Dopo 4 udienze finalmente a Venezia, a Palazzo Ducale, Napoleone è stato dichiarato colpevole di atroci crimini contro i veneti e la Repubblica Serenissima.
Complimenti agli organizzatori perché non solo si è fatta finalmente luce su un periodo storico che ci è stato sempre nascosto, ma anche per gli ottimi spunti culturali emersi nel corso delle udienze.
Ecco l'articolo sul processo dal Giornale di Vicenza
La storica sentenza emessa da Fojadelli: Napoleone colpevole ma non è punibile
Venezia. La «Veneta Corte del Criminal», presieduta dal procuratore della Repubblica di Vicenza Antonio Fojadelli, ha giudicato Napoleone Bonaparte responsabile della maggior parte dei reati contestati, ma non sanzionabile in quanto deceduto. Secondo il collegio giudicante del processo-fiction conclusosi stasera a Palazzo Ducale a Venezia, «Napoleone - in primo luogo - attuò nei confronti dello stato veneto atti di guerra senza previa dichiarazione dello stato di belligeranza e senza che lo stato veneto avesse attuato nei suoi confronti o nei confronti dello stato francese atti di aggressione».
Il Corso è stato inoltre ritenuto responsabile di «episodi di programmata e violenta acquisizione di beni aventi mero valore culturale e di devastazione del Bucintoro», la più bella imbarcazione della flotta serenissima.
Responsabile inoltre di uccisione senza giudizio di civili inermi, rappresaglie indiscriminate, esecuzioni a seguito di processi illegittimamente condotti sulla base di leggi non applicabili nel territorio veneto«.
Il futuro imperatore di Francia, ha sottolineato infine la Corte, «in epoca antecedente lo stato di belligeranza cedeva all’Austria i territori di uno stato sovrano, così smentendo i manifestati propositi di liberazione e democratizzazione dei popoli soggetti ai vecchi regimi».
Prima di dare lettura del dispositivo il presidente della Veneta Corte del Criminal, Fojadelli, aveva specificato che i giudici hanno ritenuto di «potere e dovere fare applicazione di norme e regole di comportamento comunemente riconosciute nell’ambito europeo anche all’epoca dei fatti».
«Una sentenza giuridicamente inesistente - ha commentato per la difesa l’avv. Vito Quaranta, incaricato dall’Associazione Napoleonica d’Italia - perchè i capi di imputazione prevedevano nella convocazione a giudizio delle norme del codice di procedura penale italiano: non puoi cambiare le norme durante il dibattimento». «Una sentenza che offende il buon senso ed il diritto, quindi anche chi l’ha fatta - ha aggiunto Quaranta - Fojadelli è un procuratore, sarà buono ad accusare, ma non è molto esperto nel giudicare».




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