Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Salute è....

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Salute è....

    ....satira


    Appello di Sirchia, Levi
    Montalcini e Veronesi contro gli
    abusi patogeni del linguaggio
    Satira & Salute


    Ci è pervenuto il testo di un appello firmato dal ministro della Salute e da personalità della ricerca scientifica e medica. Lo pubblichiamo volentieri.
    L’obesità è una malattia, una pandemia che colpisce il mondo sviluppato e quello diseredato alla stessa stregua, un grave handicap personale e sociale che pesa sulla vita civile e sulla spesa sanitaria in Europa e nel mondo.
    I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità parlano chiaro. Un miliardo e duecento milioni di persone in tutto il mondo hanno problemi di sovrappeso.
    L’obesità è definita “epidemia globale” in quanto interessa oltre il 50 per cento della popolazione
    adulta nelle civiltà industrializzate.
    Inoltre, l’obesità è riconducibile, secondo le stime più aggiornate dell’Oms, per il 50 per cento a fattori genetici e per il 50 per cento a fattori ambientali.
    Su questi elementi sono in accordo pieno il World Watch Institute, la relazione dell’Istat nel secondo rapporto dell’Istituto Auxologico Italiano, il Piano Sanitario Nazionale 1998-200 e la rassegna-dati del Ministero della Salute aggiornata al maggio del 2002.
    Per questo motivo, fatta salva la libertà della satira, il cui linguaggio prevede per sua natura l’impiego di stereotipi fondati sulle deformità corporali e altri elementi connotativi, richiamiamo l’attenzione di chiunque usi l’obesità in senso colpevolizzante, come arma di polemica e di offesa, sulle conseguenze di fatto, per quanto non volute, di un simile comportamento.
    L’epiteto di “ciccione” associato all’espressione “mi fai vomitare”, recentemente usati da un’autrice di satira nel prime time televisivo, rischia di diffondere una caratterizzazione sociale fortemente negativa e demonizzante di una condizione che occorre invece combattere con gli strumenti della scienza medica, con giuste scelte nella farmacopea e soprattutto con la pubblica educazione ad abitudini alimentari e a regimi di vita compatibili con il diritto alla salute.
    Nelle polemiche e vignette intorno alla presunta situazione clinica di Giuliano Ferrara e di altre figure pubbliche, anche i ripetuti riferimenti polemici alla “colesterolemia”, che tra l’altro ha spesso origini genetiche e non è sistematicamente o necessariamente associabile all’assunzione impropria di cibi grassi, costituiscono un precedente negativo sul quale occorre un franco ripensamento per i suoi effetti deleteri in ordine a una serena cultura della terapia e della riabilitazione alimentare.
    Noi, operatori nel campo della biologia e della cura delle principali malattie sociali, invitiamo tutti i soggetti coinvolti nello spazio pubblico del dibattito di idee, e i responsabili della loro radio e telediffusione, a riflettere sulla necessità di trasformare una situazione critica, in cui l’obesità si combina con le malattie cardiovascolari, con diversi tipi di diabete e con altre patologie ad alta incidenza sociale, in una situazione terapeutica degna di una società aperta e dei suoi standard di solidarietà sociale.
    E’ in particolare negativo proporre ai più giovani e ai bambini un modello di patologia sociale come colpa individuale, con il certo risultato di invalidare gli sforzi pubblici e privati che tendono a modificare, secondo le indicazioni della letteratura psicologica corrente, il sedimento di una vecchia impostazione medica sanzionatoria e criminalizzante.
    L’eccesso di pannicoli adiposi è un rischio serio per individui e società e va combattuto con serena determinazione, allo scopo di recuperare cattive abitudini e riabilitare i soggetti che per cause diverse ne sono portatori, non di condannare.

    Girolamo Sirchia ministro della Sanità

    Rita Levi Montalcini neurobiologa, premio Nobel, senatore a vita

    Umberto Veronesi ex ministro della Sanità, clinico

    Per le adesioni scrivere a lettere@il foglio.it

    sottoscrivo e saluto

  2. #2
    Moderatore P. Nazionale.
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    206,971
     Likes dati
    56,648
     Like avuti
    42,061
    Mentioned
    11752 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito

    Dopo la legge Fini sulle droghe, e la raccomandazione di Sirchia ai ristoratori di dimezzare le porzioni, avremo anche una legge Sirchia sull'abuso di cibo in casa propria?

