dall'Arena di Verona:
Notte di terrore. Il giovane che è stato ammazzato era venuto in città per prendere un connazionale che come lui abitava a Tregnago. Gli arrestati sono clandestini
Far West stazione, ucciso perché è marocchino
Fermati quattro tunisini: non volevano altri africani in zona. La vittima inseguita e accoltellata
È bastata meno di una notte per far luce sull’omicidio della stazione. E quanto scoperto dagli inquirenti, rende se possibile, ancor più inquietante l’episodio.
Moustafà Ben Soultana, 21 anni, marocchino, muratore, residente regolarmente a Tregnago è stato ammazzato per due ragioni. La prima è di origine razziale: i tunisini non vogliono marocchini in zona stazione. La seconda è che quel giovane tranquillo, in stazione, c’era andato soltanto per fare un favore a un connazionale che aveva perso l’ultima corriera utile per far rientro a Tregnago. E s’è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato, in una zona che, soprattutto di notte, è un Far West.
A «giustiziare» materialmente il marocchino, secondo la polizia, è stato il tunisino sedicente Sami Harariri, 18 anni compiuti un mese fa, irregolare, senza fissa dimora. È lui che, secondo la polizia, ha sferrato due coltellate al bacino del ragazzo che stava scappando perché inseguito. Una delle due coltellate, inferte con un serramanico che non è ancora stato trovato, ha rescisso l’arteria femorale e ha fatto morire dissanguato il giovane. Con il tunisino c’erano i connazionali Isam Gamel, 20 anni, Lofthi Hazazy, 28 anni e Ganouki Oamor, vent’anni, tutti sedicenti, tutti irregolari e mezzi ubriachi.
Era quasi mezzanotte, domenica, quando un paio di marocchini hanno bussato disperati alla finestra della polizia ferroviaria. In giro c’erano soltanto immigrati con il sacco a pelo in spalla, alla ricerca di un posto dove dormire: una scena ormai consueta. I due disperati che bussavano alla finestra della polizia si sono qualificati come un amico e uno zio del ragazzo accoltellato. Hanno chiesto aiuto. Quando gli agenti della polizia ferroviaria sono usciti in strada hanno trovato la vittima, supina, con gli occhi chiusi, come se dormisse. Il giovane era già morto dissanguato. Il personale di soccorso, quando è arrivato davanti alla biglietteria della stazione degli autobus, in piazzale XXV Aprile, ha tentato la rianimazione, ma ormai quel corpo non aveva più sangue in circolo.
È scattato l’allarme. Alle indagini hanno partecipato oltre alla polizia ferroviaria le volanti, il personale della squadra mobile e della scientifica. E mentre sul posto è arrivato il magistrato di turno Fabrizio Celenza, assieme al dirigente delle volanti Massimo Scannicchio, sono state fermate alcune persone. Altre sono state individuate all’ex hotel Lux, noto edificio abbandonato, rifugio di sbandati. La polizia ha ascoltato testimonianze di chi lavora in stazione, nei chioschi e di un moldavo che ha dato una preziosa collaborazione. Tutte deposizioni verbalizzate in questura dal dirigente della mobile Marco Odorisio, assieme ai suoi collaboratori.
Ieri mattina, durante una conferenza stampa tenuta dai dirigenti Odorisio della mobile, Scannicchio delle volanti e Rosario Russo della ferroviaria, è stata data la probabile ricostruzione dei fatti.
Secondo quanto appurato dalla polizia, i tre marocchini si erano recati in stazione per accogliere l’amico che aveva perso la corriera per Tregnago. Poi il gruppo si è diretto a un chiosco vicino per acquistare bibite e panini.
Nei pressi del chiosco il gruppo di tunisini ha apostrofato gli amici di Tregnago con frasi minacciose, alludendo al fatto che i marocchini non «debbono invadere la zona». Poi i tunisini hanno iniziato a strattonare gli altri, rubando loro le bottiglie e i panini.
Gli animi si sono infiammati, i tunisini hanno rotto delle bottiglie e con i cocci hanno minacciato i marocchini che vista la malaparata si sono messi a scappare in direzioni diverse.
Ben Soultana ha tentato di arrivare in piazzale XXV Aprile dove aveva parcheggiato l’auto. Ma non ci è riuscito. Ha cercato di mettersi al riparo dietro la portiera e i cristalli, tentando di sfuggire a colui che ormai aveva capito stava diventando il suo carnefice. Ma non ce l’ha fatta. È stato raggiunto dal suo inseguitore davanti ai tre gradini che permettono di arrivare alla biglietteria degli autobus. Il suo assassino ha sferrato un primo colpo e forse Ben ha continuato a correre. È stato poi sferrato il secondo fendente. Ben si è accasciato e in pochi minuti è morto dissanguato. Ha semplicemente sentito le forze che lo abbandonavano, ha chiuso gli occhi e s’è addormentato per sempre. Così l’hanno trovato i soccorritori, sotto la luce azzurrognola dell’insegna dell’Aptv dopo la mezzanotte.
Sono poi cominciate le ricerche, le perquisizioni, i rilievi della scientifica, mentre iniziava a piovigginare, con il rischio che ogni traccia venisse cancellata. In questura sono state portate otto persone, ce ne sono rimaste quattro, che nelle prossime ore saranno interrogate. Saranno inoltre visionati i filmati delle telecamere che erano state installate in zona stazione per controllare quella che rischia di essere una terra di nessuno. Ma la soluzione al delitto è già stata scritta.




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