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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Condannati Previti e Squillante. Ma non per il caso S.M.E.

    da www.giornale.it

    " Processo Sme: per Previti condanna a 5 anni
    La sentenza di primo grado, che chiude un dibattimento durato tre anni e otto mesi, è stata letta dal presidente della sezione Luisa Ponti dopo oltre 22 ore di camera di consiglio.
    L'assoluzione dalla specifica contestazione del caso Sme accoglie parzialmente le istanze delle difese e, secondo fonti legali, in prospettiva favorisce la posizione del presidente del Consiglio, imputato separatamente nello stesso processo.
    Oltre a Previti, i giudici hanno condannato l'ex capo dei gip di Roma Renato Squillante a otto anni e l'avvocato romano Attilio Pacifico a quattro anni.
    Previti, Squillante e Pacifico sono stati assolti dall'imputazione specifica che riguarda il caso Sme -- cioè le presunte tangenti a giudici per bloccare la cessione del colosso agroalimentare pubblico al gruppo Cir di Carlo De Benedetti nel 1985 -- mentre sono stati condannati per il caso Ariosto -- dal nome del teste d'accusa Stefania Ariosto --, cioè la presunta corruzione "sistematica" di giudici a Roma.
    Il tribunale ha considerato prescritti i reati contestati ai due figli di Squillante, accusati di favoreggiamento, mentre sono stati assolti la nuora, il giudice Filippo Verde e l'ex pm Francesco Misiani.
    L'avvocato Giorgio Perroni, uno dei difensori di Previti, ha commentato la sentenza dicendo che "è impossibile essere contenti per una mezza assoluzione".
    I tre sono anche stati condannati a pagare una "provvisione immediatamente esecutiva" di 300.000 euro alla Presidenza del Consiglio costituitasi parte civile, oltre alle spese processuali, quantificate in 130.000 euro.
    La procura aveva chiesto la condanna di Previti a 11 anni di reclusione. L'ex ministro della Difesa è già stato condannato a 11 anni per corruzione il 29 aprile scorso nell'Imi-Sir/Lodo Mondadori.
    Si tratta dello stesso procedimento in cui è imputato -- in uno stralcio che è stato separato lo scorso giugno -- il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il processo al premier è stato sospeso per effetto del cosiddetto "Lodo Schifani" che congela i procedimenti a carico delle alte cariche dello Stato sino al termine del loro mandato. E il 9 dicembre la Consulta è chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità di questa legge.
    L'assoluzione degli imputati dalla specifica contestazione del caso Sme, secondo diverse fonti legali presenti in aula, sembra in prospettiva alleggerire anche la posizione del presidente del Consiglio. Anche se in ogni caso, dal punto di vista pratico, pur nell'ipotesi che che la Corte Costituzionale annullase il "lodo Schifani", la tranche dello Sme "congelata" dovrebbe comunque ripartire da zero per l'annunciata uscita dal collegio giudicante del giudice a latere Guido Brambilla.
    22 Nov 2003
    "

    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    da www.lastampa.it

    "
    Cinque anni a Previti
    assolto su vendita Sme

    Cesare Previti è stato condannato a 5 di reclusione, il giudice Renato Squillante a 8 anni, Pacifico a 4 anni, l'ex giudice Verde è stato assolto. Previti è stato condannato per corruzione semplice, cioè per il versamento di 434 mila dollari del 1991 mentre è stato assolto per Sme.
    "

    Cordiali saluti

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    da www.adnkronos.com

    " Rutelli: ''Non commento''
    Sme, Di Pietro: ''Sentenza tira in ballo anche Berlusconi''
    Bondi (Fi): ''Dimostrata inconsistenza accuse''. Buttiglione: ''Presunzione d'innocenza fino a grado definitivo''