    Oppure questa trovata del Foglio tende a salvaguardare Ferrara da futuri sberleffi?

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tra tutte le patologie che affliggono Ferrara, e con le quali lui affligge noi, l'obesità è sicuramente la meno grave...

  4. #4
    Liberale
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Messaggi
    1,743
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Oggi il fumatore è visto come un pericolo sociale da eliminare , magari fisicamente.
    Domani l'obeso sarà un nuovo nemico della società.
    Mi sono sempre chiesto come fosse possibile il dilagare di tali follie nazi-salutiste e come mai nessuno , tranne Ferrara e pochi altri liberali , avessero avuto il coraggio di schierarsi contro Sirchia e Co.
    Grazie ad alcuni forumisti ora ho capito : la pazzia nazistoide sta prendendo piede grazie all'indifferenza e in alcuni casi all'imbecillità di chi , dalle elementari , non ha smesso di deridere i grassoni e non è in grado di accorgersi che il prossimo "pericolo sociale" potrebbe essere lui.
    Aprite gli occhi , fessi!

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Beffa....

    ....magica

    Il falso appello pro ciccioni di Sirchia e altre personalità otteneva
    ieri l’imprimatur del ministro

    Roma. E’ andata così. La direzione del Foglio, con il suo punto vita, si è trovata in serio imbarazzo.
    Da un lato andavano in onda ed echeggiavano all’Auditorium considerazioni critiche di un certo peso offensivo (“ciccione”, “mi fai vomitare”, “sei grasso ma non fai capoluogo”);
    dall’altro il rischio era di cadere nella rete di una difesa politicamente corretta, quella tipica “tolleranza repressiva” (Herbert Marcuse) per cui un obeso diventa “un adiposamente svantaggiato”, e riceve quindi anche solidarietà da Liberazione, nella lettera di una gentile lettrice che conosce “tantissimi grassi e grassoni che sono persone perbene, intelligenti, colte, rassicuranti e ottimi compagni e amici gradevolissimi”, e conosce magari alcuni ebrei.
    Cose che all’adiposamente svantaggiato danno fastidio, fanno il paio con la storia delle mezze porzioni e con la misurazione quotidiana del girovita.
    Per questo la vasta direzione, con votazione unanime, ha deciso di stilare un finto appello, firmato da personalità illustri e di cui ha naturalmente grande stima (il ministro Sirchia, il premio Nobel Rita Levi Montalcini, il clinico Umberto Veronesi) per dire quello che ancora mancava sulla satira e sull’ “eccesso di pannicoli adiposi”.

    La beffa per magia è diventata realtà: immediate e molteplici furono le reazioni e le adesioni all’appello, ripreso dalle agenzie di stampa Ansa e Adnkronos, oltre alle telefonate e alle lettere pervenute alla redazione del Foglio.
    Marco Dami da Pistoia, tra gli altri, ha scritto: “Invio la mia personale adesione all’appello sottoscritto sul vostro giornale da illustri esponenti medici, e la mia solidarietà a Giuliano Ferrara. Stupisce, ancora una volta, la pochezza culturale e la mancanza di sensibilità da parte di chi continua a proporre un uso forzato e distorto della satira, in nome di un falso principio di libertà di espressione che non può in nessun caso avere cittadinanza presso le persone oneste, intelligenti e veramente democratiche”.
    E il magnifico sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, parlamentare europeo e neuroendocrinologo, ha aderito all’appello ritenendo “assolutamente inaccettabile, sotto il profilo squisitamente medico ma più in particolare sotto quello comportamentale, strumentalizzare cinicamente o peggio ancora utilizzare a mo’ di insulto quelle situazioni che vanno al di là dello stato fisiologico normale, nella fattispecie quando comportano rappresentazioni metaboliche più serie e gravi patologie piuttosto che il semplice fenomeno estetico dell’ingombro spaziale”.
    E ha fatto giustamente notare, comunque, che “molto spesso dimagrimenti eccessivi o rapidi si ripercuotono gravemente sugli equilibri del carattere e delle performance intellettuali”. Sull’ingombro spaziale si è espresso anche il famoso dietologo torinese Mathias Christian Zohoungbogbo, che ha scritto:
    “L’appello molto autorevole degli scienziati tra i quali un premio Nobel che hanno ricoperto e/o ricoprono ruoli istituzionali merita un plauso. Dare del ciccione a chiunque rimane una pratica incivile”.

