...Enzo Biagi
"Non un solo centesimo dei ricavi ottenuti dal petrolio iracheno è stato stornato dal fondo per la ricostruzione del Paese, fondo amministrato dalle Nazioni Unite".
Tony Blair Corriere della Sera 17 novembre 2003
saluti


...Enzo Biagi
"Non un solo centesimo dei ricavi ottenuti dal petrolio iracheno è stato stornato dal fondo per la ricostruzione del Paese, fondo amministrato dalle Nazioni Unite".
Tony Blair Corriere della Sera 17 novembre 2003
saluti


Due anni di allarmi da parte di sgangherati arabisti: la sovversiva "arama street" sarebbe esplosa in una furia antiamericana in tutto il Medio Oriente.
Ora lì la situazione resta sotto controllo come sempre.
Invece è l'esplosiva piazza europea che rimane implacabilmente pro Saddam, pro Yasser, pro Jihad, favorevole ai misogini e omofobici talebani, a chiunque purchè sia antiamericano.
Le dimostrazioni di questi giorni sono meglio comprese alla luce di svariati piccoli eventi:
a Melbourne, nel giorno dedicato alla memoria dei caduti, i manifestanti contro la guerra urlavano da loro corteo contro le forze armate;
a Ottawa i manifestanti hanno imbrattato di slogan il National War Memorial poche ore prima che iniziasse la cerimonia.
L'odio verso Bush è solo forma di odio culturale di sè.
Mark Steyn Sunday Telegraph 16 novembre 2003
saluti


“Calamai dice che non sappiamo come gestire i 400 mila dollari stanziati mensilmente per la regione di Nassiriya?
Ma se, carte alla mano, posso dimostrargli che da maggio a oggi solo in quell’area abbiamo speso oltre 20 milioni di dollari!
Dice che ci vorrebbe l’Onu?
Beh, lo vorremmo anche noi.
Ma sono stati loro a scappare dall’Iraq, rifiutando la nostra protezione.
Due settimane fa a Madrid ho incontrato Kofi Annan cercando di convincerlo a tornare.
Anche se, bisogna dirlo, l’Onu non è certo un modello di efficienza, risparmio e dinamismo”.
Paul Bremer (Corriere della Sera, 19 novembre 2003)
saluti


dedicato a Libero e a Gino Strada
Il Tribunale di Monza, in data 18 novembre 2003, ha emesso una sentenza di condanna per il quotidiano “Libero” e per due dei suoi giornalisti. La condanna riguarda due articoli pubblicati in data 21 marzo 2002, contenti notizie false e diffamatorie sulla Cgil e su Sergio Cofferati –afferma una nota di Corso Italia -.
Negli articoli si sosteneva che “Cofferati indicava Marco Biagi come nemico e traditore” e che i volantini della Fiom della Electorolux affermavano che “La Cgil indicava ai terroristi i bersagli da colpire”.
Il Tribunale di Monza, in una sentenza di oltre venti pagine, condanna la natura palesemente diffamatoria di entrambi gli articoli e dispone la liquidazione del danno in termini economici pari a 45mila e cinquecento euro per la Cgil e 21 mila euro per Sergio Cofferati. Tali denari saranno devoluti interamente ad Emergency, indica ancora la sentenza, come indicato nella denuncia.
Il Tribunale dispone altresì la pubblicazione integrale della sentenza su “Libero” e su “Repubblica” entro due mesi dalla data di pubblicazione della stessa, nonché il rimborso delle spese processuali.