    Roma, 22 nov. (Adnkronos) - La sentenza con la quale Cesare Previti e' stato condannato a 5 anni di reclusione resta una ''sentenza di condanna. Dunque c'e' poco da gioire''. E' il giudizio espresso da Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori. ''Trattasi di una sentenza che fa giustizia di tutte le cattiverie che sono state riversate contro i magistrati di Milano in questi anni - osserva l'ex pm -. Da una parte vi e' la riprova che i giudici del collegio non erano appiattiti sulle posizioni accusatorie del pubblico ministero (tant'e' che non hanno accettato per intero il profilo accusatorio proposto) dall'altra vi e' la conferma della necessita' che quel processo si doveva fare tanto e' vero che gli imputati sono stati condannati''.
    ''Checche' se ne dica - osserva ancora Di Pietro - e' una sentenza di condanna che tira direttamente in ballo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che oggi, se non si fosse fatto preconfezionare una legge apposta per bloccare il suo processo, sarebbe probabilmente stato condannato con e come Cesare Previti. Quest'ultimo infatti era accusato di aver commesso il reato per cui e' stato condannato proprio in concorso con il presidente del Consiglio, anzi per suo conto. Abbiamo fatto bene allora a promuovere il referendum per abolire il lodo Schifani''.
    Quella di Di Pietro sembra, pero', una posizione isolata all'interno dello schieramento di centrosinistra, ancora parco di commenti. Su tutti il 'no comment' del leader della Margherita Francesco Rutelli: ''Non ho notizie precise- ha detto a margine del suo intervento al Congresso della Margherita piemontese- dunque non commento, semmai lo faremo piu' tardi''. Anche i Democratici di sinistra non si sbilanciano. ''Prima di fare ogni commento, attendo di leggere le motivazioni della sentenza'', dice Anna Finocchiaro, responsabile Giustizia dei Ds. E sulla posizione del premier, taglia netto: ''Il processo nei confronti del presidente del Consiglio e' sospeso ed e' un'altra vicenda''.
    Per Marco Rizzo, capogruppo Pdci alla Camera ''il Tribunale ha condannato Cesare Previti per corruzione, assolvendolo per altri reati. Questo dimostra che in Italia e' ancora possibile avere una legge uguale per tutti nonostante i continui tentativi di limitare l'autonomia della magistratura da parte di questa maggioranza di centrodestra. Gli imputati hanno tutta la possibilita' di dimostrare la loro innocenza nei successivi gradi di giudizio''.
    Massimo garantismo viene espresso dal ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione (Udc) ''questa e' una condanna in primo grado, la presunzione d'innocenza arriva fino alla sentenza definitiva''.
    Per il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, la sentenza di oggi e' solo il primo passo verso la dimostrazione della ''totale innocenza'' di Cesare Previti che ''i successivi gradi di giudizio sapranno certamente accertare''. ''I giudici del tribunale di Milano hanno dimostrato - continua Bondi - l'inconsistenza delle accuse rivolte all'onorevole Previti sull'affare Sme per il quale occorre ricercare quindi altre responsabilita'''.
    "

    Saluti liberali

  4. #4
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    Predefinito

    Di fatto se Berlusconi era tra gli imputati veniva assolto........
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito La fretta sospetta...

    …di Ilda la rossa

    Oggi con ogni probabilità si avrà la condanna nel processo contro Cesare Previti ed altri imputati per la vicenda Sme.
    Sarà una scontata sentenza di primo grado, che avrà soprattutto un valore politico.
    Quello che la procura voleva, d’altronde, era proprio questo.
    Per accelerare le estreme fasi del processo Ilda Boccassini ha persino rinunciato a replicare all’intervento di Previti, in cui erano contenute considerazioni assai critiche nei confronti dell’accusa, che sarebbe stato bene, nell’interesse della verità, venissero chiarite.
    Ma ha prevalso la sbrigatività, la volontà di ottenere una condanna da usare come dimostrazione di un teorema, anche senza un adeguato corredo probatorio.
    Anche una memoria presentata dall’avvocato Giuliano Pisapia (rappresentante della Cir di Carlo De Benedetti) non è stata accolta per la fretta di Boccassini, che temeva si potesse concedere alla difesa il diritto di leggerla per replicare.
    Anche il modo convulso che ha caratterizzato le ultime ore del processo sembra avvalorare la tesi di chi sostiene, Previti ovviamente per primo, che la finalità di questo procedimento non è la persecuzione di un reato ma la ricerca di un risultato politico.
    Per Previti la sentenza di cui è incaricato il tribunale milanese “è stata già scritta e variamente annunciata da altri, sin dal marzo 1996”, e affinché quella in via di pronunciamento oggi non vi corrisponda sarebbe necessario “il coraggio dello scandalo in senso evangelico”, insomma poco meno di un miracolo.
    Per giungere a questo punto l’accusa, secondo il principale imputato, ha commesso “abusi e gravissime irregolarità”, ma a queste accuse non c’è stata risposta, almeno nella sede naturale del procedimento milanese.
    Per chiudere in fretta, si dice, anche se ormai era chiaro che a sentenza si sarebbe arrivati comunque in tempi brevissimi.
    Così è lecito pensare che la replica sia mancata anche perché il pm non disponeva di argomenti inconfutabili.
    In ogni caso la bomba politica farà subito il suo botto.
    Per la giustizia, invece, ci vorrà ancora un po’ di pazienza.

