Qualcuno conosce i motivi della polemica tra Julius Evola ed Arturo Reghini(e tra evoliani e reghiniani)?


Qualcuno conosce i motivi della polemica tra Julius Evola ed Arturo Reghini(e tra evoliani e reghiniani)?


1 )Fondamentalmente il fatto che Evola si appropriò di idee altrui ( imperialismo pagano ) facendole passare per proprie....
2) L'indirizzo da dare alla rivista di Ur : Evola, nel suo ruolo di "battitore libero assoluto" ,non amava connotazioni massoniche nella rivista e non esitò a mettere in difficoltà Reghini , denunciandolo pubblicamente al regime fascista di allora.
3) Connotazioni caratteriali : Evola era nella sua fase "titanica", piuttosto testardo e combattivo, Reghini era un toscanaccio di quelli che non le mandano a dire...
4) Reghini riteneva, a torto o ragione, di essere inserito in una Tradizione vera e regolare come quella Pitagorica ( vedi "trasmissione-lignaggio" Armentano ) e di avere maggiore voce in capitolo per parlare di certi aspetti esoterici rispetto ad un Evola più incline alla linea individual-sperimentale.
V'è da aggiungere che c'era maggiore convergenza di vedute tra Guenon e Reghini che non tra Guenon ed Evola ( anche se Reghini non perdonò al Guenon certe "derive" filo-cattoliche )
5 ) Chissà , motivi ce ne possono essere stati altri ...e quelli sopra citati possono essere un misto di verità e verosimiglianze.
Fonti consigliate : alcuni articoli della rivista annuale Politica Romana e il libro di Roberto Sestito " Il Figlio del Sole " biografia di Arturo Reghini ( oltre 300 pagine con epistolari e notizie inedite ) ediz. Ignis.
Mi scuso anticipatamente per tutte le eventuali imprecisioni.
Cordialmente
Eliodoro


Ti ringrazio per le informazioni.Devo dire che da Evola non mi aspettavo un simile comportamento...sei proprio sicuro che sia andata così?


Evola si comportò male, molto male. Reghini però non si comportò bene bene
neppure lui. Sono due Giganti, ma inciamparono in cadute di stile.
Presto, da più parti, avrete interessanti
elementi per farvi un'idea più precisa. Nel frattempo meglio riposare e leggersi un romanzo giallo.


E’ interessante sottolineare come, al di là di tutte le accuse di plagio che innescarono la miccia, la polemica tra Reghini ed Evola vertesse anche su un altro piano ben più importante: l’autorità e la qualificazione del barone a parlare a nome del paganesimo romano.
Poco dopo l’uscita di Imperialismo Pagano uscirono sulla rinata Ignis due articoli a firma uno “Rasena” (Imperialismo Pagano) e un altro a firma “Il vicario di Satana” (E’ plagio o non è plagio? Ovvero sia: Zam e il suo scongiuro); nel primo il Reghini affermava con tono sarcastico che: ”Egli [L’Evola] si atteggia continuamente a custode e banditore della tradizione pagana, di cui qualche volta afferma l’esistenza, e qualche volta afferma la “necessità di ricostruirla”. Affermazioni del tutto gratuite, perché non può darne alcuna prova positiva, mentre gli errori e le contraddizioni in cui cade, fanno ritenere che l’E. non appartenga ad alcuna tradizione di Sapienza iniziatica, di cui pretenderebbe di essere nientedimeno che il “custode”. Notiamo in proposito come coloro che, prima dell’E., da circa vent’anni hanno parlato di Imperialismo Pagano e di tradizione iniziatica Romana, non hanno mai assunto tale posizione, e perciò siamo tenuti di pensare che la custodia della tradizione iniziatica pagana, romana, sia nelle mani dell’E. soltanto per effetto della sua immaginazione e delle sue pretese autarchiche.
D’altra parte, egli così facendo si pone in insanabile contraddizione con sé stesso, perché se fosse il custode di una tradizione o semplicemente appartenesse ad una qualunque gerarchia, iniziatica o non, dovrebbe mantenere la subordinazione gerarchica e non potrebbe fare, come pretende, l’autarca, a meno di essere il capo assoluto e riconosciuto di tale gerarchia. Ora, prima di riconoscergli una tale posizione, noi attendiamo che essa gli venga riconosciuta dai suoi “precursori”, da coloro che basandosi sopra tale tradizione seppero mirabilmente divinare il futuro; ma dubitiamo molto che non soltanto non gli riconoscano la qualità di custode della Sapienza occidentale, ma forse neppure la qualità di “frate servante””.
Fu probabilmente in seguito a questi screzi che l’Evola abbandonò definitivamente l’idea di una grande tradizione pitagorico-romana-mediterranea che cercò di instillargli il buon Reghini e la sua Schola Italica per approdare sui brumosi lidi di un fallace nordicismo razzista (dispregiatore del pitagorismo “residuo pelasgico”) e, successivamente, del medievalismo catto-germanico che tanto piace ai “neopagani” cultori di rune e di Tolkien.
In questo “grande gioco” politico-iniziatico dei primi decenni del novecento va anche inquadrata la “via autarchica” dell’Evola che fu in pratica costretto a far da sé e quindi ad “autoiniziarsi” (se mai questo sia possibile!) in un prometeico sforzo di raggiungere la Conoscenza.
Saluti


