Ma che c'entra? La definizione di "socialdemocratico" e quella "comunista" sono diverse, perchè nel corso degli anni si è avuta una rottura tra riformisti e rivoluzionari. Tra coloro che credono nel cambiamento graduale e pacifico delle istituzioni in senso socialista (I socialdemocratici) e chi non crede affatto nelle istituzioni create dalla classe dominante, ma vi partecipa lo stesso, nella prospettiva rivoluzionaria - ovvero la conquista violenta del potere. Che cosa rappresenta il Prc? La prima definizione. Il Partito della Rifondazione Comunista accetta in primis le istituzioni di uno Stato imperialista e vi partecipa unicamente perchè crede nel cambiamento pacifico e graduale dello Stato e della società. Inoltre, delegando alla Fiom e ai sindacato burocratico, il "lavoro di massa" - che si tradurrebbe solo nell'appoggio delle singole rivendicazioni delle diverse categorie di lavoratori e studenti. Nulla più. Niente quadri, niente preparazione politica, niente di niente. La definizione Leninista di Partito quale avanguardia del proletariato e delle masse popolari nella costruzione del socialismo - che pure appariva nel PCi già degenerato dai vari Togliatti, Amendola, Longo etc. - , nel Prc non esiste. Un partito che rinnega effettivamente la lotta di classe, che non alimenta un conflitto, ma si diverte a fare accordi "tira e molla" con l'Ulivo, che partecipa alle manifestazioni dei sindacati di regime (che nient'altro chiedono che il ritorno al neocorporativismo della concertazione [ Stato - Governo - Sindacati ] - quindi alla pace sociale - ho ascoltato il discorso di Epifani a Bologna, quindi non puoi dire che non è vero) e che s'immerge nel "movimento dei movimenti" come se quest'ultimo fosse un bacino elettorale da conquistare e provvedere all'istituzionalizzazione dei no-global.
Il PCi degli anni 5o-6o-7o rappresenta il tradimento, la fine, l'avvento del riformismo e del revisionismo dei dirigenti pseudo-comunisti. Ho appena letto il libro di Fernando Dubla - Secchia il PCI e il '68 - Data News - giugno 1998 - Dove il dirigente comunista accusa più volte i dirigenti del PCi di aver silurato i quadri rivoluzionari provenienti dai CLN, quindi dalla Resistenza, sostituendoli con una burocrazia di Partito totalmente staccata dalle masse - che ha proceduto alla socialdemocratizzazione del Partito. Inoltre il compagno Pietro Secchia, ha più volte evidenziato la contraddizione della Via democratica/nazionale del socialismo di togliattana memoria. Infatti nel corso degli anni è stato emarginato dai marpioni pciisti a vantaggio dei vari Amendola (con le recchie a sventola) Ingrao, Longo e merde varie. In quegli anni la differenza tra PCI e PSI era solo relativa al simbolo e la partecipazione al primo governo di centro sinistra. Ah quasi dimenticavo il PSIUP di Lelio Basso - da cui proviene Bertinotti - che rappresentava quel poco di coscienza marxiana rimasta in un partito di affaristi (tra l'altro vennero accusati di essere direttamente finanziati da Mosca per provocare una scissione...).
Ciao




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