Da "il Nuovo" del 16/11/03
IL MASSMEDIOLOGO: la censura c'è sempre stata
Dall'"editto Bulgaro" di Berlusconi al caso Guzzanti, passando per il "non nato" Cyrano di Massimo Fini. In Rai, per qualcuno è uno spauracchio, per altri pura fantasia, per altri ancora una triste realtà. Si tagliano i budget, e si cancellano i programmi. Si "sospendono" show belli e pronti e si "purga" la satira. E per molte note e autorevoli voci, che sempre più spesso si stanno alzando in un coro unanime, tutto questo si può etichettare con un'unica odiosa parola: censura. Ma vediamo i casi "più scottanti" dell'ultimo periodo.
La "cacciata dal tempio" di Santoro, Biagi e Luttazzi
Il 28 febbraio, ospite de L'infedele di Gad Lerner, su La7, Michele Santoro attacca: "Questa Rai, fatta come è fatta oggi, rischia di morire perchè è soffocata in primo luogo dalla mancanza di libertà. E nessuno mi ha ancora spiegato per quale motivo uno come Biagi non c'è più. Nè mi hanno spiegato perchè a Sofia, Berlusconi ha fatto i nomi di Biagi, Luttazzi e Santoro e, guarda caso, nessuno di noi lavora più in Rai". La causa del giornalista salernitano intentata contro la Rai non si è ancora conclusa.
Vengo anch'io, non tu no! E Prodi resta fuori dalla porta
"L'unico modo di sgombrare il dubbio di una volontà censoria di Marcello Veneziani e del Cda Rai nei confronti del prof. Franco Prodi , annunciato metereologo nel nuovo programma di Fazio, Che tempo che fa , è quello di vedere a settembre regolarmente in video il professore. Tutto il resto è chiacchiera". Sono le parole di Gianni Cuperlo, responsabile della comunicazione della segreteria nazionale dei Ds. Il caso scoppia in piena estate. Fabio Fazio vorrebbe nel suo show l'esperto, ma il comitato editoriale che fa capo alla direzione generale della Rai esprime preoccupazioni sulla possibilità che la presenza di Prodi, fratello del presidente della Commissione Europea, Romano, possa favorire polemiche e strumentalizzazioni, e quindi non se ne fa nulla. Ma perchè, fanno presente dall'opposizione, il problema non si pone con Angela Buttiglione, sorella di Rocco Buttiglione, solo per fare un esempio?
Questo show non s'ha da fare, e salta Cyrano
A fine settembre scoppia il caso Cyrano. ll nuovo programma di costume con Massimo Fini , opinionista e autore, sarebbe dovuto andare in onda su Raidue, ma viene tolto dal palinsesto. Per il direttore di rete, Antonio Marano, si
tratta solo di un rinvio, volto a migliorare il prodotto stesso, ma l'autore parla chiaramente di censura: "Ho incontrato Marano - riferisce Fini - e molto francamente mi ha detto che c'e' un veto su di me che lui non può superare, e che bisognava scegliere tra non fare il programma o che io accetti di sparire e rimanere casomai come autore". Da parte di Marano non è arrivata smentita.
Paolo Rossi, "persona non gradita"
Incalzato dai cronisti durante la presentazione del suo spettacolo, Il signor Rossi e la costituzione , di scena a Roma a novembre, il comico milanese confessa: "Manco da tempo dal video non perchè io non voglia fare tv, ma perchè non sono gradito, non mi chiamano".
Il Luttazzi dimezzato
Dopo un lungo periodo di lontananza dal piccolo schermo, Pippo Baudo chiama Daniele Luttazzi come ospite a Cinquanta, lo show sui 50 anni della tv pubblica. La puntata è dedicata alla censura. Il comico fa un monologo di 10 minuti che tutti giudicano non particolarmente brillante o pungente, ma il giorno dopo scoppia la polemica. "Mi hanno censurato - attacca Luttazzi -durante la trasmissione sono sparite diverse mie battute sul Governo, sui ministri Gasparri e Tremonti". Dalla Rai nessuna replica.
Quel pasticciaccio brutto di viale Mazzini
Domenica 16 novembre. A poche ore dalla messa in onda, il programma di satira di Sabina Guzzanti, Raiot , viene "sospeso". Il direttore di Raitre, Paolo Ruffini parla di una scelta dettata da un forma di rispetto nei confronti del lutto per la tragedia di Nassiriya. Lo staff della Guzzanti gettà lì il dubbio che invece ci sia ben altro sotto. Sono ore concitatissime. Nel tardo pomeriggio il direttore di Raitre fa dietrofront: "Di fronte alle accuse di censura, che non hanno fondamento, ritengo che la cosa migliore da fare a questo punto sia mandare in onda il programma per fugare ogni dubbio e lasciare il giudizio ai telespettatori e riflettere magari serenamente sul rapporto tra l'autonomia degli autori e l'identita di rete di cui ogni direttore è garante". E lo show va regolarmente in onda, con un boom di ascolti e una scia di polemiche comprese quelle della comunità ebraica indignata per il termine "razza ebraica" e una querela partita dagli uffici di Cologno Monzese.
(18 NOVEMBRE 2003; ORE 9)
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Non hanno piu' i loro programmi TV Enzo Biagi, Michele Santoro,
Daniele Luttazzi, ecc, ecc.
Perche' non piacciono a QUALCUNO. Se avessero parlato bene del centro-destra apparirebbero ancora sugli schermi.
Mentre in Gran Bretagna un quotidiano tranquillamente titola la prima pagina con "Bush Fifone" (Chicken Bush) e sui cartelli di manifestanti appaiono le scritte "Blair Bugiardo" (BLIAR), se cio' avvenisse in Italia, potrebbero scattare delle denunce.
Adesso tocca alla Guzzanti e dicono che la sospensione sia solo temporanea (cosi' avevano detto anche per Santoro, dopo che un Giudice avena ordinato il reintegro). Non c'e' poi da stupirsi se "Reporter Sans Frontieres" colloca l'Italia al 53mo posto (si,
53mo) per la liberta' d'informazione. Noi, con il pretesto della "faziosita' ", mettiamo a tacere chi si permette di fare satira o criticare pubblicamente.




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