In origine postato da Skarm
Non trovate che per molti versi le degenerazioni plutocratiche della "democrazia liberale"...o forse dovrei dire "evoluzioni" perchè sono la naturale conseguenza di un sistema capitalista...
...abbiano per molti versi i tratti del regime delineato
da Orwell in 1984?
Soprattutto in Italia questo mi pare molto evidente, ma credo che all'Estero sia uguale, anche se più subdolo...
...al Grande Fratello (che era "Baffo" Stalin) si sostituiscono
"conglomerati" di lobby plutocratiche, ma il risultato è lo stesso :
a) La storia viene costantemente "rimanipolata" perchè le
menzogne di oggi debitamente "invecchiate" si sostituiscano
alle dichiarazioni di ieri. In 1984 si sostituivano i libri di storia e
i giornali, ma ormai non è più necessario perchè l'efficacia
comunicativa di un testo non è neppure metà che quella della
televisione e perchè quasi tutti leggono meno e hanno una
memoria del ca...o...
b) Le persone vengono costrette ad uniformarsi alla volontà del
Grande Fratello...e mi pare che le manipolazioni che il marketing
fa sulla collettività siano un ottimo esempio di ciò...quel che
desideri magari non è disponibile, ma vieni indotto a credere
che ciò che ti viene offerto è un valido sostituto oppure è il
timore dell'ostracismo del "branco" ad indurti all'acquisto di
determinate cose...è un "comprare una briciola di socialità con
un chilo di conformismo". Ma anche quando si parlava di
perseguitare quelli che si rifiutano di credere che il nostro
contingente militare sia una forza di occupazione mi veniva in
mente il regime di 1984...
L'impressione che ho del "trend" della società capitalista è che essa proceda a gran velocità verso un sistema in cui :
a) Il potere è detenuto da dinastie di plutocrati che vivono di
rendite monopolistiche (o quasi) e che usano tale potere per
assicurarsi SIA il permanere di tale rendite CHE il loro
accrescimento, ma ANCHE la propria assoluta
NON-responsabilità per il proprio operato!
b) Il diritto d'espressione del proprio pensiero è annullato
dall'impossibilità di FAR SAPERE al prossimo ciò che si pensa!!
...un fatto che deriva dall'alienazione e dall'isolazionismo
sempre più spinto nelle nostre società, che discendono
direttamente dalle campagne di terrorismo mediatico da cui
veniamo costantemente bombardati...ma anche dal fatto che
il possesso dei media è concentrato nelle mani dei plutocrati e
che c'è una tendenza sempre più spinta al controllo
"poliziesco" sui mezzi di espressione del pensiero*!
c) Coloro che si oppongono alle tesi dei plutocrati subiscono
campagne di diffamazione mediatica e vengono isolati con il
terrore dal resto della società...e una volta isolati gli oppositori,
quando gli unici che detengono il potere reale sono i plutocrati,
cosa impedisce loro di fare una legge "ad hoc" per dichiarare
gli oppositori "criminali" -ovviamente SENZA dire che li si
condanna per le loro opinioni, come il rincoglionimento
derivante dal considerare "scontati" certi diritti fa supporre
ad alcuni sciocchi che avvenga nelle dittature!-?
d) Pergiunta c'è anche il potere consolidato con il terrore del
nemico esterno...come avveniva con le guerre in atto tra il
regime di 1984 e i "confinanti"...
Skarm

* = Sono l'unico a cui le nuove "discussioni" in sede europea
per limitare la libertà di espressione su Internet
puzzano di "regime"?


.Penetrazione e mobilitazione delle masse

A partire dai drammatici avvenimenti di Nassyria , in Italia si sta avviando (grazie ai media ormai completamente di regime:destra-sinistra), un meccanismo veramente pericoloso; parlo dell'unica costante del tutto assente fino ad oggi nella sempre più evidente involuzione neo-totalitaria della società: la capacità di penetrazione e mobilitazione delle masse.