    forse basterà meno pazienza, saputa la sentenza e sentiti i commenti di questa sera sulla 7 da Gad Lehrner.

    Repubblica domani uscirà listata a lutto

    saluti

  6. #6
    Ospite

    Predefinito

    Va a finire che questa è una sentenza ...."bipartisan"

  7. #7
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    Predefinito Oddio...

    In origine postato da Gianfranco
    Di fatto se Berlusconi era tra gli imputati veniva assolto........
    ...non proprio.

    Previti corruttore Squillante corrotto
    di Susanna Ripamonti

    Colpevoli per aver stabilmente corrotto l’ex capo dei gip romani Renato Squillante, perché «compisse una serie di atti contrari ai suoi doveri d'ufficio». Assolti dall’accusa di aver pagato il giudice Filippo Verde per la sentenza che nell’estate del 1986 annullò la vendita della Sme alla Buitoni di Carlo De Benedetti. È questo il succo della sentenza emessa ieri dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano che condanna per corruzione Attilio Pacifico, Cesare Previti e Renato Squillante, rispettivamente a 4, 5 e 8 anni di reclusione: il massimo della pena per corrotti e corruttori, tenendo conto che il reato è stato riqualificato ed è passato dall’ipotesi iniziale, corruzione in atti giudiziari a quella attuale: corruzione semplice. Questo perché, negli anni in cui furono pagate le tangenti contestate, il codice non prevedeva la corruzione giudiziaria per il semplice cittadino che paga un giudice, ma solo per il magistrato che intasca i quattrini. Assolti con formula piena l’ex magistrato Francesco Misiani e la nuora di Squillante, Olga Savchenko, prescritti i figli del giudice, Mariano e Fabio.
    In altri termini, i giudici hanno ritenuto che fosse provato quel contesto di corruzione ambientale, descritto da Stefania Ariosto, per cui la Fininvest attraverso gli avvocati Previti e Pacifico teneva stabilmente a libro paga Renato Squillante perché «ponesse le sue funzioni al servizio dei loro interessi, violasse il segreto d’ufficio fornendo le informazioni a lui richieste, intervenisse su altri appartenenti agli uffici giudiziari al fine di indurli a compiere atti contrari al dovere d’ufficio in modo da favorire Fininvest spa e le società sue controllate, partecipate e collegate o comunque gli erogatori (Previti, Berlusconi e Pacifico, ndr) anche trasferendo o facendo pervenire a questi pubblici ufficiali denaro».
    Le prove di questa corruzione sono ancorate principalmente a due episodi accertati. Il 6 marzo del 1991 dal conto Ferrido, di cui era titolare Giuseppino Scabini dirigente della tesoreria del gruppo Fininvest, e «alimentato con rimesse extracontabili del gruppo Fininvest» (fondi neri) parte un bonifico di 434.407,87 dollari a favore del conto H8545 Mercier di Previti. Stesso giorno e stessa valuta, viene accreditato l’identico importo, decimali compresi, sul conto Rowena di cui è titolare Renato Squillante e proveniente dal conto Mercier di Previti.
    Secondo l’accusa, Squillante fu pagato anche per intervenire sulla vicenda Sme. Il 26 luglio dell’88, poco dopo il deposito della sentenza della Cassazione che annullava definitivamente la vendita alla Buitoni del colosso agro-alimentare, parte un bonifico che proviene dal conto del defunto Pietro Barilla, socio di Berlusconi nella cordata Iar, concorrente di Buitoni per l’acquisto di Sme. Dal conto di Barilla aperto presso la Interallianz Bank di Zurigo parte un bonifico di un miliardo destinato al conto Quasar di Pacifico, che gira 850 milioni a Previti, sul conto Mercier, 100 milioni a Squillante su un conto aperto presso la Banca commerciale di Lugano e trattiene 50 milioni per se.
