Borges, Borges... assieme a Neruda è il compagno di ogni ramingo...Originariamente Scritto da Isabella
Puoi postare "Il deserto"?


Borges, Borges... assieme a Neruda è il compagno di ogni ramingo...Originariamente Scritto da Isabella
Puoi postare "Il deserto"?


IL DESERTO
Prima di entrare nel deserto
i soldati bevvero a lungo l'acqua della cisterna.
Ierocle gettò per terra
l'acqua della sua brocca e disse:
Se dobbiamo entrare nel deserto,
io sono già nel deserto.
Se la sete deve bruciarmi,
che già mi bruci.
Questa è una parabola,
Prima di sprofondarmi nell'inferno
i littori del dio mi permisero di guardare una rosa.
Quella rosa è ora il mio tormento
nell'oscuro regno.
Un uomo fu abbandonato da una donna.
Stabilirono di fingere un ultimo incontro.
L'uomo disse:
Se devo entrare nella solitudine
sono già solo.
Se la sete deve bruciarmi,
che già mi bruci.
Questa è un'altra parabola.
Nessuno sulla terra
Ha il coraggio di essere quell'uomo.
Jorge Luis Borges


Grazie, grazie... Questa poesia mi ricorda un lontano tempo per sempre perduto.Originariamente Scritto da Isabella
Fiore d'eternu hè à rosa bianca, magia di puesia, in lu ventu di la memoria


Sottovoce
Una sera di nuvole, di freddo
e di luce che spiega ad altro il senso
della mia vita, questo vago accordo
di memorie in sordina, sottovoce
di me, di te, poveramente assortiti.
Si resta a volte soli nella veglia
di un racconto sospeso, allora soli,
ignoti l'uno all'altro, ed ora uniti
dal ricordo che un nulla ci divise.
Il rammarico punge, se mi dici:
"bastava che quel giorno...", ti sorrido
con la mesta sfiducia di sapere
che mai giunsi per tempo, che geloso
di te, del tuo passato, almeno vedo
il tuo sguardo d'amore al primo incontro.
Ma forse è giusto credere che allora
tu m'avresti perduto:
come un ragazzo che si lascia indietro
nella paura d'esser felice.
Alfonso Gatto
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Sulle corde della nostalgia, voglio ricordare Ernesto Balducci, un uomo della terra di Santa Fiora, Maremma. Un canto d'amore vero e profondo, totale. Da gustarsi passo per passo, con gli occhi, gli odori....i suoni.
Da "Il sogno di una cosa"
A mio padre
Calendimaggio! Ho aperto stamattina
la mia finestra che piangeva ancora
in cielo qualche stella e già la brina
rosea tremava al soffio dell'aurora,
e d'improvviso nella nuda stanza
la gioia irruppe dal nascente mese,
un alito di fiori, una fragranza
tenue di viti ed acre di maggese;
una fragranza ch'ho sentito altrove
quando col babbo ne' miei dì più belli
scendevo alla mia vigna tra le nuvole
siepi fiorite e garrule d'uccelli.
L'alba nascente m'esultava in cuore
ed or correvo per seguire il passo
del babbo, or mi fermavo per un fiore,
o per un nido, una farfalla, un sasso...
O babbo, or solo forse tu discendi
la via sassosa che il mattino indora;
o già se' giunto e al tuo lavoro attendi
con la camicia un pò macchiata ancora
di verderame? A capo d'un filare
stai forse come allora: ne la destra
le forbici tenevi per potare
e a la cintola un mazzo di ginestra.
Ed i tralci flettendo con leggera
mano per ordine legavi. Ed ecco
quel che di troppo s'innalzava ed era
vizzo, tagliavi con un colpo secco.
Poi m'additavi a nome ogni vizzato:
"Dolcetto, passerino, canajolo,
galletto, clinto...questo qui è moscato,
sai, come quello sopra al muricciolo
che a te piace. In quel filare esterno
ci abbiamo il vino buono, anche se poco,
che lo berremo a veglia quest'inverno,
con le castagne, insieme, intorno al fuoco...
Bella quest'uva, sa'! Se ben ti paja
piccola adesso, fa che venga agosto
col solleone! Allora ingrossa, invaja,
ròsola, cuoce, tutto il sole è mosto...
Sta qui, vicino a me! Anche tu devi,
figlio, imparare. E' bene che tu impari".
Così dicevi tu, che mi vedevi
spesso al ciliegio e poco tra i filari.
Ah! quel ciliegio accanto al fontanile!
O quel fico brogiotto!? E l'altro nero
di sotto al muro?! E il melo che ad Aprile
aveva i fiori e a Luglio il frutto? O il pero?
Ah, dimmi, babbo, dimmi il pero ha messo?
Il pero?...quello dietro la capanna?
Il pero, babbo, che piantai io stesso?
Era un virgulto avvinto ad una canna.
Io lo piantai. E tu (come se fosse
ora, ricordo) tu dicevi: "Questo,
figlio, è di razza. Fa le pere grosse
così. Ma buone! E che colore! E presto,
Presto, ma forse non così ch'io possa
vederle. Ma tu sì. Tu le vedrai
quando la vigna (e ti tremò commossa
la voce) un giorno a lavorar verrai".
Ed io ridevo...Che la stessa estate
t'avrei lasciato lo sapeva Iddio,
ma che le viti non le avrei potate
oh, questo, babbo, lo sapevo anch'io!
Sì, lo sentivo: non sarei restato
nella tua vigna. Ormai te lo confesso.
Perdonami. Che vuoi, non c'ero nato...
Ma dimmi, babbo, dimmi, il pero ha messo?...


