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Discussione: Ma guarda te

  1. #31
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    In origine postato da Paul Atreides
    Stai sbroccando di brutto

    Scrivi che noi gli abbiamo rotto i coglioni col colonialismo, poi dici che sino agli anni '70 era autosufficiente

    Al che, un'osservazione viene spontanea: se l'Africa era ''quasi totalmente autosufficiente'', ciò vuol dire che UN SECOLO ALMENO di colonialismo europeo NON aveva di certo ridotto alla fame gli africani.

    Mi sa che ti stai incartando da solo

    PS. la tratta degli schiavi funzionava un pò diversamente. Erano i negri a far prigionieri altri negri. Erano arabi quelli che acquistavano i prigionieri e li portavano sulla costa. Qui intervenivano i bianchi caricandoseli sulle navi

    PS. beh, almeno sei venuto a conoscenza della crisi del '72. E sei venuto a conoscenza del fatto che gli yankees fecero cose vergognose, ma dopo la carestia. Domanda: quella carestia chi la provocò? Ti aiuto: siccità prolungata? Erosione dei suoli? L'esplosione demografica? Un intreccio di queste e altre cause?
    Ma missà che chi si è incartato sono spagnoli e conquistadores vari, anglosaxons, francesi etc. che sono andati a rompere li cojoni a mezzo mondo.

    - il colonialismo schiavistico non riduceva alla fame, sfruttava gli indigeni facendo però lavorare a loro la terra e rivendendo i prodotti sul mercato ricco.
    Era un colonialismo infame ma meno distruttivo x cultura, equilibri, etc. di quello economico, il colonialismo tradizionale non distruggeva gli equilibri economico-sociali

    - il Sahel fu colpito dalla siccità, ma che c'entra?

  2. #32
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    In origine postato da Felix
    già il fatto che lavori fianco a fianco con allogeni la dice lunga sul tuo profilo mondialista e mescolazionista (altro che "destra radicale!", dovresti frequentare un centro sociale)...
    poi bisogna distinguere: ucraini, serbi e albanesi sono EUROPEI.
    I pakistani e gli iraniani sono INDO-EUROPEI. E gli egiziani pur non essendo tali, appartegono pur sempre alla nostra razza bianca, nonostante alcune commistioni negroidi.

    Altra cosa sarebbe avvicinare gruppi etno-razziali a noi completamente estranei: negroidi (come i senegalesi) e mongoloidi (come i cinesi).
    Lavoro con gli immigrati perchè i soldi non mi cadono dal cielo e non li trovo per terra, lavoro con chi capita.

    Se tu prima di lavorare con qualcuno gli misuri il cranio e la pigmentazione degli occhi e gli fai l'esame del dna per vedere se è indpeuropeo o europeo o sarcaxxo, non so, missà che c'hai qualche problema

    Ma poi tu non sei un immigrato allogeno, perchè ce l'hai con gli immigrati?

  3. #33
    Paul Atreides
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    In origine postato da wilhem
    Ma missà che chi si è incartato sono spagnoli e conquistadores vari, anglosaxons, francesi etc. che sono andati a rompere li cojoni a mezzo mondo.

    - il colonialismo schiavistico non riduceva alla fame, sfruttava gli indigeni facendo però lavorare a loro la terra e rivendendo i prodotti sul mercato ricco.
    Era un colonialismo infame ma meno distruttivo x cultura, equilibri, etc. di quello economico, il colonialismo tradizionale non distruggeva gli equilibri economico-sociali

    - il Sahel fu colpito dalla siccità, ma che c'entra?
    Solito casino. Il tuo vizietto è che spari a raffica giudizi. Ma troppe pallottole song' e' carton'

    1) gli yankees le terre se le pappavano. Idem gli spagnoli. Non così francesi, inglesi ecc. Quindi, il colonialismo non è un fenomeno omogeneo.

    2) Il colonialismo NON ha distrutto, in buona parte, gli equilibri africani. Ma ha devastato quelli indiani, ad esempio.

    3) la siccità è colpa del liberismo?

