle colpe o delle imprudenze commesse contro la purità, la grazia dell'assoluzione, unita ai consigli del confessore, invigorisce in singolar modo la volontà contro le tentazioni. 2) Grazia che maggiormente si rinsalda con la comunione frequente: l'intima unione col Dio d'ogni santità smorza la concupiscenza, rende l'anima più sensibile ai beni spirituali e la distacca quindi dai grossolani diletti. Con la confessione e con la comunione frequente S. Filippo Neri guariva i giovani abituati nel vizio impuro; e anche oggi non c'è rimedio più efficace sia a preservare come a fortificare la bella virtù. Se tanta gioventù maschile e femminile sfugge al contagio del vizio, lo deve alle pratiche religiose, ove trova l'arma efficace contro le tentazioni che l'assediano. È vero che quest'arma richiede coraggio, energia, frequenti rinnovati sforzi; ma con la preghiera, coi sacramenti e con la salda volontà si trionfa di tutti gli ostacoli.
    Viva Cristo RE!

  2. #2
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    Predefinito Ancora sulla Castità.

    Anche questo mò l'ho trovato.
    Su: http://www.freaknet.org/martin/libri...ato/index.html

    Dell'incontinentia, contra il voto della castità, e remedij. Cap. XXVI.

    Il Religioso consacra il corpo, e l' anima sua à Dio, con il voto della castità, al quale è contrarijssimo, il puzolente, e carognoso vitio dell' incontinentia della carne, però lo deve fuggire più di qualsivoglia fuoco, e fiamma, e di più di qualsivoglia mortalissima peste, poiche questo peccato fà ingiuria, e dispreggia Iddio grandissimamente. li fà ingiuria, perche havendolo prohibito sotto pena di morte eterna, non si cura punto della sua prohibitione, e vuole più presto obedire alla vilissima parte del senso, per un maledetto diletto, che à Dio creator et fattor suo: gli fà ingiuria perche viola e contamina il suo tempio dicendo San Paolo. [1.Co.] Nescitis quia templum Dei sanctu, est, quod estis vos, e c. si quis autem templum Dei violaverit disperdet illum Deus e c. li fà ingiuria, perche essendo l' anima figlia e sposa di Dio, senza rispetto alcuno di tanta maestà, con il carognoso, e puzzolente peccato della carne l' imbratta, e contamina, e se questo peccato in ogni sorte, e conditione di persone, è disdicevole, molto più è nelli Sacerdoti di Dio, e massime Sacerdoti del testamento nuovo, al cui ordine è congionto il voto della castità, il che non era nelli Sacerdoti dell' antiqua lege, ne in quelli della lege di natura. Dio ricercava la purità, e mundezza in quelli, quando havevano da offerir sacrificij d' animali, andar al tempio à ministrare, portar li vasi sacri, etc. quanto maggiormente la ricercherà nelli Sacerdoti del nuovo testamento, che hanno da offerir' al Padre eterno l' unigenito suo figliuolo? de quali dice Santo Agost. Melius est spiritualia penitus ommitti, quam impure tractari. De i Sacerdoti dice Malac. che sono Angeli. Labia sacerdotis custodiunt scientiam, & legem requirent ex ore eius, quia Angelus domini exerciuum est, anzi è più che Angelo, in quanto alla dignità sacerdotale, che non è concessa a' gl' Angeli, perche non possono consecrare, ne assolvere da' peccati. Hor se questo è vero nelli semplici Sacerdoti, molto più grave sarà questo peccato nelli Religiosi, i quali come cosa essentiale di quello