E più facile ancora mi sarebbe
scendere a te per le più buie scale,
quelle del desiderio che mi assalta
come lupo infecondo nella notte.
So che tu coglieresti dei miei frutti
con le mani sapienti del perdono...
E so anche che mi ami di un amore
casto, infinito, regno di tristezza...
Ma io il pianto per te l'ho levigato
giorno per giorno come luce piena
e lo rimando tacita ai miei occhi
che, se ti guardo, vivono di stelle.
(Alda Merini)
L'amore è un prato....


PARIS AT NIGHT
Tre fiammiferi di fila accesi nella notte
il primo per vedere tutto il tuo viso
il secondo per vedere i tuoi occhi
il terzo per vedere la tua bocca
e l’oscurità intera per ricordare tutto questo
mentre ti stringo tra le braccia.
(Jacques Prévert)


Tutta nuda
Te, nuda dinanzi la lampada rosa,
e gli avori, gli argenti, le madreperle,
pieni di riflessi
della tua carne dolcemente luminosa.
Un brivido nello spogliatoio di seta,
un mormorio sulla finestra socchiusa,
un filo d'odore, venuto
dalla notte delle acacie aperte,
e una grande farfalla che ignora
che intorno a te
non si bruciano le ali,
ma l'anima.
(Luciano Folgore)


LA MIA RAGAZZA È ALTA
La mia ragazza è alta, ha duri, lunghi sguardi;
quando è in piedi le sue lunghe dure mani tengono
il silenzio sul suo vestito; buono per il letto
è il suo lungo duro corpo pieno di sorprese,
come bianco filo elettrico dà scosse,
se sorride, talvolta al duro lungo sorriso
gaiamente mi trafiggono eccitanti dolori,
e il lieve rumore dei suoi occhi affila
subito il taglio della mia smania. La mia ragazza
è alta e soda, ha le gambe sottili d'una vite
che ha consumato la vita sul muro d'un giardino,
e sta per morire. Quando andiamo a letto irritati
comincia a ondeggiare le gambe, e s'avvinghia
a me e mi bacia il viso e la testa.
(E.E. Cummings)