    4) in Africa le più grandi carestie si verificarono a fine Ottocento in posti non colonizzati: il Sudan mahdista e l'Etiopia di Menelik [1888-1891], legate al ciclo dell'ENSO. Nel periodo 1875-1895, tranne i casi che ho riportato, l'Africa attraversò un periodo straordinariamente prospero. La svolta, legata ad un nuovo ciclo dell'ENSO, è del 1897-1904. Qui la carestia colpisce dal Sahel, passando per il corno d'Africa, il Kenya, sino allo Zimbabwe e allo Swaziland. Insomma, investe l'intero continente. E', probabilmente, il punto di rottura dell'economia africana.

  4. #34
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    In origine postato da Paul Atreides
    Solito casino. Il tuo vizietto è che spari a raffica giudizi. Ma troppe pallottole song' e' carton'

    1) gli yankees le terre se le pappavano. Idem gli spagnoli. Non così francesi, inglesi ecc. Quindi, il colonialismo non è un fenomeno omogeneo.

    2) Il colonialismo NON ha distrutto, in buona parte, gli equilibri africani. Ma ha devastato quelli indiani, ad esempio.

    3) la siccità è colpa del liberismo?

    4) in Africa le più grandi carestie si verificarono a fine Ottocento in posti non colonizzati: il Sudan mahdista e l'Etiopia di Menelik [1888-1891], legate al ciclo dell'ENSO. Nel periodo 1875-1895, tranne i casi che ho riportato, l'Africa attraversò un periodo straordinariamente prospero. La svolta, legata ad un nuovo ciclo dell'ENSO, è del 1897-1904. Qui la carestia colpisce dal Sahel, passando per il corno d'Africa, il Kenya, sino allo Zimbabwe e allo Swaziland. Insomma, investe l'intero continente. E', probabilmente, il punto di rottura dell'economia africana.
    1) Su ingelsi e olandesi non ne sarei così sicuro, per non parlare dei Belgi che sterminavano a destra e a manca.

    2) Di certo oggi buona parte dell'Africa e cmq del terzo mondo è stata resa DIPENDENTE dalle logiche di mercato globale, gli USA & company danno soldi ex. al Sahel e poi gli vendono i loro prodotti (spesso inutili) riprendendosi il doppio (se non di +) dei soldi che gli hanno dato.
    In più gli US pagano i contadini locali per non lavorare la terra con cui potrebbero sfamarsi gli abitanti del Sahel- così loro possono vendere il grano sul mercato che conta. Queste sono le logiche del liberismo.

    3) Certo che se gli US pagano gli agricoltori del Sahel per non coltivare decine di milioni di ettari di terra, se questa si desertifica gli USA entrano per lo meno in concorso di colpa con le cause naturali.

    Cmq io non attribuisco tutte le colpe del crollo economico dell'Africa al liberismo e al colonialismo, ci sono anche altri elementi, di certo se non li si fosse colonizzati economicamente/sfruttati non sarebbe successo nulla, chi semina vento raccoglie tempesta

  5. #35
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    Il moralismo di questi preti laici è veramente sconcertante.
    Non si capisce perché dovremmo distruggere etnicamente la nostra Europa se comunità del c.d. "terzo mondo" hanno situazioni difficoltose ... Il problema è molto pratico: che facciamo, ci prendiamo in casa a poco a poco qualche miliardino di extra-europei, perché loro poverini c'hanno dei problemi? Proprio non si capisce che collegamento c'è tra l'esigenza di risolvere certi loro problemi, e l'accettazione della società multirazziale. Qualcuno dei suddetti preti laici me lo spieghi.
    Tra l'altro questo continuo sentimentalismo frignante ... Non si capisce veramente per quale motivo dovremmo smettere di ragionare oggettivamente, e farci commuovere dalle lagne dei comboniani, dei marxisti, dei liberali ... tutti indemoniati con 'sta società multirazziale del c...o.
    Mi si portassero motivazioni del tipo: "a me gli arabi stanno simpatici perché fanno saltare il culo agli yankee mentre noi non possiamo fare un cazzo", oppure: "gli arabi hanno mantenuto un atteggiamento tradizionale e anti-moderno" - capirei anche; ma questo amore sviscerato per il negro in sè, per la negritudine e l'allogenità in generale, questa fregola di liquidare etnicamente l'Europa nel buco nero dell'indistinto ... Non ce la gabellate per fiuto rivoluzionario. Questo è un istinto da mondialista, da americanizzato, da tardocristiano che brama portarsi nella tomba la qualità e la differenza, è nomadismo ebraico nemico della distinzione.

