I cittadini di Scanzano Ionico, località amena, di una bellezza che sfugge ai più (e purtroppo spesso anche ai meno...), in questi giorni stanno scendendo in piazza per contestare la scelta del governo di utilizzare un sito, di proprietà demaniale e da anni abbandonato a discarica abusiva, come sito di stoccaggio delle scorie radioattive "trattate" che ci teniamo da anni come eredità dei sogni di grandeur nucleare dei governi a cavallo tra gli anni 70 e Chernobyl...

Nessuno spende una parola per questo fatto che, se da un lato è molto interessante per capire l'immaturità del nostro popolo, dall'altro è un tipico esempio di governo berluschino dei problemi.

Andiamo con ordine e ripercorriamo questa storia che promette di essere di una comicità unica, se non fosse che non è una storia, e non si parla di Paperopoli ma dell'Italia...

Il governo D'Alema, in seguito al clamore suscitato ormai 5 anni fa da una puntata (guarda caso) di Report, decise di riunire le scorie abbandonate in vari siti in giro per l'Italia, generalmente magazzini abbandonati o tettoie cadenti nei cortili delle ex-centrali (Caorso, Latina)...
Queste scorie, fisicamente trattasi di barili coibentati in acciaio e piombo (doppio strato), dovevano essere trattate, separate cioè in base al tempo di decadimento e quindi stoccate in modo da eviare il più possibile rischi di contaminazione in quanto i bidoni utilizzati negli anni ottanta e creduti fino ad allora sicuri, oggi sappiamo non proteggono un bel nulla.
Mettere in sicurezza queste scorie cosa, molto.
In Italia non esiste alcuna azienda in grado di farlo e, ad oggi non mi risulta che le nostre scorie siano mai state inviate in Francia, Germania, Regno Unito o Svezia (i paesi che hanno la tecnologia necessaria al trattamento)...

Ma, italianamente, si è deciso di metterle sottoterra, con ministri che si vantano della loro lungimiranza... il dubbio, atroce, è... cosa li ha spinti a toccare un problema così spinoso che per anni si è lasciato passare sotto l'indifferenza dell'opinione pubblica?
sarà mica che questi bidoni cominciano davvero a rilasciare un po' troppa radioattività e di fatto diventano penalmente pericolosi per chi ci governa?
Non abbiamo alcun dato sulla loro attività di rilascio di sostanze radioattive da quasi 5 anni, pur avendo un dipartimento ministeriale che dovrebbe occuparsi unicamente del loro monitoraggio...

Ma immaginiamo che ilministro (sic) Matteoli, forse in un momento di ubriachezza, abbia davvero deciso di affrontare un problema che sia connesso alla tutela del territorio...
Il Governo affida all'Istituto Nazionale di Geofisica, il compito di identificare dei possibili siti per lo stoccaggio, in eterno, delle scorie.

Questa cosa avviene naturalmente in tutto il resto dell'Europa che ha scelto il nucleare... in Francia esiste un sito nel Nord est, in Normandia, in Germania si trova nell'Est, in Mecklemburgo. Fisicamente sono grosse buche in terreni alluvionali il più possibile argillosi, in aree possibilmente un oco rilevate, con falde profonde e geofisicamente lontane da faglie che possono provocare sismi, oltre che da fiumi a carattere torrentizio o da bacini idrici permanenti.
Logicamente vanno scelte aree a densità abitativa bassa.

Insomma, le grandi pianure del nord Europa, in Italia, posti simili non ce li abbiamo.

L'Istituto di Geofisica, fa una lista di siti possibili (venticinque) e la consegna al Governo. Quella lista, che era disponibile in internet nel sito dell'Istitguto stesso da quasi un anno credo, è scomparsa pochi giorni fa...
Scanzano era attorno alla decima, dodicesima posizione... Prima venivano alcuni siti in Puglia, alcuni in Veneto, e sono sicuro anche uno in Romagna.
Per motivazioni politiche si è scelta la Basilicata.

Anche se il sito prescelto è una bomba sotto ai piedi di chi ci vive visto che è in una zona ad elevato rischio di dissesto ed inoltre iteressata da depositi sotterranei di idrocarburi sfruttati e quindi instabili...

Inoltre la piana alluvionale di Metaponto è molto piccola e schiacciata tra le faglie della valle del Liri e del Pollino, insomma, una zona non certo tranquilla...

Ma le altre non erano meglio... Il primo sito identificato come sicuro negli anni ottanta fu nei pressi di Ivrea, e si decise di stoccare lì i simpatici bidoni. Per fortuna i soliti ritardi fecero sì che a fine anni 90 quel sito fosse ancora praticamente vuoto e quando la Dora Baltea che scorreva a pochi metri lo mise sottacqua nell'alluvione del 97 i danni furono molto limitati...

Oggi c'è chi vede nel nucleare il futuro, e quando gli si parla di scorie tossisce facendo finta di nulla. Il nucleare potrebbe essere un modo di avere energia relativamente pulita e a basso costo? Sì in un mondo dove le persone agiscano davvero per il bene della comunità e non per il proprio personale tornaconto. E l'Italia di oggi tutto è tranne quel mondo.

Saluti.