E' l'ultimo tassello per identificare una modello di società non-democratica e restrittiva delle libertà individuali e collettive;
Gli altri elementi, in forma nuova rispetto al passato,in forma embrionale, ci sono già più o meno tutti.

Dagli individui ridotti a "fasci di reazione intercambiabili"(Arendt), a causa di una costante opera di demolizione delle più basilari strutture sociali e spontaneamente socializzatrici, fino all'isolamento, lo spionaggio, la polizia politica, la delazione e di conseguenza la "paura"(non siamo ancora al "terrore") per tutti coloro che si oppongono criticamente al regime dominante.
L'alienazione generata da ritmi di vita pressanti e del tutto eterodiretti(l'individuo ridotto a merce fin dalle scuole), si accompagna ad un compattamento e omogeneizzazione dei parametri valutativi espressi dai media e dagli intellettuali di rilievo.
Sparisce la "differenza", l'"opinione radicale",la "critica sistematica", in una società dove l’alienazione e l’angoscia diventano sempre più fedeli compagni di viaggio nel percorso esistenziale dei “cittadini” occidentali;



.Monopolio dei mezzi di comunicazione di massa;

Si ergono nuovi dei nel pantheon dell'italia democratica;
L'omogeneizzazione dei media è di fatto il tassello più innovativo rispetto al passato nella formazione di società non-democratiche.
L'informazione, la conoscenza da sempre rappresenta l'unico elemento in base al quale si possa elaborare una propria visione e opinione sulle cose: rerum gnoscere causas, dicevano i latini.
Ma se gli unici parametri valutativi sono forniti da notizie falsate, tendenziose, pre-digerite da una cappa ideologica e anti-democratica, che cosa succede?
Che vi è difficoltà nel raggiungimento dell'obbiettivo primario della vita politica e pubblica di una moderna democrazia: la diffusione di una informazione veritiera, non manipolata.
E' dalla informazione che si genera l'opinione pubblica;
L'importanza della libertà politica e della libertà di stampa sottolineata da Constant nel diciannovesimo secolo, oggi si tramuta così nell'importanza di una libertà di stampa non solo formale ma effettiva: laddove per effettività si intenda la possibilità concreta di un pluralismo etico scevro da condizionamenti governativi.

Possiamo dire che oggi la stampa, i media siano "liberi" sul piano dell'effettività?
Certo, esistono migliaia di testate e micro-testate liberissime anche di esprimere i pareri più critici nei confronti del potere....
Ma i media, quelli ad ampio spettro, quelli che veramente investono milioni di persone, incarnano nel loro complesso visioni differenti?
Ecco, usando un procedimento banalmente algoritmico:
Se la risposta è "si", allora viviamo in un regime tutto sommato "democratico";
Se la risposta è "no", evidentemente il regime non è "democratico": poichè alla base della formazione della volontà del popolo vi è la formazione di una opinione, falsata in questo caso, da parte di mezzi di comunicazione di massa faziosi ed asserviti ad una "classe politica"(nel peggior senso elitistico).


. Patriottismo costituzionale, elitismo e antisemitismo antiarabo.

I processi cerimoniali, quali lo snaturamento dei funerali dei soldati italiani che sono stati trasformati in una grande celebrazione dell'eticità del regime destra-sinistra, fanno addirittura terrore allorquando la maggior parte dell'intellighenzia italiana invita , nel nome del "martire", a spegnere il cervello;
E' come una sorta di tributo offerto ad un ente morale che con quei ragazzi morti non aveva niente a che fare: l'elevazione dell'occidente a pura razionalità, a pura giustizia;

