Intolleranza religiosa e discriminazioni razziali nello Stato d¹Israele. Appunti di viaggio per l¹on. Gianfranco Fini.
Le Comunità ebraiche denunciano molto spesso degli atti d¹intolleranza religiosa e di discriminazioni razziali compiuti nei confronti di israeliti. Ma gli esponenti di queste Comunità dimenticano di denunciare gli stessi atti che sono commessi nello Stato d¹Israele contro i Cristiani.
Invitiamo perciò l¹on. Gianfranco Fini, tra qualche giorno in pellegrinaggio in Terra Santa, di approfittare dei suoi incontri con i massimi vertici dello stato sionista per difendere i diritti delle Comunità cristiane calpestati dal fondamentalismo talmudico.
Ecco qualche appunto relativo al razzismo e alla xenofobia sionisti (fonte: ³Rapporto 2003 sulla Libertà Religiosa nel Mondo², a cura dell¹Aiuto alla Chiesa che Soffre, Piazza San Callisto 16, 00153 Roma):
«A maggio, è stata ritirata alla Knesset (Parlamento) la proposta di legge presentata dal rabbino ultra-ortodosso Moshe Gafni, del partito Yahdut Hatorah, sulla libertà religiosa. La proposta in questione recitava che ³colui che distribuisce un documento per mezzo della posta, del fax, della posta elettronica o qualsiasi altro mezzo, in cui esiste qualche forma di persuasione per cambiare religione, sia direttamente o indirettamente, senza avere preventivamente il beneplacito del destinatario, è soggetto alla detenzione per tre mesi». (Š)
«Qualche tempo dopo, una nuova proposta è stata presentata congiuntamente da Gafni e da Yosef (Tommy) Lapid, leader del partito liberale Shinui. Il testo recita: ³Chiunque tentasse di persuadere una persona a cambiare la propria religione avvicinandola direttamente, rischierà fino a un anno di carcere; e se la persona [avvicinata] è minorenne, rischierà fino a due anni di carcere». [non ci risulta che questa proposta di legge sia stata ritirata] (Š)
«Il 28 agosto il quotidiano ³Jerusalem Post² ha scritto che da una petizione presentata alla Corte Suprema di Giustizia, emergerebbe che il ministero dell¹Interno dispone di una ³lista nera² segreta sui cittadini israeliani, utilizzata per discriminare le persone dalla ³dubbia ebraicitಠe basata sulla appartenenza religiosa. Chi vi compre, anche a sua insaputa, subisce innumerevoli ostacoli nello svolgimento di pratiche presso uffici pubblici²» (Š)
«In un¹intervista pubblicata il 28 novembre 2002 dal ³Giornale del Popolo² del Canton Ticino in Svizzera, padre Giacomo Danesi, per molti anni guida di migliaia di ticinesi in Palestina, ha evocato la crescita dell¹emigrazione dei cristiani di Terrasanta. Secondo Danesi, i motivi della fuga sono riconducibili soprattutto alla ³impossibilità di lavorare e quindi di vivere. Gli ostacoli veri sono che, avendo le case distrutte, avendo distrutto le istituzioni _ a Betlemme e a Gerusalemme avevamo un grande afflusso di pellegrini e questi davano da lavorare ad alcuni alberghi gestiti da cristiani _ la disoccupazione è altissima. Per molti è diventato impossibile vivere. Quelli che appena possono, se ne vanno. Scappano dove hanno dei parenti: in America, in Canada, in Australia, in Europa. Ovunque hanno dei parenti in grado di ospitarli². Un esodo che a detta di padre Josè Antonio Merino, già commissario della Custodia francescana della Terrasanta, è inizio del XIX secolo, quando i cristiani rappresentavano il 25 % della popolazione, e ha subito un forte incremento negli ultimi due anni, fino a ridurli all¹attuale 2,5 %, specialmente a causa del conflitto israelo-palestinese. Tra le iniziative adottate per fermare l¹esodo, i frati francescani della Custodia della Terrasanta hanno lanciato il progetto ³Villaggio San Francesco² che, come riporta ACN News del 12 dicembre, prevede la costruzione di 70 abitazioni destinate a famiglie cristiane di Betfage» [una delle conseguenze della costruzione del muro voluto da Sharon è l¹esproprio, da parte del regime israeliano, di queste terre appartenenti ai frati francescani destinate all¹edilizia per le comunità cristiane (fonte: da ³La Stampa² del 3 ottobre 2003)].
³ŠCome puoi tu dire al tuo fratello: lascia, fratello, che io ti cavi dall¹occhio la pagliuzza che vi hai: mentre non vedi la trave che è nel tuo occhio! Ipocrita, cava prima dall¹occhio tuo la trave: e allora guarderai di cavare la pagliuzza dall¹occhioв (Lc VI, 42)
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Comunicato n. 58/03 del 22.11.2003
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