    “Ben detto, sottoscrivo il mio testo”
    Naturalmente nel corso della giornata il ministro Sirchia, che ha molto sense of humour, ha raggiunto telefonicamente la direzione, e ha dichiarato di “condividere il contenuto dell’appello”, nonostante fosse un falso.
    Ha anche aggiunto di non aver sentito, per il momento, gli altri finti firmatari e quindi di non conoscerne le reazioni.
    Inoltre, alle ore 17:45, in un lancio dell’agenzia Ansa, Girolamo Sirchia fa sapere che “fare satira su una condizione patologica non è né elegante né intelligente” in riferimento “all’appello da lui sottoscritto insieme a Umberto Veronesi e Rita Levi Montalcini”. Una beffa magica, dunque, per la quale in caso di smentita erano pronte ad andare in rete le spiegazioni e le scuse dell’ingombrante direzione. Questo il testo:

    “Il falso appello del ministro della Sanità e di prestigiose personalità scientifiche - scriveva l’ampia direzione - è stato pubblicato dal Foglio per tre motivi. Primo, era credibile e corrispondente al canone linguistico delle campagne di sensibilizzazione sull’obesità delle autorità scientifiche e sanitarie.
    La mancata scrittura di quell’appello ci era sembrata una dimenticanza, un vuoto da colmare nell’ambito della collaborazione tra un giornale e la classe dirigente del paese. Secondo, volevamo risollevare con una beffa innocente (allegramente riuscita) le sorti della satira, periclitanti di questi tempi.
    Terzo, intendevamo sdrammatizzare le campagne sulle mezze porzioni, che un po’ ci irritano. Le nostre ironiche e affettuose scuse agli incolpevoli firmatari e un ringraziamento a Carlo Rossella, che con ironia ci ha tenuto bordone”.

    Non pervenute le reazioni degli incolpevoli, stimatissimi, Umberto Veronesi e Rita Levi Montalcini.

    saluti

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Lettera di un anonimo per l'ingombrante...

    ...direzione di questo giornale


    Egregio direttore – Il gentiluomo di cui mi permetto di mandarle l’immagine non è forse un suo antenato, ma potrebbe esserlo. Si chiama Alessandro Dal Borro, è marchese e aretino.
    I suoi contemporanei lo definirono il terrore dei turchi.
    E’ qui ritratto dall’ottimo pittore romano Andrea Sacchi, ma un tempo il dipinto era attribuito addirittura a Velázquez.
    Fu ufficiale imperiale, si distinse nella fortificazioni di Holstein e Vienna.
    Ferdinando II Imperatore lo iscrisse nella nobiltà boema e lo investì di due baronie. Volò poi alla difesa della Toscana. Riconquistò castelli, propose la bonifica della Val di Chiana.
    Il granduca Ferdinando lo ricompensò con i feudi del Borro, di Castiglion Finocchi e di S. Giustino.
    In Spagna si conquistò la carica di governatore della Galizia.
    Per i veneziani riordinò le truppe, forzò i Dardanelli, sterminò con forze esigue l’immensa flotta turchesca, prese le isole di Tenedo e di Lenno.
    Fu ferito mentre rientrava con un solo legno nello scontro con tre vascelli di pirati barbareschi.
    Morì tra le braccia amorevoli e robuste della sposa nell’isola di Corfù.
    Queste e altre notizie le prendo da un libro (credo purtroppo raro) di cui Le consiglio la lettura.
    Ne è autore (ed editore) un tale dottor Ugo Viviani, medico di sezione nel manicomio provinciale di Arezzo.
    Si intitola “Panciuti, Grassi e Obesi”.
    Oggi il nome di Viviani non dice più molto, se non agli storici della medicina e della storia locale, ma ai suoi tempi (tra le due guerre) Viviani era ben noto per la sua perizia e dedizione professionale, per il suo amore per la storia aretina e per il suo humour.
    La stampa trascurava raramente di recensire i suoi libri.