    Va da sé che se Silvio Berlusconi non si fosse sfilato dal processo grazie al Lodo Schifani, avrebbe condiviso le sorti di Previti e company, dato che le loro posizioni sono indissolubilmente legate. Ma adesso, se anche fosse ritenuta incostituzionale la legge che gli ha regalato l’impunità, non potrebbe più essere giudicato da questo collegio, il suo processo (che si prescrive nel 2006) dovrebbe ripartire da zero davanti ad altri giudici e dunque è certo che non arriverà mai a una sentenza definitiva. Va apprezzata quanto meno la decenza del premier che ieri ha evitato i consueti proclami contro la magistratura e si è limitato ad esprimere solidarietà per l’amico che si è accollato anche le sue responsabilità.
    E veniamo al secondo punto, la vicenda Sme. I giudici, che hanno emesso una sentenza rigorosamente garantista, si fermano a questa prima conclusione: Squillante fu pagato, è accertata la provenienza dei quattrini e il ruolo degli intermediari, Previti e Pacifico.
    L’anello debole della catena è invece l’accusa nei confronti del giudice Verde. Il tribunale ha ritenuto che fosse indimostrato il passaggio successivo e cioè che in quel clima generale di corruzione, in cui Squillante riceveva quattrini da Previti e Pacifico per mettere la giustizia al servizio dei loro clientes, si sia verificato anche un episodio specifico: la compravendita della sentenza Sme, emmessa da Verde. Nel capo di imputazione si faceva riferimento a un secondo punto, il capo B, da cui emergeva un altro pagamento, del 2 maggio 1988, immediatamente successiovo alla sentenza della Cassazione che annullava la vendita di Sme a Buitoni.
    La triangolazione era sempre la stessa: 750 milioni provenienti da Barilla, bonificati sul conto Quasar di Pacifico, che li preleva in contanti. Secondo l’accusa, Pacifico gira 200 milioni a Filippo Verde che li versa in contanti sul suo conto 5335 di un’agenzia romana della Banca di Roma. Durante il dibattimento Verde ha sostenuto che quei quattrini non erano il prezzo della corruzione, ma erano legati ad affari assolutamente puliti che giravano attorno a una società di basket del figlio Camillo.
    Vedremo cosa diranno le motivazioni che saranno depositate tra qualche mese. Dal dispositivo della sentenza si può solo dedurre che i giudici hanno ritenuto che una prova solo indiziaria fosse priva di quei requisiti di univocità che consentono, oltre ogni ragionevole dubbio, di emettere una condanna. E nel dubbio, la giurisprudenza deve esprimersi a favore del reo. Ieri l’avvocato di parte civile Giuliano Pisapia annunciava il ricorso «contro una sentenza che rispetto, ma che mi convince solo in parte». Soddisfatto invece l’avvocato dello Stato Domenico Salvemini, «in primo luogo perché si è arrivati a una sentenza, cosa che in questo clima non era assolutamente scontata e perchè sono state accolte tutte le nostre richieste». La cosa più fastidiosa per gli imputati condannati è infatti che dovranno pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di 300 mila euro, da sborsare subito, danni per un milione di euro e spese processuali. In più, le pene accessorie interdittive.
    Mentre il suo legale Giorgio Perroni si lamentava per l’esito della sentenza, e continuava a contestare l’imparzialità dei giudici, Previti era pronto a brindare a champagne: «Ho accolto la sentenza con assoluta soddisfazione, per quanto riguarda Sme. L'assoluzione perché il fatto non sussiste direi che si commenta da sola. La persecuzione mediatico-giudiziaria, orchestrata dalla parte civile con i suoi mass media e attuata poi dalla Procura di Milano è stata stroncata questa volta, direi senza se e senza ma».

  8. #8
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    Predefinito Un "Lupo Maggiore"?

    http://www.repubblica.it/2003/k/sezi...a/pisapia.html

    Esiste un "Lupo Maggiore" oppure è una fantasia dei soliti invidiosi che dovrebbero invece andare a lavorare...?