  6. #36
    Paul Atreides
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    In origine postato da wilhem
    1) Su ingelsi e olandesi non ne sarei così sicuro, per non parlare dei Belgi che sterminavano a destra e a manca.

    2) Di certo oggi buona parte dell'Africa e cmq del terzo mondo è stata resa DIPENDENTE dalle logiche di mercato globale, gli USA & company danno soldi ex. al Sahel e poi gli vendono i loro prodotti (spesso inutili) riprendendosi il doppio (se non di +) dei soldi che gli hanno dato.
    In più gli US pagano i contadini locali per non lavorare la terra con cui potrebbero sfamarsi gli abitanti del Sahel- così loro possono vendere il grano sul mercato che conta. Queste sono le logiche del liberismo.

    3) Certo che se gli US pagano gli agricoltori del Sahel per non coltivare decine di milioni di ettari di terra, se questa si desertifica gli USA entrano per lo meno in concorso di colpa con le cause naturali.

    Cmq io non attribuisco tutte le colpe del crollo economico dell'Africa al liberismo e al colonialismo, ci sono anche altri elementi, di certo se non li si fosse colonizzati economicamente/sfruttati non sarebbe successo nulla, chi semina vento raccoglie tempesta
    Ecco, mi pare che il discorso stia acquistando un pò di spessore, al di la delle solite cazzate tipo ''è tutta colpa delle multinazionali o del grande complotto plutogiudomassonico''.

    Per capire le dinamiche migratorie, bisogna conoscere innanzitutto i diversi contesti geostorici. E per poter dare risposte serie ''in loco'' bisogna fare lo stesso.

    Poi bisogna affrontare i problemi più generali e le loro connessioni locali.

    E tra i problemi generali ci sono, in primis, la sovrappopolazione del terzo mondo e il clima. L'ENSO, ad es., ha avuto e ha tuttora un ruolo enorme a livello climatico, perché regola, in pratica, le precipitazioni in tutto il terzo mondo [ENSO sta per ''El Nino Southern Oscillation'']

  7. #37
    Paul Atreides
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    In origine postato da Vahagn
    Il moralismo di questi preti laici è veramente sconcertante.
    Non si capisce perché dovremmo distruggere etnicamente la nostra Europa se comunità del c.d. "terzo mondo" hanno situazioni difficoltose ... Il problema è molto pratico: che facciamo, ci prendiamo in casa a poco a poco qualche miliardino di extra-europei, perché loro poverini c'hanno dei problemi? Proprio non si capisce che collegamento c'è tra l'esigenza di risolvere certi loro problemi, e l'accettazione della società multirazziale. Qualcuno dei suddetti preti laici me lo spieghi.
    Tra l'altro questo continuo sentimentalismo frignante ... Non si capisce veramente per quale motivo dovremmo smettere di ragionare oggettivamente, e farci commuovere dalle lagne dei comboniani, dei marxisti, dei liberali ... tutti indemoniati con 'sta società multirazziale del c...o.
    Mi si portassero motivazioni del tipo: "a me gli arabi stanno simpatici perché fanno saltare il culo agli yankee mentre noi non possiamo fare un cazzo", oppure: "gli arabi hanno mantenuto un atteggiamento tradizionale e anti-moderno" - capirei anche; ma questo amore sviscerato per il negro in sè, per la negritudine e l'allogenità in generale, questa fregola di liquidare etnicamente l'Europa nel buco nero dell'indistinto ... Non ce la gabellate per fiuto rivoluzionario. Questo è un istinto da mondialista, da americanizzato, da tardocristiano che brama portarsi nella tomba la qualità e la differenza, è nomadismo ebraico nemico della distinzione.
    Io credo che sia all'opera il solito refrain

    1) la società multirazziale è ''migliore''

    2) la società multirazziale è ''inevitabile''

    Ovviamente, non ho mai avuto il piacere di una spiegazione decente in merito a questi due punti.