stato, fanno voto di castità perpetua. di più i Religiosi sono la più nobil parte della sposa di Christo, cioè della Chiesa: onde il macchiar con il peccato della carne questa parte, e far ingiuria grandissima à Christo. di più questo peccato nelli Religiosi è una Apostasia, perche se è tenuto per Apostata colui, che lascia l' habito della Religione, essendo la castità, cosa più essentiale di quel stato, che l' habito, molto più sarà Apostata quello che lasciarà la castità. il medesimo si può vedere da questo, che il Demonio mette tanto studio per far cadere un Religioso nel peccato della carne, e tanto si rallegra havendo ottenuto la vittoria, che reputò una volta per ben speso il tempo di quarant' anni, che uno de' suoi compagni, haveva speso in tentar un Monacho, che quella notte haveva fatto cadere; come si legge nella vita de' Santo Padri, onde l' honorò mettendoli la corona in testa, facendo batter altri, che in pochissimo tempo havevano fatto fare moltissimi e grandissimi mali. Si mostra il medesimo, perche la vita del Religioso, hà da esser' Angelica; però la deve imitar per mezo della castità, & purità; dicendo San Geronimo, In carne preter carnem vivere, non humane nature est, sed virtutis Angelice, & sopra tutto è ancor maggior il peccato della Monacha Religiosa; poi che il suo non è semplice fornicatione, ma adulterio, essendo ella sposata all' altissimo, al quale servono gli Angeli con tanta purità, quanta è nell' Angelica natura: e non solo è adulterio, ma stupro ancora, essendo defloratione della vergene. è ancora sacrilegio, essendo ella consecrata à Dio. è ancora incesto gravissimo, essendo ella moglie e sposa del Padre celeste. onde chi và alla Monacha, fà ingiuria grandissima ad esso sposo celeste, tanto biasmava San Paolo lo Corinthij, perche sopportavano l' incestuoso dicendo. Auditur inter vos fornicatio, e talis fornicatio; qualis nec inter gentes, ita ut uxorem patris sui aliquis habeat: è maledetto Ruben, perche maculò il letto di suo padre.
    Il primo rimedio contra il vitio della carne puzzolente, è la guardia delli sentimenti, & massime del vedere, dell' udire, del parlare, del toccare, e del conversare; perche per questi entra la delettatione nella mente, e il senso si muove, e la volontà s' indebolisce, e s' induce à consentire alli piaceri della carne; come si vede in David huomo fatto santo, che vedendo etiam molto da lontano Bersabea moglie di Uria, s' infiammò tutto di concupiscenza, et cadde nell' adulterio e homicidio. E Gieremia disse in persona de' carnali, che gli occhi gli havevano rubata l' anima. et Giob disse d' haver fatto patto con gl' occhi suoi, di non guardar vergine, sapendo che dal vedere, nasce il desiderio cattivo. però bisogna evitar tutte le occasioni, che sogliono, ò possono provocare à tal' incendio, tali sono le prattiche cattive, l' udire, ò parlar di cose dishoneste, legere, ò cantar cose d' amore.