--------------------------------------------------------------------In Origine Postato da sanco
Evola si comportò male, molto male. Reghini però non si comportò bene bene
neppure lui. Sono due Giganti, ma inciamparono in cadute di stile.
Presto, da più parti, avrete interessanti
elementi per farvi un'idea più precisa. Nel frattempo meglio riposare e leggersi un romanzo giallo.
Mah, il libro ( difficile da procurarsi) di Sestito è già molto esaustivo...oltretutto rende pubbliche una gran mole di missive Reghini-Armentano ( e anche qualcuna di Reghini -Guenon ) finora rimaste inedite. Sono più di 300 pagine ottimamente documentate. Anche Politica Romana è stata esaustiva su questa tematica. Riguardo al riferimento ai Giganti...beh, ci andrei cauto.
Reghini fu più regolare nel seguire un Cammino Iniziatico ed ottenne importanti realizzazioni ( vedasi i suoi epistolari e quanto scrisse su Ur )...ma sicuramente di caratura maggiore ( sul piano spirituale e su quello della conoscenza iniziatica ) fu il suo maestro Armentano. Evola ha sempre peccato di eccessiva presunzione e di un malcelato superuomismo : gran polemista ma...anche sopravvalutato da un punto di vista iniziatico. La cosa divertente è che Evola non si affiliò mai a nessun ordine iniziatico ( ammesso che ne esistano ancora) ma ebbe tra le mani ( e in parte cercò di praticare ) istruzioni della Myriam, della H.B. of Luxor ( arrivategli forse da Abraxa-Ercole Quadrelli che ne faceva parte, oltre ad essere kremmerziano ) etc, etc,...poi si affidò alla pratica di un buddhismo un po' sui generis ( vedasi la "Dottrina del Risveglio " ). Tra i sopravvalutati ci metterei pure il Guenon, ma questo esula da questo mio intervento.
saluti
Eliodoro


Sull’argomento, oltre all’ ottimo libro di Sestito, c’è anche quello di Natale Mario di Luca “Arturo Reghini, un intellettuale neo-pitagorico tra massoneria e fascismo” dell' Atanor (anche se personalmente non condivido alcune riserve dell’autore sul gruppo di UR o su alcune esperienze reghiniane) che è anch’esso una buona fonte documentale.In Origine Postato da eliodoro
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Mah, il libro ( difficile da procurarsi) di Sestito è già molto esaustivo...oltretutto rende pubbliche una gran mole di missive Reghini-Armentano ( e anche qualcuna di Reghini -Guenon ) finora rimaste inedite. Sono più di 300 pagine ottimamente documentate. Anche Politica Romana è stata esaustiva su questa tematica.
D’accordo sulla sopravvalutazione di Evola che seguì una via iniziatica tutta sua (in realtà se sia stata ermetica, tantrica o buddista hinayana non ci è dato saperlo con certezza e le testimonianze sono contraddittorie); probabilmente il suo fu un girovagare tra esperienze eterogenee tra cui alcune genuinamente metafisiche, altre di basso occultismo (come la sua passione per la magia).Riguardo al riferimento ai Giganti...beh, ci andrei cauto.
Reghini fu più regolare nel seguire un Cammino Iniziatico ed ottenne importanti realizzazioni ( vedasi i suoi epistolari e quanto scrisse su Ur )...ma sicuramente di caratura maggiore ( sul piano spirituale e su quello della conoscenza iniziatica ) fu il suo maestro Armentano. Evola ha sempre peccato di eccessiva presunzione e di un malcelato superuomismo : gran polemista ma...anche sopravvalutato da un punto di vista iniziatico. La cosa divertente è che Evola non si affiliò mai a nessun ordine iniziatico ( ammesso che ne esistano ancora) ma ebbe tra le mani ( e in parte cercò di praticare ) istruzioni della Myriam, della H.B. of Luxor ( arrivategli forse da Abraxa-Ercole Quadrelli che ne faceva parte, oltre ad essere kremmerziano ) etc, etc,...poi si affidò alla pratica di un buddhismo un po' sui generis ( vedasi la "Dottrina del Risveglio " ). Tra i sopravvalutati ci metterei pure il Guenon, ma questo esula da questo mio intervento.
saluti
Eliodoro
Non so se Armentano (di cui in italiano, mi sembra, sono state pubblicate solo le Massime di Scienza Iniziatica) fu di così maggiore caratura spirituale rispetto a Reghini; tutto mi lascia supporre che alla fine l’allievo abbia superato il maestro!
Sul Guénon ci sarebbe molto da discutere, è innegabile però che la sua maniera di prospettare il simbolismo sia stata una vera e propria boccata d’aria fresca nell’asfittico mondo dell’esoterismo europeo e questo è già di per sé un merito non di poco conto.
Saluti