Tutto questo tripudio di tricolori, i cerimoniali, le liturgie avviate dagli esponenti di questa “tirannide (a)democratica capitalista occidentale" miravano e mirano alla sottrazione della politica, della socialità, delle istituzioni al "regno degli uomini".
Le istituzioni diventano(pur in una loro plasticità sulla quale però possono agire solo gli uomini del potere) un dogma, una dottrina.
Esse stesse diventano la loro kelseniana norma fondante.
Sfugge all'uomo comune anche solo il diritto a criticarle....
Ciampi diventa così il "piccolo padre" degli italiani, popolo buono racchiuso nel migliore degli schemi costituzionali possibili.
E la comparazione con altre società, falsata e immancabile nei regimi non democratici, ha sempre un termine di paragone negativo, un “male paradigmatico”: ieri per i fascismi europei erano gli ebrei.
Oggi, per i regimi non-democratici occidentali sono gli arabi:
Puro antisemitismo,di quello darwiniano tipicamente europeo.
E se ieri per i nazisti tutti gli ebrei erano “sovversivi”, oggi per gli occidentali tutti gli arabi sono fondamentalisti(categoria tutta da definire), quindi quasi “geneticamente inclini al terrorismo”(come, per il nazista, l’ebreo alla “sovversione”).
Ecco, il “nemico” di cui si nutre la tirannide.
Ciò che contraddistingue più di tutto una società non-democratica è l'individuazione del nemico assoluto.
Quel nemico che serve a compattare una società lacerata, quel nemico che serve a distrarre le masse dall'immenso tracollo planetario cui il capitalismo le ha destinate.

Ed il nemico assoluto, naturalmente(nella logica non-democratica), ha sempre degli alleati pericolosissimi, interni alla società: ed ecco che tutti coloro che criticano il sistema dominante, la sua prassi e il suo ignobile razzismo antiarabo, diventano "amici dei terroristi",quindi "terroristi" loro stessi, quindi(in un processo sillogistico lento ma difficilmente alterabile) "nemici" interni, privabili per via della loro compromissione con il nemico esterno, anche delle più basilari libertà civili.

Le celebrazioni di questo "patriottismo costituzionale", il silenzio colpevole degli intellettuali(soprattutto la criminale complicità di Rifondazione Comunista in tutto ciò), delineano un quadro forse dalle tinte fosche, ma ben marcato nei suoi tratti essenziali;
Ci si avvia verso un momento storico nel quale un regime bipolare incarnerà la violenza morale, culturale e sociale in modo più rigido rispetto al passato schema parlamentare.
Sarà un clima storico contrassegnato da grandi sconvolgimenti, poichè è ovvio che a grandi pressioni(da parte del potere statal-capitalistico) seguono grandi reazioni.

. Bipolarismo: regime bipolare a “partito” unico;

La semplificazione delle scelte, più è progressivamente elementare e più denota la tirannide: più è facile la scelta, più è ridotta la varietà di opzioni, meno scelte si hanno(Junger:cito per la gioia dei sinistrati; anche se prima di lui è aspetto approfondito dal pensiero liberale);
Il sistema bipolare, puntando all'annientamento del pensiero critico ed alla stabilizzazione del potere su due ampi(ma inattaccabili elettoralmente) schieramenti di burocrati(meri manutengoli del sistema atlantista), sta ponendo le basi per una involuzione neo-totalitaria che solo una più concreta "penetrazione e mobilitazione" delle masse potrà tenere in piedi: nei funerali di quei soldati vi ho visto delle prove generali di tutto questo; nell'oscena campagna di ostilità contro il pensiero critico e di odio antisemita contro gli arabi, vi ho visto l'inizio di un clima nel quale la libera espressione delle idea inizierà ad essere attutita(privata di eco, “troncata” prima della ricezione da parte del destinatario);
Il primo passo verso una diffusa e costante repressione per reati d'opinione.

Non è una società totalitaria così come quelle sviluppatesi nel novecento: questo è sicuro;
Ma certo è il cammino verso un regime nel quale le masse subalterne dovranno ricominciare a lottare anche solo per il mantenimento delle proprie libertà civili, in una dinamica che sarà sempre più di classe.
Più che mai oggi le analisi marxiane si rivelano corrette nei loro postulati scientifico-sociali e filosofici.
Più che mai oggi il metodo leninista nella organizzazione del dissenso esprime la sua sconcertante attualità.

Saluti comunisti - antiamericanisti


-Nemo-