    Secondo è discacciare i cattivi pensieri subito che ti vengono, prima ch' entrino, & comincino à riscaldare la carne, occupandote in vece di quelli, in altri buoni, & santi pensieri: il che si deve fare in ogni sorte di tentatione; perciò che quanto più lasciarai intrare simili pensieri, tanto più si fortificaranno, e difficilmente si scacciaranno: come aviene quando stando fuori, facilmente si poteva far resistenza. ma se già per tua disgratia, e negligenza fossero entrati detti pensieri cattivi, & fortificati nella carne tua, il remedio sarà per via d' oratione mentale ò vocale, pregar il Signor Iddio, che ti aiuti: facendoti la croce sopra il cuore, ò dandoti qualche afflittione corporale, overo pensando alla Passione di Christo nostro Signore, ti giovarà ancora il raccomandarti alla Madonna santissima, al tuo Angelo custode, e alli santi tuoi avvocati.
    Terzo è rivelare presto i tuoi pensieri al padre spirituale in confessione, perche in quella si da gratia per resistere; e se tu havessi acconsentito ti cava dal fango del peccato, dal quale liberato, con maggior facilità potrai scacciare via i mali pensieri.
    Quarto perche questo vitio molto meglio si vince fuggendo, che combattendo, però bisogna sempre fuggire i pericoli, per non pericolare in quelli, onde è molto giovevole, à chi lo può fare, mutare luogo. perche non vedendo l' ogetto, che tira, e provoca, ne sentendo la voce, ò le imbasciate che manda, à poco à poco, si perdeno le spetie di quello, che ti molestava, & si smorza quell' incentivo, che ti causava la presenza sua. Aiuta ancora mutar luogo, cosi mutar esercitio, ò ragionar con qualche persona di rispetto. bisogna ancora fugir l' otio come peste, acciò che il nemico non trovi luogo di testarti, occupandoti in cose buone; perche questa nostra mente, à guisa di mola di molino, sempre gira, ne mai se ferma, che non pensi qualche cosa; però bisogna mettervi grano di buoni pensieri, altrimenti macinarà i sassi e pietre de' cattivi pensieri.
    Quinto giova il fare qualche penitenza corporale, come digiunare, dormire sopra le tavole, ò altra cosa dura: portar cilicio, ò qualche con nodi sopra la carne nuda, disciplinarsi, ò far altre simili austerità, acciò che con il dolore, e afflittione della carne, scacci il suo diletto. Cosi fece San Francesco, rivolgendo il nudo corpo per la neve: e San Bernardo nell' acqua agiacciata: & quel Santo dell' Eremo abbruciandosi le dita della mano, al lume della lucerna, & cosi con quel fuoco, superò l' incendio della carne: giova ancora l' esser temperato nel mangiare e nel bevere, perche quanto più s' ingrassa questa carne, tanto più ricalcitra: e à giovani massime che li bolle il sangue, conviene bevere poco vino, e quello ben temperato, poiche come dice l' Apostolo in esso è la lussuria, cioè che la causa, con il suo calore e forza.
    Sesto considera la bruttezza di questo vitio, che rende infame chi l' essercita, è la puzza che nasce da quello, che è intollerabile: però un' Angelo facendo viaggio con un S. Padre, si otturò il naso scontrandosi in una donna di mala vita; il che non haveva fatto trovando una bestia morta, che mandava da se puzza grandissima, che quel Santo non haveva potuto soffrire. onde maravigliato di quello che faceva l' Angelo non sapendo però, chi fosse) [sic] udì da lui (che si scoperse) che quella non era puzza à rispetto di quella del vitio carnale.
    Settimo sarà considerare con attentione, e leggerle, e rileggerle spesso le cose dette di sopra in detestatione di questo vitio, e di quelli che senza timor alcuno di Dio, e senza vergogna delli huomini lo commettono; che sono infami, anzi infamissimi, e che saranno castigati con eterni tormenti.
    Viva Cristo RE!