    Per chiarire come si deve l'intera storia, la Legge ed i processi dovrebbero essere uguali per tutti.
    http://www.repubblica.it/2003/k/sezi.../politici.html
    Una lacuna legislativa avrebbe salvato
    Previti da una pena maggiore.

    [COLOR=royalblue]
    La norma che ha introdotto la corruzione in atti giudiziari
    non era in vigore all'epoca dei fatti contestati

    Cesare Previti

    ROMA - Una lacuna legislativa avrebbe messo al riparo Cesare Previti da un condanna maggiore. E' questa l'opinione di Giuliano Pisapia, difensore di parte civile nel processo Sme. Cesare Previti è stato infatti condannato per corruzione semplice e non per corruzione in atti giudiziari (che è un reato ben più grave) solo per via di una lacuna legislativa che è stata colmata con due anni di ritardo. La "corruzione in atti giudiziari" (articolo 319-ter del codice penale) è stata infatti introdotta nell'odinamento italiano nel 1990. Prima di quella data la "corruzione in atti giudiziari" era considerata solo un'aggravante.

    Ma quando venne introdotta, la norma riguardava solo i corrotti, cioè i magistrati, e non i corruttori che continuavano a essere puniti con le pene previste per la corruzione semplice. Solo due anni dopo e cioè nel 1992 il legislatore è riuscito a "colmare" questo vuoto normativo prevedendo pene adeguate anche per il corruttore in atti giudiziari.

    Ma il reato per il quale Cesare Previti è stato condannato è stato commesso nel '91, proprio nel periodo di "vacatio-legis". Ed è questo il motivo, spiega ancora Pisapia, per cui Squillante è stato condannato a otto anni per corruzione in atti giudiziari e Cesare Previti no. Lui infatti, secondo la normativa in vigore all'epoca, poteva essere punito solo per la corruzione semplice.

    Il delitto di corruzione in atti giudiziari è stato introdotto con la legge 26 Aprile 1990 n. 86 che ha trasformato, modificandola profondamente , la vecchia circostanza aggravante della corruzione propria antecedente prevista dall'art.319 del codice Rocco.

    (22 novembre 2003)

  9. #9
    Super Troll
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    Predefinito

    E ALLORA???
    QUESTI GIUDICI COMUNISTI CHE VOLEVANO FARE POLITICA NELLE AULE DI GIUSTIZIA PER ELIMINARE IL CAVALIERE DAI VOSTRI ALTARI CHE FINE HANNO FATTO???
    iN PRARTICA VE LO HANNO ASSOLTO...... NONOSTANTE PER UN PAIO DI ANNI AL PARLAMENTO E AL GOVERNO ABBIATE LAVORATO SOLO PE RSALVARLO...ù
    COSA ERA TUTTO QUESTO ACCANIMENTO E VOGLIA DI IMMUNITà... SOLO PARANOIA ...... O VERA CODA DI PAGLIA????
    CERTO CHE ORA, SAPERE CHE L'ITALIA è GOVERNATA DA GENTE CON TURBE MENTALI O CON LA CODA DI PAGLIA , DEVE RIPEMPIRVI DI ORGOGLIO...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  10. #10
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    Predefinito

    In origine postato da cciappas
    E ALLORA???
    QUESTI GIUDICI COMUNISTI CHE VOLEVANO FARE POLITICA NELLE AULE DI GIUSTIZIA PER ELIMINARE IL CAVALIERE DAI VOSTRI ALTARI CHE FINE HANNO FATTO???
    iN PRARTICA VE LO HANNO ASSOLTO...... NONOSTANTE PER UN PAIO DI ANNI AL PARLAMENTO E AL GOVERNO ABBIATE LAVORATO SOLO PE RSALVARLO...ù
    COSA ERA TUTTO QUESTO ACCANIMENTO E VOGLIA DI IMMUNITà... SOLO PARANOIA ...... O VERA CODA DI PAGLIA????
    CERTO CHE ORA, SAPERE CHE L'ITALIA è GOVERNATA DA GENTE CON TURBE MENTALI O CON LA CODA DI PAGLIA , DEVE RIPEMPIRVI DI ORGOGLIO...
    C’è un giudice a Milano
    Il verdetto e mille ostacoli

