....sei mesi e 19 giorni, da presunto innocente?
Sarebbe interessante conoscere le ragioni cautelari che impediscono la liberazione di Igor Marini, il teste oltretutto non più chiave dell’affare Telekom Serbia.
Se ne sono dimenticati quasi tutti, ma quest’uomo è un presunto innocente, è un detenuto in attesa di giudizio, e lo è dall’8 maggio, cioè da sei mesi e diciannove giorni.
Lo accusano di reati non certo edificanti – truffa internazionale e ricettazione – ma intanto non è dimostrato che li abbia commessi, poi non è un killer, non ha rapito bambini, non ha stuprato vecchiette.
Ha denunciato malversazioni sull’affare Telekom, ha fatto nomi di uomini politici dell’opposizione, e anche le sue accuse dovranno essere verificate; per cui, male che vada, si dimostrerà che è un truffatore, un ricettatore e un calunniatore.
Gli saranno eventualmente inflitte condanne a pene che sconterà, ma non è giusto che le sconti adesso.
Insomma, se gli venisse restituita la libertà, o se anche soltanto gli fossero concessi gli arresti domiciliari, qualcuno si sentirebbe allarmato per la sicurezza della società?
Che strano il destino di Marini: questo è un paese che ha sempre adorato i pentiti, specie quelli che accusano gli uomini politici.
Per Marini ha fatto un’eccezione, è un pentito del piffero, può ben marcire in galera.
Così attorno a lui si è imbastita tutta una polemica, incentrata sulla sua attendibilità, e si è molto esultato (a sinistra e per ovvie ragioni) quando è sembrata non proprio di ferro.
E una seconda polemica ha avuto per oggetto il garantismo. Quale garantismo? Quello che la destra concederebbe ai propri amici e avrebbe invece negato a Prodi, Dini e Fassino, offesi, indignati e inquietati che certe voci girassero sul loro conto. Quanto al garantisimo per Marini, che potrebbe essere molto concreto, che potrebbe esercitarsi su quello che sembra un abuso, la sua smisurata e accanita prigionia preventiva, niente. Quasi sette mesi per essere sospettati di truffa.
Ma non c’è amante di pentiti, e non c’è un sincero garantista, che si sia posto la domanda più semplice del mondo:
ma è una cosa normale?
saluti




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