    Quando uscì “Panciuti, Grassi e Obesi”, i critici non riuscirono a tacere che il dott. Ugo Viviani superava egli stesso di un bel pezzo i cento chili. Il libro era erudito e gustoso, si diceva.
    Vi si trovavano un’infinità di aneddoti e di notizie biografiche sui personaggi storici ben in carne.
    Grasso era Platone, grasso era Orazio, grasso fu Mario (il democratico della ditta Mario e Silla), grasso Pompeo.
    Grassi furono una serie di terribili imperatori romani, da Nerone a Domiziano, grasso fu l’angelico e dotto Tomaso d’Aquino, grassi furono certi papi e persino il dotto medico Filippo Aureolo Bombast von Hohenhein, più noto come Teofrasto Paracelso. Grasso fu Annibal Caro, traduttore di Virgilio e Jean Sobieski, valoroso re di Polonia.
    Grasso fu il caustico Jonathan Swift e il militaresco e avaro Federico Guglielmo I, re di Prussia.

    Ci fu anche “Magri, Secchi, Spilungoni”
    La morale del Viviani, se mai un uomo di spirito senta il bisogno di trarre una morale da un libro, è che tra i grassi, così come tra i magri, così come tra i medi, c’è gente di ogni indole, di ogni carattere, di ogni levatura.
    Per amore di equità, per impedire che qualcuno pensasse che quel libro sui grassi fosse scritto a proprio beneficio, Viviani ne fece seguire una serie, ciascuno dedicato a una particolarità fisica che comporta da parte degli stolti irrisione e condanna. Così seguì l’opera complementare: “Magri, Secchi e Spilungoni”. Poi “Nasuti, Snasati e Camusi”. Per finire con “Gobbi e Gobbe, nella storia, nell’arte e nella letteratura”.
    A favore di tutte le vittime degli sciocchi pregiudizi fisiognomici ed estetici.
    Contro tutti i pregiudizi e i luoghi comuni che certi letterati spudorati diffondevano (“L’anima grassa ha manifestazioni torbide, untuose, lubriche che conservano il tanfo della cucina e della pignatta non lavata da qualche settimana”).
    Contro la signora La Page, delle “Allegre comari di Windsor” di William Shakespeare, che, infastidita dal corteggiamento di Falstaff, non trova di meglio che esclamare: “Voglio far proporre una legge al Parlamento per l’abolizione degli uomini grassi”. Neanche un’idea nuova. Ad abolire gli uomini grassi per legge ci avevano già pensato gli spartani che non risparmiavano la fustigazione a chiunque mostrasse anche un accenno di pinguedine.
    Ci avrebbero pensato i Gentili Intrattenitori dei campi di concentramento nazisti e stalinisti.

    Firmato: un grassoccio vanitoso.
    allegata foto di un quadro

    saluti

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Negli USA i problemi legati all'obesità sono la prima causa di spesa del settore della sanità e la seconda causa di morte.
    Una percentuale vicina al 30% della popolazione è obesa ed un'altro 30% è sovrappeso.
    La cosa più strana è che spesso non sono i "ricchi" ad essere sovrappeso ma il ceto medio e medio basso che non si può permettere alimenti di qualità accettabile e deve necessariamente (o per indrottinamento pubblicitario) ripiegare su prodotti di bassissima qualità ed altamente calorici.

    L'Italia, a dispetto della nostra tradizione secolare nella sana e bilanciata dieta mediterranea, è il paese in europeo più a rischio di obesità.
    L'Italia che sta nascendo in questo decennio fa paura dal punto di vista dell'educazione alimentare, tra vent'anni avremo una popolazione di veline bulimiche e ferrara strabordanti.
    Sarebbe compito delle istituzioni, del governo, promuovere una forma corretta di educazione all'alimentazione, come avviene nel resto d'Europa e come sta cominciando ad avvenire (era ora) anche negli USA...