    “Avvocato Perroni lo dica, almeno adesso ammetta che avete sbagliato. Dica, davanti alle telecamere, che questi giudici hanno dimostrato di essere imparziali, di non aver sposato le tesi dell’accusa e di avere quella capacità di essere al di sopra delle parti che avete tenacemente contestato dall’inizio del processo..”.
    Niente da fare, il platinato difensore di Cesare Previti non riesce a trattenere un sorriso che gli va da un orecchio all’altro, ma continua a dire che non è soddisfatto, che il suo assistito doveva essere assolto da tutte le accuse. «Questi giudici non sono imparziali» ripete come un cyborg programmato per l’attacco, che non riesce a fermarsi neppure quando ha neutralizzato il nemico.
    La vera sconfitta di Previti e dei suoi legali non sta in quella condanna a cinque anni di reclusione in via di prescrizione, che televisioni e stampa di famiglia hanno già liquidato come incomprensibile schizofrenia del tribunale, che per un verso assolve e per l’altro condanna. Il guaio vero è dover ammettere che si sono fatte cinque leggi su misura per sottrarre gli imputati ai processi, per tre volte i giudici sono stati ricusati, per due volte si è chiesta la rimessione del processo e il suo trasferimento a Brescia sostenendo quindi che tutta la magistratura milanese è legittimamente sospettabile, per poi constatare che non occorre andare a Berlino per trovare un giudice imparziale. Tre anni e otto mesi di attacchi frontali, di insulti al tribunale, di minacce, di intimidazioni, non hanno turbato la serenità del collegio giudicante che si è basato solo ed esclusivamente sulle prove. E ha applicato quel principio di civiltà, per cui nel dubbio l’imputato è innocente. I conti e non i teoremi dimostrano che ci fù corruzione giudiziaria nei confronti di Renato Squillante. Gli imputati si sono difesi da questa accusa con spiegazioni improbabili: Previti ha sostenuto che i quattrini che gli arrivavano da Fininvest erano parcelle in nero e che al massimo poteva essere accusato di evasione fiscale.Ma Vittorio Dotti, che all’epoca era l’avvocato di Fininvest ha dichiarato in aula che Previti non ebbe mai nessun incarico ufficiale e il responsabile del comparto estero Fininvest, Livio Gironi, ha dichiarato che per queste misteriose parcelle aveva chiesto 20 miliardi ma gliene furono corrisposti 10. Una cifra mostruosa anche per un principe del foro come l’ex ministro, per attività legali indimostrate. Squillante ha tirato in ballo zie e parenti per giustificare il fiume di miliardi affluito sui suoi conti esteri, Pacifico si è trincerato dietro a una semplice attività di import- export di capitali: niente tangenti,
    solo compensazioni, solo gestione di conti esteri, esenti da tasse, fatta da un avvocato civilista romano per conto di magistrati della Capitale, che mettevano nelle sue mani la loro stessa reputazione. Chi ci può credere?
    I tre giudici Ponti, D’Elia e Brambilla hanno ritenuto, al di là di ogni ragionevole dubbio, che ci fossero elementi per condannarli.
    Sulla vicenda Sme invece l’accusa si basava su indizi: accertato il contesto corruttivo, i soldi, i «piccioli» come disse Ilda Boccassini, si è verificato se l’affare Sme era viziato da una sentenza truccata e se Filippo Verde, il giudice che l’aveva emessa, era stato pagato per favorire Berlusconi e la cordata Iar che si contrapponevano a De Benedetti per l’acquisto del colosso alimentare. C’era una traccia: soldi che arrivano a Pacifico, che si perdono nel fiume carsico della contabilità occulta e che riemergono, in parte, sui conti italiani di Verde. Ma il giudice si è difeso con prove plausibili, che hanno evidenziato la contraddittorietà dell’accusa a suo carico e dunque è
    stato assolto
    .
    Nessun teorema, nessuna sentenza preconfezionata. Se Previti e company avessero accettato le normali regole del processo, avrebbero ottenuto lo stesso risultato. I magistrati pazzi, il cancro da estirpare, i giudici da arrestare, hanno fatto semplicemente il loro mestiere.

    s.r.

 

 
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