----------------------------------------------------------------------------In Origine Postato da Satyricon
Sull’argomento, oltre all’ ottimo libro di Sestito, c’è anche quello di Natale Mario di Luca “Arturo Reghini, un intellettuale neo-pitagorico tra massoneria e fascismo” dell' Atanor (anche se personalmente non condivido alcune riserve dell’autore sul gruppo di UR o su alcune esperienze reghiniane) che è anch’esso una buona fonte documentale.
D’accordo sulla sopravvalutazione di Evola che seguì una via iniziatica tutta sua (in realtà se sia stata ermetica, tantrica o buddista hinayana non ci è dato saperlo con certezza e le testimonianze sono contraddittorie); probabilmente il suo fu un girovagare tra esperienze eterogenee tra cui alcune genuinamente metafisiche, altre di basso occultismo (come la sua passione per la magia).
Non so se Armentano (di cui in italiano, mi sembra, sono state pubblicate solo le Massime di Scienza Iniziatica) fu di così maggiore caratura spirituale rispetto a Reghini; tutto mi lascia supporre che alla fine l’allievo abbia superato il maestro!
Sul Guénon ci sarebbe molto da discutere, è innegabile però che la sua maniera di prospettare il simbolismo sia stata una vera e propria boccata d’aria fresca nell’asfittico mondo dell’esoterismo europeo e questo è già di per sé un merito non di poco conto.
Saluti
Se si leggessero le lettere che Reghini inviò all'Armentano, anche negli ultimi anni di vita, si evincerebbe senza fatica l'enorme ammirazione che il matematico fiorentino aveva per l'Armentano, ammirazione che in alcuni punti sfocia in venerazione mista a profonda riconoscenza....Reghini si spinse ad affermare che l'Armentano cambiò la sua vita....e lo chiamò sempre Maestro..
Il testo del Di Luca è ben scritto , ma ha solo un decimo delle informazioni inedite del testo di Sestito ( mi riferisco all'Edizione del 2003 che è stato stampato in Brasile in lingua italiana ).
Più passa il tempo e più mi rendo conto che per Evola valse più quello che scrisse che non quello che realizzò : a tal proposito ho interrogato vari personaggi che lo conobbero di persona.
Su Guenon il discorso è lungo...ma si può tranquillamente affermare che è stato troppo frettoloso nel liquidare come inesistenti eventuali riviviscenze iniziatiche in Occidente...Comunque su certi aspetti la casa editrice Archè sta pubblicando testi veramente interessanti....
alla prossima
Eliodoro


Vi avevo pregato (ma capisco che non ho alcuna autorità per farlo) di fare riposare questa discussione, poichè presto potreste mutare più di un'opinione che vi siete formata sulle basi delle vostre letture, che sono tutte da prendere con le pinze. Di Luca scrive meglio di Sestito, ma non ha i documenti e non tutto è pane per i suoi denti; Sestito ha i documenti ma non lo ispira sempre un buon Genio nei suoi commenti; Politica Romana mette Evola alla berlina ma forse non è Reghini che vuole fare uscire dalla cantina.
Cordiali saluti, ricordatevi del libro giallo, almeno fino a ottobre.


-----------------------------------------------------------------------------------In Origine Postato da sanco
Vi avevo pregato (ma capisco che non ho alcuna autorità per farlo) di fare riposare questa discussione, poichè presto potreste mutare più di un'opinione che vi siete formata sulle basi delle vostre letture, che sono tutte da prendere con le pinze. Di Luca scrive meglio di Sestito, ma non ha i documenti e non tutto è pane per i suoi denti; Sestito ha i documenti ma non lo ispira sempre un buon Genio nei suoi commenti; Politica Romana mette Evola alla berlina ma forse non è Reghini che vuole fare uscire dalla cantina.
Cordiali saluti, ricordatevi del libro giallo, almeno fino a ottobre.
Sul fatto che Di Luca scrivi meglio di Sestito non ci sono dubbi....ma la cosa è assolutamente irrilevante : ciò che conta sono i documenti e il libro di Sestito è molto più approfondito e documentato.
Riguardo ai commenti di quest'ultimo non mi sbilancio...: probabilmente Lei ha maggiori dati per sostenere ciò.
Attendo fiducioso nuove rivelazioni : mi spiace solo aspettare fino ad ottobre.
Cordialmente
Eliodoro