…Eugenio Scalfari
“I nemici della libertà irachena non sono la ‘resistenza’, un termine che evoca l’eroismo nella Seconda guerra mondiale dei polacchi che combattevano nobilmente contro l’occupante. Né possono essere chiamati ‘guerriglieri’ coloro che uccidono i nostri liberatori americani, i lavoratori della Croce rossa, i funzionari delle Nazioni Unite e i carabinieri italiani. Sono piuttosto terroristi. Sono i criminali e i torturatori che repressero i loro compatrioti iracheni durante gli ultimi trentacinque anni, gli esecutori del genocidio, uomini che massacrarono centinaia di migliaia di curdi, di arabi delle paludi e di sciiti. La creazione di una controrivoluzione antidemocratica e fascista, formata da baathisti e volontari islamici stranieri, alcuni di loro sono di al Qaida e di Ansar al Islam, è una classica empia alleanza mediorientale. Queste persone hanno maggior sostegno tra i mass media arabi e negli studi di al Jazeera di quanto ne abbiano in Iraq”.
Jalal Talabani
Presidente del Consiglio iracheno, leader dell’Unione patriottica del Kurdistan (Wall Street Journal, 20 settembre 2003)
noterella: cita la resistenza polacca e non quella francese o italiana, sulle quali si son fatti centinaia di film.
Lo fa perchè conosce bene i fatti avvenuti o per "sottile" segno di rispetto verso il Papa polacco?
saluti


L'unica vera resistenza polacca al nazismo - che io sappia - è quella disperata ed eroica degli ebrei polacchi nel ghetto di Varsavia.
E direi che più che di resistenza polacca si dovrebbe parlare di resistenza ebraica.
La mia fonte al riguardo è solo letteraria, "Mila 18" di Leon Uris, che però sembra storicamente ben documentato.


----------------------In origine postato da pcosta
L'unica vera resistenza polacca al nazismo - che io sappia - è quella disperata ed eroica degli ebrei polacchi nel ghetto di Varsavia.
E direi che più che di resistenza polacca si dovrebbe parlare di resistenza ebraica.
La mia fonte al riguardo è solo letteraria, "Mila 18" di Leon Uris, che però sembra storicamente ben documentato.
E' ciò che avevo sottolineato: l'Italia è alleata con gli anglo-americani e pochi altri per portare pace e democrazia in un Paese
che per decenni è vissuto sotto una dittatura di stampo nazista:
l'attuale Presidente del nuovo governo iracheno ricorda la "resistenza ebrea" contro i nazi e trascura la nostra e quella francese.
Ecco un curdo, islamico, laico, che non teme di affermare che "era ora".
Era ora che l'Occidente decidesse di intervenire in Iraq.
Bene, s'è deciso, e ci siamo pure noi.
E voi?


….a Walter Veltroni
“I nostri armamenti devono sempre essere adeguati ai nostri impegni.
Monaco ci dovrebbe insegnare questo: che ogni bluff, alla lunga, viene scoperto.
Non potremo ordinare a nessuno di tenersi lontano dal nostro emisfero finché i nostri armamenti e tutto il popolo che vi è dietro non saranno pronti a eseguire i nostri ordini, anche fino al sacrificio supremo della guerra.
Non deve esservi alcun dubbio nelle nostre menti, la decisione deve essere immediata: se discutiamo, se esitiamo, se poniamo dei quesiti, sarà troppo tardi”.
John F. Kennedy
(dal suo libro “Perché l’Inghilterra dormì”, scritto nel 1940)
saluti


Microfono Botteri: “Ha paura?”
Soldato americano (bellissimo): “No”
B.: “Si chiede mai perché è qui?”
Soldato: “No”.
B.: “Perché è qui?”
Soldato: “Per liberare un popolo da un regime di terrore”.
B.: “Che cosa scrive alla mamma?”.
Soldato: “Cosa scrivo alla mamma?”
B: “Sì, che le scrive?”.
Soldato (sorriso splendido): “Che va tutto bene, non deve preoccuparsi”.
saluti


In omaggio
Mannoni al cantante Francesco De Gregori: “Le piace la satira?”. De Gregori: “I comici in genere non mi fanno ridere, salvo
Totò, Peppino, Vianello e Tognazzi”.
Mannoni: “Per Raiot si è trattato comunque di censura…”.
De Gregori: “Sabina è brava come attrice, la censura è riprovevole sempre, devo però dire che bisogna non mettersi in
condizione di farsi censurare”.
Mannoni dopo una pausa, brusco): “Buonanotte”.
(Dal Tg3, Primo piano, 25 novembre)