    PS. il sentimentalismo fricchettone-comboniano si sta effettivamente espandendo ovunque

  8. #38
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    In origine postato da Paul Atreides
    Ecco, mi pare che il discorso stia acquistando un pò di spessore, al di la delle solite cazzate tipo ''è tutta colpa delle multinazionali o del grande complotto plutogiudomassonico''.

    Questo lo devi spiegare agli etnonazionalisti e complottisti vari che sono in circolazione.


    Detto questo è oggettivo e riconosciuto dagli stessi liberisti (i quali per altro sfruttano spesso gli immigrati per i loro porci comodi) che l'impoverimento dei paesi del Terzo Mondo è dovuto anche al colonialismo economico e al mercato globale (i liberisti dicono che c'è qualcuno che deve restare indietro ma col tempo si riprenderanno), l'immigrazione è soprattutto una conseguenza delle politiche liberiste/neocolonialiste, senza trascurare problemi oggettivi legati a territorio e sovraffollamento.
    Ergo gli immigrati sono spesso vittime del sistema, e non complici come vorrebbe sostenere qualche altro complottista.

    Da un sondaggio che ho letto qualche tempo fa sul Giorno cmq risulta che circa il 58% degli immigrato vorrebbe tornarsene a casa se potesse (e le più alte percentuali riguardano gli africani, le più basse cinesi e filippini)

  9. #39
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    In origine postato da Paul Atreides
    Io credo che sia all'opera il solito refrain

    1) la società multirazziale è ''migliore''

    2) la società multirazziale è ''inevitabile''

    Ovviamente, non ho mai avuto il piacere di una spiegazione decente in merito a questi due punti.

    PS. il sentimentalismo fricchettone-comboniano si sta effettivamente espandendo ovunque

    1) Nessuno ha mai detto questo, il problema dell'immigrazione di massa c'è e non si risolve chiudendo le frontiere ai morti di fame.

    Spiegatemi un pò voi invece perchè e in base a cosa si dovrebbe mantenere la "purezza genetica "etnica, o "razziale", insomma quella a cui fate riferimento.

    2) Nessuno ha detto questo, è in parte una conseguenza di politiche liberiste e globalizzatrici, il discorso da cui partire è economico non etnico

  10. #40
    Paul Atreides
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    In origine postato da wilhem
    1) Nessuno ha mai detto questo, il problema dell'immigrazione di massa c'è e non si risolve chiudendo le frontiere ai morti di fame.

    Spiegatemi un pò voi invece perchè e in base a cosa si dovrebbe mantenere la "purezza genetica "etnica, o "razziale", insomma quella a cui fate riferimento.

    2) Nessuno ha detto questo, è in parte una conseguenza di politiche liberiste e globalizzatrici, il discorso da cui partire è economico non etnico
    1) non si risolve neanche aprendole. Perché se pure ne facessimo entrare 100 milioni, ne rimarrebbero nel terzo mondo una qualche miliardata. Ergo, noi saremmo scomparsi e loro non avrebbero risolto un kaiser. E' ovvio come il sole che i problemi, quando ci sono, si risolvono alla radice, cioè, in questo caso, a casa loro.

    2) beh, se non sei neanche sfiorato da quali sono le basi ideologico-giuridiche-politiche della società multirazziale non so che dirti. Oppure no, studiati gli Usa

    3) ''il discorso da cui partire è economico''. Azz... Ma se persino post-marxisti come Beck e Bauman, o progressisti come Giddens, hanno mollato stè anticaglie sull'economia unico o principale motore dei fenomeni globali [compresa l'emigrazione]! Non so se tu non sai un kaiser o se sei rimasto a Marx. In quest'ultimo caso almeno aggiornati: leggiti i ''Grundrisse'' o André Gorz e Castells sul lavoro immateriale. O se vuoi farti del male leggiti Toni Negri. Magari leggendoti quest'ultimo capirai che l'elogio del meticciato ha basi saldamente ideologiche e non cascami terzinternazionalisti o fesserie tipo il SIM di brigatista memoria

 

 
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