    E mettere Ferrara (l'originale) a dieta, seria per un bell'annetto, e per il suo bene, sarebbe un ottimo inizio.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rossi, tu cicide un uomo morto....

    .....a Ballarò strazio censorio di un guitto ai danni di un classico


    Calcando le scene, il Tucidide in versione Paolo Rossi, scampato alla censura grazie a Ballarò, tuona con queste parole:

    “Qui ad Atene noi facciamo così: ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c’è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso”.

    Il pubblico, travolto dall’emozione, prorompe in un applauso che avvolge di slancio Colombo, la Boccassini e gli inconsapevoli precursori ateniesi di Magistratura democratica.
    Peccato che l’autentico Tucidide suoni un po’ diversamente:

    “Seguiamo le autorità di volta in volta al governo, ma principalmente le leggi e più tra esse quante tutelano le vittime dell’ingiustizia e quelle che, sebbene non scritte, sanciscono per chi le oltraggia un’indiscutibile condanna: il disonore”.

    Avete inteso bene. Tucidide dice una cosa diversa: si rispettano i governanti di turno, alias l’autorità politica, il che non sorprende visto che – forse per loro fortuna – all’epoca non erano stati toccati dalla grazia del terzo potere.
    Ma non finisce qui. C’è di mezzo anche il conflitto di interessi che apprendiamo essere già stato teorizzato nel V secolo in modo non dissimile da quanto elaborato dalla coppia Sartori-Passigli, di cui colpevolmente ignoravamo le matrici elleniche. Ecco:

    “Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni private”.

    Cosa immaginare di più edificante? Peccato che Pericle questo non l’abbia mai detto. Le sue parole affermano altro:

    “In ogni cittadino non si distingue la cura degli affari pubblici da quella dei domestici e privati problemi, ed è viva in tutti la capacità di adempiere egregiamente gli incarichi pubblici, qualunque sia la privata mansione”.

    L’esatto contrario della ardita traduzione di Rossi scampato alla censura.
    E la democrazia dove la mettiamo? Ecco la versione Rossi:

    “Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia”.

    Bando alle allusioni, naturalmente. Tucidide era più elegante:

    “Il nome che gli conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi, ma della cerchia più ampia dei cittadini”.
    Punto e basta.

    Ha ragione Curzio Maltese
    Inutile dunque l’articolo di Repubblica di venerdì scorso intitolato “‘Domenica in’ censura Paolo Rossi”, autore Curzio Maltese.
    Vergogna, roba da Bastiglia. Un attore di indiscusso talento si vede negare dalla Rai il diritto di recitare qualche passaggio di Tucidide.
    Il pensiero corre al 1783, quando il povero Beaumarchais si vide proibire le “Nozze di Figaro” dall’assolutismo monarchico agonizzante.
    Che Voltaire sia morto invano?
    Maltese non aveva dubbi: nemmeno l’innocuo Tucidide con la sua celebre orazione di Pericle sulla democrazia sfugge ormai alle maglie dei censori Rai.
    Altro che Guzzanti: persino i testi della classicità sono in odore di comunismo. “Pericle – s’infervorava Maltese – era del resto una specie di comunista, uno che odiava i politici ricchi, per invidia naturalmente, tanto da chiamarli plutocrati”. Gli “intellettuali della Casa della libertà” non perdonano.
    Per loro è peccato mortale quello di avere “promosso la politicizzazione del teatro”. Poco importa che tutto ciò “sia stato scritto 2450 anni fa”. La scure della censura non è disposta a risparmiare “l’ossessiva intenzione polemica contro Silvio Berlusconi”.
    Eppure niente sarcasmi.
    Maltese aveva ragione: censura – e delle più arbitrarie –è stata. Ma è stata quella di Paolo Rossi sul povero Tucidide che, insieme a Pericle, si rivolta nel sarcofago.
    Rossi, tu cidide un uomo morto.

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Salute
    Di huzard nel forum Fondoscala
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 07-03-13, 16:42
  2. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 23-04-10, 21:05
  3. salute
    Di nenno lello nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 07-12-09, 22:41
  4. Salute....
    Di fabiosko (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 21-03-06, 19:40
  5. Salute...
    Di Alessandro.83 nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 21-02-04, 11:32

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito