Beh abbiamo solo capito che il signor brunik ignora le proprietà delle disequazioni (e non è certo l'unica cosa che ignora). E non conosce il significato dell'espressione "sistema di riferimento" eppure non mi sono neppure riferito a quello ......"inerziale" della relatività einsteniana ..... ma a cose molto più banali.
In ogni caso il SuperEuro (o SubDollaro) ha i suoi vantaggi....
da www.lastampa.it
" Grazie al SuperEuro
diminuisce la benzina
9 dicembre 2003
ROMA. Pieno meno caro a Natale. Gli automobilisti possono tirare un respiro di sollievo: sotto l'albero, grazie al supereuro, troveranno la benzina meno cara. E i viaggi in auto per le festività di fine anno o la caccia all'ultimo regalo nei centri commerciali fuori città avranno un
nuovo appeal.
Dopo essere sceso di 38 lire al litro nelle ultime due settimane, assicura il presidente di Faib-Confesercenti Franco Bertini, il prezzo della verde continuerà a calare. Una buona notizia che però gli ultimi dati disponibili del Ministero delle Attività Produttive non sembrano confermare: negli ultimi 15 giorni di novembre, cioè da quando l'euro ha iniziato il suo rally, i prezzi della benzina sono rimasti pressochè invariati, nonostante il calo del costo del petrolio. Dati, quelli del
ministero, che l'Unione Petrolifera contesta: «Ho letto cifre non credibili, non supportate da fatti. I conti bisogna farli a tavolino, non si possono dare cifre così», spiega il presidente dell'Up, Pasquale De Vita.
Dal 16 al 30 novembre, emerge dalle rilevazioni del ministero delle Attività Produttive diffuse oggi nel corso dell'assemblea annuale della Faib-Confesercenti, i prezzi della benzina sono scesi dello 0,01%, a fronte di una flessione del greggio del 3,76% (fonte International Petroleum Exchange) e di un apprezzamento dell'euro dell'1,95% (fonte Banca Centrale Europea). La flessione è imputabile al taglio dello 0,28% deciso dalla Tamoil e al rincaro dello 0,91% effettuato invece dalla Shell. Tutti gli altri marchi hanno invece mantenuto
invariati i prezzi nelle ultime due settimane dello scorso mese.
In generale, il prezzo medio della benzina in Italia si è attestato in novembre a 1,055 euro al litro, lo 0,6% in meno rispetto allo stesso mese del 2002 ma il 3,8% in più rispetto al 2001. Prendendo invece i primi dieci mesi dell'anno, si legge nelle tavole della Faib-Confesercenti, il prezzo medio è risultato pari a 1,070 euro al litro, con un incremento
dell'1,2% rispetto al 2002 e dello 0,3% rispetto al 2001.
La benzina 'italianà, comunque, non è la più cara all'interno dell'Unione europea: al 30 novembre scorso l'Italia si piazzava infatti al quinto posto, alle spalle di Olanda, Regno Unito, Danimarca e Germania. Ma anche all'interno di questa top five ci sono differenze: pur detenendo la leadership, l'Olanda negli ultimi 15 giorni di novembre ha registrato un calo dei prezzi dello 0,70%. Nel Regno Unito la flessione è stata
addirittura dell'1,27%. In Italia, invece, si è assistito ad un
incremento dei prezzi: +0,29% a 1,045 (prezzo che comprende
anche il fai da te).
«Il prezzo della verde è già sceso molto - commenta Bertini - Nelle ultime due settimane la flessione è stata di 38 lire. E ci aspettiamo un dicembre con prezzi ulteriormente in calo in virtù dell'apprezzamento dell'euro. Nelle isole fai da te il prezzo è già sceso sotto le 2.000 lire». Il presidente della Faib-Confesercenti respinge così le accuse delle
associazioni dei consumatori, giunte addirittura a minacciare il
boicottaggio delle compagnie con i prezzi più alti. «Questo atteggiamento dei consumatori è sbagliato», afferma Bertini,
in quanto con un eventuale boicottaggio «i gestori e le loro famiglie si troverebbero a pagare disservizi e deficienze del sistema mondiale. Noi continueremo con la nostra politica, che prevede il contenimento del prezzo massimo». Il vero problema, secondo la Faib-Confesercenti, è che i consumatori non percepiscono i cali dei prezzi perchè con l'euro le variazioni percentuali sono infinitamente basse. Ma se gli importi venissero tradotti in vecchie lire si noterebbe con estrema chiarezza la flessione.
Per l'Unione Petrolifera, invece, i dati distribuiti oggi dalla Faib-Confesercenti, contenti anche alcune rilevazioni del ministero delle Attività Produttive, non sono credibili. De Vita va anche oltre, e sostiene che i consumatori devono addirittura ritenersi fortunati: il supereuro ha infatti consentito di limitare «l'impennata dei prezzi delle benzine e del greggio sui mercati internazionali». Se questo non fosse
accaduto, le tasche degli italiani si sarebbero alleggerite in modo consistente perchè avrebbero dovuto far fronte «ad un'impennata dei prezzi della benzina». Le quotazioni del dollaro e del greggio, aggiunge De Vita, incidono solo per il 10% del prezzo finale della benzina, «costituito per il 90% da costi fissi, di cui il 70% rappresentato da tasse».
L'Unione Petrolifera respinge al mittente, cioè alle associazioni dei consumatori, anche le polemiche sul fatto che il prezzo della benzina sia elastico solo verso l'alto. «È una favola che viene raccontata da anni, abbiamo un nostro studio, condotto da una società esterna, che dimostra il contrario», dice De Vita, secondo il quale «il prezzo è fatto dai gestori, con differenze consistenti fra i diversi gestori. Da questo i
consumatori possono difendersi scegliendo il gestore: è una cosa più che legittima. Il consumatore quindi si difenda, ma non urli soltanto». "
Saluti liberali




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