  3. #3
    Hobbit2
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    Da: http://www.freaknet.org/martin/libri...to/390-394.htm

    De'sette segni dell'amor carnale.
    S. Bonaventura de processu Religionis. Cap. 16.

    Primo segno dell' amor carnale, è che come l' amor spirituale, desidera, e si rallegra di udir' e parlar solamente di cose spirituali, e di edificatione; e habbia in fastidio, e fugga come peste, le burle, ciarle, parole vane, e otiose: cosi per il contrario, l' amor carnale, parla pochissimo, ò per dir meglio niente di cose spirituali, ma si bene parla molto di cose vane, inutili, e otiose, e particolarmente parla insatiabilmente dell' amor che porta à quello che ama, e à parlar di questo non bastano le hore, ne li giorni, ma sempre, chè si possono trovar insieme hanno che parlare. Secondo segno dell' amor carnale, è una insolentia e libertà di conversare; di guardarse l' un l' altro, accostarse, toccarse, burlare; stringere le mani, e far altri atti poco decenti; l' amor spirituale, serva la disciplina, tanto in occolto; quanto in publico. ne cerca cantoni, anzi li fugge; se non quando vuol' attendere à se stesso, e vacare solamente à Dio. parlando con persona, massime femina, e giovani, tiene li occhi bassi, le mani composte, e tutti i membri talmente custoditi, che niuno benche diligentissimo osservatore, non trovaria che reprendere. Il terzo segno, è una inquietudine di mente, in pensar dell' amico, dove stia, che cosa faccia, quando verrà, quanto tempo sia stato absente; se si ricorda, e pensa di lui: se forse per l' absentia l' amor di quello sia rafreddato verso di se. la causa, perche non li habbia mandato à dir niente, perche non li habbia scritto, etc. e stà talmente sospeso d' animo, e distratto in pensar di lui, che non può far oratione, ne quietamente pensar à Dio. l' amor spirituale, non si cura niente di queste cose, ma si riposa in Dio, al quale fidelmente raccomanda il suo amico, e senza distrattione alcuna, compatisce, e si rallegra con l' amico; conforme à quello che la retta ragione ditta. Il quarto segno, è una impatiente invidia, che hà, se l' amico suo ama alcun' altro seco. se lo saluta, se li fa benefitij, etc. per il che teme, che l' amor verso dell' altro cresca, e verso di se sminuisca. per questo sente pena, si duole, e s' attrista. l' amor spirituale vole che tutti siamo amati seco, e di questo si rallegra. perche la charità è virtù communicativa, e quanto più si dilata, tanti più cresce, come il fuoco, che quanto più legne vi si mette, tanto più s' accende. Il quinto, è una perturbatione, e ira impatiente d' animo, se s' accorge, che l' amico ama un' altro, quanto lui, overo se l' offende in qualche cosa. ò non fa per lui quello che desiderava. di qua escano le querele, l' improperij de i beneficij che li hà fatti. come cose fatte verso un' ingrato, e sconoscente. seguitano ancora promesse con giuramento, che mai più l' amarà. seguitano le ingiurie, le maledittioni, le dettrationi. il scoprir de' secreti, & altre cose inconvenientissime. l' amor spirituale è pacifico, trattabile, perdona volontieri alli errori de' prossimi. e sopporta con patientia quanto li viene fatto da altri. Il sesto, è doni e presenti, lettere pieni d' affetti, scherzi, conviti, e altre cose che possono mantenere l' amor sensuale. l' amor santo, dice San Gieronimo non hà questi presentuzzi, ne lettere amatorie, ma pure orationi, instruttioni edificatorie; nelle necessità pie subventioni. Il settimo, è una disornata dissimulatione de i vitij, deffetti, e mancamenti l' uno dell' altro; poi che amano detti vitij, li escusano, li deffendano contra quelli che li reprendano; e sono confederati nel male. L' amor spirituale, hà in odio tutti li vitij, [1.The.2.] ma particularmente in quelli, che ama. & li corregge con severità maggiore.
    Viva Cristo RE!

  4. #4
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    Originally posted by Antonello
    Da tutto questo ne discende che un rapporto sessuale all'interno del matrimonio di una coppia che è conscia d'essere sterile, è comunque e sempre peccato mortale?
    No. Penso di no.
    Viva Cristo RE!

  5. #5
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    TRA LE FINALITà DEL MATRIMONIO CATTOLICO RIENTRA ANCHE IL "REMEDIUM CONCUPISCENTIAE": L'USO DEBITO DEL MATRIMONIO (CONIUGIUM CARNALE SENZA METTERE IN ATTO ALCUNA PRATICA TENDENTE A SFAVORIRE LA PROCREAZIONE) è ANCHE UN SAGGIO MODO PER SODDISFARE IL NATURALE APPETITO SESSUALE, PRESERVANDO I CONIUGI DAL DESIDERIO NEL CONFRONTO DI TERZI.
    Nè LA STERILITà, Nè L'ETà NON PIù FERTILE IMPEDISCONO L'USO DEBITO DEL MATRIMONIO CHE NON è AFFATTO PECCATO.

    GUELFO NERO

    P.S.: OVVIAMENTE MI RIFERISCO AL MATRIMONIO CATTOLICO, NON AL MATRIMONIO CIVILE CHE è UN SEMPLICE CONCUBINATO.

  6. #6
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    Un thread bello ed interessante aperto dal pio Ninco Nanco.

    Guelfo Nero

  7. #7
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    Originally posted by guelfo nero


    P.S.: OVVIAMENTE MI RIFERISCO AL MATRIMONIO CATTOLICO, NON AL MATRIMONIO CIVILE CHE è UN SEMPLICE CONCUBINATO.
    Come ogni altro matrimonio, secondo rito non cattolico.
    "

  8. #8
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    un bel thread che dobbiamo al nostro caro amico campano.

    Guelfo Nero

 

 

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